Archivi del mese: aprile 2011

Il primo appello italiano per Ai Weiwei: firma anche tu

Il mio post del 20 aprile Perché l’Italia non si mobilita per Ai Weiwei? e l’articolo di Sara Giannini da cui avevo preso spunto hanno indotto l’Associazione Pulitzer a organizzare il primo appello italiano per ottenere informazioni sui motivi dell’arresto di Ai Weiwei e sulle sue condizioni condizioni psicofisiche, e per chiedere la sua liberazione.

L’appello è rivolto innanzi tutto al Presidente della Repubblica italiana. Puoi leggerlo e, se sei d’accordo, firmarlo QUI.

Oggi pomeriggio il mio pezzo e l’appello dell’Associazione Pulitzer sono stati ripresi anche da Nazione Indiana, grazie a Orsola Puecher.

Sono curiosa di vedere che ne sarà di questo appello. Sui media e nella rete italiana. Ma soprattutto nel mondo là fuori.

Ancora su Dimagenina: un parere da chi nello Iap c’è stato

Sull’utilità o meno di denunciare allo Iap la pubblicità di Dimagenina, il «Palloncino Saziante per Perdere Peso» (maiuscole comprese nel prezzo), la discussione su questo blog è stata molto accesa.

Inondare lo Iap di denunce può a volte essere controproducente, specie quando la probabilità di ottenere un rifiuto è alta: la mancata sanzione da parte dell’Istituto può infatti essere usata dall’azienda e dall’agenzia pubblicitaria come un rinforzo, una possibilità di rilanciare la campagna incriminata. D’altra parte anche la sanzione può essere usata dal pubblicitario scaltro a suo favore, facendo la vittima e gridando alla censura. Insomma bisogna andarci cauti.

In certi casi però, correre questi rischi serve comunque ad alzare il livello di consapevolezza dei consumatori e delle consumatrici su un certo tema. È per questo che ho sollevato il caso Dimagenina.

A confortarci sulla possibilità che lo Iap possa sanzionare Dimagenina, è arrivato il parere autorevole di Adriano Zanacchi, che ha fatto parte per molti anni del Consiglio Direttivo dello Iap e ha scritto Il libro nero della pubblicità. Potere e prepotenze della pubblicità sul mercato, sui media, sulla cultura (Iacobelli, Roma, 2010) – un lavoro che considero imprescindibile per chi voglia capire alcuni meccanismi nascosti della comunicazione contemporanea.

Mi scrive Zanacchi:

«La pubblicità per il “palloncino saziante” promette dimagrimento e perdita di peso e non segnala pericoli per la salute, neppure nelle microscopiche indicazioni sul funzionamento del prodotto riportate nella parte bassa dell’annuncio. Ammesso però che il dimagrimento e la perdita di peso avvengano, si tratta di vedere se essi si traducano (sempre) in bellezza (per le donne) e/o in forma fisica (per gli uomini). Il prodotto, si legge nelle ultime righe, può “contribuire, in virtù della perdita di peso ottenuta, a migliorare sia il normale stato di salute che il proprio aspetto fisico”.

Si tratterebbe, allora, di accertare non solo, come viene proposto, se effettivamente il prodotto è in grado di offrire i risultati promessi, ma anche – e forse soprattutto – se il suo uso è immune da conseguenze potenzialmente dannose, dal momento che siamo in un campo particolarmente delicato, la sfera della salute.

D’altra parte, il testo rimanda a “risultati” (diversi: il sessismo è sempre in agguato) che rappresentano traguardi rilevanti per moltissime persone (e la comunicazione commerciale costituisce un formidabile strumento di pressione al riguardo): cosicché si può dire che l’annuncio si rivolge a “sensitive audiences”, che il Giurì dell’autodisciplina considera meritevoli di particolare riguardo. L’annuncio è rivolto a tutti: ma nulla toglie che tocchi particolarmente la sensibilità di persone “normali” che sono tentate da modelli estetici discutibili.

Emerge maggiormente, di conseguenza, quell’esigenza di chiarezza che il Codice della comunicazione commerciale prescrive chiaramente nell’art. 12: “La pubblicità di prodotti suscettibili di presentare pericoli, in particolare per la salute, la sicurezza e l’ambiente, specie quando detti pericoli non sono facilmente riconoscibili, deve indicarli con chiarezza. Comunque la pubblicità non deve contenere descrizioni o rappresentazioni tali da indurre i destinatari a trascurare le normali regole di prudenza o a diminuire il senso di vigilanza e di responsabilità verso i pericoli”.

Ma possono essere richiamati, per giudicare la correttezza di questo annuncio, anche altri articoli del Codice: ad esempio l’art. 25, relativo a medicinali e trattamenti curativi, dettato da comprensibili ragioni di prudenza, secondo il quale la pubblicità “deve tener conto della particolare importanza della materia ed essere realizzata col massimo senso di responsabilità…”.

Se non si tratta di un medicinale, il palloncino può ritenersi compreso nella categoria dei “trattamenti curativi”. L’art. 24, comunque, stabilisce che “La pubblicità relativa ai trattamenti fisici ed estetici della persona non deve indurre a ritenere che tali trattamenti abbiano funzioni terapeutiche o restitutive, ovvero abbiano la capacità di produrre risultati radicali, e deve evitare richiami a raccomandazioni o attestazioni di tipo medico”.

Come vedi, esistono buone ragioni per chiedere l’intervento dell’autodisciplina, nella speranza che ne scaturisca un chiarimento utile.»

Nel ringraziare Adriano, invito chi non l’avesse ancora fatto a denunciare la pubblicità di Dimagenina, facendo appello agli articoli del Codice da lui citati. Questo è il modulo da riempire.

Rita Levi Montalcini: le donne, la ricerca, il futuro

Durante Rita 101+, la maratona sul web organizzata il 21 aprile scorso da Altratv.tv e Ipazia Promos per i 102 anni di Rita Levi Montalcini, è stato trasmesso per la prima volta un documento eccezionale, che risale alla fine del 2009, quando la grande scienziata aveva 100 anni e si trovava in Israele.

In circa 5 minuti Rita risponde alle domande di sei giovani ricercatrici provenienti da tutto il mondo, inclusa l’Italia.

Il video è bello, intenso, sorprendente.

Anticipo due soli passaggi: «Non ho affrontato la vita come una scienziata, ma come un’artista» e «La vita non finisce con la morte, quello che resta di te è ciò che trasmetti ad altre persone. Non m’importa di morire. La cosa più importante è il messaggio che lasci agli altri».

Goditelo con calma, come me lo sono goduto io. Fino alla commozione.

Grazie alla Fondazione EBRI (tutti i diritti riservati).

Rinunciare al posto fisso per lavorare in proprio col web: follia o lungimiranza?

Oggi – assieme a Patrizio Bianchi (Assessore scuola, formazione professionale, università e ricerca, lavoro della Regione Emilia-Romagna) e Andrea Cammelli (direttore AlmaLaurea) – presenterò alla Libreria Coop-Ambasciatori, via degli Orefici 19, Bologna, ore 18:00, Wwworkers: i nuovi lavoratori della rete (Gruppo24Ore, 174 pagine), di Giampaolo Colletti.

Wwworkers Cover

Conosco e stimo Giampaolo da un anno e mezzo, per aver condiviso con lui – come ospite e una volta co-conduttrice – diverse dirette «a rete unificata», come lui le chiama, delle micro web tv che afferiscono a Altratv.tv. Perciò quando mi ha chiesto di presentare il libro, ho accettato a scatola chiusa: non me ne aveva mai parlato, ma mi fidavo.

Quando poi l’ho letto, ho scoperto una riflessione sul mondo del lavoro italiano non solo interessante e controtendenza, ma pertinente con temi che abbiamo più volte affrontato su questo blog: precariato, lavoro giovanile, sbocchi professionali per i laureati in ambito umanistico.

Giampaolo infatti – laureatosi in Scienze della Comunicazione a Bologna nel 2005 – trovò ancora prima di laurearsi un fantastico «posto fisso» in una grande e stabile azienda, con mansioni pertinenti per i suoi studi. Ma dal posto fisso è fuggito (di sua iniziativa!) per ben due volte, l’ultima delle quali nel luglio 2010 (in piena crisi economica!), per lavorare in proprio quasi esclusivamente col web. È diventato insomma un wwworker – termine da lui coniato – ovvero un world wide worker.

Un pazzo isolato? Uno baciato dalla fortuna? Niente affatto: nel mettersi in proprio Giampaolo è sempre stato consapevole di correre rischi, ma di non essere l’unico a farlo in Italia: ha perciò aperto il sito www.wwworkers.it per raccogliere le tante storie come la sua che aveva scoperto (e gli avevano dato il coraggio di licenziarsi) e ha deciso di pubblicarne una cinquantina in un libro che contenesse anche una riflessione sui pro, i contro, le possibilità e i rischi di questo azzardo collettivo.

Fra le sorprese più belle di questa indagine, contro gli stereotipi per cui gli smanettoni del web sarebbero tutti giovani maschi: sono moltissime le donne, a pari merito con gli uomini. E sono moltissimi gli over 50.

Se pensi «tanto l’Italia non ha speranza».

Se pensi «tanto la laurea in Comunicazione non serve a nulla».

Se pensi «mi piacerebbe lavorare col web, ma non so come fare».

Se sei sfiduciato/a, demotivato/a… leggi Wwworkers: i nuovi lavoratori della rete o almeno studiati con attenzione www.wwworkers.it.

Ti tornerà la carica e ti verranno buone idee. 🙂

Dimagenina, il «Palloncino Saziante per Perdere Peso»

In questi giorni le pagine di molti quotidiani e periodici sono invase dagli annunci stampa di Dimagenina, una pillola distribuita da Lloyd Pharma, azienda con sede a Londra. La headiline e la baseline descrivono Dimagenina (versione femminile) con queste parole (le maiuscole sono nel testo):

«Dimagrire? È arrivato il Palloncino Saziante per Perdere Peso. In Farmacia un aiuto in più per Dimagrire. Dimagenina® è una pillola autorigonfiante che una volta ingerita si trasforma in un palloncino d’idrogel intragastrico di gomma naturale che aiuta a perdere peso. Perdi peso e guadagna in bellezza.»

Dimagenina Uomo è invece così descritta:

«Sovrappeso? Grasso Corporeo? Arriva il Palloncino saziante di Gomma Naturale. In farmacia un aiuto in più per dimagrire. [idem] Perdi peso e guadagna in forma fisica.»

Queste sono le immagini, in versione femminile e maschile (clic per ingrandire):

Dimagenina pubblicità donna  Dimagenina pubblicità uomo

Dimagenina è «disponibile o prenotabile in tutte le farmacie italiane, formulato secondo diverse entità di sovrappeso: lieve, moderato o forte, da assumere con il consiglio del farmacista.» Facendo una ricerca in rete, ho trovato che le tre dosi costano in media 95, 115135 euro, per scatole di 60 pillole (ma si trovano molte offerte al ribasso).

Credo che questa pubblicità vada denunciata allo Iap perché due sono i casi: o è ingannevole (cioè contravviene all’art. 2 del Codice), o promuove un prodotto che può essere nocivo per la salute (cioè contravviene all’art. 12 del Codice). Trovo infatti inquietante e rischioso mettersi nello stomaco una capsula che davvero – come sostiene il bodycopy – «una volta a contatto con i liquidi gastrici, li assorbe come una spugna e si autorigonfia, trasformandosi dallo stato secco in un soffice e voluminoso idrogel intragastrico, reversibile, di consistenza semisolida, che si adatta temporaneamente alla cavità del lume dello stomaco, assumendo la forma e le dimensioni di una palla da tennis».

Un Alien che cresce in pancia? Su questo immaginario e su coloro che ci cascano si può anche sorridere (come ha fatto Luca Sofri su Wittgensten).

Se però ricordiamo che i disturbi del comportamento alimentare hanno in Italia – e in tutti i paesi occidentali – le dimensioni di una malattia sociale, il sorriso se ne va.

Stando agli ultimi dati del Ministero della salute (fine 2008) «in Italia sono almeno 3 milioni le persone tra i 13 e i 35 anni che soffrono di disturbi alimentari. E la soglia d’età si sta ulteriormente abbassando, arrivando a coinvolgere bambini di dieci anni. E il fenomeno che finora è stato maggiormente femminile, comincia a diffondersi anche nell’universo maschile. Sono disturbi che insorgono in giovane età e tendono a cronicizzarsi, creando seri problemi di salute pubblica, una vera e propria epidemia sociale.»

Teniamo conto inoltre del fatto che queste cifre sono sempre sottostimate, perché chi soffre di disturbi alimentari difficilmente si considera «malato» e si fa censire come tale. E il numero di persone ossessionate dalla dieta e forma fisica – e dunque sensibile ai messaggi di Lloyd Pharma – è certo molto più alto.

È a questo target più ampio che Dimagenina si rivolge. Ma il confine fra normalità e patologia è molto labile: è per questo che la pubblicità di Lloyd Pharma – non solo la capsula che promuove – è dannosa, perché conferma e rinforza comportamenti che sconfinano nella patologia. Ed è per questo che lo Iap deve sanzionarla, anche se – ovviamente –  il bodycopy è studiato per evitare sanzioni, perché parla di «complemento coadiuvante della dieta ipocalorica» che va assunto «in associazione a un’adeguata attività fisica e a un sano stile di vita».

Sperando che il Giurì sia lungimirante, io denuncio. Fallo anche tu: questo è il modulo da riempire.

Concorso per giovani videomaker

Lunedì 9 maggio dalle 10 alle 12 BolognAIL (Associazione Italiana contro le Leucemie) organizza un Open Day presso l’Aula Seràgnoli dell’Istituto di Ematologia, Pad. 8 del Policlinico S. Orsola, in occasione della prima edizione di Take Action, concorso per giovani videomaker promosso da BolognAIL e FlashVideo.it (del Progetto Giovani del Comune di Bologna).

Il concorso prevede l’ideazione e la realizzazione di uno spot per la campagna di sensibilizzazione sul volontariato e sulla lotta ai tumori del sangue.

L’Open Day permetterà ai videomaker interessati a partecipare, di approfondire i temi del concorso e incontrare ricercatori, medici, volontari e membri dell’associazione.

Il concorso Take Action è riservato a giovani videomaker di età compresa tra i 18 e i 35 anni e ha il patrocinio dell’Università di Bologna e del Comune di Bologna.

Testimonial d’eccezione sono Lucio Dalla e Giorgio Diritti.

Una giuria di esperti presieduta dal regista Pupi Avati valuterà l’efficacia del messaggio e l’originalità del video.

In palio:

  1. un progetto di collaborazione per la produzione di 5 spot di rilevanza nazionale presso ITC Movie, casa di produzione con sede a Bologna;
  2. una menzione speciale per uno/a studente/ssa universitario/a o un/a neolaureato/a da non più di 18 mesi che darà diritto a uno stage retribuito presso la redazione del portale FlashVideo.it (Progetto Giovani, Comune di Bologna).

La premiazione ufficiale avverrà il 21 giugno 2011, in occasione della Giornata Nazionale per la lotta contro le leucemie, i linfomi e il mieloma.

Per ulteriori informazioni e per partecipare all’Open Day:

fundraising chiocciola ailbologna.it
051-397483

www.ailbologna.it

www.flashvideo.it

BUONA PASQUA A TUTTI! 🙂

Pennacchi: ci mancava anche lui in politica

Lo scrittore Antonio Pennacchi, vincitore del premio Strega 2010, ha presentato ieri a Montecitorio la sua lista a sostegno del candidato sindaco Filippo Cosignani (Fli) di Latina.

Non si è fatto mancare lo spettacolino: dice di essere ancora iscritto al Pd, ma sogna che il partito si sciolga e ne nasca uno nuovo, chiamato Unità Nazionale; e dice di sostenere la lista finiana per Cosignani perché la situazione di Latina è «para para a quella nazionale: Berlusconi non ci può vedere, non sopporta che fascisti e comunisti si mettano insieme».

Per questo Pennacchi vuole lanciare il «fasciocomunismo», alla faccia di quelli – Berlusconi in primis – che dicono che «fascisti e comunisti non possono stare insieme: che noi ci dobbiamo solo menà mentre loro si fanno i cazzi loro».

Ce l’ha a morte con Berlusconi, dunque, ma ha il mito del fascismo e di Mussolini ben chiaro in testa, cosa che gli permette di regalarci queste perle: «Uno come Berlusconi i fascisti l’avrebbero preso a bastonate, l’avrebbero spedito al confino»; «paragonare Berlusconi a Mussolini è un’offesa a Mussolini. È vero, anche il duce andava a mignotte, ma poi mica le faceve ministre o deputate».

Eppure, in un’intervista rilasciata al Fatto Quotidiano nell’agosto 2010, diceva cose come: «ognuno deve fare il mestiere suo» (e lui non potrebbe fare solo lo scrittore?), «la politica italiana manca di stile» (lui invece?) e «Berlusconi non è tutti i mali della democrazia in Italia» (perché è il suo chiodo fisso, allora?).

Non lo conosco come scrittore, ma come opinionista politico Pennacchi combina il peggio di Gianfranco Funari, Vittorio Sgarbi e Beppe Grillo.

Tornasse a fare solo lo scrittore?

L’intervista al Fatto quotidiano, agosto 2010:

Lo show di ieri a Montecitorio: