Archivi del giorno: venerdì, 25 febbraio 2011

L’argomento fallace de «Il corpo delle donne 2»

Avevo in programma di scrivere un’altra cosa, ma ieri sera, a Matrix su Canale 5, è partita la contro offensiva di Mediaset contro il Gruppo editoriale L’Espresso sullo sfruttamento del corpo femminile: un calco del documentario di Lorella Zanardo dal titolo «Il corpo delle donne 2». E già intorno alle 19, mentre andava un trailer, ho ricevuto il primo sms. Poi, in serata, molte mail e messaggi su fb. Tutti da giovani disorientati, nauseati, preoccupati.

La tesi di fondo del «Corpo delle donne 2» è che la stampa cosiddetta «progressista» sfrutti il corpo delle donne ospitando da sempre immagini con donne nude o seminude – e si vedono copertine dell’Espresso degli anni ottanta e poi annunci stampa contemporanei – a fianco di articoli di intellettuali come Corrado Augias e Natalia Aspesi – per dirne due nominati esplicitamente – che mai si sono ribellati. E poi dovizia di video tratti da Repubblica tv, di annunci stampa e articoli di gossip e costume, in cui le donne appaiono puntualmente discinte, succubi e, quando va bene, valorizzate solo per il corpo.

Immagini analoghe a quelle del documentario di Lorella Zanardo, insomma. Accompagnate da un audio che ricalca pedissequamente (al 98%, dice la scritta finale) quello di Lorella.

Ebbene, ciò che il video denuncia è vero. Lo dicevamo anche su questo blog due giorni fa (I quotidiani e le donnine in prima pagina), prendendo come esempio proprio Repubblica. Ma, a differenza del documentario di Lorella, l’obiettivo de «Il corpo delle donne 2» non è rendere le persone più consapevoli per stimolarle a ribellarsi, ma assolvere Mediaset – e in particolare i programmi di Antonio Ricci – dal fatto di farlo. Leggi cosa scrive oggi Loredana Lipperini: Tecniche di rovesciamento.

Annamaria Testa, su In cerca di lei, ha commentato: «È una tecnica retorica consolidata: ribaltare sull’avversario, cucinandole a dovere, le sue stesse accuse. Operazione abile, e da trattare con le pinze».

Vero anche questo, ma attenzione: ciò che il video Mediaset denuncia non riguarda solo il gruppo L’Espresso, ma, in dosi maggiori o minori a seconda della testata e del periodo, moltissimi quotidiani e periodici. Riguarda quasi (e torneremo sul «quasi») tutti i media, inclusa la rete.

È il mercato che ce lo chiede, dicono i responsabili marketing dei giornali, le aziende e le agenzie pubblicitarie, innescando il circolo vizioso fra la domanda e l’offerta: più corpo la gente chiede, più gliene diamo. Ma più se ne dà, più ne sarà chiesto, naturalmente.

Perciò la tecnica retorica usata da Matrix non è solo ribaltare l’accusa sull’avversario, ma è quella che potremmo chiamare «così fan tutti», o anche «chi non ha peccato scagli la prima pietra».

Che è un tipico argomento fallace, usato spesso anche in politica, perché di solito ci cascano tutti. È quello che Jay Heinrichs chiama il «ricorso alla popolarità», illustrandolo con questo esempio:

«Bambina: Perché non mi accompagni a scuola in macchina? Tutti gli altri genitori accompagnano in figli in macchina» (Jay Heinrichs, L’arte di avere sempre l’ultima parola, trad. it. Kowalski, Milano, p. 179).

E poi spiega:

«Cosa rende il paragone fallace? Intanto, non tutti i genitori sono chauffeur; di sicuro alcuni mandano i figli a scuola con l’autobus. Poi, i suoi genitori non sono quelli dei suoi compagni; quello che va bene per gli altri bambini potrebbe non andare bene per lei» (ibidem).

Dunque, come si risponde all’argomento fallace? Senza mai cedere alla falsa generalizzazione, neanche per un nanosecondo, ma portando controesempi: il quotidiano x, il periodico y, la trasmissione televisiva z, la pubblicità w non fanno così e funzionano: vendono e fanno vendere un sacco di copie, sono in crescita, fanno audience. Più controesempi si riescono a portare, più forte è la risposta. E se non si trovano in Italia, possono venire dall’estero.

Mi viene in mente un buon controesempio italiano: Internazionale. Niente donnine nude, niente gossip, eppure è un successo.

Vogliamo moltiplicare assieme i controesempi?

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Aggiornamento SABATO 26 FEBBRAIO: il video è stato disponibile per qualche ora su YouTube, ma è stato subito rimosso «per una violazione della norma di YouTube sui contenuti di natura sessuale o nudità» (secondo la dicitura standard di YouTube). Ora puoi vederlo solo sul sito di Striscia la notizia, seguendo questo link: Striscia la notizia: Il corpo delle donne 2.

Per completare il quadro, guarda anche la risposta alle polemiche in rete che è andata in onda ieri, venerdì 25, su Striscia la notizia. Gli autori di Striscia hanno ritenuto di dover «spiegare meglio» il significato del documentario: Striscia la notizia spiega «Il corpo delle donne 2».