Gli insoddisfatti di destra e sinistra

Martedì scorso a Ballarò Nando Pagnoncelli di Ipsos Italia ha mostrato i risultati di un’indagine su cui – volutamente o casualmente, non so – Giovanni Floris ha sorvolato, nonostante lo stesso Pagnoncelli avesse insistito per commentare i dati.

Alla domanda «Ripensando oggi alla scelta di voto fatta nel 2008, lei si direbbe soddisfatto o deluso?», il 60% degli elettori di Pdl e Lega ha risposto «soddisfatto» e solo il 35% si è detto «deluso»; invece, solo il 42% degli elettori di Pd, Idv e sinistre varie ha dichiarato di sentirsi «soddisfatto», mentre ben il 48% si è detto «deluso».

(Pagnoncelli ha pure ricordato che nel 2008 il 23,2% di elettori non espressero un voto, astenendosi o votando scheda bianca o nulla.) Clic per ingrandire:

Gli insoddisfatti di destra e sinistra

Ebbene, nonostante gli scandali sessuali e le promesse di Berlusconi non mantenute – dal «meno tasse per tutti» alla mancata ricostruzione in Abruzzo – gli elettori di centrodestra riescono a sentirsi più appagati e in pace con le loro scelte di quelli di centrosinistra.

Ora, poiché i fatti negativi negli ultimi due anni ci sono stati sia a destra – crisi economica da gestire, promesse non mantenute – sia a sinistra – incapacità di fare opposizione – mi pare chiaro che la «delusione» degli elettori di sinistra sia soprattutto dovuta al disastro comunicativo del Pd. O, se preferisci, alla maggiore capacità del Pdl e della Lega – nonostante i fatti avversi – di rimanere in contatto con il loro elettorato, coltivarlo, dargli giorno per giorno quello di cui ha bisogno.

Certo, alla sinistra piace pensare che i suoi elettori siano cronicamente più difficili da appagare, perché più critici, più colti e magari… “migliori” degli altri. Ma questa spiegazione consolatoria lascia ormai il tempo che trova.

PS: il sondaggio – come tutti quelli che Ipsos Italia fa per Ballarò – è stato condotto con metodologia CATI su un campione nazionale casuale secondo genere, età, livello di scolarità, area geografica di residenza e dimensione del comune di residenza, per un numero complessivo di 1000 interviste telefoniche su popolazione italiana maggiorenne.

21 risposte a “Gli insoddisfatti di destra e sinistra

  1. Dati straordinariamente interessanti, grazie Giovanna.

    Sarà anche un problema di comunicazione, certamente il PD ha un problema di linea programmatica. Problema che dipende molto, a sua volta, dalla divisione del suo elettorato.
    Una parte dell’elettorato di centrosinistra si riconosce nelle parole “di sinistra” di Vendola e dei leader CGIL e FIOM, e un’altra parte nelle parole “di destra” di Veltroni (i due discorsi del Lingotto) e di Marchionne. Due linee incompatibili (e due etichette fuorvianti).

    Il povero Bersani cerca di conciliarle. Per questo può fare solo proposte vaghe e contraddittorie, cui lui stesso non può credere.
    E, se tu stesso non credi a ciò che dici, la tua comunicazione fallisce.

    La soluzione ci sarebbe, a mio giudizio. Un esempio lo dà Pietro Ichino (nel Corriere della Sera cartaceo di oggi, oppure in http://archiviostorico.corriere.it/2011/marzo/31/Tutti_ruolo_nessuno_inamovibile_Una_co_9_110331054.shtml).

    Ichino (giurista del lavoro, deputato PD) affronta seriamente l’enorme problema del precariato giovanile, sostanzialmente ignorato a sinistra come a destra. (Fra l’altro, uno dei temi ricorrenti di questo blog.)
    Propone una soluzione sensata e coraggiosa, in linea con valori progressisti. Potrebbe essere uno dei cavalli di battaglia del PD. Formidabile tema anche a livello di comunicazione.

    Invece il PD osteggia questa proposta, temendo – mia interpretazione – che non piaccia ai molti lavoratori dipendenti anziani del suo elettorato.
    Tanto che – mia interpretazione – Ichino ha deciso di cercare sostegno, oltre che in Nicola Rossi (economista, senatore PD dimissionario per disperazione lui pure), perfino in Luca Cordero di Montezemolo – tutti e tre firmano l’intervento odierno sul Corriere.

  2. Il sondaggio è interessante, ma secondo me andrebbe letto insieme ai sondaggi riguardanti le preferenze ai partiti. In generale, tutte le rilevazioni delle ultime settimane dei vari istituti mostrano che le due coalizioni (Sel+Idv+Pd e Pdl+Lega+Destra) oscillano tra il 39 e il 42%, con il terzo polo intorno al 10% e il restante diviso tra movimenti minori (in particolare Grillo, la federazione comunista e alcuni partiti di estrema destra). Se confrontiamo questi dati con i risultati del 2008 vediamo che il centrosinistra è praticamente stabile, perché se ai voti ottenuti da Veltroni e Di Pietro allora sommiamo quelli della Sinistra arcobaleno si arriva al 40,63%, in linea con i valori dei sondaggi odierni: quello che cambia è la distribuzione dei voti tra i partiti, che danneggia il Pd a favore di SEL e di Idv (che però soffre per la presenza dei grillini). Il centrodestra ha perso in maniera più consistente per l’apparizione di un nuovo soggetto politico, Futuro e libertà, che insieme all’Udc riesce a attirare parte dei delusi. E anche qui c’è una ridistribuzione dei voti, a favore della Lega e contro il Pdl.
    Mi sembra insomma che, se da un lato i soddisfatti di destra sono di più dei soddisfatti di sinistra, dall’altro i delusi di sinistra sembrano più disposti a rivotare per i propri partiti che non quelli di destra.

  3. Mi piacciono questi sondaggi. Mi piace soprattutto immaginare cosa pensi il restante 26% che non è né soddisfatto né deluso, sempre che pensi qualcosa e non si rifugi nel non sa/non risponde.
    Escludendo ovviamente che nel campione di chi ha commentato il proprio voto siano presenti i casti, gli impotenti, quelli andati in bianco e pure gli astinenti, possiamo ipotizzare una sola spiegazione: la religione.
    Non lo si era immaginato ma il 26% del campione ha in verità con il voto un rapporto metafisico. Nella continua dialettica tra il contingente e il trascendente il votante sperimenta la Passione: trascina la propria croce al Golgota elettorale e con quella fa un voto ad un partito. Non, si badi, a un partente ma proprio a colui che non si vede, che s’immagina ci fosse e non c’è più. Appunto colui che è Partito.
    Quel 26% non può perciò essere deluso e nemmeno soddisfatto perché sta ancora aspettando il ritorno di quel partito e fino a che non arriverà quel momento non ritiene possibile giudicare se sia stato esaudito nel suo voto, che rimane promessa ma anche scommessa.
    Invece il restante 74% che si è mosso nel contingente di un voto ctonio, i giudizi li ha dati.
    A Destra il Partito è tornato: a alcuni il voto è stato esaudito, ad altri no. La soddisfazione si divide, la statistica annota.
    Invece a Sinistra il Partito è partito per sempre e non è mai tornato. Per questo, anche al netto dei visionari che vedono il bicchiere mezzo pieno anche quando non c’è il bicchiere, gli insoddisfatti tra coloro che hanno affidato il proprio voto a un latitante sono tra i più.

    Ci dicono che la Sinistra è in ritardo. Talmente in ritardo che l’attendiamo tutti. Ormai l’aspetta anche Godot.

  4. D’accordo sulla difficoltà (mosciaggine, ambiguità, insicurezza) comunicativa del PD. Ma: non contano anche i mezzi? ovverosia i media, visto che credo sia provato che il medium è il messaggio? Vista la prevalenza schiacciante dei media di destra nella quotidianità di milioni di italiani – e soprattutto, ahimè, di italiane -, vista la qualità puramente propagandistica, abbellente, consolatoria e martellante dei messaggi trasmessi attraverso la forza impositiva di tali media, come stupirsi che gli elettori di destra siano in fondo abbastanza soddisfatti?

    Inoltre: la comunicazione è una relazione. C’è un emittente ma c’è anche un destinatario. E c’è uno scopo prevalente. In politica lo scopo prevalente è di carattere persuasivo, il che implica elementi di natura emotiva, irrazionale: non si persuade nessuno con il ragionamento e basta, semmai si può dimostrare, come in geometria, ma il voto non è frutto dell’esprit de geometrie. In politica, perciò, rivolgendosi alla massa di elettori bisogna agire sull’emozione, quindi manipolare, assumere una posizione one up, dall’alto, insomma di potere (è a questo che serve possedere tante televisioni). E bisogna semplificare il messaggio, eliminando ogni complessità, ogni elemento impegnativo, tranquillizzare oppure eccitare ma, ad ogni modo, mai problematizzare. Insomma, bisogna tradire i diversi piani, anche contraddittori e ambivalenti, della realtà e ridurli a uno solo.
    Per formazione culturale (attenzione, non sto parlando nè di intelligenza nè di istruzione ma di un più generale sistema di valori che investono in particolare delle attitudini verso l’ambito conoscitivo), queste operazioni semplificatorie risultano molto difficili sia all’emittente, e lo vediamo, sia al destinatario che, ogni volta che l’emittente ci prova, lo sgama e lo critica.

    La maggior efficacia comunicativa della destra, ovvero la capacità della di soddisfare prima di tutto comunicativamente il suo elettorato, si avvale quindi sia della potenza dei media sia della qualità della relazione comunicativa. Ed entrambi i fattori mettono in scacco la possibilità della sinistra di rovesciare i rapporti politici di potere.

    Bene occuparsi degli errori comunicativi del PD, quindi, ma mi sa che non basta, soprattutto se la disambiguazione parte dal presupposto che destra e sinistra – detto così, giusto per semplificare – possano seguire le stesse modalità come se i due attanti fossero neutramente interscambiabili.

  5. Checché se ne dica, mi sembra che tra talkshow, discussioni, forum, blog e quant’altro parlando di Berlusconi e PD non si faccia altro che discutere sul “sesso degli angeli”!
    Basta dire che le tv sono di destra, basta dire che i giornalisti son di sinistra!
    Sta di fatto che la sinistra e la destra “giocano” solo a fare politica, quando Governare un Paese è ben diverso, soprattutto ora che lo scenario internazionale è completamente cambiato da quando c’è internet.
    Una volta si poteva pensare solo a “far politica”, dove la parola d’ordine era lotta di classe, in un senso o nell’altro, poltrone da conquistare e si poteva discutere su quale fosse l’erba del vicino più verde (destra, centro, sinistra, ecc…).
    Ogni politico, era pronto a fare i propri interessi (vedi prima Repubblica) e la capacità di informazione era limitata ai mass media che erano solo e semplicemente quelli propinati, sia come TV sia come giornali.
    Ora, con internet, tutto è ben cambiato; c’è veramente scelta e il cittadino legge quello che vuole leggere o sente quello che vuole sentire!
    L’informazione, grazie ad internet, è più vicina alla realtà e viaggia più veloce della luce; è impossibile nascondersi dietro un dito come accadeva in passato.
    E, sempre grazie ad internet, ci si rende purtroppo conto che l’Italia non è che un minuscolo puntino rimasto sospeso in una pagina bianca, quando tutto il mondo è andato avanti a scrivere le pagine della storia (negative o positive che siano).
    Ora è tempo di svegliarsi e darsi una mossa! E con questo voglio dire basta a litigi puramente politici, astratti dalla realtà, dove il bersaglio non sono le idee (magari fossero le idee, vorrebbe dire che ce ne sarebbero in alternativa), ma il nostro scenario politico offre solo scaramucce verso una persona.
    Ora mi domando: ma se Berlusconi domani si svegliasse e dicesse “ragazzi mi ritiro a fare bunga-bunga”, secondo voi, dopo i primi momenti di euforia generale, cosa succederebbe? Pensate che ci sia davvero qualcuno o qualche forza politica davvero in grado di “Governare” efficacemente?
    E per Governare intendo fare programmi seri, pianificare strategie di medio/lungo termine?
    Io, sinceramente, ho qualche dubbio…
    Non solo: leggevo ieri “Prima le donne… e i bambini” dove, a fondo pagina l’articolo si chiude con queste precise parole “Attenzione a NON rilasciare interviste né fare clamore sui media, altrimenti regaliamo pubblicità gratuita a Byblos”. (si sa, una delle prime regole in pubblicità è: bene o male, purché se ne parli!)
    Ma allora, non vi sembra che la sinistra con tutto questo parlare contro Berlusconi non faccia altro che regalargli pubblicità gratuita? Non meravigliamoci, poi, dei risultati dei sondaggi…
    Non sarebbe meglio, se davvero vuole batterlo, “tramare” in sordina idee e programmi concreti e convincenti e poi passare al vero contrattacco?!
    Scusate lo sfogo, ma sono davvero disgustata dallo scenario politico italiano, sebbene ami immensamente il mio paese!!! Vorrei veramente vederlo cambiare!
    In passato abbiamo dimostrato di saperlo fare”!
    Riproviamoci, mettiamo in atto la nostra stupenda creatività, quella che ci ha contraddistinto nei secoli passati!
    E’ l’ora di un nuovo RINASCIMENTO! E lo voglio sperare con forza!!!

    RINNOVIAMOCI!!!

  6. La comunicazione del PD è disastrosa, ma dovremmo preoccuparci forse anche di un paese intero che ha bisogno che qualcuno faccia della buona comunicazione per accorgersi dello sfacelo generale (che non è di destra o sinistra, è solo sfacelo) che è sotto gli occhi di tutti.

  7. Salve, passo a leggere volentieri questi sondaggi che poi saranno confermati dalla realtà, le prossime elezioni amministrative, ad esempio a Napoli si vota per il Sindaco, e mi domando a cosa è dovuto il totale fallimento del PD con la Iervolino sindaco e Bassolino governatore per 10 anni e il promesso rinascimento napoletano concretizzato nella catastrofe dei rifiuti che ha ridotto la campania in una fogna, intanto bersani a Napoli non si fa vedere ….per lui è più comodo e facile “aizzare le masse” davanti Montecitorio o al tribunale di Milano……mentre alcuni italiani ci cascano ancora…..
    Una sola cosa è certa il prossimo sindaco di Napoli non avrà compito facile, è già iniziata l’emergenza monnezza e non si sa dove portarla.
    Vorrei dire a Bersani & Co. la loro demagogia ci ha stufati venissero in Campania a risolvere il problema smaltimento rifiuti ma non come fece Prodi spedendola in Germania, ma con la costruzione di termovalorizatori e la differenziata ma c’è il rischio che qualche politico ambientalista di sinistra si opponga e…..la monnezza devono prendersela le regioni vicine.
    Buon compleanno Italia.

  8. Pingback: Per chi pensa che mr. B sia sul viale del declino « Gianluca Giansante

  9. Pingback: Non c’è chi dice no | Nativo democratico

  10. ….Ebbene, nonostante gli scandali sessuali e le promesse di Berlusconi non mantenute – dal «meno tasse per tutti» alla mancata ricostruzione in Abruzzo – gli elettori di centrodestra riescono a sentirsi più appagati e in pace con le loro scelte di quelli di centrosinistra.
    ———————-

    A mio avviso andrebbe anche detto che l’elettore di Berlusconi nella maggior parte dei casi non ha votato PER Berlusconi ma CONTRO la sinistra.
    Non contro i politici di sinistra, si badi bene, ma contro la base, che l’elettore di Berlusconi identifica con i parassiti che hanno colonizzato ogni settore dell’impiego pubblico e sindacati e che abusano ogni giorno di ingiusti privilegi e che in effetti costituiscono lo zoccolo duro del PD.

    Se si tiene conto di questo si vede bene che all’elettore di Berlusconi non frega nulla delle cosiddette “promesse” elettorali.
    L’unica promessa che Berlusconi deve mantenere è quella di tenere la sinistra lontana dal governo (compito incredibilmente facile visto che la sinistra stessa si guarda bene dal tentare di imporsi come forza di governo)
    Per quanto riguarda la “mancata ricostruzione dell’Abruzzo” si tratta di uno dei tanti argomenti fasulli della propaganda fallimentare della sx che non ha alcuna base logica, tecnica o scientifica perciò è normale che nessuno ne tenga conto (almeno tra le persone non accecate dall’ideologia)

  11. @caracaterina:
    D’accordo sulla difficoltà (mosciaggine, ambiguità, insicurezza) comunicativa del PD. Ma: non contano anche i mezzi? [….] Vista la prevalenza schiacciante dei media di destra nella quotidianità di milioni di italiani – e soprattutto, ahimè, di italiane -, vista la qualità puramente propagandistica, abbellente, consolatoria e martellante dei messaggi trasmessi attraverso la forza impositiva di tali media, come stupirsi che gli elettori di destra siano in fondo abbastanza soddisfatti?
    ——————————-

    Intanto vorrei domandarti dove sarebbe questa prevalenza schiacciante dei media di destra, visto che io trovo che la situazione sia esattamente opposta.

    Poi, vedo che hai già capito tutto: secondo quanto scrivi, l’elettore di destra non ha fatto una scelta consapevole ma, avendo il cervellino di un pesce rosso è stato condizionato da “la qualità puramente propagandistica, abbellente, consolatoria e martellante dei messaggi trasmessi attraverso la forza impositiva di tali media” e perciò non solo ha votato il partito “sbagliato” ma è pure soddisfatto.

    Ecco, continuando con simili atteggiamenti di spocchia il PD scomparirà senza peraltro aver mai fatto nulla di utile e senza che i suoi sostenitori abbiano mai nemmeno intuito il perchè….

    Il PD ha sempre avuto tutti i mezzi per raggiungere gli italiani, il telecomando ce lo abbiamo tutti, il cinema e la musica sono da sempre dei presidi della propaganda di sinistra, tant’è che gli artisti “non allineati” non lavorano manco per sbaglio, non mancano nemmeno i giornali e internet è infestata da blog di propaganda, in più, la scuola è usata per indottrinare i giovani.
    Forse il problema è semplicemente che alla maggioranza non piace quello che la sinistra ha da dire, e forse a questo si aggiunge la totale inettitudine della sinistra nell’utilizzare i media.
    Ma la sinistra, invece di interrogarsi su questo e trarre le inesorabili conseguenze continua a auto-assolversi dando la colpa allo “strapotere” dei media e naturalmente alla stupidità della maggioranza.

    La colpa non è mai della sinistra: è il mondo che è troppo brutto e imperfetto.
    E allora non rimane che aspettare che arrivi il mondo perfetto, dove la bruttezza e l’ignoranza saranno sconfitti e la gente farà la cacca al profumo di pino silvestre, tutti avremo il posto eterno in un qualche stipendificio statale e Sant’oro potrà finalmente trasmettere il suo messaggio di altissimo profilo culturale 24 ore su 24 a reti unificate.

  12. @ Pavlov
    concordo su tutto…..”il popolo ha votato CONTRO la Sinistra” anzi vorrei precisare contro il comunismo, perchè la “questione comunista” in Italia non è stata ancora risolta, l’attacco dei giudici di milano è uno dei colpi di coda finali della” bestia ferita a morte” (ovvero la caduta dei regimi totalitari comunisti in Europa) E’ questo che il popolo ha capito, sicuramente non ha il cervellino da pesce rosso, ma siamo stufi stufi e stufi dell’ ipocrisia da “farisei” del PD: due pesi e due misure, gettare il sasso nascondere la mano e …Sant ‘oro che amplifica, del resto poverino, se non ci fosse Berlusconi come camperebbe?
    Buona domenica.

  13. Ecco, continuando con simili atteggiamenti di spocchia il PD scomparirà senza peraltro aver mai fatto nulla di utile e senza che i suoi sostenitori abbiano mai nemmeno intuito il perchè…

    sottoscrivo! Alla spocchia aggiungerei l’ipocrisia in cui tende inevitabilmente a cadere. C’è di buono che se il PD scomparirà, non scompariranno i suoi elettori naturali e/o potenziali, che prima o poi troveranno una loro strada, immagino.

  14. Sulla base dei tre commenti precedenti “disambiguare” nonché discutere in tema sul post proposto sarebbe dunque perfettamente inutile: se pavlov, skayrose e diana fossero (cosa che non so valutare) campioni adeguati dell’elettorato pidiellino non c’è da interrogarsi nè sulle questioni comunicative della sinistra nè sui motivi della maggior soddisfazione (o minor insoddisfazione che sia) degli elettori della destra. A loro basta che i “cumunisti” stiano lontani con le loro fauci insanguinate dalle tenere carni dei bambini. Di che altro hanno bisogno?

  15. @caracaterina, che scrive “se pavlov, skayrose e diana fossero… non c’è da interrogarsi…”

    A me sembra che il post di diana sia piuttosto sobrio, addirittura ottimistico sulle sorti della sinistra (nelle ultime tre righe).
    Le tesi di pavlov e skayrose meritano considerazione, tutt’altro che “non c’è da interrogarsi”.
    Il loro tono è risentito, credo per reazione all’atteggiamento di sufficienza, per usare un eufemismo, con cui spesso ci si riferisce agli elettori di centrodestra.
    Anche in questo blog, da parte di vari partecipanti.
    Mai invece da parte della padrona di casa Giovanna Cosenza. Forse anche per questo, quanto si toccano temi politici, le ragioni degli elettori di centrodestra cominciano fortunatamente a comparire, accanto alle ragioni degli elettori di centrosinistra. Sebbene le seconde mi sembra che siano più frequentemente rappresentate.

    Non sarebbe meglio abituarsi a un dialogo pacato, di cui in Italia ci sarebbe molto bisogno? (Come ripete spesso il Presidente della Repubblica, che per decenni è stato un comunista, per quanto moderato.)

  16. @caracaterina, non sono pidiellina, ma non ho niente contro i pidiellini. Il mio migliore amico è pidiellino, come si dice in questi casi.

  17. Sono cattolica anticomunista tra le più agguerrite, perchè non si diventa anticomunisti così per caso o perchè si è cattolici, (c’è stato un elettorato cattolico che si riconosceva in “valori” della sinistra nell’ultimo governo Prodi)ma perchè finalmente si scopre la verità una grande menzogna, il serpeggiare dell’ideologia comunista di vecchio stampo sovietico in un partito che ha cambiato solo il nome in partito democratico ma i suoi politici sono tutti ancora irrimediabilmente legati all’ideologia comunista che porterà col tempo alla dissoluzione del partito stesso, perchè la società è cambiata ha voglia di nuove risposte e riforme necessarie per le nuove esigenze e non essere più tenuta ancorata al passato attraverso una politica della sinistra oscurantista per niente progressista basata sull’odio e la lotta di classe….mentre non ci si accorge del processo degenerativo in corso a partire dalla spaccatura del sindacato e il declino della cgl.
    Ma la spinta parte dal basso dall’elettorato, che per la verità ha poco da scegliere, staremo a vedere nelle prossime elezioni amministrative.
    Sono di Caserta, e vorrei sapere perchè 10 anni di dominazione della sinistra in Campania ha prodotto uno dei più grandi disastri ambientali con l’emergenza rifiuti.
    Sono i fatti che contano non le chiacchiere o la demagogia.

  18. @diana
    effettivamente ho letto frettolosamente il tuo commento che si apriva con una sottoscrizione di quanto detto dagli altri due commentatori e con la frequente sottolineatura dell’accusa di spocchia ecc. Su quello la mia mente (anche se non i miei occhi) si è fermata. Prendo atto della seconda parte.
    @ben
    non mi sembra di essere stata particolarmente veemente nel mio intervento perchè condivido l’apriori che la discussione abbia da essere pacata. Tuttavia pacatezza non significa terzismo. Credo che spesso si confonda la pacatezza dei toni con la neutralità dei contenuti, andando dietro all’idea che, se si usa lo stesso tono allora si condividono gli stessi apriori concettuali. Non è così.
    Le letture del mondo che stanno dietro e dentro gli atti comunicativi possono essere talvolta (nella Storia con la esse maiuscola lo sono stati spesso) totalmente inconciliabili, e, anzi, orribilmente nemiche, eppure possono condividere pacatezza di toni, grande rispetto formale e persino amichevolezza. Per assurdo, io e Tamerlano,chissà, avremmo potuto intenderci benissimo, con grande chiarezza, gentilezza e senza ambivalenza: ciò non avrebbe eliminato il fatto che Tamerlano, gentilmente e senza animosità, mi avrebbe ugualmente squartata.

    Qualcuno potrebbe criticare il fatto che, retoricamente, utilizzi un’iperbolica ipotesi per assurdo, trovando che non sia abbastanza pacata e che, essendo appunto assurda in quanto relativa a un contesto violento, non solo non serva a discutere in un contesto democratico ma sia offensiva perchè suppone che la discussione sia fra nemici o meglio, disambiguando, che io consideri nemici violenti i miei concittadini elettori dei partiti di governo. Qualcuno di essi potrebbe anche inferire (e normalmente viene fatto, da esponenti politici e giornalisti nonchè semplici elettori) che, presupponendo io un nemico, io appartenga a un fantomatico (in senso letterale) partito dell’odio. Il che, anche nel caso fosse vero (altra ipotesi dell’irrealtà), non significherebbe tout court che l’altro partito sarebbe automaticamente dalla parte dell’amore. Potrebbe benissimo trattarsi di un odio condiviso dai due partiti. Credo, a questo punto, che l’appello alla pacatezza voglia proprio scongiurare una condivisione così perniciosa. Ma, in questo caso, la pacatezza non servirebbe a molto.

    Quello che andrebbe condiviso è uno stesso ambito di regole concettuali di fondo. Ad esempio di regole retoriche: nel caso del mio discorso si tratterebbe di riconoscere la validità della regola a cui mi sono rifatta, quella della dimostrazione per assurdo, usata tradizionalmente nell’ambito della forma argomentativa e della dimostrazione geometrica. Se questa regola non è condivisa, serva a poco attenersi alla pacatezza. Sarebbe come si pretendesse di mantenere il fairplay fra due squadre delle quali l’una credesse di trovarsi su un campo di basket e l’altra su un campo di pallavolo.

    Prima mettiamoci d’accordo sulla validità di una Legge, ovvero su un campo e un sistema di regole, condivisa, che non cambia in corsa e neppure ad ogni vittoria di partita o campionato dell’una o dell’altra squadra, e accordiamoci, inoltre, sulla onestà dell’arbitro. La Legge e l’arbitro non parteggiano e su questo non solo non ci piove ma non ci DEVE piovere.
    Invece è normale, ormai, assistere, da parte di una delle squadre in campo, alla contestazione perenne della Legge e dell’arbitro e all’accusa, nei confronti di chi ne difende la terzietà, di partigianeria violenta. Forse è il caso di scoprire a quale partita si sta giocando e con quali regole.

  19. @ diana e ben
    prendo atto della seconda parte del commento di diana; la mia attenzione si è soffermata troppo sulla prima

    quanto alla pacatezza: non è la condivisione dei toni pacati, per quanto augurabili, ad aprire un dialogo. il confronto dialettico si fa sul piano delle inferenze e della condivisione di un sistema di regole formali che non si limitano alla buona educazione.

    come in una partita fra due squadre si deve condividere la convinzione che entrambe giochiamo, per esempio, a basket, su un campo da basket, con le regole del basket, altrimenti il fairplay non serve a niente.

    fondamentale è il rispetto dell’arbitro quale custode e interprete delle regole, senza che lo si accusi di partigianeria ogni volta che sanziona un fallo alla mia squadra o che la squadra pretende, su un campo di basket, durante una partita di basket, di giocare a football, magari aizzando ed eccitando un sacco il pubblico sugli spalti e sostenendo che un basket coi calcioni e le entrate a gamba tesa è molto ma molto più divertente e farebbe guadagnare di più in biglietti venduti.

  20. scusate, il secondo commento l’ho scritto perchè per ore non era apparso il primo e credevo che fosse stato inghiottito in chissà quale buco della rete. chiedo venia

  21. caracaterina scrivi: Su quello la mia mente (anche se non i miei occhi) si è fermata. Prendo atto della seconda parte…(…)

    una cosa che abbiamo in comune. Anch’io leggo così, mente e occhi scollegati. Quando inciampo su un tono o una parola, prima di rialzarmi ce ne vuole.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.