Archivi del giorno: venerdì, 6 maggio 2011

Come si formano le opinioni di molti lettori di sinistra

Alcuni giorni fa Ugo – assiduo frequentatore di questo blog – ha scritto una cosa su cui vale la pena di fare qualche ulteriore riflessione:

«Si prenda la Sinistra italiana. Non è che la persona di sinistra non legga, anzi. È che legge sovente ciò che è consigliato dai suoi simili.

La conseguenza è terribile: aumentando il numero di fonti che ripetono la medesima posizione, il lettore può essere indotto a pensare di essere nel giusto perché così tanti la pensano così.

Perciò quando ci si imbatte casualmente in posizioni diverse, ecco: quelle posizioni ci paiono non solo insostenibili, ma faziose e insultanti. Con il risultato di diventare inconsciamente refrattari alla possibilità di cambiare idea.

Comprendo che ognuno di noi non possa dedicare giorni e giorni a ogni argomento su cui desidera formarsi un’opinione sensata, ma oggi è insostenibile affidarsi al principio di autorità o alla fonte già nota, fosse anche il collega o l’amico.

Perché anche il modo in cui la nostra fonte in buona fede acquisisce informazioni può essere viziato dalla “catena della fiducia”, battezziamola così: io mi fido di te e te ti fidi di un altro che a sua volta si fida di un terzo.

Delegando il proprio controllo solo a un paio di nodi di questa rete si rischia moltissimo in termini di acquisizione di un dato fattuale, mentre si contribuisce d’altronde a inquinare le possibilità di bonifica di quel particolare ecosistema di verità.

Leggere è come mangiare: bisogna imparare a ritenere ciò che è prezioso e cacare ciò che non lo è, la maggior parte quindi. Solo che la pancia sa già il fatto suo, laddove il cervello invece lascia a te la responsabilità. Insomma sarà paradossale, ma il rischio delle persone di sinistra è di continuare a leggere troppo.»

Aggiungo: il problema non è leggere troppo (non è mai troppo), ma leggere in modo circolare, leggere sempre le stesse fonti, prendendone alcune come buone perché sappiamo già che la pensano come noi, o come qualcuno di cui ci fidiamo. Ma anche di questo qualcuno ci fidiamo proprio perché già sappiamo che la pensa come noi. E così via.

Intendiamoci: anche le persone che non leggono fanno così, basandosi sul sentito dire o su ciò che «dice la tv». Anche quelle che votano a destra lo fanno. Ma quelli di sinistra sono spesso superbi: si sentono «migliori» degli altri, si presumono «la parte migliore della società» perché hanno letto e leggono di più, e perciò sono più colti e informati degli altri.

Ma se hanno letto e continuano a leggere come descrive Ugo, si sono chiusi – paradossalmente – in un mondo più asfittico di quello di chi magari legge meno, ma è più disposto ad ascoltare (se non a leggere) opinioni diverse.