Archivi del giorno: giovedì, 27 gennaio 2011

Le italiane sono messe male e non lo sanno

A Ballarò spesso si proiettano i risultati dei sondaggi che il programma commissiona a Ipsos Italia. Quelli esposti nella puntata del 25 gennaio mostravano che lo scandalo Ruby sta tutto sommato riducendo di poco il gradimento e la fiducia che gli italiani riservano al premier e al PdL.

Stavo scorrendo svogliatamente le varie percentuali – non diverse da altre già viste in questi giorni – quando mi ha colpita questo cartello.

Alla domanda «a confronto con gli altri paesi, la figura femminile in Italia è…», gli italiani intervistati hanno risposto così:

L'immagine femminile in Italia

Detto in altre parole, l’Italia è al 74° posto per la parità di genere nella classifica mondiale stilata nel 2010 dal World Economic Forum in base a quattro parametri: partecipazione e opportunità economica delle donne, accesso all’educazione, salute, accesso al potere politico.

Cioè veniamo dopo (prevedibilmente) Islanda, Norvegia, Finlandia, Svezia, che stanno ai primissimi posti, ma siamo più in basso anche di Francia, Spagna, Inghilterra, Germania, Svizzera (anche questo, abbastanza prevedibile) e più in basso persino (meno prevedibile) di paesi come Thailandia, Filippine, Sud Africa, Mozambico, Argentina, Slovenia, Cile, Bulgaria, Cina (per i dettagli, vedi il Gender Gap Report 2010).

Insomma in Italia le donne sono messe male. Molto male. Eppure il 51% degli italiani si illude ancora che siano né più e né meno come negli altri paesi, dove per altri paesi – suppongo – intervistatori e intervistati avranno pensato a qualche vicino di casa.

Ma nessuno – neppure a Ballarò, dove pure si è proiettato il cartello – si è preoccupato, in questi giorni, di commentare questo sondaggio. Né di farne altri per approfondire l’argomento.

PS: il sondaggio – come tutti quelli che Ipsos Italia fa per Ballarò – è stato condotto con metodologia CATI su un campione nazionale casuale secondo genere, età, livello di scolarità, area geografica di residenza e dimensione del comune di residenza, per un numero complessivo di 1000 interviste telefoniche su popolazione italiana maggiorenne.