Chanteclair ce l’ha piccolo

Da ieri il nuovo spot del detersivo Chanteclair Econcentrato è on air su Rai, Mediaset e La7. Ideato e recitato da Paolo Monesi, ci racconta questo:

«Abbiamo preso il tuo Chanteclair lavatrice e l’abbiamo martellato, compresso, distillato e ora Chanteclair… ce l’ha piccolo! Chanteclair lavatrice E-concentrato, il detersivo piccolo che lava alla grande: ogni goccia ne vale quattro! Mini-formato, maxi-risultato!»

Poiché il radiocomunicato circolava già in dicembre, in molti mi hanno già chiesto di commentarlo. Che ne penso?

Ebbene, si sa: l’allusione al sesso è la solita vecchia leva della pubblicità che vuol farsi notare con poco dispendio creativo. Vale la pena ricordare che già nel 1957 Vince Packard così scriveva nei Persuasori occulti:

«L’efficacia del sesso come richiamo pubblicitario non è stata, s’intende, una scoperta dei persuasori in profondità. Già da molti anni [e lo diceva nel 1957!] le agenzie pubblicitarie si servivano largamente di motivi sessuali per attrarre l’occhio del consumatore (V. Packard, The Hidden Persuaders, trad. it. Einaudi, Torino, 2009, p. 80).

In questo caso però, per una volta, il bersaglio dell’allusione sessuale sono gli uomini e non le donne. Che per giunta vengono colpiti in basso.

Naturalmente non mi consola che sia preso in giro il corpo maschile invece di quello femminile. Eppure una cosa va detta: per quanto ridotti a corpo, gli uomini ne escono in qualche modo confortati, e non di certo denigrati o offesi come la pubblicità fa spesso con le donne.

Lo spot infatti valorizza la prestazione nonostante le dimensioni, cioè rassicura i maschi su una delle loro preoccupazioni più antiche e ricorrenti: non avere un pene abbastanza grande.

6 risposte a “Chanteclair ce l’ha piccolo

  1. Certo che per appellare come “creativi” gli autori di cotanta pubblicità, bisogna fare proprio un bello sforzo

  2. Almeno questa “trovata” la si capisce. Qualcuno può spiegarmi il Panda di LA7?
    🙂

  3. In realtà intravedo un sentiero periglioso.
    Il masculo sessista – può pensare che quelli che ce l’hanno piccolo fanno er bucato.

  4. Zauberei
    Dici il giusto. Forse una (manariana) Miele ha ancora bisogno di quelli grandi. Ma resta vero che anche la più proletaria tra le Candy di turno funziona alla grande anche con quelli piccoli.

  5. Pingback: Elogio della pornografia « Ilcomizietto

  6. La pubblicità non mi entusiasma a dire il vero e non per i dettagli sessisti ma perchè manca di ritmo. Se il mio lavoro è fare una pubblicità che vende (e non fare una pubblicità che è moralmente etica) beh anche io punterei sulle allusioni sessuali. Facile, colpisce e vende, la gente se la ricorda. Tuttavia come spot non è per niente seducente, okay l’allusione ma poi dovevano condirla un pochetto meglio…

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