Le primarie a Bologna: finalmente è gara aperta

Oggi su Repubblica Bologna è uscito un mio intervento sulle primarie della coalizione del centrosinistra, che si terranno a Bologna domenica 23 gennaio. Per informazioni su quando e come votare, va’ sul sito Primariebologna2011.org.

Segnalo che quest’anno possono – finalmente! – votare alle primarie anche gli studenti fuori sede, purché si iscrivano alle apposite liste (vedi sito). Un’opportunità da non perdere, per iniziare a colmare il divario fra la città e i suo studenti.

Ecco il mio pezzo, versione integrale (su Repubblica Bologna è stato un po’ scorciato, per ragioni di spazio):

Le primarie del Pd che si tennero nel 2008 hanno lasciato ai bolognesi un brutto ricordo. Che fossero «pilotate», cioè univocamente e strettamente convergenti verso Flavio Delbono, i bolognesi lo sapevano dall’inizio. E difatti votarono solo in 25.000, la metà di quanti l’anno prima avevano partecipato a quelle del Pd nazionale.

Le primarie di quest’anno sono diverse. Ma il brutto ricordo può indurre molti elettori di centrosinistra – i più distratti e disamorati – a starne alla larga lo stesso: «Tanto, non serve a niente». Vale la pena invece ricordare alcune differenze fondamentali.

Le primarie del 2008 erano interne a un partito. Oggi abbiamo finalmente primarie di coalizione: quelle che molti nel 2008 invocarono senza successo.

Che quest’anno siano «aperte» si vede anche dal regolamento: nel 2008 potevano votare solo i residenti sopra i 16 anni (italiani o stranieri) e i non residenti che fossero iscritti ai circoli Pd o avessero votato alle primarie nazionali; inoltre, all’atto del voto tutti dovevano impegnarsi a scegliere come sindaco il candidato Pd che avesse vinto le primarie, anche se non era il proprio.

Il regolamento di quest’anno, invece, ammette a votare: i residenti a Bologna, i cittadini stranieri con permesso di soggiorno, gli studenti e i lavoratori non residenti (purché si iscrivano a un apposito elenco); basta che tutti dichiarino «di essere elettori di uno dei partiti della coalizione e/o di riconoscersi nella proposta politico-programmatica della coalizione di centrosinistra».

Insomma, queste primarie permettono di votare con serenità anche agli elettori che, pur sentendosi «di sinistra», non si riconoscono nel Pd; ma anche coloro che si riconoscono nel Pd hanno un motivo in più per partecipare: la gara sarà più dura e perciò, se stanno a casa, rischiano di fare perdere il loro candidato. Una bella differenza.

4 risposte a “Le primarie a Bologna: finalmente è gara aperta

  1. Commento egocentrico: hanno aspettato che lasciassi Bologna per fare le primarie aperte ai fuori sede…

    Commento serio: l’ammissione alle primarie di persone non ammesse al voto potrebbe essere considerato un errore che porta a distorsioni, cioè all’eventuale vittoria di un candidato che però non è espressione della maggioranza degli elettori di sinistra bolognesi. Sicuramente qualcuno tirerà in ballo questa cosa se lo scarto tra primo e secondo fosse ridotto, e ancor di più se poi alle elezioni dovesse vincere il centro-destra.
    Tuttavia, questa apertura delle primarie è in realtà un segno positivo, perché vuol dire che i dirigenti del centro-sinistra hanno capito che l’aspetto veramente positivo dello strumento è quello di mobilitare il proprio elettorato, anche quello “virtuale”. La speranza è che gli stranieri e i fuori sede che voteranno alle primarie nei prossimi mesi saranno anche volontari più o meno attivi della campagna elettorale.

  2. Il guaio è che la credibilità del Partito Democratico è ai minimi storici anche in una città come Bologna dove ha sempre governato bene (salvo sputtanarsi con Del Bono). Per cui l’outsider Frascaroli che è un piacevole nulla alla fine rischia davvero di vincere le primarie.
    Comunque è vero, queste solo le primarie più aperte e quindi più libere e quindi è anche più giusto partecipare rispetto alle altre volte.

    http://lundici.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=259:bologna-il-pd-e-lo-spettro-del-%2799&Itemid=1

  3. Mah, io temo che le cose siano andate così: un partito “pesante” (pesantissimo) e pigliatutto come il PD bolognese s’è accorto di aver lasciato per strada 10.000 voti a Bologna città tra il 2009 e il 2010 e che a ‘sto giro la base avrebbe votato in massa SEL o Grillo se non s’inventavano qualcosa. In più, i vendoliani sono curiosamente diventati pasdaran delle primarie da quando il loro idolo le ha rivinte in Puglia e avrebbero fatto una campagna elettorale tutta rivolta al bisogno di “sinistra” che c’è in città.
    Allora il piccolo PD pensa che ti ripensa tira fuori dal cappello il mitico Cev, che piace a mamme e bambini e soprattutto alla base SPI-CGIL senza la quale Bologna avrebbe sì e no la popolazione di Granarolo. Però al Cev viene un coccolone (poi viene fuori che la mafiata l’hanno fatta loro, che lo sapevano che poteva succedere), Unicredit si frega le mani e dice: adesso ve lo dico io su chi puntare, uno tipo Merola. Lotta all’ultimo sangue nel PD perché non hanno capito come funzionano le primarie e serve il candidato unico da opporre alla Frascaroli, pompatissima dalla stampa anche nazionale quando una settimana prima solo chi aveva lavorato alla Caritas sapeva chi era.
    Morale della favola: nel PD non si sono esattamente ammazzati per fare una campagna elettorale dura. Contano sul fatto che di gente a votare ne vada più o meno quella del 2008 o poco più -spingendo l’ultima settimana (come sta avvenendo) tutti i militonti ad andare a votare Merola. E il militonto/militonta, farà esattamente così, salvo lamentarsi quando Merola sarà sindaco che le pensioni, le bollette, i servizi etc.
    Meno male che il centrodestra è come se non esistesse da tanto male si stanno facendo da soli.

  4. Concordo sulle differenze strutturali rispetto alle primarie del 2008, che sembrano essere sostanziali: ad oggi non mi sento di dire che stiamo assistendo a primarie identiche. Che poi questo sia una buona cosa per il PD, per la sua salute locale e nazionale è tutt’altro che dimostrato. Basti pensare al casino che stanno facendo per le primarie nazionali, coperto solo dal sudiciume di Berlusconi & CO.
    Basti pensare, infine, che l’espressione politica che “esce” da queste primarie appare molto indebolita: concordo sul fatto che la Frascaroli sia un piacevole nulla. E Zacchiroli non è neanche così piacevole a pensarlo come sindaco…

    Saluti

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