Archivi del giorno: lunedì, 6 dicembre 2010

Guerrilla marketing e contropubblicità: matrimonio impossibile?

Guerrilla marketing, guerrilla advertising, ambient advertising, flash mob, marketing virale: sono solo alcune delle etichette che oggi gravitano attorno al cosiddetto «marketing non convenzionale».

Gli studenti più giovani sono di solito affascinati da questo tipo di comunicazione, perché profuma di ribellione e creatività. Di nuove frontiere. Tendono però a confondere le varie etichette fra loro o, peggio, le sovrappongono alle azioni di contropubblicità e controcultura che contestano il consumismo, la pubblicità e i media tradizionali.

In realtà, come ho notato più volte su questo blog, negli ultimi anni il guerrilla marketing è sempre meno ribelle e sempre più scontato, convenzionale (vedi Urban spam e Di cosa parliamo quando parliamo di flash mob?).

Su questo tema ha fatto una bella tesi di laurea triennale Francesca Malaspina, che innanzi tutto ha messo ordine fra i vari concetti, quindi ha individuato alcuni aspetti critici, esaminando un recente caso italiano di movimento contropubblicitario, il Be Yourself Movement, che all’inizio era interessante, ma è finito in pochi mesi a fare guerrilla marketing per Emily the Strange, il che è incoerente rispetto al manifesto iniziale.

Be Yourself Movement

Per saperne di più, ecco la tesi di Francesca: «Guerrilla: al confine tra marketing e sociale».