Archivi del giorno: venerdì, 26 novembre 2010

L’immagine di Amelia Frascaroli

Ieri sera ero a sentire l’intervento di Nichi Vendola a sostegno della candidata alle primarie del centrosinistra bolognese Amelia Frascaroli. Volevo immergermi, oltre che ascoltare e vedere.

Gli spazi del cinema Nuovo Nosadella erano stracolmi (ieri gli organizzatori hanno detto 1200 persone, oggi i giornali 2000): moltissimi studenti («Salve prof!»), tantissime donne e uomini di tutte le età. La maggioranza era lì per Vendola, mica per Amelia Frascaroli, come lei stessa ha umilmente riconosciuto, salutando e ringraziando il pubblico.

Io invece ero lì per lei: i discorsi di Vendola li conosco bene, e da un po’, purtroppo, non mi riservano novità.

Mi incuriosisce l’immagine femminile di Amelia Frascaroli: capelli candidi, rughe evidenti, abbigliamento casalingo, quasi dimesso. È nata solo nel 1954, ma fa di tutto per sembrare più anziana e gioca con lo stereotipo della nonna (dolce e buona, ma quando ci vuole sferzante), mentre le sue coetanee stantuffano per sembrare più giovani.

Un ribaltamento mica da poco, no? Guarda qui (clic per ingrandire):

Amelia Frascaroli 1 Amelia Frascaroli 2 Amelia Frascaroli 3

Comincia il discorso dicendo di aver bisogno di leggerlo, data l’emozione, e degli occhiali, sennò non ci vede (uhm, ammette le debolezze e ci gioca… bene! ). Poi racconta due storie (uso spontaneo o consapevole dello storytelling, bene! ), con l’aria della nonna, appunto, che ti racconta la favola prima di dormire. Il tono è mite, l’understatement continuo, ma gli occhi azzurri ammiccano spesso alla telecamera (bene! ), e tutto il discorso è accompagnato da battute ironiche – alcune taglienti – sul Pd, su ciò che i media dicono di lei, sui problemi di Bologna e sulla sua stessa candidatura (è pure autoironica, bene! ). (Trovi QUI il testo del discorso).

Nel perbenismo e salottismo bolognese, un’aliena. Una mina vagante. Che Bologna sia pronta ad accoglierla?

Stavo ancora crogiolandomi in questa domanda, stavo già pensando che la «forza mite» di Amelia, come l’ha chiamata Vendola, possa forse risanare quella frattura fra società civile e politica che il Pd ha creato a Bologna, quando, sulla via del ritorno, inciampo in una studentessa – bolognese, di buona famiglia – che mi fa:

«Ha visto Vendola, prof. Figo, eh?»
«Eh.»
«Quando parla è magico, una resta a bocca aperta, vero prof?»
«Mah. E la Frascaroli?»
«Un disastro prof. Dài una non può leggere il discorso: Vendola non legge. E poi, ha visto prof, come va in giro vestita? Dài, una non si può presentare a quel modo…».

Umpf. 😦