Uno stage da Spreaker

Spreaker – piattaforma on-line per la creazione di web radio, di cui avevo già parlato QUI – cerca una laureata in Scienze della Comunicazione che voglia fare un tirocinio extracurricolare, o una laureata in Scienze della Comunicazione che sia iscritta attualmente a una magistrale e voglia fare un tirocinio curricolare in ambito Comunicazione Web.

Il tirocinio prevede queste attività:

  1. gestione dell’immagine dell’azienda tramite community on-line come Facebook, Twitter, LinkedIn e altri;
  2. gestione dei comunicati stampa on-line aziendali;
  3. supporto nella gestione di campagne di marketing online;
  4. supporto nella gestione di comunità interpersonali (blog, chat, forum).

Requisiti dell’aspirante stagista:

  1. ottima conoscenza della lingua inglese e possibilmente di una seconda lingua straniera;
  2. familiarità con gli strumenti informatici, con Internet e con i più noti social media.

Il tirocinio si svolgerà a partire dal 10 gennaio (data orientativa e modificabile a seconda delle necessità della stagista) per i tre mesi successivi nella sede aziendale di Spreaker c/o la facoltà di Agraria dell’Università di Bologna.

È previsto un rimborso spese di 200 euro mensili.

Per ulteriori informazioni o per inviare la propria candidatura completa di cv:

tonia.maffeo chiocciola spreaker.com

 

15 risposte a “Uno stage da Spreaker

  1. perchè per forza una donna? immaginiamo che ci sia un lavoro solo per un uomo: non si sarebbe parlato di “discriminazione contro le donne”? 🙂

  2. Hamlet: preferiscono proprio una ragazza. Per una volta, la discriminazione è al contrario e mi hanno pregato di specificarlo. Ovvio però che, se un ragazzo li convince di essere la persona giusta per loro, potrà giocarsi la sua carta.

    Ogni discriminazione di genere, razza eccetera è incostituzionale, come sanno tutti in Italia…
    😉

  3. “preferiscono proprio una ragazza. Per una volta, la discriminazione è al contrario”

    Prof, non sia così ingenua.
    Gli annunci di lavoro dove si cerca solo personale femminile sono moltissimi. E, ci faccia caso, tutti per posizioni subalterne, stagiste, tirocinanti, segretarie.
    Comprano sesso. A duecento euri al mese.

  4. Ossantocielo Andrsci! Spreaker non cerca sesso né posizioni subordinate!!! Vuoi che sia così sciocca e criminale da pubblicare un annuncio del genere?

    Insomma: ti dà proprio così fastidio che un’azienda possa privilegiare il fatto di fare colloqui a ragazze piuttosto che ragazzi (tendenzialmente, senza che questo costituisca pregiudizio discriminatorio, ovvio!) semplicemente perché ritiene – per l’esperienza che ha finora acquisito – che le ragazze siano in media più preparate e affidabili per quella posizione dei ragazzi?

    Se un ragazzo ritiene di essere il candidato giusto, si candidi! E li convinca di essere bravo quanto e più di una ragazza! Tutto qui. Dà fastidio, eh? 🙂

  5. Gentile Sig.ra Cosenza,
    per dirla con Guccini, lei a mio parere possiede in questo caso “l’ipocrisia di chi sta sempre con la ragione a mai col torto”…
    Una discriminazione è una discriminazione. (punto).
    Se fosse accaduto il contrario saremmo qui a gridare allo scandalo del più becero maschilismo.

  6. Caro signor Johnny,
    evidentemente lei non conosce questo blog.
    Dunque non sa quante volte abbiamo discusso di discriminazioni.
    Dunque non sa quanto io combatta tutti i santi giorni ogni tipo di discriminazione: contro donne, gay, cani, gatti, canarini, e pure contro i maschi eterosessuali, quando la discriminazione c’è, ebbene sì, combatto pure quest’ultima discriminazione.
    🙂
    Dunque glielo spiego meglio: la mia è stata solo una provocazione.
    Pro-vo-ca-zio-ne.
    😀
    E lei ci è cascato. Non me ne voglia…
    😉

  7. Forse, prof, non siamo d’accordo su cosa vuol dire “comprare sesso”. Io intendevo in senso lato.

    Quando dico che comprano sesso credevo di dire una banalità a qualcuno che si occupa di comunicazione per mestiere. La Tim è un’azienda che sfrutta la prostituzione? No, siamo tutti d’accordo. Però se mi compro uno smart-phone non compro solo l’ìoggetto, compro anche il fatto che proietto me stesso su un tizio che è cretino quanto me ma manda messsaggi a un centesimo a Belen Rodriguez. Sto comprando sesso o no? E’ un meccanismo normalissimo in pubblicità. Poi, si può assecondarlo o contrastarlo.
    Credevo che una persona attenta come lei se ne accorgesse facilmente: si faccia un giro su un sito di annunci, e veda se da qualche parte cercano una dirigente, un’avvocata, una chirurga. Allora delle due l’una: o le leggi del mercato funzionano davvero, e allora le donne sono competenti solo nel fare segretarie, infermiere, stagiste; oppure non è competenza quello che questi signori cercano.

    Sì, mi darebbe fastidio anche che un’azienda cercasse ecc.
    Ma non credo sia questo il caso: io, da donna, non risponderei mai a un annuncio del genere.

    (Poi dire che, nell’assumere una stagista, non cercano posizioni subordinate mi sembra ancora più grave: cercano una persona con ruolo di responsabilità e le danno un rimborso di duecento euri?)

    Oltretutto, lei nella sua risposta ha dato per scontato che mi interessasse fare concorrenza alle candidate, presentarmi anch’io per quel posto. Sottointendendo che evidentemente dovevo essere un ragazzino (si è anche rivolta a me col ‘tu’ quando io ho esordito col ‘lei’). Come si permette? Chi la conosce? Ci vada lei, a fare la stagista a duecento euri: io, il posto a cui miro, è il suo.

    🙂 Scherzo, ovviamente, neh?. Spero si capisse dall’anacoluto.

    Ma il problema rimane.
    E giustificare il proprio scivolone chiamandolo provocazione è una mossa squallida che lascerei a gente di altri mestieri.

  8. Caro Andrsci,
    anche il suo “scherzo” non mi è piaciuto per nulla. Eppure non lo definisco “squallido”. E neppure il suo darmi dell'”ingenua” mi è piaciuto, quando invece credo sia proprio lei (le do del lei, per carità) a non aver colto molte cose né di questo annuncio, né di questo blog. Ma non importa.

    Voglio solo rassicurarla su un punto: ho parlato direttamente (= per telefono) ai rappresentanti di Spreaker, che mi hanno spiegato direttamente e chiaramente PERCHE’ preferiscono una ragazza. Perché l’esperienza ha insegnato loro che le donne sono più brave, ecco tutto.

    Un pregiudizio al contrario? Sì.
    Discriminazione? No: se un ragazzo si presenta, potrà dimostrare di essere bravo quanto e più di una ragazza, ma starà a lui l’onere della dimostrazione.

    Nulla a che vedere con posizioni subordinate, sfruttamento del corpo femminile come fa Tim, e annessi e connessi.

    Quanto al fatto che in generale nella società italiana le donne occupino posizioni subordinate e gregarie, credo lei non abbia nulla da spiegare né a me, né ai lettori di questo blog. Se non ci crede, si faccia una ricerca sul blog immettendo nella casellina del motore di ricerca parole chiave come “gender studies”, “donne”, “gender” e così via.

    Capisco il suo punto quando dice “Io, da donna, non risponderei mai a un annuncio del genere”. In una società sessista, gli impliciti sono esattamente quelli che lei indica, certo. Ma chi conosce questo blog sa che questi impliciti non possono stare in un annuncio pubblicato su queste pagine. Chi non lo conosce dubita e chiede, magari. Evitando di dare dell'”ingenua” a me. Ho tanti difetti, mi creda, ma l’ingenuità su questi temi proprio mi manca.
    Tutto qui.

    La saluto cordialmente.

  9. Ma… è proprio perché seguo il suo blog da anni che mi deludeva questa cosa da parte sua!
    Se, poi, lei conosce personalmente i tipi della webradio, può anche essere che questo caso sia diverso. Ma se è così, resta da spiegare com’è che le donne siano così meravigliosamente più brave degli uomini, e malgrado questo il team sia fatto in maggioranza da uomini.

    Forse l’equivoco di fondo consiste nel fatto che lei continua a essere convinta (anche se altrove si pone in maniera dubbiosa e chiede ai lettori di esprimersi) che sia un privilegio, una discriminazione positiva andare a fare la stagista per duecento euri. Laddove per me il fatto stesso che una persona sia là per tante ore, pagata così poco, per giunta da quasi-coetanei, ha qualcosa di (in tutti i sensi) perverso.

    Chiarite le nostre posizioni, mi scuso se l’ho offesa in qualche modo.

  10. Giovanna, sono convinto che le tue intenzioni erano positive, così come sono convinto che, se Spreaker dovesse trovare qualcuno che accetta di fare lo stage, ci farai leggere il resoconto della stagista dopo i 3 mesi e ci farai sapere se la stagista è stata assunta dopo 3 mesi o no. Vero?? 🙂

  11. Caro Hamlet e caro Andrsci, allora mettiamola così: io volevo soprattutto sollevare il problema: accettare uno stage a 200 euro al mese o no? In un contesto in cui, nella stragrande maggioranza di casi, i ragazzi accettano stage gratuiti e senza prospettiva alcuna, che fare? Sulla serietà del percorso formativo, do le mie garanzie, mi sono detta. Sul resto, pensiamoci!

    È proprio per questo che ho scritto il post di giovedì 16 dicembre:
    https://giovannacosenza.wordpress.com/2010/12/15/stagisti-pagati-rimborsati-o-sfruttati/

    Andrsci, lei dice: «Forse l’equivoco di fondo consiste nel fatto che lei continua a essere convinta (anche se altrove si pone in maniera dubbiosa e chiede ai lettori di esprimersi) che sia un privilegio, una discriminazione positiva andare a fare la stagista per duecento euri.» Non le pare porsi in maniera abbastanza dubbiosa, non le pare che sia chiedere ai lettori la loro opinione il fatto di dedicare un post a questo tema, esattamente il giorno dopo?
    🙂
    Ribadisco, eccolo:
    https://giovannacosenza.wordpress.com/2010/12/15/stagisti-pagati-rimborsati-o-sfruttati/

    È andata così: il 15 ho pubblicato un annuncio un po’ perché è meglio della media degli stage che i ragazzi di Scienze della Comunicazione a Bologna svolgono, ma soprattutto per suscitare reazioni sulla questione del basso rimborso. Le reazioni non sono arrivate (se non la vostra, sulla questione della stagista donna), e allora il giorno dopo sono tornata sul tema proprio per metterlo in discussione, prendendo a pretesto la mail che mi ha scritto una ragazza, che ora vive all’estero.

    Non mi fosse arrivata quella mail, avrei ugualmente scritto il post. Vi invito a leggervi i quasi 60 commenti che il post del 16 dicembre ha suscitato. Tutti molto interessanti.

    Morale della favola: non so se mai qualcuno andrà da Spreaker, dopo aver letto questo blog. E se qualcuno ci andrà, sarà sicuramente molto consapevole di ciò che fa. Ma che qualcuno vada o non vada per me non è rilevante più di tanto: non sono un’agenzia di collocamento, anche se mi fa sempre molto piacere quando riesco a mettere in contatto i giovani con le aziende e il connubio funziona felicemente per entrambi. Ciò che più mi importa, di principio, è sollevare questioni che ci aiutino – me stessa e i lettori del blog – a capire meglio i problemi e ragionare su soluzioni.

    In ogni caso, caro Hamlet, certo che vi farò sapere come andrà a finire lo stage da Spreaker. Puoi contarci.
    🙂

    Un abbraccio a entrambi e… pace? 😀

  12. Per me, era pace fin dal primo momento.
    Polemica non è guerra. Se non possiamo polemizzare tra noi…

  13. Comunque, riguardo alla sua risposta: certo che mi sembra che quel post sollevasse il problema. E infatti era proprio quello che aveva scritto. Ma in questo post non mi sembrava che lei volesse “sollevare il problema”. Specialmente nei commenti, dove ha espressamente qualificato come positiva la discriminazione per le donne di quest’offerta. E infatti ho commentato dopo la sua risposta ad Hamlet.

    Pax et bona. Andr.

  14. Salve a tutti,
    non ho potuto fare a meno di leggere tutta la vostra conversazione. Sapete qual’è la prima cosa che ho pensato Andrsci e Hamlet? (vi do del tu visto che credo di avere la vostra età!) ma dove vivete???
    Senza offesa.. ma avete mai lavorato? avete mai provato a fare lavori che chiedono di stare in piedi otto ore al giorno, tornare a casa con la schiena spezzata? i piedi gonfi?’ no perché dalle polemiche inutile che avete sollevato mi viene da pensare a questo! Magari mi sbaglio.. anzi me lo auguro!
    Sapete perché scrivo questo? perché se fino ad oggi avete fatto questi lavori, pur essendo laureati e pieni di voglia di fare, quando vi si propone un tirocinio davvero interessante, che vi può insegnare tanto, e anche un po’ remunerato.. non ci pensate due volte! Il mondo del lavoro è duro e pieno di ingiustizie e gente ipocrita. Questo non significa che le cose non debbano cambiare, ma sicuramente ci sono proposte (come quella di speaker) con le quali si scende volentieri a compromessi!

    Inoltre credo che siate stati prevenuti con la professoressa Cosenza, e che molto probabilmente non la conoscete abbastanza. Se avete seguito i suoi corsi o avete collaborato con lei non potete parlare di discriminazione!

    Detto questo saluto tutti!

  15. ciao Me Stessa, a me dispiace leggere i messaggi come i tuoi (tra l’altro ho lavorato, stando anche pià di 8 ore in piedi a fare lavori gratificati, e proprio per questo che bisogna rifiutare lo sfruttamento legalizzato spesso chiamato “stage”!); perchè sono prorio questi messaggi che autorizzano gli imprenditori a sfruttare i lavoratori: finchè ci saranno persone così, gli sfruttatori avranno un’autostrada davanti a sè! Tanti saluti! Tu, quando hai fatto lavori stancanti, ti facevi pagare il giusto o lo facevi gratis?? Ciao!!

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