Che senso ha l’appello del Pd?

Dal 1 febbraio il Pd ha promesso di invadere l’Italia con 10.000 gazebo: vogliono raccogliere 10 milioni di firme per «mandare a casa Berlusconi».

L’appello si intitola «Berlusconi dimettiti» e continua così:

«Presidente Berlusconi, lei ha disonorato l’Italia agli occhi del mondo, non ha più la credibilità per chiedere agli italiani un impegno per il cambiamento e con la sua incapacità a governare sta facendo fare al paese solo passi indietro.

Lei dunque se ne deve andare via. L’Italia ha bisogno di guardare oltre, per affrontare finalmente i suoi problemi: la crescita, il lavoro, un fisco giusto, una scuola che funzioni, una democrazia sana.

Noi dobbiamo dare una prospettiva di futuro ai giovani. Con la sua incapacità a governare e con l’impaccio dei suoi interessi personali lei è diventato un ostacolo alla riscossa dell’Italia. Per questo presidente Berlusconi lei si deve dimettere.

L’Italia ce la può fare, dispone di energie e di risorse positive. È ora di unire tutti coloro che vogliono cambiare. È ora di lavorare tutti insieme per un futuro migliore. Firma per cambiare l’Italia».

Ora, un testo che si vuole rivolto a 10 milioni di persone con «energie e risorse positive» dovebbe essere un gioiello di scrittura e persuasione. Questo invece fa acqua da tutte le parti. Lascio a Maurizio Crozza il lavoro di fino, e dico solo che:

  1. come al solito (per il Pd) è generico: parla di cambiamenti, ma non dice né come né quali;
  2. la crescita, il lavoro, il fisco giusto, la democrazia sana non sono «problemi» per il paese: è la loro mancanza a esserlo;
  3. non si dice «incapacità a», ma «incapacità di» («incapacità a» si trova solo in certi testi burocratici e giuridici).

Ma lasciamo da parte il lavoro linguistico. E tralasciamo pure il fatto che il Pd, pur predicando di voler passare dal «contro» Berlusconi all’«oltre», con l’appello sta facendo l’ennesimo «contro». Lasciamo da parte ogni pedanteria – mi sono detta – e consideriamo l’operazione complessiva: è troppo grossa per pensare che non segua nessuna strategia.

Mi sono a lungo interrogata sul senso di questa mossa, ma finora non l’ho trovato. Perché:

  1. Posto che circa 50 milioni – se conto male, qualcuno mi corregga – sono gli aventi diritto al voto in questo paese, 10 milioni di firme sono il 20%. Più o meno l’elettorato di un Pd in calo. Cosa si vuol fare, allora, con questo appello? Un anticipo di campagna elettorale, ma giocata al ribasso, per verificare che almeno uno zoccolo duro di 10 milioni ci sia e sia pronto a superare la genericità della proposta?
  1. Posto che Berlusconi non si dimetterà certo per questo appello, perché dirà, come al solito, che 10 milioni non sono la maggioranza – e già dire questa cifra significa anticipare la sua risposta – non sarebbe meglio che il Pd impiegasse soldi, energie e persone per fare proposte concrete di riforme e tessere relazioni per realizzarle?

Insomma non capisco. Davvero. E credo sia un mio limite. Qualcuno mi aiuta? (clic per ingrandire)

L'appello del Pd

 

37 risposte a “Che senso ha l’appello del Pd?

  1. Pure io ho avuto i tuoi stessi dubbi. Un’azione di questo tipo non porta da nessuna parte almeno in apparenza. Che vogliano solo fare la voce grossa?

  2. Ecco poi sarebbe pure caruccio se – fantapolitica – quello si dimette, magari con l’ausilio dei molti suoi avversari che lo desiderano fuori dai giochi, facciamo le elezioni e stravince tipo la lega. La quale da un bel pezzo si prepara il territorio e rosicchia potere con successo.
    In questi giorni riflettevo, poi ne scriverò, sulla cultura del PC. Ecco quello ci aveva tanti difetti ma un mondo mentale ce l’aveva, lo proponeva. Se non inventi un mondo mentale non vinci. Non so se ho detto bene quello che volevo – quando ce l’ho più chiaro te lo ridico. Ma te avrai capito. Intendo proprio come arredamento come le case. alla fine La casa della libertà quella li mitica do se magnano li spaghetti per terra ha un arredamento ideologico, dei quadri alle pareti, dei nonni nella cucina. La DC ce l’aveva. Forza Italia ce l’ha.
    Il PD niente.

  3. guarda, fosse già estate forse capirei l’idea di montar gazebi, ma con questo freddo..
    fuor di battuta, purtroppo il pd rispetto al pdl alza il livello certamente. ma lo alza di poco, troppo poco. questo da un lato.
    vieni presente che è la maggioranza degli italiani a volere questo.
    e un partito altro non vuole che ciò che i suoi elettori vogliono

  4. Arrotondando un poco, per la Camera 2008:
    aventi diritto: 50milioni
    votanti: 40milioni
    voti PD: 12milioni
    voti nulli o schede bianche: 2milioni

    Con 10 milioni di firme il PD è sicuro di esistere ancora. Con 20 milioni dimostrerebbe di aver convinto qualcuno di quei 12 milioni che non aveva deciso nel 2008 o che aveva deciso per il PDL.

    Secondo me l’obiettivo minimo per non apparire ridicoli sarebbe 15 milioni.

  5. comizietto, grazie: intendevo “aventi diritto al voto” e avevo scritto “votanti”… ho corretto subito.

    Dunque considerando gli astenuti, 10 milioni corrisponderebbero al 25% di 40 milioni di votanti.

    Chiaro che non dicono “15 milioni di firme” perché sanno che non le raggiungono… Insomma, pensandoci e ripensandoci, mi pare un anticipo malfatto di campagna elettorale da parte di un Pd che teme di finire peggio del 25%. E non credo siano sondaggi, ma la solita autolesionistica rappresentazione di sé al ribasso.

  6. Giovanna, mi permetto di aggiungere un punto alla tua riflessione. Quello che ha urtato me, aldilà dell’insensensatezza strategica, è che la cosa giova a Berlusconi proprio in un momento per lui delicato come questo.
    Sono anni che Berlusconi utilizza l’argomento del legibus solutus in quanto eletto dal popolo. Tutta la sua difesa si basa sul travalicare la forza della legge con la provocatio ad populum, il Cesarem appello, la vox populi vox dei.
    E la Sinistra cosa fa, nel momento in cui Berlusconi vuole sottrarsi alla difficile chiamata della legge per reati non più esoterici e criptici come la corruzione di giudici ma accessibili e comprensibili come lo sfruttamento della prostituzione minorile ? Ebbene, la Sinistra risponde con Lex est quod populus iubet atque constituit. Invoca l’adunanza popolare per destituirlo: non otterrà nulla sul piano pragmatico ma finirà per legittimare anch’essa il metodo Berlusconiano dell’appello al popolo.
    Ecco cosa voglia dire essere degli autentici coglioni.

  7. Il pd è un partito che purtroppo non potrà mai costituire una alternativa valida a causa della sua stessa arroganza. Non comprendono l’importanza della comunicazione e non sono interessati a crescere. Ho fatto notare a Fassino e Penati queste cose e mi hanno sorriso amichevoli, come se gli avessi chiesto una casa popolare. Come se stessi elemosinando un favore, come se avessi avuto bisogno IO di loro. Non serviva un genio per capire che da Fazio quel discorsetto lo doveva recitare a memoria, con energia, al posto di leggerlo. o che le foto in cui sono imbronciati con le braccia conserte non funzionano. Questo referendum lo fanno tanto per fare, come ogni altra cosa, chiedendo ad un sacco di persone di sbatterarsi ma senza rispettarle abbastanza da consegnar loro un’idea efficace. Non c’è speranza, per loro.

  8. Eh, caro Ugo, l’ho pensato pur io… ma per dirlo, mi toccava tirare fuori l’elefante di Lakoff e allora qualcuno mi faceva la battuta «Liberate l’elefante dalla casa della Cosenza!»

    🙂

    No, a parte gli scherzi: ho preso in serissima considerazione l’appello, perché questi spendono soldi, tempo, energie della base (tutti quei poveri ragazzi che ci credono! E poi si critica lo sfruttamento degli stagisti?) e fra due giorni ce li troviamo in strada con i gazebo a far… cosa?

    Se a nessuno dei lettori di questo blog, degli amici, colleghi e politologi che stimo e consulterò in questi giorni – perché davvero non mi capacito – se a nessuno verrà in mente un barlume di strategia sensata che a me non sia venuta in mente, be’, ragazzi: stavolta c’è poco da ridere.

    È peggio di quanto io stessa, che ho sempre criticato il Pd dalla sua nascita, avessi mai potuto immaginare. Perché in fondo in fondo ho sempre pensato – biancaneve che sono – che ci fosse spazio per critiche costruttive, per aggiustamenti. Ma qui siamo al delirio.

  9. Luca, leggo il tuo commento dopo aver scritto il mio. E capisco – anche dall’accuratezza con cui ha cancellato ogni traccia per farti riconoscere – che parli dal backstage.

    Ciò che mi dici non mi stupisce più, ormai, ma mi fa rabbia – come capisco che faccia rabbia anche a te – per le migliaia di giovani, adulti, anziani – la base! la base! – che ogni volta vengono costretti a lavorare in modo massacrante per iniziative prive di senso come queste. Insisto: e poi si ha il coraggio di prendersela con lo sfruttamento del lavoro precario e degi stagisti nelle aziende?

    Cosa farà il Pd con questa iniziativa, se non sfruttare i peones per un progetto che non c’è?

    Sono davvero arrabbiata.

  10. Giovanna, secondo me se ti consultavano per la campagna mediatica potevano arrivare molto vicini a 20 milioni. ‘-)

    Ti dirò di più: se dovessero sforare i 10 milioni di firme si spaventerebbero non poco quelli del PD. Vedremo. (Io quasi quasi firmerei per vedere che succede…)

  11. Eureka, come non capirlo prima! È tutto chiaro.
    Su dieci milioni di firme ce ne sarà qualcuna che ha qualche idea da dare al Pd.
    Una volta raggiunto il risultato chiederanno alla base dei peones di compulsare gli elenchi e rintracciare telefonicamente i votanti uno a uno con la seguente richiesta: “Gentile votante, se hai votato per noi avrai pure un motivo. Diccelo.”

  12. Ugo, be’ sono talmente arrabbiata… però sei riuscito a farmi ridere lo stesso!

    😀 😀 😀

    comizietto… dici che si spaventano? Certo: il masochista prende paura se qualcosa gli va dritto… 😀

  13. Secondo me, come mi sembra abbia già detto qualcuno, è una conta per vedere chi c’è davvero. Come dice giustamente Giovanna, però, è solo uno spreco di risorse. Questi navigano a vista. L’ho già detto e lo ripeto, c’hanno paura di governare e scappano, tanto lo stolido zoccolo duro non cede mai.
    Secondo me questa è la strategia: tirare a campare, fingendo di esserci.
    Esagero: secondo me non temono nemmeno l’implosione del partito, tanto in qualche modo si riciclano.

    Aggiungo che qualche commentatore sui giornali di destra si sta spazientendo di questa assenza. A destra non hanno più un nemico esterno al loro campo che possa reggere le loro “narrazioni”.

    Il quadro generale reca grande tristezza.

  14. Se B. fosse un tiranno, la mossa del PD avrebbe forse un senso, come tentativo di sbarazzarsene in modo non violento.

    Molti un po’ lo pensano e un po’ lo dicono, che B. sia un po’ un tiranno, anche negli ambienti del PD e di la Repubblica.
    Forse un po’ anche Bersani, che dice spesso “un po’”.
    Soprattutto si pensa, magari anche un po’ a ragione, che molti elettori di sinistra e lettori di Repubblica ritengono che B. sia un po’ un tiranno.
    Quindi, qualche dirigente del PD può aver pensato che fosse una mossa un po’ efficace e qualche altro può avere detto “fate un po’ voi”.

    Per tutti quanti, è un modo di non prendere posizione sulle cose serie.
    Oppure prendere posizione sulle cose serie a parole, come ha rifatto Veltroni al Lingotto 2.
    A parole, senza fatti conseguenti, come accadde dopo il Lingotto 1. 😦

  15. Io ho paura che il PD abbia paura del dopo-berlusconi: l’iniziativa così com’è strutturata sembra quasi voler dire “cari elettori, non siamo spariti, ci siamo vedete? facciamo anche iniziative per mandare a casa il lupo carttivo”, ma in realtà diventa l’aiuto al “nemico” (o meglio a colui che è designato come tale), senza il quale non c’è più ragione di esistere (almeno così come sono)… Vauro, con una vignetta, ironizzava sulla fidanzata di B. e con l’aiuto che “il più bravo” del PD abbia sempre aiutato l’attuale capo di governo (Bicamerale per risolvere il conflitto d’interessi? fallita. Eleggibilità di B.? dichiarato eleggibile. Coalizione per un governo di transizione? Assolutamente senza la sinistra, ma con destra e centrodestra…).
    Insomma, ho quasi paura che sia una “truffa” ai danni degli elettori del PD… poi magari sono solo io che penso male….

  16. @zauberei “a cultura del PC. Ecco quello ci aveva tanti difetti ma un mondo mentale ce l’aveva, lo proponeva.”

    ma vedi, il PCI, oltre ad avere una visione del mondo, aveva anche le cinghie di trasmissione (CGIL, sezioni, del PCI, feste dell’Unità, ecc..) per portare quella visione del mondo. Oggi, il PD, anche se avesse una visione del mondo non avrebbe le cinchie di trasmissione; cioè dovrebbe avere 3-4 canali televisivi con cui combattere alla macchina da guerra berlusconiana.

    @GC “Insomma non capisco. Davvero. E credo sia un mio limite. Qualcuno mi aiuta?”

    L’iniziativa, secondo me, è stata fatta male. Io avrei fatto un testo molto breve (esempio: “Silvio Berlusconi, lei ha disonorato Italia agli occhi del mondo e non ha più la credibilità per governare. Si dimetta”) e senza simboli del PD, in modo di attrarre anche le firme del terzo polo e di altri partiti. Comunque, se il PD non avesse fatto nulla, avrebbe sbagliato, se il PD fa questa cosa, sbaglia: qualsiasi cosa fa, sbaglia? 🙂 A volte bisogna fare le cose … per esistere, per fare notizia! per provarci

  17. @Hamlet
    No le cose non le fai per provarci, se sei serio le fai per ottenere un risultato. Poi magari non ottieni il risultato che speravi e dici “ci abbiamo provato”. Ma se il tuo obiettivo FINALE è provarci dimostri solo di essere un poveretto.
    “Provo a raccogliere le firme”, “Provo a farlo dimettere”, “provo ad ottenere più voti del terzo polo”, “Provo a governare”.

    Nell’ottenere consensi è meglio avere un’idea politica sbagliata ma precisa che avere nessuna idea. E’ meglio compiere un’azione forte ma discutibile che timida e insipida.

  18. Concordo con molti dei commenti: navigano a vista, non hanno idee, ma del resto da quel che si vede di idee ne girano ben poche, purtroppo. Mi pare che manchi in genere una parte costruttiva, capacità di elaborare. O meglio: ci sono, seocndo me, personaggi anche dentro il PD, che avrebbero queste capacità, ma mi pare che manchi spazio. Mi sto sempre più convincendo che in Italia manca una società civile, una coscienza civile e questo forse si riflette sui – e contemporaneamente è riflesso dei- partiti. Manca la capacità di movimento che pure c’era stata, anni fa (penso ai girotondi, ad esempio: perchè sono finiti, qualcuno me lo spiega?)

  19. Scusate tutti ma c’è una seconda insensatezza in arrivo nel PD: il redivivo Veltroni, che trombeggia or ora dalla Gruber con una faccia come il culo, si sta ri-candidando alla leadership della sinistra, rivalutando i suoi insuccessi alla luce di quelli successivi.
    Qualcuno ha detto che la democrazia è l’unico regime che permetta di sostituire il governo senza spargimento di sangue. Veltroni ce ne dà una versione aggiornata: lo spargimento di sangue è necessario per sostituire l’opposizione.

  20. Ugo: lo sto vedendo in questo istante…………… aaaaargh.

  21. Credo che il problema principale del PD sia che sbaglia elettorato. Mi spiego.

    Un partito di (centro)sinistra che voglia governare una società capitalistica nel mondo globalizzato di oggi, non può che essere un partito liberal-laburista o liberal-socialdemocratico.
    Quello rappresentato nel PD dall’isolatissimo Pietro Ichino.
    Quello evocato a parole da Veltroni (al Lingotto nel 2008 e di nuovo sabato scorso) senza poi l’ombra di un fatto concreto. Parole parole parole.

    Questo richiederebbe di puntare a un elettorato diverso da quello cui il PD fa oggi riferimento.
    Un elettorato che dovrebbe avere al centro i lavoratori produttivi – operai, impiegati e tecnici, dirigenti e imprenditori – e tutti quelli, donne e uomini, giovani e meno giovani, che sono disposti a competere col resto del mondo. Nel lavoro, nella scuola, nella ricerca, nello Stato.
    Gente che in buona parte oggi vota, in mancanza di meglio, Lega e PdL.

    Puntare a questo elettorato è tutt’uno col produrre un programma riformista migliore, più incisivo e ambizioso, di quello del governo attuale.

    Con tutto quel che c’è da fare in Italia – una discreta lista è stata fornita dal pur inetto Veltroni sabato scorso al Lingotto – ci sarebbe di che nutrire l’entusiasmo e l’ambizione di un paio di generazioni.

    La buona comunicazione seguirà.

  22. Facciamoci un’amara risata: nuove narrazioni e nuovo umanesimo docet.

  23. Ciao Giovanna,

    Ho seguito il link di un’amica e leggo il tuo blog per la prima volta. Non sono d’accordo con te.

    Non ha senso fare autocritica all’infinito. Il tuo ragionamento e’ puro autosabotaggio. Firmare un appello in questo momento e’ un’azione simbolica. Il contenuto non ha molta importanza.

    Sono daccordo sul fatto che il Pd dovrebbe produrre molti piu’ contenuti, e molto piu’ incisivi, e comunicarli in modo piu’ intelligente. Ma sabotare un’azione catartica come questa e’ tafazziano.

    Spero che la raccolta firme abbia successo e spero che serva da ispirazione per realizzare molte piu’ campagne, con molti piu’ contenuti e molte piu’ ambizioni.

    Cordiali saluti.

  24. Cara Rossella, so bene che molti credono a questa azione, ma l’andamento del Pd, da quando è nato, ha purtroppo sempre dato ragione alle mie diagnosi e previsioni.

    Autosabotaggio? No, cara Rossella, non da parte mia, almeno, che da mesi (anni) denuncio il continuo autosabotaggio che i dirigenti del Pd infliggono ai loro militanti, simpatizzanti ed elettori. Se non ci credi, fa’ una ricerca con la parola chiave “Pd” sul motore di questo blog e guardati un po’ di post all’indietro.

    Che aggiungere? Svolgere il ruolo di Cassandra non è facile, e neppure mi piace. Ma tenere gli occhi chiusi… non ce la faccio.

    Ti ringrazio per la franchezza del commento, ma il modo migliore di apprezzarla, da parte mia, e risponderti con altrettanta franchezza.

    Ti mando un abbraccio.

  25. Dirò qualcosa in in controtendenza rispetto agli altri commenti, e questo non vuol dire che faccia parte del backstage… 😀
    Per evitare di sprecare energie su chi sono invece che su quello che dico, mi rendo rintracciabilissimo…

    Sulle critiche alle evidenti difficoltà del PD, sulla mancanza di strategie ed identità ben definite e comunicate, in generale sono d’accordissimo. E’ come sparare sulla crocerossa.

    Ma mi sembra trapanarsi i denti da soli senza anestesia spendere così tante energie nel criticare pubblicamente l’appello invece che appoggiarlo, firmarlo e farlo firmare. Per esempio esponendo puntigliose critiche anche linguistiche (peraltro opinabili, vedi sotto).

    Anche tutti i commenti sui numeri sono alquanto ingenerosi. 10 mln sono una posta molto alta, secondo me anche troppo. La capillarità dei gazebo (e la loro ubicabilità) sarà assai inferiore a quella dei seggi, e c’è anche una grossa differenza tra un’azione volontaria e il voto, che ancora molti sentono come un obbligo. Senza contare l’elevato tasso di diffidenza italiano (“cosa ci fate con la mia firma, con l’email, mi strumentalizzate” etc).

    Questa cosa poi che non si debba essere antiberlusconiani per dare invece primato alla politica, poi, a me fa venire i vermi. Quello sodomizza minorenni a pagamento sottraendole alla tutela del giudice dei minori e noi si deve pure stare zitti per non togliere il primato alla politica? Cos’altro deve fare quest’uomo perché i cittadini abbiano il diritto di essere pubblicamente “contro”? Finalmente c’è un tema su cui essere “contro” che è sottratto al dibattito politico (almeno spero), mi sembra sacrosanto approfittarne in chiave propagandistica, no?

    Tanto per fare esercizio, termino il mio post smontando le critiche stilistiche:

    1. Un appello non è un programma elettorale, deve essere agile; inoltre la scommessa è prendere firme anche al di là della logica di schieramento, quindi deve indicare i temi del dibattito politico, non le particolari soluzioni.

    2. Più che parlare di “problema di” era meglio dire “assenza di”? Beh, questa è quasi lana caprina, tutti sappiamo di cosa si parla. E’ una questione meramente stilistica, cosa cambia? Che la seconda versione è più allarmista, più gridata. Tipico dell’antiberlusconismo duro e puro. Ma allora devono gridare oppure no?

    3. “capace a” secondo il linguista è accettabile anche se non di uso comune: http://www.corriere.it/Rubriche/Scioglilingua/scioglilingua140303.shtml

    A me francamente questo dibattito fa pensare all’eterna tragedia dell’Italia, il congresso di Livorno: mentre quell’altro marciava su Roma, gli altri litigavano tra loro! E anche mi fa pensare ai polli di Renzo…

    Fermo restando tutto il male possibile che si possa dire del PD, cerchiamo di non fare come Tafazzi!

  26. Gherardo, non sono d’accordo, naturalmente. Né amo le disquisizioni “di lana caprina”, per cui non sto a ripetere tutti i motivi per cui non sono d’accordo: sono scritti nel post a cui fai riferimento e in molti altri che in questi anni ho dedicato al Pd.

    Tuttavia, dici: “Ma mi sembra trapanarsi i denti da soli senza anestesia spendere così tante energie nel criticare pubblicamente l’appello invece che appoggiarlo, firmarlo e farlo firmare.”

    Non mi trapano nessun dente: faccio il mio mestiere di analista della comunicazione. E lo faccio trasversalmente: oggi il Pd, domani Vendola, dopodomani Fini o Berlusconi, fra qualche giorno Obama o la Merkel.

    Non faccio politica, dunque non vado nei gazebo, né induco ad andare né a non andare. Tant’è vero che molti lettori di questo blog votano Pd e magari vanno anche a dare una mano nei gazebo. Anche se hanno letto qualche critica su questo blog.

    Quanto alle tue controrisposte “linguistiche”:

    (1) “Un appello non è un programma elettorale, deve essere agile”: lo so, ovviamente. Ma agilità non vuol dire vuoto. Quell’appello è vuoto nel senso che dice una cosa sola: “Mandiamo a casa Berlusconi”. Bastava quello, allora.

    E non mi si ribatta che pure Berlusconi dice slogan vuoti: la comunicazione è un gesto complesso e complessivo. Dipende da come si dice il vuoto, in che contesto, con quale faccia, in seguito a quali azioni e per indurre quali altre.

    (2) “Più che parlare di “problema di” era meglio dire “assenza di”?”. Mai detto questo. Ho solo evidenziato il nonsense che stava dietro un apparentemente ovvio elenco. Dal mio punto di vista la frase va tutta cambiata. Anzi, tutto il testo andrebbe interamente riscritto.

    (3) Non ho detto che “incapacità a” è scorretto, ho detto che “non si dice”. Nel linguaggio comune non si dice. “Capace a” è una forma desueta, come ben spiega il collega linguista sul Corriere. Infatti si trova nei testi burocratici e giuridici, come ho detto io. E allora che si fa? Si usano formule desuete e (para)letterarie in testi che d’altra parte si vogliono “agili” perché si devono rivolgere a tutti? Lo so, è una piccolezza, ma per me indicativa.

    Una piccola spia di un linguaggio complessivamente sbagliato perché incoerente, altalenante dal burocratese alle forme più stracciate e colloquiali. Come fa sempre anche Bersani e come ho più volte analizzato in questo blog.

    Spaccare il capello in quattro è il mio mestiere semplicemente perché la comunicazione è fatta di dettagli. Tanti, microscopici dettagli.

    Ho perso tempo a risponderti, invece di fare cose politicamente più sensate? Ti ho dedicato 4′ 36″, ma credo ne valesse la pena, no? Tu hai perso tempo a scrivermi, perché non dovrei perderne io a risponderti?
    🙂

    Anche questo è un dettaglio. Ma se i politici rispondessero davvero ai loro elettori – come fa sempre lo staff di Obama, mail dopo mail, una a una – allora sì che avremmo una politica migliore anche in Italia.

    Ciao e grazie per il contributo.

  27. Non voglio aprire una flame, ma vorrei osservare che un blog non è solo l’intenzione del blogger, ma anche ciò che diventa attraverso gli scambi coi suoi lettori. A me non sembra che qui si stia discutendo solo di qualità ed efficacia della comunicazione. Chi passa di qui legge una feroce critica concentrica contro l’iniziativa. A me pare che questa sia una responsabilità che ci si prende.

    Io non voglio essere frainteso, sono il primo ad essere perplesso su questa cosa e sulla linea (ammesso che sia questa la figura geometrica e non una puntinatura) del PD, ma francamente spero che la raccolta firme abbia successo. Non ho visto qui molti post del tipo “si, poteva essere scritto meglio ma vado a firmare lo stesso”. Ecco, è questo che mi preoccupa…

  28. @Gherardo

    Criticare l’appello del PD, in un blog che analizza la comunicazione, non significa che non lo si firmi, magari a malincuore. Se si ritenesse che, nonostante tutto, potesse avere qualche effetto utile, anche se incerto e non porzionato all’impegno.

    Io personalmente, che pure detesto vari aspetti di Berlusconi e sono orientato a sinistra, lo ritengo complessivamente dannoso e non lo firmerò.
    Primo, perché mi sembra demenziale, per le varie ragioni già esposte in questo blog, e io ho qualche difficoltà a sottoscrivere cose demenziali. Secondo, perché l’appello aumenta l’eccesso di tensione fra i partiti in una fase che richiederebbe invece collaborazione, come giustamente ripete Napolitano.
    Terzo, l’iniziativa, quale che sia il suo successo, sarà un boomerang per il PD, per ragioni abbastanza ovvie, forse già accennate in post precedenti.
    Last and least, per aiutare il PD a capire che sbaglia. (Least, perché le speranze che impari dagli insuccessi sembra oggi scarsa.)

  29. @Gherardo
    E quinto, perché distrae il PD e i suoi militanti e simpatizzanti da compiti straordinariamente più seri e urgenti.

  30. Quell’appello sui 10 milioni di firme mi è sembrato come al solito vuoto, inutile e fumoso. Tant’è che domenica sono andata a votare alle primarie per il sindaco (Bologna) ma non ho messo la firma per mandar via Berlusconi (c’era il banchetto apposito fuori dal seggio). In un momento come questo, in cui Berlusconi sta usando la strategia del vittimismo (che, a giudicare dai sondaggi, sembra stare funzionando), continuare a puntare l’attenzione, in modo poi così velleitario, sempre e solo su di lui, mi sembra davvero insopportabile anche per chi, come me, Berlu non lo ha mai sopportato: appunto, vorrei che ci si concentrasse su altro. Purtroppo non mi sembra che al di là di Berlusconi il Pd abbia idee su questo “altro” (quello che viene definito “problema” nel comunicato… O_0

  31. Di certo in questo post non si danno consigli di firma o non firma, ognuno valuterà da sè, senza bisogno di sbandierarlo, ma le critiche di Giovanna sono (purtroppo) ben fondate.
    Ancora una volta il Pd punta sul suo unico argomento (sull’unico motivo della sua esistenza?) l’ormai detto e ridetto “mandiamo a casa B”, che non ha funzionato alle elezioni, perchè dovrebbe funzionare adesso? Forse per l’indignazione del momento, per effetto della rabbia “di pancia” degli italiani?
    Beh, e poi? Tentare di governare per un annetto raccontandosi quanto sono stati bravi a mandare via B. e cadere di nuovo? la possibilità di ritrovarsi in un paese governato dalla Lega mi fa rabbrividire.
    Avrebbe più senso dedicare energie (e risorse economiche) a costruire una seria alternativa politica, anziché gazebi. Ma i gazebi permettono di fare bella figura con poco e sono più facili da gestire.
    Sono stufa marcia.

  32. Mi state mettendo in imbarazzo, perché la parte di difensore del PD non mi si attaglia punto. Io ho 44 anni, e sono sempre rimasto lontano dai partiti, preferendo vivere e pensare da cittadino “generico” o “libero” che dir si voglia. Mi sono iscritto per la prima volta ad un partito che non ricordo bene se si chiamasse pds, pd o ds, il giorno stesso in cui si votava e si sapeva che avrebbe vinto Berlusconi. Non sono rimasto soddisfatto di quello che ho visto e non ho rinnovato la tessera, tornando allo stato originario di cittadino indipendente. Mi ritengo politicamente orfano. Mi è stato detto che in politica non esiste il vuoto, ma non è vero: uno come me che si ritenga un piccolo borghese progressista, laico e che sogni la socialdemocrazia nord europea (per usare categorie purtroppo decrepite) non sa per chi votare. Il partito appropriato dovrebbe essere il PD, se il PD non si rifiutasse di essere appropriato.

    Scusate questa lunga premessa. Ma volevo chiarire che non sono distantissimo dalle valutazioni che la maggior parte di voi sta esprimendo.

    Tuttavia, ormai sembra esser di moda sparare sul PD. Se non spari sul PD non sei fashionable. E’ una nuova forma di radical-chicchismo. Io, detto tutto il male possibile del PD, capisco anche le difficoltà di un partito che si muove in uno spazio stretto, e compete in un bacino di elettori dominato dal tg1, da unomattina, dal tg4 di Fede…

    Quindi provo a rovesciare la domanda. Se l’iniziativa dei 10mln di firme è sbagliata, cosa avrebbe dovuto fare il PD stando in queste condizioni (oltre alla critica ovvia che non si sarebbe dovuto trovare dovrebbe in queste condizioni)? Stare zitto? Insomma, io non riesco a pensare ad una singola iniziativa politica targata PD che non si sarebbe attratta una valanga di strali da questi o quei benpensanti…

    Quindi io non sono contento, però firmo (anzi ho già firmato).

  33. mentre qui si discute delle 10 milioni di firme per cacciare B. il PD sta producendo il suo capolavoro: le primarie della Campania!!! non perdetevele per niente al mondo … il PD è sempre più avanti di tutti noi, questo dibattito è già superato!

  34. Provo a risponderti io Gherardo.
    Il pd dovrebbe parlare per fare proposte di riforme effettive. Non sbattersi e consumare energie per cacciare B. Ecco tutto. Impedire agli italiani di votarlo perché si è realmente alternativi.

    Io credo che nessuno godrebbe di un’implosione del pd, anzi, la cosa è piuttosto temuta. Concordo con te che è diventato banale sparare sul pd, ma la sua strategia vigliacca per non vincere la sfida politica nazionale intristisce e fa arrabbiare.

    La verità (!?) è che nessuno sa cosa fare, ai piani alti, a partire dal clero per finire con sel. Proporre una riforma presuppone l’esistenza di una copertura finanziaria, che nessuno sa se ci sia. E così si marcia in questa bella palude.
    Proposta dal basso: provare a far pervenire un po’ di affetto ai signori del pd.
    Ecco, però senza la raccolta firme anti-B. Magari 10 milioni di firme per l’acqua pubblica, per le energie rinnovabili, qualcosa di condiviso.

    Anti-B. sei B. dipendente.

  35. Noto un piccolo fatto interessante interno a questo blog, che considero la spia di un problema molto serio.

    Antonio, sulla raccolta di firme, dà la stessa risposta che ho dato io (e altri): invece di occuparsi di Berlusconi, il PD dovrebbe proporre seriamente e concretamente che riforme fare. Benissimo fin qui. 🙂

    Però poi Antonio accenna ad alcune riforme (“l’acqua pubblica… le energie rinnovabili”), mentre io (riferendomi a un programma liberal-laburista, a Ichino e ai discorsi di Veltroni al Lingotto, in un post precedente) avevo in mente cose molto diverse e sostanzialmente contrastanti con quelle proposte da Antonio.

    Il mio dubbio, che ho espresso più volte qui, è che l’elettorato reale e potenziale del PD sia profondamente diviso sulle riforme da fare, proprio come siamo divisi Antonio e io.
    E i leader del PD non hanno ancora trovato il coraggio di proporre una linea che, inevitabilmente, o scontenterebbe Antonio o scontenterebbe me.

    Però farebbero meglio a trovarlo, costi quel che costi!!!

  36. Nono Ben. Mi sopravvaluti! Non sono così esigente, mi basterebbe un pd che proponesse riforme. Quella di cui parli tu, secondo me ci sta tutta esattamente perché include una linea politica che avvia un movimento di ampio respiro, coerentemente col punto in cui tu sottolinei l’armonia delle nostre posizioni.

    Nel merito, sull’acqua pubblica secondo me non si può prescindere (il comune di Parigi dopo 25 anni di liberalizzazioni è tornato indietro di corsa!), mentre si può essere tranquillamente “liberal-laburisti” sulle rinnovabili. Lavorare su sgravi fiscali. Io non credo ci sia tutta la divisione che tu paventi, Ben. Io non ho alcun problema a trovarmi d’accordo con te sul “liberal-laburismo”, Tremonti è più statalista di me…

    Il pd deve unire me e te, non scegliere fra me e te. Sennò partiamo sconfitti in partenza. Tieni sempre conto che siamo quattro gatti.

  37. Grazie Antonio!
    Perché hai aggiunto questa cosa importantissima, che mi era rimasta nella tastiera: anche scontentando inizialmente una parte del suo elettorato, il PD avrebbe poi il compito di persuaderla della bontà della linea proposta. Certamente avrebbe il voto tuo e mio!

    …compito entusiasmante sotto l’aspetto della comunicazione!!!

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