Quando la pubblicità offende (anche) gli uomini

Nell’ultimo mese sono stati accusati di offendere la dignità femminile due spot.

Il primo è quello della compagnia telefonica 3, con Raoul Bova, Teresa Mannino e la modella Madalina Diana Ghenea.

Storia: Bova è al ristorante con la Mannino, in evidente situazione di “inciucio”. Arriva la bellona Ghenea, che ha finito il credito e gli chiede in prestito il cellulare. Lui accetta, improvvisamente confuso e distratto dalla relazione con la Mannino. Finale con la Ghenea che bacia il display, Bova che rimira l’impronta del rossetto e la Mannino che commenta amaramente: «Niente, stavamo mettendo le basi per una pomiciata».

Lo spot è stato denunciato allo IAP perché riduce la desiderabilità delle donne alla sola bellezza fisica, ma è ancora in circolazione (è chiaro che lo IAP stenta a mettersi contro 3, vedi anche Le ragazze di 3 piacciono al Giurì della pubblicità).

Il secondo è quello di Sensitive Nivea for Men, sponsor del Milan dal 2008.

Storia: il coach Massimiliano Allegri tiene una lezione ai giocatori del Milan: «Nell’uno contro uno voglio vedervi decisi, ma evitiamo le entrate “ruvide” per non rovinare la prestazione». Subentra Seedorf con sorrisetto ironico: «Ho capito mister, l’importante è buttarla dentro». Risata di tutti i giocatori per il doppio senso, mentre la voce off invita a giocare sul «velluto» con Nivea.

Lo spot è per ora sospeso, perché è finita la programmazione quindicinale. Ma Nivea ha scritto a Un altro genere di comunicazione – che l’aveva denunciato – una lettera di scuse, promettendo che, quando lo spot tornerà in onda, sarà modificato in modo da non offendere nessuno.

Perché ho messo assieme i due casi? Perché gli stereotipi maschili e femminili che mettono in scena sono offensivi per entrambi i generi sessuali, non solo per le donne. Anzi, direi più per gli uomini (intesi come maschi etero) che per le donne.

Ti pare possibile che uno debba rimbecillirsi come Bova nella scenetta al ristorante? (Peraltro, se ricordi gli spot di questa estate, ci faceva sempre la figura da scemo.)

Ti pare possibile che «quello che gli uomini vogliono» sia solo «buttarla dentro»? Va notato infatti che il claim di Nivea for Men è «Quello che gli uomini vogliono». E per esplorare tutta la gamma di desideri maschili, va’ nella sezione apposita del sito Nivea: se fossi un uomo mi sentirei idiota. 😮

Spot 3 Italia

Spot Nivea for Men «Quello che gli uomini vogliono»

17 risposte a “Quando la pubblicità offende (anche) gli uomini

  1. mi piacerebbe pensare che agli uomini non interessi solo “buttarla” dentro… ma la maggior parte mi sembrano invece fissati con quello…
    sarà che mi sono ritrovata la bacheca di FB inondata di post di maschietti con frasi del tipo “Ricorda, se un uomo ti fa passare…non è per gentilezza…ma è per guardarti il culo!!!” e cose simili… ‘na tristezza

  2. Quando la pubblicità offende anche gli… attori.
    scusa Giovanna se vado un po’ fuori topic, ma vogliamo parlare anche di recitazione? L’unica che si salva è la Mannino. Passi per i poveri calciatori del Milan, ma che dire di Raul Bava? Ai tempi del Carosello le pubblicità le facevano gli Attori di Teatro

    adesso le fanno gli attori bimbiminkia, quelli che “non possono alzare la voce altrimenti si capisce che sono dei cani”

    Ora basta, gridiamolo forte, la vera bellezza di un attore non sta nella faccia da bambolotto, ma nella capacità di muovere il diaframma!

  3. Già, la classifica di cosa vogliono gli uomini di Nivea è tragica e spero vivamente non sia figlia di una reale indagine stile Eurisko ma dei valori aziendali Nivea.
    Comunque mi sono iscritto per provare, che fa sempre bene alla salute mettere in pratica le cose… ho scoperto così che si può inviare al team di Nivea delle idee per nuovi argomenti su cosa vogliono gli uomini… nel male almeno Nivea ha pensato ad una piattaforma aperta in cui gli uomini potrebbero dal basso cambiare le carte in tavola 😉

  4. @Eleonora,
    Anche la mia ragazza mi dice sempre che se la faccio passare per prima è perché voglio vederle il didietro! hahaha… dai che a volte siete delle bastarde.

    Che cosa indegna, in questo paese uno non può neanche fare il cavaliere… 😀

  5. Farò pure nuovamente la figura della babbalucca ma a me la pubblicità della Nivea faceva ridere e non la ho mai trovata offensiva ne per gli uomini ne per le donne. Era solo una battuta, via XD

  6. @Eleonora li disegnano, leggi educano, così… fuori casa ma anche in famiglia. Se ci fossero meno stereotipi culturali non ci sarebbero tanti/e che vi si adeguano… L’idea è questa, credo. Non ti convince?

  7. Faccio solo due considerazioni: il primo spot (quello di 3) mi è simpatico, forse perché reputo idiota l’intervento della belloccia di turno e del bacio sul display (dopo aver pagato una telefonata ad una sconosciuta, si dovrebbe anche ripulire il cellulare) e forse anche perché mi piace la comicità di Teresa Mannino e chiude con una battuta azzeccata alla situazione (ti sei comportato da idiota, ti potrei perdonare, ma sentiti in colpa)…
    il secondo spot, invece, mi sembra insulso perché il filmato proiettato non ci azzecca un accidente con un briefing calcistico… non fosse per la battuta di Seedorf, sarebbe fuori tema (così com’è credo che offenda di più i calciatori, giocando sullo stereotipo del calciatore: strapagato per fare una cosa che molti adorano e che non pensa ad altro che “a buttarla dentro”)…

  8. Credo che il claim della Nivea sia molto bello per una serie di motivi. Tuttavia credo sia sfruttato in maniera banale e superficiale.
    Lo spot della Nivea in questione credo sia di cattivo gusto e come giustamente sottolinea lei, soprattutto per gli uomini.
    Davvero <> riflette quello che gli uomini vogliono?
    Davvero tutto si riduce a questo?
    Credo che le frasi che compongono uno spot, claim a parte, debbano in qualche modo integrare il claim stesso e spprtare l’intera ‘filosofia’ della marca.
    Nivea avvalendosi di determinati concetti non ci fa neanche una bella figura.
    E comunque ho notato una cosa: che se uno spot è offensivo per le donne, sono le donne ad indignarsi, a ‘muoversi’, a fare critiche.
    Se uno spot è offensivo per gli uomini sembra quasi che la maggiorparte di loro non se ne accroga, sono sempre le donne a sottolineare la cosa; il post che commento sembra esserne la prova..

    Per quanto riguarda invece lo spot della 3, anche quello sembra non aver intaccato minimamente la suscettibilità degli uomini, quando ho chiesto ai miei amici cosa ne pensassero di quello spot hanno risposto che “a volte è normale rimanere di stucco davanti ad una bella ragazza…”.
    Forse non si sono resi conto che Raul Bova in quello spot ci fa un po la figura del rimbecillito…

  9. Gli stereotipi certamente esistono e possono essere deteriori, ma ho qualche dubbio che influenzino più che tanto l’apprezzamento delle femmine per gli uomini virili e quello dei maschi per le belle ragazze. (Alla mia età preferisco la Mannino alla Ghenea, ma a venti o trent’anni probabilmente no, ero scemo lo so.)

    Aveva qualche dubbio anche il Boccaccio, sei-sette secoli fa, un po’ prima di pubblicità e TV.
    In una novella del Decamerone (Introduzione alla quarta giornata), il morigerato Filippo isola il figlio in montagna, lo educa a stereotipi ‘virtuosi’, poi vanno a Firenze, Filippo gli mostra chiese e palazzi, ed ecco cosa succede:

    “E così domandando il figliuolo e il padre rispondendo, per avventura si scontrarono in una brigata di belle giovani donne e ornate, che da un paio di nozze venieno; le quali come il giovane vide, così domandò il padre che cosa quelle fossero.
    A cui il padre disse:
    – Figliuol mio, bassa gli occhi in terra, non le guatare, ch’elle son mala cosa.
    Disse allora il figliuolo:
    – O come si chiamano?
    Il padre, per non destare nel concupiscibile appetito del giovane alcuno inchinevole disiderio men che utile, non le volle nominare per lo proprio nome, cioè femine, ma disse:
    – Elle si chiamano papere.
    Maravigliosa cosa a udire! Colui che mai più alcuna veduta non n’avea, non curatosi de’ palagi, non del bue, non del cavallo, non dell’asino, non de’ danari né d’altra cosa che veduta avesse, subitamente disse:
    – Padre mio, io vi priego che voi facciate che io abbia una di quelle papere.”
    🙂

  10. Quoto Eleonora, mi spiace. Forse in parte è un fatto di età, nel senso che magari dopo la trentina (a parte il povero Raul che evidentemente dopo i vari filmetti basati sulle storie pedo di Moccia si è rinc*gli*nit*) il maschio capisce che per la sua felicità e gratificazione personale è necessario altro rispetto al solo “buttarla dentro”. Ma nei coetanei francamente il trend è proprio quello, ne sono stata più volte testimone.
    Poi, che non si rendano conto che quelli che governano la nostra cultura sono modelli offensivi anche per loro, è un discorso su un altro livello.

  11. Salve prof, aggiungo tre cose che mi hanno colpito nel secondo videoannuncio.

    -1 La frase finale poco qualificante per la controparte femminile è affidata al “negro” babbeo di turno che rappresentando una cultura fallocentrica può permettersi di volgere sfacciatamente il discorso sulla finalità sessuale del training (penetrazione facile e riuscita). Non solo offende l’intelligenza maschile, ma in particolare quella degli uomini di colore che in quanto stupidi e dotati finiscono sempre lì.

    -2 L’obliquità del gioca SUL velluto, che sembra riferirsi non solo alla pelle maschile, quanto al campo di gioco: il corpo della donna, che depilato e ben predisposto facilita la performance maschile.

    -3 Il classico giochino contestuale: un frame machista e cameratista giustifica l’uso di cosmetici, (merce per “froci” o donne) che in altri casi potrebbe ben minare l’identita virile degli acquirenti.

  12. Caro Garante: verissimo e acuto ciò che hai notato. Grazie!

  13. Scusate ma ci tengo a precisare che l’iniziativa contro la pubblicità della nivea ( e contro le pubblicità sessiste in generale) è nata su facebook
    http://www.facebook.com/#!/event.php?eid=178400872169922
    Ulteriori considerazioni le trovate qui:
    http://perseo.blog.kataweb.it/perseo_blog/2010/12/01/se-limportante-e-buttarla-dentro/

  14. Marino, scusa: le iniziative di questo tipo pullulano in rete da almeno un paio di anni. Non c’è un capofila, un luogo “in cui è nata” una denuncia.

    Lo spot di Nivea mi è stato segnalato via mail da alcuni studenti (ognuno per conto suo) almeno quindici giorni fa, per esempio. Non credo sia importante sottolineare chi comincia cosa, in rete. L’importante è essere in molti. Moltissimi.

  15. Anch’io, come Panzer, trovo simpatico lo spot della 3, probabilmente anche per me per la simpatica irresistibile della Mannino.
    L’altro, oltre che di cattivo gusto – come ha giustamente notato lei – lo trovo, non so, anche abbastanza volgare…

    P.S. E’ davvero interessante il suo blog, professoressa! Complimenti! 😉

  16. Giovanna era per dire che anche a certi uomini determinate cose non stanno bene. Comunque oggi ho ricevuto una mail dallo IAP che mi segnala che Nivea è stata sanzionata e che la pubblicità, quando verrà ritrasmessa, sarà modificata.
    Marino

  17. Ma vogliamo parlare del video con Battiston!? Mi fa morire!!

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