Il corpo di Vasco

Che lo si ami o meno, Vasco Rossi non è solo una rock star: è un fenomeno di comunicazione molto rilevante in Italia, che dura dai primissimi anni 80.

Mi ha colpita il video che accompagna il singolo «Eh… già», uscito il il 7 febbraio, giorno del suo 59esimo compleanno, con cui ha anticipato l’uscita dell’album «Vivere o niente». Mi ha colpita perché Vasco ha deciso di non nascondere, ma quasi di ostentare i segni del tempo sul suo corpo: senza il cappello che di solito gli copre la pelata, ha i pochi capelli delle tempie incolti e arruffati, la faccia gonfia e spiegazzata, i vestiti scomposti di uno che si è appena alzato dal letto, la pancia in avanti, le spalle asimmetriche e scivolate.

Come per dire: questo sono io senza i trucchi di scena, esattamente come mi vedreste a casa mia.

Per Vasco è l’ennesimo modo di marcare il suo personaggio ribelle, ma occorre riconoscergli un certo coraggio estetico.

Mi piacerebbe fosse l’inizio di una nuova moda. E mi piacerebbe che ci fosse un equivalente femminile: pensa se Patty Pravo avesse fatto altrettanto, invece di condannarsi all’immobilità facciale. Pensa se Mina, che si ritirò dalle scene nel 1978 (aveva solo 38 anni!), decidesse domani di mostrarsi di nuovo in pubblico, grassa e invecchiata com’è. Così, giusto per rompere gli schemi e dare il buon esempio.

Eh…già (per ragioni di copyright lo devi vedere su YouTube):

Un confronto 1989-2011:

18 risposte a “Il corpo di Vasco

  1. esibisce il corpo con allegria. ed è comprensibile, visto che è un uomo diversamente bello, ma di successo. ed alla fine è questo ciò che conta, nel mondo della comunicazione an_estetizzata.
    e quel gesto che compare da 3:08 poteva risparmiarselo, almeno fatto così, come un bambino che non voglia farsi beccare dai genitori o dai maestri. a sessant’anni dovrebbe avere il coraggio di andare oltre.
    anche la sua mediocrità, vista in quest’ottica, non è più provocatoria, ma falsa: infatti, la sua fisicità così mediocre è accettata dallo star system proprio in quanto lui è una star, appunto…
    e lo dice una che ha visto il soggetto in questione all’opera nell’81, in uno stadio piccolo e semideserto, e ne era rimasta colpita per la carica emotiva e l’empatia con quello che cantava…ma non tutti invecchiano con coerenza, o con stile (il che spesso è la stessa cosa).

    ciao :-)

  2. Mi colpisce proprio il fatto che tante cantanti di una bravura assoluta, ricorrano alla chirurgia.
    Non è che Ornella Vanoni + silicone canti meglio, anzi, al naturale aggiungerebbe un luce particolare alle sue apparizioni.
    Ne’ credo che Mina ci piacerebbe di meno perchè sovrappeso o Patty Pravo sarebbe meno interessante se avesse la padronanza di tutti i muscoli del suo volto.
    Magari per Vasco Rossi è più semplice mostrarsi così com’è, la vanità di noi donne è stata lungamente deteriorata e distorta dai media.
    Sarebbe ora, come pensava Anna Magnani, di considerare le nostre rughe un dono del tempo, una risultanza delle esperienze della nostra vita.

  3. Anche io sono rimasto stupito quando ho visto questo video! Dev’essere costato pochissimo!

  4. Consiglio vivamente di leggere i commenti postati sotto il video su YouTube: sono uno spettacolo!

  5. Di vecchi e meno vecchi italiani di qualità che non sono ossessionati dal look, ce ne sono parecchi: Margherita Hack, Dario Fo, Gillo Dorfles, Corrado Augias, Lella Costa, Claudio Abbado… Prima di lasciarci, forse Alda Valli era l’esempio più luminoso: il lento passaggio da diva dei telefoni bianchi, poi superstar hollywoodiano e infine attrice di teatro e di cinema italiano “riscoperta”, non le aveva mai impedito di essere e rimanere, testardamente e interamente, sé stessa. Fuori d’Italia, invecchiare bene non è mai stata una “notizia”: Joan Baez, Clint Eastwood, Jeanne Moreau, Martha Argerich, Jack Nicholson, Jessica Lange…e centinaia di altri, sono esempi semplici e tosti. Perciò: onore al nostro Blasco che, sin dai suoi lontani esordi, non si è mai travestito da leccalecca figo e buonista.

  6. Serve a far capire che invecchiare fa parte della vita, che vivere lascia i suoi segni e che non siamo in competizione con i nostri figli, noi siamo già stati così. Esistono i figli, i genitori, i nonni e i bisnonni (per chi ha la fortuna di arrivarci), ognuno con il suo ruolo e con il suo aspetto fisico!

  7. Non sono una fan, ma questo video è quello che si chiama nello Stagno ” un colpo di genio “! Sicuramente la cosa è stata studiata, ma si adatta benissimo alla canzone: mostrarsi per quello che si è realmente, con tutti i segni che una vita ci lascia addosso non è un reato, anzi! Sapersi accettare è un percorso lungo, difficile e non tutti ci arrivano.
    Da parte mia adoro le donne belle anche senza trucco e in tuta da ginnastica, e tutte le persone che non nascondono le rughe e i chili di troppo, ma se le vivono con la serenità e l’orgoglio di chi sà che sono la mappa che la vita ci ha lasciato addosso!

  8. finalmente si mostra per l’umarell che è!! quanto alla sua musica (vado in OT) ecco comincia a risentire dell’età in senso negativo.

  9. Oltre che sul corpo, i segni (del tempo?) sono evidenti anche sul suo cervello, se si dà un’occhiata al suo canale non ufficiale su Youtube – ma comunque riconducibile direttamente a lui – in cui lo si può ammirare alle prese con un “vibratore cervicale” (cit.) o mentre “sta skypando” (cit.) con la sua portavoce (?).

    A mio avviso sono dei video tutt’altro che autoironici, molto drammatici, direi; mi auguro che una “nuova moda” possa prendere presto spunto, piuttosto, da talenti come Raphael Gualazzi o i Modà, che preferiscono non esibire la loro triste vita privata e fanno musica in maniera umile e professionale.

  10. Angelo, le nuove tendenze raggiungono più velocemente le masse se vengono abbracciate o proposte da simboli di massa. Vasco lo è, mentre Raphael Gualazzi e i Modà, per quanto casi interessanti, sono ancora di nicchia. Cioè hanno un altro senso – altre possibilità quantitative, almeno per ora – rispetto a Vasco e alla mia riflessione su di lui in quanto fenomeno di comunicazione di massa. Non certo in quanto rocker o musicista.

    Invito tutti a non confondere i due piani: un conto sono i gusti musicali, miei o vostri, un conto il fenomeno di massa che un cantante rappresenta.

    In questo senso potrei parlare di Vasco Rossi come di Laura Pausini o Eros Ramazzotti, considerandoli come brand che si rivolgono a diversi target ma raggiungono comunque numeri di fan che possiamo considerare “di massa”. Mi spiego?

  11. Se guardiamo alla pagina 17 di Repubblica di ieri, troviamo la campagna stampa del lancio del suo nuovo disco. Vasco ha messo a nudo il corpo. Vero. Ha abbandonato l’occhiale da schizzato e il cappellino copripelata. Ora guida un’auto che si indovina retrò, camicia bianca disinvoltamente arrotolata sui polsi, cravattino corto scuro allentato il giusto. Rolex Submariner in primo piano – ma sul polso destro. Qualche accessorio di sempre, come un braccialetto un po’ zubo e un cinturone che potrebbe a scelta del lettore essere da cavallaro by night o l’ultimo (ma non ultimo purtroppo) D&G.
    Mostri il corpo con le sue debolezze a patto di esibire per contropartita una simbologia del successo sociale. Un Vasco che non è più Blasco ma gioca a fare il lasco esibendo l’intasco.

  12. Ps apprendo ora che l’annuncio stampa è la copertina dell’album. Furbo il Vasco, copertina da fighetto e video da reietto.

  13. E mi dispiace questa volta per Giovanna, ma l’annuncio stampa e copertina annessa non ammettono repliche: dove non arrivò il chirurgo riuscì photoshop. Si guardi la pancia piatta del Vasco, oltre al resto dei ritocchi, e si capirà come il personaggio sia ben lungi dal dimostrarsi superiore alle paturnie dello specchio. Se nel video la pancia ha un giro vita da taglia 60, nell’annuncio stampa diventa la silhouette di un ballerino di samba.
    Vivere o niente, si chiama l’album. Appunto quello è il punto importante: il punto vita.

  14. Ugo, hai ragione sull’annuncio stampa e la copertina: Photoshop ha vinto. Chiaro che l’estetica photoshoppata vince nel caso delle immagini ferme.

    Ma il videoclip è comunque diverso. Capisco possa sembrare che il Blasco lanci il sasso e poi ritiri la mano, ma io volevo evidenziare una controtendenza nella speranza, prima o poi, di contribuire – nel mio piccolo – a farne una tendenza… anche al di là del caso singolo.

    Chi la dura, la vince. Non abbiamo fretta: bisogna solo insistere e essere in molti a farlo. :-)

    Quanto ai simboli della ricchezza e del successo: chiaro che Blasco si può permettere di mostrare quel corpo perché è ricco e ha successo. Ma molte altre rock star avrebbero tutti i simboli del successo, eppure non rinunciano a idealizzare il loro corpo.

  15. Giovanna, nel video di tanto in tanto si intravede il bordo del telo verde alle spalle di Vasco (un allestimento “nudo”, quasi da prova, il set di un chroma key che non si farà, in accordo, penso, con il corpo “nudo” di cui scrivi nel post e con una performance ironica).
    Mi chiedo, e se quell’effetto di “realtà” (ciò che sta oltre il bordo) servisse a sottolineare “sono ancora qua, mi metto tutto in gioco e ve lo dico con il ‘minimo’ di finzione”?

  16. Certo Angelo, mostrare quello che in semiotica si chiama contesto di enunciazione produce, in questo caso, un ulteriore «effetto di realtà»: è come se Vasco ci dicesse che è disposto a mostrarci tutti i retroscena, ma proprio tutti, incluso quello del set in cui è stato girata la clip.

    (Scusa se non ti ho risposto in privato: l’avrei fatto oggi e l’ho fatto ora pubblicamente. :-) )

  17. Pingback: Il vuoto grande grande grande lasciato da Mina « GoodbyeZero

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