Archivi del giorno: lunedì, 9 maggio 2011

La città, le strade sporche, i rifiuti

Ho appena trovato su Comunicazione sociale un video realizzato dai ragazzi e delle ragazze delle quinte E e F dell’isArt di Bologna, che si sono chiesti come può, ognuno di noi, contribuire a mantenere più pulita la città in cui vive.

A Bologna ci si lamenta spesso della sporcizia delle strade, che «non sono più come una volta». E i ragazzi – assieme alle loro insegnanti Raffaella Troiero e Paola Sapori – hanno pensato di mostrare come la pulizia delle strade dipenda anche dal senso civico dei cittadini.

Il video si conclude con lo slogan «La città è lo specchio di chi la abita. Fai di Bologna una città civile».

Ma tutto è relativo: Bologna è forse meno pulita di Trento o Verona (lo è?), ma è certo più pulita di Napoli, per esempio. Inoltre, pensa quanta discriminazione pregiudiziale contro “i meridionali” potrebbe implicare l’idea che «La città è lo specchio di chi la abita», se trasferita a Napoli.

Come se le montagne di rifiuti che soffocano Napoli dipendessero dai suoi abitanti.

Lo spot è stato realizzato in collaborazione con FlashVideo.it. È parte del progetto «La città civile» che vede le scuole bolognesi impegnate per il rilancio del senso civico in città insieme a: Centro Antartide, Comune di Bologna, Regione Emilia-Romagna, Legacoop, Manutencoop, Avola coop, Coop Adriatica, Conad, Ancescao, Arci. Verrà anche trasmesso su Nuova Rete, 7 Gold e su Lepidatv Rtitv.

Per informazioni: Centro Antartide.

Andare oltre la barba tinta di Bin Laden

Il Pentagono ha reso pubblici – privandoli dell’audio per non diffondere messaggi utili a Al Qaeda – cinque video inediti, in cui Osama Bin Laden è ripreso mentre registra e prova alcuni discorsi.

Come molti hanno notato, dai video emerge quanto Bin Laden curasse la sua immagine: non solo tingeva la barba, ma provava i discorsi e rivedeva le riprese.

Alcune considerazioni:

  • quando si parla dell’ossessione di apparire giovani, cerchiamo di ricordarci – anche a partire da queste immagini – che non accade solo in Italia e non riguarda solo il mondo dello spettacolo, né solo le donne. A conferma, ricordo quanto tinti e truccati sono sempre apparsi Gheddafi (nato nel 1942) e Mubarak (1928), molto più anziani di Bin Laden (che era nato nel 1957).

Gheddafi Mubarak

  • La questione non va ridotta alla banalità dei capelli tinti e del trucco, né alla  vanità del leader: i video fanno capire che Bin Laden sapeva che per realizzare un buon videomessaggio, come per fare un buon discorso in pubblico, occorre provare e riprovare, poi riguardarsi in video – meglio se con altri – e correggere ciò che non va. Quanti politici italiani, a parte Berlusconi, hanno la stessa cura meticolosa per l’apparenza fisica e i discorsi in pubblico?
  • La maggior parte dei politici italiani – ma anche i media che li commentano – tendono invece a sorridere di queste pratiche, come se l’attenzione all’apparenza fisica fosse cosa da narcisi o da femminucce, e provare un discorso fosse cosa da principianti, o da tiranni del terzo mondo. Federico Rampini ad esempio si chiedeva ieri su Repubblica: «L’unica debolezza apparente di Bin Laden era la vanità?».
  • Anche Barack Obama cura i dettagli della sua apparenza fisica (e di quella della sua famiglia); inoltre, fa le prove prima di parlare in pubblico. Vogliamo considerarlo un vanesio, una femminuccia o un principiante? Non a caso, i commentatori americani (Barbara Starr della CNN per esempio) hanno dichiarato di essere rimasti colpiti dalla professionalità di Bin Laden, non dalla sua vanità.

In un montaggio di Repubblica TV, frammenti di video in cui Bin Laden registra e prova discorsi:

Vodpod videos no longer available.

Bin Laden guarda se stesso e altre immagini in tv:

Vodpod videos no longer available.