Archivi del giorno: giovedì, 20 gennaio 2011

Le primarie a Bologna: finalmente è gara aperta

Oggi su Repubblica Bologna è uscito un mio intervento sulle primarie della coalizione del centrosinistra, che si terranno a Bologna domenica 23 gennaio. Per informazioni su quando e come votare, va’ sul sito Primariebologna2011.org.

Segnalo che quest’anno possono – finalmente! – votare alle primarie anche gli studenti fuori sede, purché si iscrivano alle apposite liste (vedi sito). Un’opportunità da non perdere, per iniziare a colmare il divario fra la città e i suo studenti.

Ecco il mio pezzo, versione integrale (su Repubblica Bologna è stato un po’ scorciato, per ragioni di spazio):

Le primarie del Pd che si tennero nel 2008 hanno lasciato ai bolognesi un brutto ricordo. Che fossero «pilotate», cioè univocamente e strettamente convergenti verso Flavio Delbono, i bolognesi lo sapevano dall’inizio. E difatti votarono solo in 25.000, la metà di quanti l’anno prima avevano partecipato a quelle del Pd nazionale.

Le primarie di quest’anno sono diverse. Ma il brutto ricordo può indurre molti elettori di centrosinistra – i più distratti e disamorati – a starne alla larga lo stesso: «Tanto, non serve a niente». Vale la pena invece ricordare alcune differenze fondamentali.

Le primarie del 2008 erano interne a un partito. Oggi abbiamo finalmente primarie di coalizione: quelle che molti nel 2008 invocarono senza successo.

Che quest’anno siano «aperte» si vede anche dal regolamento: nel 2008 potevano votare solo i residenti sopra i 16 anni (italiani o stranieri) e i non residenti che fossero iscritti ai circoli Pd o avessero votato alle primarie nazionali; inoltre, all’atto del voto tutti dovevano impegnarsi a scegliere come sindaco il candidato Pd che avesse vinto le primarie, anche se non era il proprio.

Il regolamento di quest’anno, invece, ammette a votare: i residenti a Bologna, i cittadini stranieri con permesso di soggiorno, gli studenti e i lavoratori non residenti (purché si iscrivano a un apposito elenco); basta che tutti dichiarino «di essere elettori di uno dei partiti della coalizione e/o di riconoscersi nella proposta politico-programmatica della coalizione di centrosinistra».

Insomma, queste primarie permettono di votare con serenità anche agli elettori che, pur sentendosi «di sinistra», non si riconoscono nel Pd; ma anche coloro che si riconoscono nel Pd hanno un motivo in più per partecipare: la gara sarà più dura e perciò, se stanno a casa, rischiano di fare perdere il loro candidato. Una bella differenza.