La Lega anche a Bologna. Per esempio

Che la politica di Bologna sia in stallo da 14 mesi – dopo le dimissioni di Delbono (vedi Flavio Delbono: l’epilogo) – lo sanno tutti. Che molti problemi della città – un tempo all’avanguardia, ma ora impoverita e spenta – dipendano, qui più che altrove, dalla grave crisi del Pd e del sistema economico con cui si intreccia, è pure chiaro.

In questo contesto la Lega fiorisce anche a Bologna. Repubblica Bologna ha pubblicato ieri un sondaggio di Ipr Marketing commissionato dalla segreteria nazionale del Pd, secondo il quale, se si votasse oggi, la Lega prenderebbe ben il 33% dei voti. Stando invece al sondaggio di Swg per il Corriere di Bologna, prenderebbe fra il 24% e il 27%.

È comunque molto, perché diventa in ogni caso il primo partito del centrodestra.

Bologna razzista e celodurista? Niente affatto. Della Lega ai bolognesi piacciono il pragmatismo, la capacità di parlare dei problemi concreti, di entrare in relazione con le persone.

Ma veniamo alla comunicazione, che anche a Bologna – come nel resto d’Italia – rispecchia la pochezza della politica. Se vuoi approfondire, con tanto di immagini, la situazione locale, è uscita ieri su Repubblica Bologna una mia analisi della comunicazione dei principali candidati sindaco: «Rock, enigmatici o rassicuranti. Volti e slogan per dire votami».

Aggiungo solo una cosa. Alcuni giorni fa giravo per le vie cittadine, quando mi son detta «To’, il nuovo manifesto della Lega». Poi ho guardato meglio e no: era un manifesto del Pd contro la Lega.

Insomma, il Pd Emilia-Romagna ha pensato bene – nel leghismo crescente – di rinforzare la comunicazione della Lega in questo modo (clic per ingrandire):

Pd Emilia Romagna, manifesto contro la Lega

19 risposte a “La Lega anche a Bologna. Per esempio

  1. Sono pienamente d’accordo.
    Girando per la città infatti gli unici manifesti riconoscibili all’istante sono quelli della Lega, con il verde e uno slogan chiaro e di poche parole.
    Quelli di Merola invece hanno una gamma di colori difficilmente riconducibili al Pd e una serie di slogan lunghi e complicati, che nelle affissioni per strada sono difficilmente leggibili e funzionano poco.
    Non credo sia un caso se poi nei sondaggi i risultati della Lega sono questi!

  2. Giovanna, ma bastano davvero l’apprezzamento del pragmatismo e del parlare dei problemi concreti della della gente per spiegare un simile balzo in avanti? Lo chiedo perchè questo dato mi mette in crisi. Lo so che la risposta esula dall’aspetto strettamente comunicativo, ma interessa, grazie 🙂

  3. ..non ci posso credere! sono stata convinta, fino alla quartultima riga del tuo post, che fosse il manifesto della Lega! stessi toni e stesso COLORE istituzionale predominante!!!
    ma è possibile che ogni volta che il PD comunica, a livello locale o nazionale, sbaglia in modo così grossolano e fa degli “assist” così plateali agli avversari politici?!

  4. personalmente credo che, oltre al pragmatismo della Lega, apprezzato a Bologna come a Milano, funzioni anche la demagogia della Lega, che fa leva in larga parte sulle paure xenofobe. avendoci vissuto sei anni, fatico a credere che Bologna sia meno razzista di altre città italiane, purtroppo..

  5. Ho una domanda, Giovanna. Adilà delle battute, che si sprecano, secondo il tuo parere per quale motivo il PD non vuole affidarsi a altri per gestire la propria comunicazione? Per quanto mediocre, la dirigenza legge almeno i sondaggi e i giornali che parlano di lei. Quindi non può non sapere che la comunicazione del PD è universalmente considerata materiale già pronto per i tanti Crozza – e la bravura del comico capace diventa un arrovellarsi per smarcarsi dalla satira del vicino, della battuta che verrebbe al più semplcie dei lettori degli slogan del PD.
    Immagino altresì che non siano mancati e non manchino agenzie che lusingano il PD, che pur in modo delicato gli mettono la mano sulla spalla e gli fanno no col capo. Non stiamo parlando di un sparuto gruppetto di dinosauri insensibili alla modernità della comunicazione politica.
    E allora? Non riesco a capire.

  6. Scusa Giovanna, però da come scrivi nel post sembra che sia il partito Lega Nord a essere quotato tra il 24 e il 33 nei sondaggi, mentre invece queste sono le percentuali del candidato sindaco Manes Bernardini, sostenuto anche dal Pdl. Se parliamo dei partiti, la Lega oscilla tra il 10 e il 16%.
    Questa precisazione non toglie nulla alla tua analisi, la Lega cresce e potrebbe diventare il primo partito di centro-destra a Bologna, anche se bisognerebbe vedere se saprebbe mantenere il primato anche nelle elezioni regionali e nazionali.
    La strategia è chiara: da una parte il Pdl bolognese in stato confusionale quanto e più del Pd, dall’altra la Lega in ascesa già da vari anni in città. La candidatura di Bernardini non cambia nulla per il Pdl, che tanto è rassegnato alla sconfitta, ma aiuta moltissimo la Lega a ottenere la crescita elettorale e la legittimazione che le serve nelle regioni rosse. Credo che oggi sia ancora troppo presto per un sindaco leghista sotto le torri (a meno che Merola non dimostri una spiccata vocazione al suicidio politico da qui a maggio), ma stanno ponendo le basi per poter raggiungere questo traguardo nel 2016.

  7. Confermo che già da mesi in Lombardia abbiamo il dispiacere di leggere manifesti apparentemente leghisti a firma PD. Dobbiamo quindi ritenere che sia una strategia di comunicazione a livello nazionale. La presenza massiccia di questi manifesti la si trova nei quartieri popolari ex feudi PCI , ora a maggioranza leghista. Che tristezza.

  8. che idioti per favore quelli del pd sono degli idioti. Al primo colpo mi è sembrato un cartello Leghista, anzi mi è sembrato che la Lega fosse contro la prescrizione breve.

  9. Stefania Antonioni

    Scusate, e mi rivolgo sia a Giovanna che a Chiara, ma credete veramente che il colore sia l’unico messaggio colto dalle persone, come se fossero tutte analfabete? Il manifesto del Pd contro la Lega è veramente così fuorviante, tanto da rinforzare il messaggio della Lega stessa, invece di criticarla? Ma pensate che le persone siano veramente così stupide? Così stupide da andare a votare convinte da un manifesto visto per strada con una faccia sopra ed un colore dominante (perchè questi sono i manifesti della Lega, non si afferma niente di particolare se non la presenza)? Come ben dovreste sapere, le scelte di voto si basano su aspetti e valutazioni molto più complessi – siano il pragmatismo, come dice Giovanna, la voglia di cambiare rotta rispetto al passato o al contrario la paura nei confronti del cambiamento, la protesta, i valori, la fascinazione nei confronti di uno stile di vita proposto continuamente, senza tregua e a reti unificate da tutti i media, ecc. – di una semplice (e la maggior parte sono veramente povere, nella loro semplicità) affissione.
    Da esperti di comunicazione, dovremmo ricordare che la comuncazione tout court ha un peso relativo e ponderato quando si tratta di misurare vendite ed elettori conquistati.

  10. Cara Giovanna,
    volevo segnalarti che quel manifesto deriva da questo spot:

    Giusto per amor di cronaca 🙂

  11. A me invece per una volta mi fa piacere sentire parlare dell’elefante da chi non dovrebbe (citazione colta), soprattutto perché è un elefante fatto di comportamenti scandalosi. Anzi, anche il richiamo all’immagine con tanto di machismo frustrato non è male.

    Ma non credo di poter dare giudizi obiettivi perché un partito con lo slogan “noi ce l’abbiamo duro” non mi pare il tanto sperato passo avanti nell’emancipazione culturale italiana (e femminile). Quindi accetto campagne contrarie con molta più facilità e apprezzamento.
    Che sia questo il pubblico su cui puntano? Un pubblico che gioisce nel vedere finalmente una forma attiva di protesta?

  12. Tenerezza e rabbia: certo che uno stratega indiscusso come D’Alema, non avrebbe potuto dire castroneria più grande legittimando la Lega come “costola della sinistra”. Già all’epoca lo “scollamento” della dirigenza PDS-DS-PD (per dirla con B.) dalla realtà sociale del Paese era evidente, e con molte, ma molte più crepe sotterranee di quelle visibili: su quali basi un movimento nutrito e cresciuto sul settarismo territoriale, infarcito di misticismo celtico per aizzare folle ululanti e di pragmatismo liberista teocon per garantirsi poltrone in comuni province parlamenti, fondazioni, banche e tutto er cucuzzazaro…insomma, ‘a D’Alema, che c’azzeccava e che ‘azzeccherà mai la Lega e la sua xenofobia di fondo coi valori della sinistra… mah!
    Beh Giovanna, spero tu possa perdonarmi lo sfogo e l’off-topic, rientro subito nei ranghi con un piccolo esempio concreto. Qualche tempo fa, parlando con un ragazzo bolognesissimo, figlio di quel ceto medio che si è visto erodere il proprio patrimonio dai mutamenti socio-economici degli ultimi due decenni, beh, questo ragazzo di 24-25 anni, mi ha detto: ” L’unico candidato valido a Bologna per questa tornata elettorale è Bernardini…. io provengo da una famiglia di destra…e credo che l’unico eleggibile sia lui! Gli altri candidati sono pietosi”
    Insomma che dire? Non saprei! Certo vedere sui bus dell’Atc i manifesti a sfondo verde di Merola ( con la solita stella sbiadita da aranciata S. Pellegrino) accanto ( letteralmente) a quelli di Bernardini con stesso sfondo, non solo fa cadere le braccia, ma rafforza a mio parere l’idea (nei potenziali elettori di sinistra) che alla fine, i politici “so’ tutti uguali, è tutto un magna magna!”. Qualche ideuzza sul manifesto in questione e concludo: se l’unica strategia rimasta al PD è rincorrere la Lega, piuttosto che quel frasone lungo… ” La Lega lascia liberi i criminali, per salvare Berlusconi” ( affermazione che tra l’altro non nasconde affatto l’ossessione securitaria di certa parte del PD) non sarebbe stato più efficace mettere al centro lo scudiero con l’asta moscia e una bella scritta urlante tipo ” Per salvare Berlusconi, la Lega si è calata le braghe”
    Lo so Giovanna, vaneggio, è venerdì sera….
    A tutti buon fine settimana!

  13. Credo che cerchino di utilizzare il principio dell’imitazione parodistica, quella che fa Crozza, insomma. Ma senza personalità.

    Secondo me poteva andare bene se il logo del PD fosse stato messo bene in evidenza (laggiù in fondo sembra una firmetta timida e vergognosa), dovevano metterlo in alto, togliendo “prescrizione breve” che sembra proprio che la Lega sia contro e togliendo pure “Vergogna” che non se ne può più di questo patetico dito puntato (di che si vergognano, ormai, quelli della destra?)

    Dallo slogan, se lo si vuole matenere, potevano essere eliminati il verbo fraseologico (anche Bersani ha la maledetta abitudine di usare i fraseologici appesantendo e rendendo esitante la comunicazione) e l’avverbio “solo”. Con gli opportuni caratteri e gli a capo poteva rimanere: La Lega libera / i criminali / e salva Berlusconi. Oppure: La Lega di Berlusconi salva i criminali.

    L’ansia securitaria, lamenta un commento qui sopra: e perchè no? Siamo in guerra, gente, rendiamocene conto. E non si può ignorare il terreno su cui loro prendono voti.

  14. @ caracaterina, che dice “siamo in guerra”

    dove? In Italia? in Libia? in Afghanistan?

  15. Skeight, hai ragione: è il candidato sindaco Manes Bernardini a essere quotato fra il 24 e il 33%. E tuttavia ho scritto Lega non a caso, perché il Pdl bolognese non ha sottoscritto il candidato della Lega fino all’ultimo e tuttora, se giri per la città, ci sono le affissioni del Pdl che fanno concorrenza (concorrenza!) a quelle di Bernardini, mica lo sostengono. Cioè (come spiego anche nel mio pezzo su Repubblica): sulle affissioni Pdl c’è scritto “Bologna deve cambiare”, mica “Vota Bernardini”.

    Insomma a Bologna ci vuole una bella attenzione politica per pensare che il Pdl lo sostiene davvero. Detto questo, ovvio che tutti i voti che prenderà Bernardini NON sono della Lega. E tuttavia ritengo che l’ascesa del candidato leghista porterà alla Lega una percentuale altissima dei voti che derivano dal semplice gradimento degli elettori per lui. Insomma, per il Pdl locale un vero disastro.

    Stefania: non giocare a banalizzare ciò che ho detto per confutarlo… 🙂 Non è questo il punto. Ovvio che non c’è una semplice catena di causa ed effetto fra il vedere un manifesto verde e andare a votare Lega. Ovvio che la comunicazione è solo uno dei tanti fattori, pur se importante, e che i comportamenti di voto sono riconducibili a una gamma vasta e complessa di determinanti di breve, media e lunga durata. Tuttavia, il mio punto è molto semplice: che senso ha, dal punto di vista dei comunicatori e di chi li ha pagati, spendere soldi per concepire un’affissione (e soldi per comprare gli spazi sui muri) che possa essere scambiata per una delle tante del mio avversario, che in questo caso è la Lega? Non so se sei di Bologna; se non lo sei ti assicuro che, soprattutto nelle periferie, i manifesti e poster verdi della Lega sono già tantissimi! Non c’era davvero bisogno di aggiungerne altri.

    Ugo: il Pd si affida a un’agenzia anche piuttosto nota per gestire la sua comunicazione! Si chiama Abc ed è di Aldo Biasi e Salvo Scibilia. Solo che questi signori sono peggio dei loro committenti. Leggi/leggetevi, se ti/vi è sfuggito, l’intervista che ha fatto loro Luca Telese sul Fatto quotidiano il 15 marzo scorso. Telese – da perfido che è – gli lancia spunti per farli parlare a ruota libera e poter mostrare a tutti fino a che punto di non comprensione del mondo e di autoreferenzialità possano arrivare questi signori e loro neanche se ne rendono conto e parlano, cazzeggiano, parlano, ridacchiano. Sono arrivati a dire che Bersani è “eroticamente composto”:

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/15/il-pd-e-triste-non-e-colpa-nostra/97670/

    Enrica: accidenti, non conoscevo lo spot! Grazie.

  16. @Giovanna
    Ah! Non avevo dedicato tempo alla questione e la lettura dell’inter(s)vista di Telese alla strana coppia è raggelante.
    Come d’altronde giudicare l’acume di un comunicatore che per battezzate la sua agenzia sceglie l’acronimo del proprio nome, Aldo Biasi Comunicazione?
    Un autentico genio, maldestro gaffista involontario nel rivelare, alle aquile paganti che la richiedono, il livello della propria bravura.
    L’ABC.

  17. Eppure, dopo aver visto lo spot (che prima non riuscivo a vedere) l’elefante mi sembra un po’ troppo ingombrante:
    – è uno spot creato in una regione in cui la Lega è forte
    – il PD utilizza il linguaggio tipicamente leghista (immagini, musica, colori)
    – il PD vuole sostituirsi alla Lega proponendosi come alternativa, ma allo stesso tempo occupando lo stesso spazio semantico, e non è credibile perché Lega e PD sono troppo diversi, e il PD dovrebbe puntare su questa diversità
    – il rumore della lancia che si affloscia è terribile

    Ma pagano davvero per fare questi spot?

  18. Sì, Fabiana, vedo che cominci a vedere anche tu le proporzioni giuste del bestione… 🙂

    Ugo: ho evitato di fare io la battuta dell’Abc… giusto per lasciarla a te! 😉

  19. Secondo me l’avanzata della Lega a Bologna non è solo il frutto di un rinnovato pragmatismo ma nasce dall’intreccio tra la crisi economica e la strategia, velatamente o esplicitamente, xenofoba del partito. Fra i manifesti della Lega mi ha colpito un’affissione in cui sono mostrate una fila di persone in attesa di iscrivere il proprio figlio all’asilo pubblico. Davanti all’entrata stanno uomini dalle fattezze straniere, cinesi o africani, mentre in coda è fermo e scoraggiato il cittadino italiano.
    Ora che la crisi non lascia la sua stretta sulla città e i redditi non aumentano, per un partito come la Lega è facile designare nell’immigrato il capro espiatorio, responsabile, a loro dire, dello sfacio del welfare che si ripercuote sulle famiglie emiliane. I dati ci dicono che le cose non stanno così ma le vignette padane, dirette, chiare e semplicistiche, sono efficacissime nell’andare diritte al nodo della questione, reale o immaginario che sia, per poi sciogliero con una soluzione sbrigativa.
    Sono d’accordo che la strategia del Pd non giovi al centrosinistra. Non solo adotta il linguaggio semplicistico della Lega e quindi lo legittima, ma proprio in questa ripresa parodica non riesce a ribaltare il campo valoriale dei vari Bossi e Calderoli che, al contrario, sottoscrive.
    Chi sono i criminali cui si fa riferimento nel manifesto? Gli stessi additati dal partito del Nord, responsabili della presunta e crescente insicurezza delle nostre città, della paura senza identità o gli indagati nei processi per frode, reati fiscali, corruzione o cosciente negliegenza i cui processi, dalla strage di Viareggio al crack Parmalat rischiano di essere insabbiati dalla legge sulla prescrizione breve?
    Se si vuole battere uno schieramento se ne deve parodiare l’ideologia; nel manifesto del Pd, invece, si dice che il programma del Carroccio è corretto, mentre l’alleanza con il Pdl, con le ricorrenti concessioni cui lo costringe, lo mettono in ridicolo, costringendolo a tradire i suoi giusti valori.

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