Archivi del giorno: martedì, 8 marzo 2011

Festa della donna con strip maschile

Oggi si terranno manifestazioni, sit in, eventi in oltre 50 città italiane: tutti per protestare contro la mancanza di parità di genere e chiedere soluzioni ai problemi delle donne italiane. Mentre mi chiedo quanto risalto mediatico otterranno – vedi Dieci cose da ricordare quando si scende in piazza – faccio una rapida ricognizione sul modo più diffuso di festeggiare l’8 marzo in Italia, quello che da una ventina d’anni invade centinaia di discoteche, pub, ristopub, discodinner o come si vogliono chiamare: la cena fra amiche con striptease maschile.

Prima osservazione: l’immaginario costruito attorno a queste serate è smaccatamente maschile. Talmente maschile da essere gay.

Seconda osservazione: riti come questi hanno sicuramente contribuito a sedimentare, negli anni, l’illusione che la parità fra uomini e donne sia stata del tutto raggiunta e che le italiane siano autonome, spregiudicate, emancipate. Se si divertono a partecipare a uno strip maschile, vorrà dire che sono proprio come gli uomini, no?

Illusione che sono innanzi tutto le donne a coltivare e difendere: vanno alla festina con strip, mettono una banconota da cinque euro negli slip dello strip-man di turno, ridono come matte fra loro, toccano lo spogliarellista, si fanno toccare e c’è pure chi va oltre, se se lo può permettere. Col che dimenticano, per una sera, di essere pagate meno del collega di pari grado, di non aver mai fatto carriera, di non avere figli perché l’asilo costa troppo o non c’è, di avere un marito che, al contrario, fa sempre tutto quello che gli pare e piace.

Non ho nulla contro questo modo di festeggiare, beninteso: ognuna è libera di divertirsi come crede. E in una società realmente paritetica (Islanda, Finlandia, Svezia e così via) tutto ciò avrebbe un altro senso. Ma in Italia?

Bologna:

Bologna, Italian do it better

Formigine, Modena:

Modena, Mamma Orsa

Milano:

Milano

Napoli:

Napoli

Catania:

Catania