La mimica facciale di Chicco Testa

A pochi mesi dal referendum sul nucleare in Italia, la tragedia in Giappone e le sue terribili conseguenze sulla centrale nucleare di Fukushima hanno reso il dibattito prereferendario molto più acceso di quanto sarebbe stato senza la catastrofe.

Per quanto abituata alle strumentalizzazioni della politica, resto basita di fronte alla mancanza di scrupoli con cui le notizie angoscianti che vengono dal Giappone sono, minuto dopo minuto, deformate, incorniciate, dette o contraddette a favore di questa e quella tesi pro o contro il nucleare in Italia.

Per ovvie ragioni, la paura di questi giorni ha fatto guadagnare molto terreno agli antinuclearisti. A onor del vero, però, non ho mai creduto che in Italia l’opzione nucleare fosse così forte come gli antinuclearisti paventavano. Non lo era neanche prima della tragedia in Giappone, a dispetto del Forum Nucleare Italiano e del famigerato spot con la partita a scacchi (vedi L’autoscacco del Forum Nucleare Italiano). E non lo era, fra le molte ragioni, perché il principale portavoce del Forum Nucleare Italiano, quello che appare di continuo in televisione, è il suo presidente Chicco Testa.

Chicco Testa è fra i personaggi più sbeffeggiati e insultati in rete: nelle forme più varie e irripetibili è di solito accusato non solo di essere un voltagabbana (antinuclearista da giovane, nuclearista oggi), ma di essere impreparato, confuso e arrogante.

Fra i problemi più ricorrenti nei suoi interventi televisivi, c’è il fatto che tende a non chiudere le argomentazioni e a portare pochi dati concreti, presentandoli sempre in modo confuso e impappinandosi (perciò appare impreparato). E poi tende a interrompere e aggredire i suoi interlocutori, come quando, il 13 maggio 2010, nella trasmissione di Rai3 «Cominciamo bene» disse «Ti spacco la faccia» al geologo Mario Tozzi.

Ma il suo peggiore difetto è la mimica facciale: ammicca con gli occhi e muove di continuo le sopracciglia in una sorta di tic nervoso, per cui appare perennemente sulle spine; guarda poco o niente in camera, come se gli desse fastidio essere intervistato o fosse in malafede; ma soprattutto alza gli occhi al cielo, sbuffa, piega all’ingiù la bocca o, peggio, ridacchia e sogghigna quando l’interlocutore dice cose che non condivide, con l’aria di uno che la sa più lunga e gli tocca di sentire sciocchezze.

Confronta per esempio queste caratteristiche con il volto disteso e sorridente di Gianni Mattioli in questa intervista doppia realizzata da VeDrò nell’ottobre 2010:

Analogo contrasto durante la trasmissione «Otto e mezzo» dell’11 marzo 2011: da un lato Gianni Silvestrini riflessivo, pacato, dall’altro Chicco Testa esagitato e sogghignante:

Ecco infine il celebre «Ti spacco la faccia!» a «Cominciamo bene» su Rai3 il 13 maggio 2010:

18 risposte a “La mimica facciale di Chicco Testa

  1. Non serve Eckman per interpretare il linguaggio del corpo di Testa: i segnali sono molti e vanno tutti nella stessa direzione. Quello che mi colpisce e mi fa riflettere è il perchè.

    Tutto quello che si dice sul linguaggio del corpo è “parzialmente” vero.
    E’ vero nel momento in cui un discorso non è preparato e nel dibattito siamo presi in contropiede da una domanda che non ci aspettiamo.

    Ma se siamo preparati su un argomento (e credo che Chicco Testa sia certamente preparato ALMENO per reggere ad una intervista da 20 minuti) non ci dovrebbero essere segnali così evidenti.

    Anche escludendo i tic nervosi – dovuti magari al fatto che può essere disagio di fronte ad una telecamera – Testa da l’idea di non credere lui stesso in quello che dice.

    Magari, visto il suo passato, ha solo profondi conflitti interiori inconsci.

  2. Ciao Giovanna, credo/temo che le massa dei telespettatori non sia in grado di discernere questi segnali espressivi. L’atteggiamento aggressivo/elusivo di Testa si mostra, ad un occhio esperto come il tuo, in tutta la sua debolezza argomentativa, ma considerato rispetto al frame televisivo nazionale ha comunque una sua forza. Il tipico dibattito televisivo italiano premia i Ferrara e gli Sgarbi della situazione. Qualsiasi assunto può farsi strada, anche il più indifendibile, basta spingere con forza e prevaricazione. Ovviamente senza esagerare. L’aggressione esplicita a Mario Tozzi è un vero e proprio un fallo da espulsione e infatti ha provocato non pochi danni alla causa pro-nucleare.
    Quindi la domanda che ti/vi pongo è:
    come affrontare l’aggressività di questi oratori?
    Con solide e pacate argomentazioni scientifiche oppure costringendoli (come si fa nel basket) al fallo tecnico?

  3. In entrambi i modi, caro Bruno.

    Ma nel caso del dibattito pro o contro il nucleare, meglio difendere con fermezza il proprio turno di parola, senza però usare le armi dell’avversario, ma controbattendo in modo intelligente e argomentato, portando dati scientifici e citandoli con precisione, contraddicendo l’avversario in modo puntuale e dimostrando una preparazione superiore. Il tutto, senza mai apparire troppo freddi: una buona dose di coinvolgimento passionale fa apparire chi parla più autentico, più sincero di uno che si mantiene troppo distaccato.

    Insomma, un lavoraccio: bisogna essere praparati sui contenuti e ben allenati nel difenderli e usarli per contrattaccare in un set televisivo.

    Ma tutta la comunicazione è un lavoraccio… 🙂

  4. Oh Giovanna,
    come perdersi la chicca di Chicco che esibisce penosamente il suo BlackBerry per dimostrare di essere sempre “connesso” buttandola poi lì che la Clinton è un idiota…
    Oh mio Dio! Siamo messi proprio male! Negli ultimi tempi, grazie anche alle straordinarie doti analitiche del nostro Ugo, cominciavo a persuadermi che il nucleare rappresentasse l’unica alternativa valida alla crisi energetica globale, unica alternativa razionale per il Paese…
    Ma il nucleare è solo un inganno, un’assurda espressione della sordida volontà di potenza dell’uomo. Se costruissimo una mega centrale in Calabria, l’unica regione che potrebbe accollarsene il peso politico, visto il legame inscindibile tra il suo governatore Giuseppe Scopelliti e il suo amato premier B., cosa accadrebbe in caso di un disastro naturale di proporzioni simili a quelle di Sendai in Giappone? Vorrei ricordare che nel 1908 Reggio Calabria e Messina sono state rase al suolo da un terremoto di magnitudo 7,2, e il maremoto generatosi provocò onde alte fino a 12 metri nelle zone costiere
    più basse del litorale reggino…
    http://it.wikipedia.org/wiki/Terremoto_di_Messina

  5. Mi scuso per il commento off-topic….

  6. giovanni: il video postato su Il fatto – in cui si vede l’ostentazione del Blackberry – è esattamente il video che ho postato io…

    Non mi sono focalizzata sul gesto solo perché avrei allungato troppo il post. E poi ne parlava già Il fatto.
    🙂

  7. Sono un pessimo oratore, perche` mi impappino facilmente. “Solidarieta”, per cosi`dire a Chicco Testa. Ma mi irrito parecchio di fronte a efferate bugie tecnico-scientifiche come quelle che circolano in questi giorni, quasi tutte dal governo e dai filonuclearisti.

    Non serve essere Fermi o Openheimer per smentire questi ciarlatani, pero` tocca trovare dei comunicatori in gamba (Tozzi, ad esempio) per trasmettere al vasto pubblico le info necessarie per la comprensione del problema.

  8. Dettaglio per i romani. Il prof. Mattioli parla dalla strada, di fronte a Fisica vecchia alla Sapienza. Uno scienziato nella sua acqua, insomma. Tra l`altro accecato da una bella giornata di sole, l`energia del futuro. Emozionante.

  9. Chicco Testa, minuto 6.39″ dell’intervista doppia: “Vorrei ricordare che uno dei maggiori produttori di energia nucleare è il Giappone, paese sismico e vulcanico per eccellenza… quindi non vedo problemi particolari”.
    Infatti.

  10. Ci sono novità: Chicco Testa, evidentemente travolto dagli eventi, è costretto a rivedere la sua posizione:

    http://is.gd/rhtxw7

  11. Una domanda per Giovanna. Secondo te, come gestiranno ora la cosa?

    Il voto di scarto con cui han vinto in parlamento deve essere costato caro ma non credo sia l’unico dei piani dei nostri governanti.

    Sanno meglio di noi che la paura è una delle leve più forti e personalmente non ho dubbi sull’eventuale raggiungimento del quorum. E’ impossibile che sentendo tutte queste notizie l’Italia non vada a votare.

    Nel nucleare ci sono interessi enormi in gioco e non credo che chi ne muove i fili accetti di esporsi ad un referendum in cui, man mano che passa il tempo, ha sempre più probabilità di perdere.

    C’è poi un’altro punto importante: il nucleare è solo uno dei tre punti del referendum. Legittimo impedimento e privatizzazione dell’acqua sono punti importanti e cari al governo.

    Davvero B rischierà che il popolo italiano si esprima in un referendum in cui uno dei tre punti oltre ad avere esito certo rischia di validare con il raggiungimento del quorum anche gli altri due?

    Senza il nucleare il raggiungimento del quorum non è altrettanto certo.

    La mia idea è che il governo farà un passo indietro “congelando” l’ipotesi nucleare fino a tempi migliori. Un periodo relativamente breve di due, al massimo tre anni, in cui potrà far abbassare l’attenzione al tema e magari tempestarci con spot ingannevoli come quello di forum nucleare.

    Mi interesserebbe moltissimo sapere cosa ne pensi.

    Luca

  12. E non avevo ancora aperto il link di Michele!!!

  13. Lucaseil: è possibile che facciano così. O meglio, se fossero furbi davvero, farebbero così: una buona strategia di comunicazione a favore dell’opzione nucleare seguirebbe più o meno la linea che dici.

  14. In realtà furbi non sono, dato che la pochezza delle loro intenzioni(prettamente economiche, ma và?) è pienamente rappresentata dall’uscita rubata della Prestigiacomo(ministro per l’Ambiente, mica pizza e fichi):

    «È finita, non possiamo mica rischiare le elezioni per il nucleare. Non facciamo cazzate. Bisogna uscirne – dice rivolta a Bonaiuti e soprattutto a Tremonti – ma in maniera soft. Ora non dobbiamo fare nulla, si decide tra un mese»

    Quindi la strategia è sfacciata proprio come tutto il resto, ormai. Le fogne a cielo aperto, forse mi trovo a rimpiangere quell’Italietta un po’ ipocrita in cui almeno c’era il pudore di tenersele ben strette, certe uscite. Prima della Lega, prima di Berlusconi.

    Mai come nell’ultimo anno e mezzo ho frequentato la Germania, e vi devo dire che avere perfettamente chiaro cosa sia una vera e sana democrazia, rende davvero difficile rapportarmi in modo sereno allo schifo che ci propinano questi individui giorno dopo giorno.

  15. LUCASEIL… Se seguissero la strategia che tu indichi, mi auguro solo che tra tre anni questi personaggi siano scomparsi dalla circolazione!

  16. La strategia indicata da Lucaseil, e confermata dalla frase della Prestigiacomo, sarebbe semplicemente sensata e realistica.
    Anche Obama, per dire, in prossimità di elezioni, tiene ben conto degli umori dell’elettorato.
    Salvo poi prenderne le distanze, per quanto decentemente possibile, dopo le elezioni. Che è pure sensato.

  17. E io che avevo promesso di non innervosirmi più.

    “O il governo cancella la norma che consente la costruzione di centrali nucleari sul territorio italiano o la mantiene. Ma la moratoria di un anno è un chiaro raggiro che serve a scavallare la data del referendum”, aggiunge. “Insomma, l’unico vero scopo del governo è quello di fermare il temuto verdetto dei cittadini”.

    Antonio Di Pietro, oggi.

  18. x LucaSeil
    Senza un metodo scientifico come’è il FACS di Paul Ekman è molto difficile diventare dei buoni lie detector. Purtroppo, apparte il gruppo di ricercatori di Trieste i quali tengono corsi sul Facs, nessuno è in grado di insegnare questa tecnica.
    Anto67

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