Archivi del giorno: mercoledì, 2 marzo 2011

Ma i sogni Barilla non ci fanno un po’ male?

Da decenni Barilla fa la stessa pubblicità ovattata e rassicurante: scene campestri, coppie fantastiche, famigliole felici.

Da decenni siamo consapevoli dello scarto che separa una «famiglia del Mulino Bianco» da una reale, e ci illudiamo di avere sogni molto più raffinati, interessanti e vari di quelli Barilla. Da decenni ci ripetiamo che «la vita non è uno spot» e questo ci basta a sentirci adulti e vaccinati.

Ma siamo sicuri che essere sistematicamente esclusi da questi scenari trasognati non contribuisca ad alimentare segrete e inconfessabili frustrazioni? Siamo proprio sicuri che in qualche modo le atmosfere Barilla non ci abbiano fatto – e continuino a farci – anche un po’ male, contribuendo a plasmare i nostri sogni ma condannandoci a non poterli realizzare?

Mi scrive Angelo:

Cara Giovanna,

ho visto l’ultimo spot Barilla “Farfalle al sugo – pomodori datterini”. Il datterino, lo sapevo, è piccolo e si caratterizza per il sapore molto dolce. Poi, sul sito Barilla leggo:

“Il film La Vita è Pronta racconta con poesia il parallelismo tra i momenti che danno gusto e valore alla vita e la ricetta per preparare un buon piatto di pasta autenticamente italiano. Le scene di Food e vita reale confrontano ritratti di gioia quotidiana al fianco dei passi da seguire nella preparazione di un piatto, per raccontare come nella ricetta della vita siano importanti gli affetti sinceri e le relazioni profonde, il piacere per il cibo e la gioia di stare insieme a tavola. Un nuovo racconto per promuovere il valore del cibo come forma di amore e cura per i propri cari.”

Quindi, ho maturato queste convinzioni:

  • se sono sposato, ho figli e mangio Barilla, ho la benedizione della Chiesa cattolica, sono un uomo e un consumatore giusto e sono autenticamente italiano;
  • la vita ha valore, ha gusto, quando ci si diverte come bambini e quando si fanno nascere bambini. Ovviamente, solo la famiglia tradizionale può fare e crescere bambini;
  • per mettere alla luce un bimbo, ci vogliono nove minuti, è uno spasso;
  • le difficoltà, la fatica della vita non hanno gusto, valore, posto a tavola;
  • la donna è mamma e moglie, e pure contenta; si prende cura dei figli, del marito, della casa e delle ricette Barilla; e le è andata bene, perché mancano i nonni;
  • il cielo risuona di volareohoh e della voce di Mina, come sessant’anni fa, la musica non è cambiata e questo è confortante, perché il passato era meraviglioso, sempre a colori;
  • non abbiamo bisogno del mondo: il nostro culto è la tavola, e procreare per riempire la tavola. Sentiamo le campane, stiamo bene.