Archivi del giorno: giovedì, 3 febbraio 2011

Il Pd va in tilt sul «largo ai giovani»

Martedì sera, a Ballarò, Bersani si è vantato di avere una segreteria di partito fatta di gggiovani 40enni. Nello stesso tempo, si è lamentato di non riuscire a dar loro visibilità, mandandoli in televisione, perché in tv nessuno li vuole.

In effetti Bersani si era vantato della sua segreteria gggiovane subito dopo averla formata, a fine novembre 2009: all’epoca aveva detto di aver scelto tutti gggiovani «sperimentati» con un’età media di 41 anni, ma non aveva aggiunto quasi nulla sulle loro reali competenze e professionalità (vedi per esempio come ne aveva dato notizia Repubblica). Non a caso, alcuni avevano malignato che queste competenze non ci fossero (vedi per esempio come aveva commentato Mario Adinolfi).

Ho già detto altre volte che non bisogna fidarsi di chi dice «largo ai giovani» perché in Italia, quando va bene, è vuota demagogia (lo dicono e non lo fanno), quando va male equivale a inserire nei partiti e nelle organizzazioni persone poco competenti e preparate, ma in compenso molto inquadrate, deboli e manipolabili dai dirigenti.

Ora noto – con un certo divertimento – che da ieri in rete si è scatenato un piccolo dibattito, fra gggiovani e meno gggiovani di area Pd: i trentenni dicono che uno a 40 anni non è più gggiovane, i quarantenni obiettano che a 40 uno lo è; per alcuni Bersani voleva dire che i suoi 40enni non vogliono andare in tv (timidi?), per altri invece intendeva che è la tv a non volerli (è vera la seconda cosa, ho rivisto on line la puntata); altri infine lamentavano che è lui a non volerli mandare.

Insomma, tutti sono ossessionati dal numero: 35, 40, 45… 60. E nessuno parla di competenze e capacità personali e professionali (inclusa quella di saper stare in tv, se è lì che bisogna andare).

No, mi correggo: tutti dicono di voler parlare di competenze, ma poi parlano solo di anagrafe. Un po’ come i cosiddetti «rottamatori» del Pd (Matteo Renzi e compagnia) che, se qualcuno li interroga, giurano di voler rottamare i vecchi dirigenti del Pd solo perché non hanno più idee, ma in realtà non fanno altro che cavalcare – a loro vantaggio – l’onda del «largo ai giovani».

Insomma, ho scoperto un ulteriore motivo per non fidarsi di chi dice «largo ai giovani»: per un po’, dopo che qualcuno l’ha detto, molti perdono la testa. E magari c’è chi lo dice apposta. 🙂