Brunetta insulta i precari. E il Pd ci fa uno spot

Da mesi il centrodestra accumula errori di comunicazione (e di strategia politica, ovviamente, ma qui parliamo di comunicazione). Talmente gravi e/o sciocchi che al Pd basterebbe lasciarli fare, costruendo dal canto suo alleanze solide (da solo certo non vince) e proposte concrete, col relativo piano di comunicazione.

L’ultima uscita del ministro Brunetta, che martedì si è rifiutato di rispondere a una precaria e se n’è andato apostrofandola con un «Siete l’Italia peggiore», ricorda – per snobismo e disprezzo della gente – il peggiore D’Alema.

Ma non basta trasformare la scena in uno spot che dice «Lui non ascolta, noi sì» per dimostrare di essere davvero migliori di lui. Perché attenzione: in questo momento l’errore di Brunetta è così pesante – e insultante per chi non arriva a fine mese – da illuminare chiunque ne prenda le distanze.

Ma è la solita strategia contro: ieri contro Berlusconi, oggi contro Brunetta, domani contro Alfano, La Russa o chissà chi.

Una strategia che, nel giro di pochi mesi o addirittura giorni, suonerà vuota e poco credibile se la sinistra non riuscirà – una buona volta – a mettere a punto un modo nuovo, positivo e propositivo, di comunicare come pensa di risolvere i problemi di disoccupazione e precariato in Italia.

Ma lo sanno, come risolverli? Perché se lo sanno, finora proprio non ce l’hanno detto.

 

22 risposte a “Brunetta insulta i precari. E il Pd ci fa uno spot

  1. il PD è da un pezzo che ha perso una capacità di fare comunicazione popolare. Non è un caso che il candidato PD a Milano (Boeri) sia molto debole nel tentare di imporre le idee di partito alla nuova giunta Pisapia
    Consiglio di guardare “PISAPIASENTILAMIA” su Facebook.
    http://www.facebook.com/pages/pisapiasentilamia/230577726952506
    Milano in questo momento è un test-bed per la politica, e il colore c’entra poco. Lo sarebbe anche Napoli, ma li è un vero casino c’è la presa della criminalità organizzata sul business dei rifiuti. Vedremo.

    Su Brunetta. Ha avuto un comportamento sgarbato e fuori luogo, oltre che poco intelligente. I politici Italiani non sono abituati al confronto, se non con i giornalisti e/o i propri “pari”. Questo perchè costantemente circondati dalle scorte ed i cordoni di portaborse, si sono scordati cosa voglia dire essere persone normali che si debbono confrontare con la quotidiantià (dall’andare al supermercato, fare una fila alle poste, non trovare parcheggio per la macchina, essere in piedi su una metropolitana, dover confrontarsi con persone sgarbate etc.). Vivono in questo “walled garden” e letteralmente si ha l’impressione che la realtà non li tocchi. Brunetta spero si ravveda, si scusi e si renda conto che è un Ministro della Repubblica, non dell’Impero.

    Sul PD e la comunicazione… invece non ho più speranze. Si sono bevuti il cervello. Non sanno più che pesci pigliare e cosa fare. Sanno che sono contro Berlusconi e i suoi, ma non credo sappiano più perchè vogliono andare al Governo.

    Cordialità

    Filippo

  2. Alcuni parlamentari e dirigenti del PD, insieme con autorevoli studiosi a loro legati, hanno idee chiare e incisive su come affrontare la precarietà.
    Le propongono da tempo e le proporranno anche domani e dopodomani 17 e 18 giugno all’Assemblea nazionale sul lavoro di Genova. Vedi: http://www.pietroichino.it/?p=15222

    Perché i leader del PD, che conoscono benissimo queste proposte nate e sostenute all’interno del PD stesso, non le adottano? (Le hanno già respinte in più occasioni.) Credo che temano una loro possibile impopolarità.

    Vedremo l’esito di questa nuova occasione.

  3. Forse, oltre alla possibile impopolarità di queste notevoli proposte contro la precarietà, i leader del PD temono la più che probabile, anzi certa, opposizione della CGIL.

  4. Certo che sanno come risolverli e ce l’ha spiegato proprio Bersani. Come tu facevi notare qualche post fa è vero che si sta esercitando come comico da Crozza ma già ricicla le battute (“Brunetta ha divorziato dalla realtà”). Dato per scontato che il PD non riesce a battere Berlusconi e che Berlusconi permette paradossalmente l’accanimento terapeutico di questa defunta, sinistrata classe dirigente – ma permette altresì la profumata esistenza economica di comici più o meno riusciti, ebbene – largo ai giovani, pardon, ai precari, che potranno seguire Bersani in simpatiche carriere da battutisti e satiritisti. Oppure potranno prendere il posto di vetusti e sostituibili anchorman Rai che guadagnano per un litigio l’equivalente dello stipendio annuo di 200 precari e pretendono di difenderli e rappresentarli mentre i giornalini del PD a loro volta difendono e rappresentano i diritti dei primi (dirigenti) assimilandoli ai secondi (dipendenti). Di fatto insultandoli.
    Anche perché quando e se non ci sarà più Berlusconi se da un lato troverebbero posto di lavoro alcuni precari, male ne verrebbe ai vari Santoro, Littizzetto e co.
    Quindi fa bene Bersani a non parlare fuori dai denti perché poi la lingua batte dove il dente duole. Ragazzi, non saremo mica qui a dare il Mentadent alle precarie?

  5. Ugo, spesso sei chiarissimo, ma qualche volta il senso delle tue battute mi sfugge un po’. Come nel tuo ultimo post.
    Scusate l’ottusità.😉

  6. Sicuramente il ministro Brunetta, nel momento che nel chiuso della sua stanzetta si è guardato allo specchio, ha visto il prof.Brunetta scuro in volto, accigliato e con uno sguardo che non prometteva nulla di buono.
    Sicuramente il ministro Brunetta ascolterà il prof. Brunetta e, magari in ritardo, si scuserà!
    La sala era molto calda ed una bella ragazza in abito balneare, absii injuria verbis, hanno “fatto saltare il tappo!”

  7. @Ben
    È colpa mia che a volte rido a denti stretti. Ma colpa tua è se non frequenti le Minetti🙂

  8. Sono spiacente ma non vedo precari bisognosi nel video, vedo solo degli attivisti politici che tentano con prepotenza di rubare la scena al fine di fare propaganda politica e offendere il ministro
    Ha fatto bene il ministro a non prestare il fianco a questa aggressione.
    Concordo anche con il giudizio sulla parte peggiore del paese.

    Fino a che si confonderà volutamente il tema del lavoro con la propaganda partitica, sarà molto difficile discutere di problemi e soluzioni nel mondo reale.

  9. Pavlov: senza entrare nel merito del “chi sono davvero” coloro che hanno chiesto la parola a Brunetta (oggi lui ha replicato dicendo che non sono affatto precarie affamate, ma una guadagna 1800 euro al mese), il ministro Brunetta, dal punto di vista comunicativo, ha comunque fatto un errore madornale, ostentando snobismo e disprezzo nei confronti di cittadine che si sono presentate come precarie e gli hanno chiesto la parola.

    Sulla scena pubblica conta ciò che appare, punto: loro si sono presentate come precarie e lui come tali doveva trattarle.

    Se un ministro della Repubblica (o un leader di partito) rifiuta di parlare con qualcuno che si presenta come precario, diventa bersaglio immediato di chi lo accusa di distacco dai problemi del lavoro, del precariato e in ultima analisi dal paese civile.

    Non mi/ci interessa la tua opinione politica su Brunetta e i precari, veri o presunti che siano: qui interessa soltanto l’analisi di ciò che sta sul palcoscenico della comunicazione.

  10. Oh mamma mia, che Paese sciagurato!
    Il presidente del consiglio che vaneggia davanti a un Capo di Stato paragonandosi nientemeno che al dio Apollo, un Ministro della Repubblica che organizza un convegno barboso dal nome altisonante ( i soliti dorati contenitori vuoti all’italiana, e le stime confermano l’arretratezza dell’Italia nel contesto europeo per quanto concerne l’incidenza dell’innovazione tecnologica nel rapporto tra cittadinanza e PA ) e proprio in quell’occasione manifesta un complesso di inferiorità e si rifiuta di dialogare proprio coi suoi dipendenti diretti ( precari della PA)…. addirittura insultandoli! E mai come in questo caso, cara Giovanna, è stato tanto azzeccato l’accostamento di Brunetta a D’Alema: sì perché è stato il primo personaggio pubblico che mi è venuto in mente vedendo il filmato, e proprio come D’Alema in varie occasioni, Brunetta si è mostrato incapace di immedesimarsi nei problemi che venivano sollevati, chiuso a riccio nella propria spocchia….
    Non dimentichiamoci che D’Alema, anni luce fa, denunciò Forattini e chiese 3 miliardi di lire di risarcimento per una vignetta sulla vicenda Mitrokhin…alla faccia del sacrosanto diritto alla libertà di critica e di espressione… e facendo bella mostra del suo irritante snobismo…
    Beh, di certo Bersani politicamente non sarà una cima, sicuramente non si risparmia gaffes comunicative e non ci risparmia l’eterna tendenza all’indecisione della sinistra ai tempi di B., però solo a vederlo sullo stesso palco a confrontarsi senza timori col suo alter ego Crozza-Bersani, non solo ispira più simpatia, ma sembra più umano e normale, uno che come tutti noi ogni tanto sa anche farsi prendere in giro…
    E nel cotesto italiano, questo è già un piccolo passo avanti….

  11. Oh scusatemi, ho dimenticato di chiudere un tag… e ho pure dimenticato una lettera …contesto* e non cotesto#….

  12. Penso che non si possa scindere il conuto dal conenitore.
    Premesso che penso che Brunetta abbia anche fatto cose buone, penso anche molte volte abbia assunto atteggiamentii “fuori delle righe”.
    Sicuramente un Ministro e professore universitario dovrebbe saper mantenere sempre un aplomb maggiore, ma non tutti si chiamano Andreotti che in tutte le occasioni, magari con una battuta, non perdeva la scena.
    Mi è capitato varie volte di assistere in riunioni o convegni, di argomenti i più vari organizzati da destra e da sinistra, all’intervento “rumoroso” di “gruppi di promozione sociale”. Quasi sempre a chi era sul palco “è saltato il tappo”.
    E’ una cosa sbagliata e sicuramente un messaggio che potrà essere recuperato con fatica, ma fortunatamente per noi anche quando sono presenti cariche pubbliche non esiste un servizio d’ordine “duro, inflessibile e con pesanti stivali” e qualcuno pensa che facendo gazzarra si risolvono i problemi.
    Un altra volta poi parleremo di offerta di lavoro flessibile, rischio d’impresa, capacità di mettersi in gioco et. etc, cioè la situazione dei giovani di tutto il mondo nell’affrontare il mondo reale senza il falso scudo della statuto dei lavoratori, grande conquista sociale, ma purtroppo non applicabile al mondo reale forse sbagliato, ma reale.

  13. @ Attilio
    La precarietà in Italia fa più male che altrove nel vecchio continente, proprio perché siamo l’unico Paese oltre la Grecia, che non ha forme di welfare strutturate e universali…addirittura i giovani che non trovano lavoro e neanche lo cercano, sono dei fantasmi per lo Stato, non hanno letteralmente diritto all’acceso a nessuna prestazione sociale…
    Non vorrei ripetermi, ma sono precario da ben 9 anni nell’Unibo: assunto da una cooperativa a tempo indeterminato però con la spada di Damocle del ” collocamento a zero ore” il che significa semplicemente che quando l’Unibo non ha più lezioni, attività di laboratorio o chiude per ferie…. io resto a casa e non prendo una lira..però non ho diritto a nulla perché regolarmente occupato….E non si tratta di statuto dei lavoratori, che ahinoi, protegge solo i lavoratori dipendenti con contratti regolari…..
    La precarietà è la degenerazione di un sistema di lavoro flessibile – oramai necessario e inevitabile nelle grandi economie post-industriali- che nel nostro Paese è stato spogliato della sua parte complementare: l’accesso universale a forme di integrazione del reddito attraverso aiuti economici diretti e/o erogazioni di servizi…. I risultati, a 15 anni di distanza dalle prime norme si vedono, il Paese invecchia tanto quanto il resto d’Europa, però da noi si fanno meno figli…perché l’insicurezza sociale da noi è più diffusa….perché la mia generazione è pienamente consapevole che se non hai qualcuno alle spalle, di certo non sarà lo Stato ad aiutarti a farti una famiglia… La miopia della nostra classe dirigente è tanta e tale che si può davvero parlare davvero di “macelleria sociale” non solo per fare un po’ il verso a Nichi Vendola: i capitalisti sfruttano l’ampia gamma di contratti e contrattini che la fantasiosa legislazione italiana sul lavoro prevede e giustifica, nonostante questo il Paese non decolla, la crescita è al palo, la Marcegaglia si strappa le vesti due giorni sì e uno no, però poi tutti sanno quanto bassa è la tendenza dei nostri capitalisti a reinvestire gli utili nella ricerca e nell’innovazione, mentre sono bravissimi ad esercitarsi con ardite operazioni finanziarie, improvvise delocalizzazioni ( vedi caso Datalogic) o abbandono a sé stesse (causa sospetta bancarotta fraudolenta e truffa ) di intere strutture produttive, come nel caso della Verlicchi, che deve la sua recentissima rinascita grazie all’impegno e all’amore per il lavoro dei propri operai….
    Il lavoro nella struttura socio-economica dei grandi Paesi industrializzati, tenderà sempre più ad essere legato a creatività, competenze e programmi costanti di educazione e aggiornamento…. ergo, sarebbe un dovere della classe politica e degli imprenditori drenare risorse per garantire reddito……altrimenti non c’è trippa per gatti!

  14. @Giovanni Delfino e per tutti gli altri nella sua situazione
    L’accesso al lavoro e la carriera lavorativa sono due momenti difficili in tutto il mondo e, ma forse qualcuno è in grado di smentirmi, nella maggior parte dei paesi industrializzati gli aiuti di stato sono inferiori che da noi. Ricordo che circa 25 anni fa il Regno Unito diminuì drasticamente il sussidio di disoccupazione perchè molti giovani lavoravano per tre mesi e poi con quel sussidio ….andavanoad adcoltare i Beatles.
    Ormai da molto tempo ci si è accorti che lo stato sociale è una chimera che può essere alimentata solo …stampando soldi.
    Giovanni dice che da 9 anni insegue una carriera “chiusa”, mi spiace per lui, ma forse deve cambiare target.
    Scrive Giovanni “Il lavoro nella struttura socio-economica dei grandi Paesi industrializzati, tenderà sempre più ad essere legato a creatività, competenze e programmi costanti di educazione e aggiornamento…. ergo, …” chi non è in grado di viaggiare alla velocità del treno che ha scelto …deve cambiare treno. E’ la dura realtà del mondo moderno.
    Don Chisciotte provò a cambiarlo ….ma non ebbe successo!

  15. Pingback: Brunetta insulta i precari? Arriva lo spot del PD

  16. @Attilio A. Romita
    In altri paesi il fossato fra lavoratori protetti e non protetti, specialmente giovani adulti come immagino sia Giovanni Delfino, è ben più profondo che altrove.
    Pietro Ichino e colleghi parlano addirittura di ‘apartheid’ (nel già citato http://www.pietroichino.it/?p=15222).
    Molto si potrebbe fare, senza ricorrere a deteriori assistenzialismi, peraltro insostenibili nella situazione italiana attuale (e di molti anni a venire con tutta probabilità).

    E’ in buona parte un problema di comunicazione: come fare diventare popolari, o non troppo impopolari, riforme utilissime ma largamente osteggiate tanto a destra quanto a sinistra?

  17. errata corrige: in ITALIA il fossato… è ben più profondo che altrove.
    Non il contrario!😦

  18. Pingback: Brunetta insulta i precari? Arriva lo spot del PD | Notizie Politica

  19. Se la sinistra ha delle idee e delle proposte le tiene veramente ben nascoste; forse ha paura che qualcuno gliele rubi.
    Nessuno parla, per esempio, di tassare pesantemente tutte le pensioni d’oro che solo grazie al precariato vengono pagate.
    Pensionati a 10.000 euro al mese e oltre, pensionati dopo 20 anni di lavoro, pensionati ex parlamentari dopo 5 anni di lavoro, pensioni cumulate grazie a sapienti manovre normative, migliaia di “Patrizi” che conservano il proprio status grazie al lavoro degli “Schiavi” precari, a nero, a progetto, cocopro e cococco e sottopagati. Schiavi che una pensione non l’avranno mai.
    Le proposte di Ichino di finire di buttare al mare le ultime tutele ancora esistenti, così che non ci sarà neanche più traccia della loro esistenza, non mi piacciono, ma non ho approfondito molto e quindi sospendo il giudizio.

  20. Sono malignamente contento dell’errore comunicativo di Brunetta, perchè forse indebolisce un personaggio deleterio anche in quanto attualmente attivo nella distruzione di Venezia. Nonostante abbia sonoramente perso nell’elezioni a sindaco, il suo padrone lo ha delegato alla legge speciale per Venezia, cioè in pratica all’indirizzzo verso le tasche dei partners del concessionario-beneficiario unico dei fondi per il megaprogetto MOSE, mentre Venezia (quella che conoscete ) manca di nuovo ad esempio anche dei soldi sia per il mantenimento ordinario dei suoi canali interni e prospicenti fondazioni , sia per i restauri necessari ai suoi monumenti pubblici.
    Angelo

  21. Una piccola nota sul precariato della ricerca negli altri paesi (esempi da USA, Australia, Olanda, Irlanda). In questi posti (vale in parte anche in Francia) il precario (ricercatore a contratto) prende piu`di uno stabilizzato. semplice, no? Accetto la temporaneita`, ma guadago un bel po`di piu`. Cosi non ne faccio un dramma quando rimango senza lavoro per 3-6 mesi.
    In Italia? Il precario prende di mno e ha meno contributi.
    Siamo tutti d`accordo sul fatto che il lavoro permanente e`quasi scomparso, ma salari bassi e precari generano solo poca motivazione e scarsa progettualita`. Il lavoro della ricrca (ma anche altri lavori) richiede una certa tranquillita`e solidita`di condizione lavorativa. Se mi devono rinnovare il contratto ogni 6 mesi o un anno, saro`sempe stressato/a e produrro`meno.

    Riguardo alla comunicazione di Brunetta, penso (banalmente) che con gli insulti non si guadagni consenso, soprattutto quando gli insultati sono la maggioranza della popolazione. Esempi storici mostrano come possa essere produttivo insultare, picchiare, persino sterminare una minoranza, ma la maggioranza non si deve toccare.

  22. Ciao G, salve a tutti,

    @Monica: incipit sagace, chapeau!

    Giovanna, che bel post, di sinistra, non banale, conciso, realista.

    Saluti,

    V

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...