Archivi del giorno: giovedì, 21 aprile 2011

Pennacchi: ci mancava anche lui in politica

Lo scrittore Antonio Pennacchi, vincitore del premio Strega 2010, ha presentato ieri a Montecitorio la sua lista a sostegno del candidato sindaco Filippo Cosignani (Fli) di Latina.

Non si è fatto mancare lo spettacolino: dice di essere ancora iscritto al Pd, ma sogna che il partito si sciolga e ne nasca uno nuovo, chiamato Unità Nazionale; e dice di sostenere la lista finiana per Cosignani perché la situazione di Latina è «para para a quella nazionale: Berlusconi non ci può vedere, non sopporta che fascisti e comunisti si mettano insieme».

Per questo Pennacchi vuole lanciare il «fasciocomunismo», alla faccia di quelli – Berlusconi in primis – che dicono che «fascisti e comunisti non possono stare insieme: che noi ci dobbiamo solo menà mentre loro si fanno i cazzi loro».

Ce l’ha a morte con Berlusconi, dunque, ma ha il mito del fascismo e di Mussolini ben chiaro in testa, cosa che gli permette di regalarci queste perle: «Uno come Berlusconi i fascisti l’avrebbero preso a bastonate, l’avrebbero spedito al confino»; «paragonare Berlusconi a Mussolini è un’offesa a Mussolini. È vero, anche il duce andava a mignotte, ma poi mica le faceve ministre o deputate».

Eppure, in un’intervista rilasciata al Fatto Quotidiano nell’agosto 2010, diceva cose come: «ognuno deve fare il mestiere suo» (e lui non potrebbe fare solo lo scrittore?), «la politica italiana manca di stile» (lui invece?) e «Berlusconi non è tutti i mali della democrazia in Italia» (perché è il suo chiodo fisso, allora?).

Non lo conosco come scrittore, ma come opinionista politico Pennacchi combina il peggio di Gianfranco Funari, Vittorio Sgarbi e Beppe Grillo.

Tornasse a fare solo lo scrittore?

L’intervista al Fatto quotidiano, agosto 2010:

Lo show di ieri a Montecitorio: