Il corpo degli uomini visto dal liceo Volta di Como

Lunedì 21 febbraio ho fatto per la seconda volta una splendida esperienza: mettere insieme a lavorare, sugli stessi temi e nella stessa aula, alcuni ragazzi e ragazze delle superiori con i miei studenti del corso di Semiotica dei consumi, che tengo per la laurea magistrale in Semiotica.

Tutto nacque un anno fa, dopo alcuni scambi su Facebook con la prof. Laura Bianchi del liceo classico Alessandro Volta di Como:

  • «Perché non vieni a scuola da noi a parlare di stereotipi di genere in pubblicità?», mi chiese Laura.
  • «Perché invece non venite voi?», risposi.

Detto e fatto. L’anno scorso Laura si presentò con una sola classe, la I C di allora, oggi II C. Quest’anno sono arrivati i rinforzi.

Ben quattro classi con cinque insegnanti: la I A accompagnata dalla prof. Domitilla Leali e dalla prof. Nicoletta Moro, la II C (sono tornati!) assieme alla prof. Laura Orefice, la I F con la prof. Marina Doria e la I C di oggi, accompagnata da Laura Bianchi.

Totale: 84 persone, da sommarsi alla quarantina dei miei studenti di Semiotica. L’anno scorso l’argomento della lezione erano gli stereotipi di genere in pubblicità, appunto. Quest’anno, la rappresentazione del corpo maschile sui media, più volte trattata anche su questo blog (vedi Il corpo degli uomini).

Confusione, chiasso, disorientamento? Niente affatto: tutti attentissimi, preparati, pronti a far domande e rispondere alle mie. Tutti partecipi – i più giovani, i più grandi e pure le prof – senza imbarazzi reciproci, ma stimolandosi gli uni con gli altri.

Dire che sono stata bene è dire poco. 🙂

Non mi resta allora che ringraziare, con tutto il cuore, le ragazze e i ragazzi del liceo classico Volta di Como, le loro splendide insegnanti, la loro illuminata preside, professoressa Luciana Telluri, che ha supportato l’iniziativa, e i miei studenti di Semiotica dei consumi per l’indimenticabile pomeriggio di lavoro, riflessione, scambio che abbiamo passato assieme in aula.

Chicca finale: la I F e la I C hanno realizzato due video, con l’aiuto di Rinaldo Imbimbo, tecnico del laboratorio Gira&Volta del liceo, per illustrare il mio articolo «Il corpo degli uomini» (apparso su «Alfabeta 2», n°4, novembre 2010) e arricchirlo con alcune loro considerazioni. Eccoli qua.

Il video della I F del liceo Volta di Como (supervisione: prof. Marina Doria; assistenza tecnica: Rinaldo Imbimbo):

Il video della I C del liceo Volta di Como (supervisione: prof. Laura Bianchi; assistenza tecnica: Rinaldo Imbimbo):

8 risposte a “Il corpo degli uomini visto dal liceo Volta di Como

  1. Bella iniziativa, mi piace quella frase: “perche` non venite voi”, che inverte il flusso dello scambio di informazioni. Non il prof universitario che va a scuola a tenere una lezione, ma gli studenti giovani che risalgono la corrente e vanno alla fonte delle informazioni.

  2. grazie a te, per una preziosa esperienza di cultura e di umanità. ad maiora! 🙂

  3. Un grazie di cuore per questa importante conferma della buona qualità del nostro lavoro quotidiano!

  4. Che bella cosa! Bisognerebbe farla un pochino ovunque!

    Con una mia amica stiamo pensando a un progetto per gli adolescenti e l’acquisizione della consapevolezza su genere sessismo etc. Poi ci dici bene che domande hai posto a tutti?

  5. In effetti, è davvero un circolo virtuoso quello che si può instaurare tra scuole e università.
    La risposta della prof.ssa Cosenza (perchè non venite voi?) indica una sensibilità notevole, perchè le cose stanno cambiando, la diffusione delle idee sulla rete consente , per chi lo desidera, di incrementare i contatti come mai prima.
    Anche altri docenti universitari, in questi anni, ci hanno seguito nelle nostre esperienze sviluppate all’interno del corso Comunicazione attivo presso il liceo classico Alessandro Volta di Como… Su questi temi della comunicazione c’è tanto da fare e l’Italia sconta un certo drammatico ritardo!

  6. Che bello rivedere la povera Jane Russell ne “Gli uomini preferiscono le bionde”..era quello il film, no?
    Comunque è da notare che la sensualità maschile viene utilizzata per pubblicizzare prodotti che comunque hanno a che fare con l’eros e col corpo (profumi, mutande, rasoi, schiuma da barba) mentre invece quella femminile viene utilizzata anche per pridotti che nulla hanno a che fare con il corpo e con l’erotismo, e questo è molto discutibile.

  7. C’è la voce del desiderio. E’ la voce della Nannini quando canta “Bello e impossibile… Bello e invincibile” (primo video). Dietro ci sono, con tutta probabilità, i geni e i criteri istintivi di selezione sessuale dei maschi da parte delle femmine ipotizzati da Darwin. Costanti da 100.000 anni e più.

    Poi c’è la cultura, la voce della ragione civilizzata, la sacrosanta pretesa della pari dignità di tutti: belli e meno belli; generi sessuali; miti dell’immaginario collettivo e gusti personali.

    Noi mediamo più o meno felicemente fra i due livelli. E’ la nostra condizione, metà bestie, metà dei. Qualcuno l’avrà detto a quei liceali?
    La cosa ha poi un suo fascino. 🙂
    Non può non piacerci, se ci piacciamo per intero.

    La pubblicità tiene molto conto del primo livello, ed è comprensibile, se vuole sfruttare i desideri più potenti, anche i più oscuri.
    Basta che lo faccia senza offendere la ragione civile.

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