Il Pd va in tilt sul «largo ai giovani»

Martedì sera, a Ballarò, Bersani si è vantato di avere una segreteria di partito fatta di gggiovani 40enni. Nello stesso tempo, si è lamentato di non riuscire a dar loro visibilità, mandandoli in televisione, perché in tv nessuno li vuole.

In effetti Bersani si era vantato della sua segreteria gggiovane subito dopo averla formata, a fine novembre 2009: all’epoca aveva detto di aver scelto tutti gggiovani «sperimentati» con un’età media di 41 anni, ma non aveva aggiunto quasi nulla sulle loro reali competenze e professionalità (vedi per esempio come ne aveva dato notizia Repubblica). Non a caso, alcuni avevano malignato che queste competenze non ci fossero (vedi per esempio come aveva commentato Mario Adinolfi).

Ho già detto altre volte che non bisogna fidarsi di chi dice «largo ai giovani» perché in Italia, quando va bene, è vuota demagogia (lo dicono e non lo fanno), quando va male equivale a inserire nei partiti e nelle organizzazioni persone poco competenti e preparate, ma in compenso molto inquadrate, deboli e manipolabili dai dirigenti.

Ora noto – con un certo divertimento – che da ieri in rete si è scatenato un piccolo dibattito, fra gggiovani e meno gggiovani di area Pd: i trentenni dicono che uno a 40 anni non è più gggiovane, i quarantenni obiettano che a 40 uno lo è; per alcuni Bersani voleva dire che i suoi 40enni non vogliono andare in tv (timidi?), per altri invece intendeva che è la tv a non volerli (è vera la seconda cosa, ho rivisto on line la puntata); altri infine lamentavano che è lui a non volerli mandare.

Insomma, tutti sono ossessionati dal numero: 35, 40, 45… 60. E nessuno parla di competenze e capacità personali e professionali (inclusa quella di saper stare in tv, se è lì che bisogna andare).

No, mi correggo: tutti dicono di voler parlare di competenze, ma poi parlano solo di anagrafe. Un po’ come i cosiddetti «rottamatori» del Pd (Matteo Renzi e compagnia) che, se qualcuno li interroga, giurano di voler rottamare i vecchi dirigenti del Pd solo perché non hanno più idee, ma in realtà non fanno altro che cavalcare – a loro vantaggio – l’onda del «largo ai giovani».

Insomma, ho scoperto un ulteriore motivo per non fidarsi di chi dice «largo ai giovani»: per un po’, dopo che qualcuno l’ha detto, molti perdono la testa. E magari c’è chi lo dice apposta. 🙂

 

10 risposte a “Il Pd va in tilt sul «largo ai giovani»

  1. Niente da fare, Giovanna, si parla di tutto fuorché di idee e competenze. E non è solo colpa di chi propone questo modo di fare. Appena si parla di idee e competenze c’è, di solito, un fuggi fuggi generale. Forse perché bisogna esser bravi a presentarle queste idee e competenze, non basta averle. :->

    A parte questo, c’è chi esagera: incarichi molto delicati e importanti dati a persone che dovrebbero pensare alla loro vecchiaia e alle gioie che ancora può dare, oppure, viceversa, c’è chi si presenta a candidato sindaco di una grande città a 20 anni: un pesce rosso in una vasca di squali. Fra i due estremi, se proprio devo scegliere, io preferisco il secondo: statisticamente è più facile che esca fuori un Obama de noaltri. 🙂

  2. Questa si che è ironia pura 🙂

  3. Perché “largo ai giovani”, deve essere solo una questione di anagrafe?
    Perché non può voler anche dire “fuori dai piedi tutti quelli che ormai sono politicamente vecchi” (ossia quelli che sono talmente impantanati nelle istituzioni e “con le mani in pasta” da non essere poi così tanto credibili)?

  4. Io personalmente sono stufa, a 32 anni di sentirmi dire di non preoccuparmi di nulla… tanto sono giovane… eh che palle lasciatemelo dire: a 32 anni ho famiglia, una bimba in arrivo, un lavoro. Secondo certa gente sono giovane e non dovrei metter su famiglia, fare figli, trovare un lavoro stabile, una casa… tanto sono giovane.
    uno secondo me a 30 è maturo, adulto. a 40 dorvebbe e dico dovrebbe essersi sitemato, aver raggiunto una stabilità…
    A me non importa l’età dei politici, mi importa della loro onestà e della loro competenza…

  5. Strano destino quello dei giovani.
    Nel mondo del lavoro sei giovane allorché c’è da proporti uno stage-co-co-pro, cocodé ecc; allorché c’é da rimandare la tua promozione: “hai tempo, sei ancora giovane”.
    E allora dici: “Ok in Italia essere giovane è un disvalore”.

    Poi però presti attenzione al discorso politico e le cose si complicano.
    “Ce li abbiamo solo noi i giovani” gridano da destra.
    “Ma no ce li abbiamo anche noi… solo che si nascondono” – rispondono timidi da sinistra.

    Ma allora essere giovani è un valore o un disvalore?!

    Ovviamente in questo secondo caso non è la giovinezza in sé a essere un valore, quanto piuttosto la possibilità di ottenere voti attraverso questi appelli demagogoci da bar.

    Però mi sorgono spontanee due domande a proposito di quella macchina di comunicazione politica che fa acqua da tutte le parti e che chiamiamo PD:

    1) A parte che il valore di un partito non si basa sull’età media dei suoi membri; sono le idee che devono essere, fresche, nuove, al passo coi tempi, non (tanto) le teste che le sputano fuori queste idee, vabbè ma lasciamo perdere….
    Ma che senso ha dire “io ho un sacco di giovani che lavorano con me” se poi noi questi giovani NON LI VEDIAMO MAI e quando li vediamo non mi sembra che siano portatori di sana novità e freschezza (vedi debora Serracchiani che si candida a diventare la nuova Binetti)?

    2) Da quando in qua a 41anni si è giovani? Cioè, sì che i tempi sono cambiati, sì che il fattore anagrafico è sempre più annacquto (e il target 25-42 si allarga a sinistra, ma soprattutto a destra) ma un 41enne ha già raggiunto una certa maturità (o almeno dovrebbe) NON è un perfetto esempio di giovinezza. Se lo fosse allora un 25enne cosa sarebbe? Un teenager? Un bamboccione? Il lattannte del mercante in fiera?

    No dico, se a 41anni si è così giovani ditemelo…. così dico ai miei amici di smetterla di darmi del gerontofilo.

  6. Ma veramente Bersani ha detto una cosa del genere? Cioè, nessuno che gli abbia suggerito con un po’ di buon senso che vantarsi di avere tanti giovani quarantenni al seguito fa un pelo ridicolo e tanto patetico?

    Comunque a forza di sentirmi dire che sono ancora giovane, alla fine ho capito chi lo dice e perché: di solito sono ultracinquantenni/ultrasessantenni che hanno bisogno di credere che tu sia giovane così loro si possono considerare appena un filino maturi e pensare di avere ancora tanto tempo per stare in gioco.
    Che se dovessero pensare che tu, 30/40enne tanto giovane non lo sei più, loro si dovrebbero cominciare a considerare vecchi, e questo, giammai! Orrore!
    Tanto son riusciti ad imbruttire il concetto di vecchiaia.

  7. Lavorando all`Universita` vedo i veri giovani, quelli sotto i trent`anni (e parecchio sotto). A molti di loro non affiderei neanche un pesce rosso, figuriamoci il mio voto.
    Pero`ad alcuni di loro invidio (io vecchio 36enne) l`energia, la passione, e il coraggio.
    Questo appropriarsi dei giovani da parte dei “vecchi”, soprattutto in politica, mi sa di Dr. Faust, piu`che di Frattocchie.

  8. Un commento complessivo, che vale per molti dei commenti finora arrivati: vi rendete conto che state parlando – anche voi – in termini di numero anagrafico e basta? E che lo avete fatto anche se il mio spunto era proprio volto a mettere in guardia dal parlare di giovani e meno giovani solo in termini anagrafici?

    🙂

  9. Parlare dei giovani in termini anagrafici, secondo me, è molto importante. La tendenza a spostare sempre di più l’età della giovinezza, fino alle soglie dei 40 (e a volte anche dei 50) porta a delle conseguenze molto pesanti. Con la scusa che “tanto voi siete giovani” continuano a proporci stage malpagati, corsi di formazione e tutto ciò che dovrebbe essere riservato a quelli che giovani lo sono davvero, a coloro i quali devono ancora inserirsi nel mondo del lavoro facendo una prima esperienza. Se oggi a un quarantenne propongono questo genere di contratti, spesso lo fanno proprio grazie all’attenuante della presunta gioventù del quarantenne stesso.
    “Nessuno parla di competenze” dice lei nel suo post. E’ vero, nessuno ne parla. Parliamone, ma le competenze riguardano tutti, uomini, donne, anziani, giovani, omosessuali, transessuali eccetera. Seguendo questo ragionamento allora dovremmo parlare di competenze anche quando ci lamentiamo che non ci sono abbastanza donne in parlamento, per esempio. Ci sono tanti giovani che hanno competenze, come ce ne sono tanti che non ne hanno. Ci sono tante donne che hanno competenze, come ce ne sono tante che non ne hanno. Il punto non è questo. Il punto è che la nostra condizione di giovani perenni pian piano ci sta portando a non poter emergere, perché, “tanto avete tutta la vita davanti”, quando a quarant’anni, al massimo, si ha metà della vita davanti.

  10. Bel problema quello dei giovani. Se sei appena uscito da liceo e cerchi un lavoro ti dicono che sei troppo giovane, allora ti prendi una laurea e quando esci dall’università ti dicono che sei troppo vecchio oppure che ti devi formare, e allora fai master, stage, e alla fine esci che sei troppo vecchio oppure che hai l’età giusta, ma ormai hai 40 anni e… la fascia dei giovani si è un po’ troppo allargata. Ci sono moltissimi giovani che comunque hanno più competenze di 40enni, energia, idee e forze fresche. Ma vabbeh, questo non è un paese per giovani…

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