L’Italia vista da un ragazzo tunisino di 19 anni

Su Crossing TV ho trovato una bellissima intervista a Jihad, un ragazzo tunisino di 19 anni, sbarcato a Lampedusa in cerca di un futuro e una vita normale, e arrivato al TPO di Bologna, un centro sociale che offre un prezioso servizio di sportello legale e corsi di italiano per gli stranieri.

Dice Jihad verso la fine dell’intervista: «Non siamo venuti in Italia per creare problemi, siamo venuti per trovare soluzioni ai nostri problemi. Siamo venuti per cercare un po’ di sicurezza senza crearvi altri problemi. Chiedo a tutti gli italiani di trattarci in maniera gentile e di considerarci come persone. Non siamo ladri, terroristi o cose del genere».

Intervista di Zineb Naini.

Riprese di Yasas Navaratne.

Montaggio di Silvia Storelli.

Crossing TV ringrazia Neva Cocchi e lo Sportello Migranti del TPO di Bologna.

8 risposte a “L’Italia vista da un ragazzo tunisino di 19 anni

  1. Ho trovato l’intervista deludente: a parte qualche vaga lamentela sul trattamento ricevuto, quasi solo ancora più vaghi buoni propositi e sentimenti. Nessun progetto concreto, neanche minimo, a differenza di altri giovani immigrati che conosco.
    Non è tanto una critica all’intervistato quanto all’intervistatrice: aveva qualche ragione per non fare domande concrete?

  2. Osservando l’intervista mi domandavo, ma a chi sarebbe destinata questa brodaglia smielensa?

    Evidentemente chi ha realizzato il prodotto si rivolge ad un pubblico di minus habens che necessita di essere ammaestrato.

    L’intervistatrice, di concerto con l’intervistato, a noi italiani ci tira un po le orecchie, ci critica bonariamente, ma alla fine ci fa capire che in fondo ci vuole bene perchè alla fine siamo sempre “italiani brava gente”

    Personalmente ho trovato l’intervista fasulla e ripiena di irritante moralismo ipocrita. Non so se sia più colpa delle domande insulse o delle risposte vacue ed evidentemente preparate a tavolino.

    Se l’intenzione del video è quella di aumentare l’accettazione dell’immigrato presso gli “italiani brava gente” è meglio non farlo circolare tanto….

  3. Ciao G,

    concordo coi commenti di cui sopra e rilancio

    http://bit.ly/lffMKN

    Pur nel bisogno questa gente calcola il proprio rischio, che dura un viaggio più o meno di fortuna, con la totale dipendenza dalla nazione ospitante.

    Ci vorrebbero tanto senso civico e tanta cultura della legalità in più, sia in Italia che in Nordafrica.

    Saluti

  4. Quando abbiamo deciso di fare quest’intervista non sapevamo chi avremmo avuto davanti, sapevamo che era giovane e che era di origini tunisine ma avevamo le idee chiare: volevamo sapere cosa pensa, prova e sogna un ragazzo di 19 anni che ha affrontato un viaggio difficilissimo.
    Siamo sempre bombardati da morte e disperazione, conosciamo l’odore di ogni lacrima versata nel Mediterraneo e una volta tanto volevamo dare spazio alle emozioni, al cuore. Ma, dai commenti mi rendo conto che non ha funzionato e mi chiedo perchè. Forse perchè siamo farciti di spot rapidi e violenti e le reazioni all’intervista (che è stata commovente per noi e per il ragazzo) sono causate dall’essere ASSUEFATTI dalla politica del terrore e dell’agire, perchè se non corriamo non siamo felici.
    I sentimenti di un giovane di 19 anni non interessano a nessuno, perchè bisogna trovare sempre un PERCHE’ alle emozioni e trovare SOLUZIONI ai moti dell’anima. Sentimenti che, per amore di cronaca, non sono buonisti ma sentiti. Jihad non è un alieno non è meglio o peggiore degli altri: è solo un ragazzo di 19 anni che vuole trovare la sua strada e si è perso nella terra di nessuno.

  5. Non so cosa vi aspettavate dal video, ma sinceramente non penso che un ragazzo di 19 anni , come lo sono anch’io, in quella situazione riesca a pensare a ” progetti concreti”, concretamente dopo un esodo del genere senza sapere se riuscirà a trovare un pasto o perlomeno un posto dove sentirsi al sicuro, la percezione di quello che vorresti fare nel futuro non è molto ampia, questo non per sua volontà ma perché gli è imposta da bisogni primari di cibo e di alloggio, e dalla scadenza del permesso di soggiorno temporaneo che incombe . Per questo è molto difficile che riesca a pensare ad obbiettivi concreti senza che rimangano soltanto dei sogni, Jihad, e gli altri ragazzi nella sua situazione , hanno come unica certezza che il periodo che stanno attraversando non sarà dettato da quello che vogliono ma da cosa le istituzioni gli imporranno.
    L’unica cosa che vuole e che il suo soggiorno in Italia sia sopportabile, e se quindi vuole solamente che venga trattato come un essere umano dagli italiani durante questo periodo, la cosa mi sembra più che ragionevole.

  6. “E tutto ciò che oggi accade in Europa, in Eurabia, ma soprattutto in Italia è declino della Ragione. Prima d’essere eticamente sbagliato è intellettualmente sbagliato. Contro Ragione. Illudersi che esista un Islam buono e un Islam cattivo ossia non capire che esiste un Islam e basta, che tutto l’Islam è uno stagno e che di questo passo finiamo con l’affogar dentro lo stagno, è contro Ragione. Non difendere il proprio territorio, la propria casa, i propri figli, la propria dignità, la propria essenza, è contro Ragione. ”

    Io trovo irragionevole e spregevole credere a parole come queste, della Fallaci. E sono perfettamente d’accordo con i due commenti prima del mio. Difendere chi e cosa? Ha ancora senso parlare di “nazione” e “proprio territorio” oggi? Secondo me no. Non siamo in grado di accettare l’altro ma soprattutto di capirlo, però vogliamo imporre i nostri ideali perchè ci sembrano i più giusti. Agiamo nel pregiudizio e viviamo di paure spesso infondate. Credo che ci si dovrebbe fermare un attimo in più a riflettere e a capire prima di esprimere qualsiasi opinione.

  7. @azeb Luca Trombetta e yas.

    Rispetto profondamente il diciannovenne Jihad e perciò gli chiederei quello che chiederei a mio figlio.
    Pensi di prendere in Italia il diploma che non hai preso in Tunisia? Un diploma che ti sarebbe servito forse poco in Tunisia, ma non ti servirebbe tanto neanche in Italia.
    Altrimenti, e comunque, come pensi di mantenerti in Italia? Manovale nell’edilizia? O, senza mettere nessun limite alle tue possibilità, che altro?
    Devi dirmelo tu. Almeno una vaga idea al riguardo devi pure averla, figlio mio.
    Non saranno le “istituzioni” italiane, o di qualsiasi altro paese, a soddisfare i tuoi desideri di felicità, di una vita normale, diversa da quella di tuo padre. (Di cui però dovresti dirci qualcosa, per farci capire). Né i desideri tuoi, né quelli di nessun altro, immigrato o locale.
    Tu concretamente cosa pensi di fare? Nella prossima settimana? Nel prossimo mese? Nel prossimo anno?
    Se non hai nessun progetto realistico al riguardo, neanche minimo, forse le autorità italiane non sbaglierebbero, figlio mio, a rimandarti in Tunisia. Qualcosa si può fare anche qui, non credi? Sempre che tu non abbia un progetto migliore in Italia.
    Ma dimmi una parola al riguardo, allora. E dì’ alla tua intervistatrice, se ti rispetta, di chiedertela.

  8. Valerio Pantalena

    @ben Ottima riflessione, condivido in pieno, qui mica è il Bengodi, anzi, magari!

    @Valeria Sono OT ma spezzo una lancia a favore della Fallaci. Oriana in quelle regioni c’è stata per anni, mica a fare la velina. Le sue parole sono dure ma l’idignazione che ha è cristallina e deriva da basi oggettive. Purtroppo nazione ed identità vengono usate a scopo propagandistico ma l’uguaglianza culturale a prescindere svilisce i risultati intellettuali e morali costruiti con fatica e sangue in secoli di storia europea.
    Gli istigatori d’odio per proprio interesse nell’Islam hanno un credito enorme, specie per la forza delle tradizioni e la mancanza di laicità, lo dico da credente e praticante.
    Nella cultura araba il carisma di un predicatore prevale sui fatti, ne vediamo degli esempi in tutti i campi anche in Europa, ma è un bene che resista per lo più lo scetticismo razionalista che respinge ogni “ipse dixit” a favore dell’evidenza oggettiva e dello spirito delle leggi, naturali o sociali che siano.

    Per tornare in tema, tutte queste masse di giovani sono loro malgrado bombe sociali e come noi hanno bisogno di formarsi ad un’esistenza responsabile e rispettosa, quale che sia la loro fede. Capire ed ascoltare sempre, ma è innegabile e sano che le idee solide si impongono de facto su quelle meno, poco o punto consistenti.

    Concludo affermando che persino la persona più valida e preparata, immersa in un contesto sociale senza basi logiche comuni e costante lavoro morale, finirà per essere emarginato ed antagonista piuttosto che protagonista.

    Saluti a tutti,

    V

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