Bersani: «Non siamo mica qui ad asciugare gli scogli»

Dopo le riflessioni della settimana scorsa sul guadagno d’immagine che Crozza ha portato a Bersani e sull’importanza del sorriso per i politici, puoi immaginare con quanta soddisfazione ho guardato Bersani che – alla Conferenza sul lavoro a Genova – rideva sulle battute di Crozza nel bel mezzo di un serissimo discorso sul lavoro:

«Oggi mi toglierò un po’ di sassolini, quindi rischio di essere un po’ polemico, vabbe’ tanto… [sorride] “Dov’è il progetto?”, una domanda che fan solo a noi, no? Ma noi siamo contenti, perché io la sento fare solo a noi, ma io son contento. “Dov’è il progetto?” e io dico “Stiamo lavorando… ma, appunto, non è che siam stati qui a [sorride] pettinar le bambole o… [risate, inizio di applausi] no aspetta… a Genova diciamo “asciugar gli scogli”…[ride]».

Risate del pubblico, applausi scroscianti: bravo Bersani, mi dico, avanti così.

Mai cantare vittoria troppo presto, però: dopo aver non solo menzionato ma accolto («Io son contento»: in retorica si chiama concessione) la domanda che tutti fanno al Pd («Dov’è il progetto?») e dopo aver creato suspense con annessa risata (perfetto!), tutti ci aspetteremmo una risposta, finalmente.

Invece Bersani attacca prima un discorso contorto sui difetti del Pd:

«Noi avremmo non solo la cosa fatta [la cosa?], diciamo elaborata, abbiamo anche della cosa decisa… decisa… che può comporre [comporre che?]… certo dobbiamo ancora lavorare per l’amor di dio, però chi ci fa questa domanda che allude sempre al fatto di un Pd che non ha, diciamo, sufficienti proposte per essere un partito riformista, intendiamoci, è uno stimolo che dobbiamo prendere [bravo, accoglie gli stimoli], eh, perché, oh, non sto mica dicendo che siamo a posto, da me non sentirete mai dire che non c’è da lavorare, perché noi non siamo ancora a posto.»

Poi si contorce ancora su come dovrebbe essere non la risposta – che già sarebbe qualcosa – ma chi fa al Pd la domanda.

Un discorso di cui ti risparmio i dettagli (bisogna ascoltarlo due volte per capirlo), ma il cui succo è «L’avevo detto io», ovvero il Pd aveva ragione ma nessuno l’ha ascoltato, ovvero ancora: non siamo stati capaci di imporci. Un discorso che infine lascia ad altri la decisione su chi aveva ragione: «Ho chiesto e chiedo: chi aveva ragione? È titolato a chiederci se abbiamo il progetto solo chi dice chi aveva ragione».

Morale della favola: in 2’48” destinati a essere ripresi da tutti i media perché cominciano citando Crozza, Bersani avrebbe potuto scolpire nelle nostre menti, con poche parole ben assestate, la risposta che tutti dal Pd ci aspettiamo.

Invece è riuscito a implicare che:

  1. la risposta non c’è,
  2. il Pd non è ancora pronto a governare («Non siamo mica a posto»),
  3. non è stato capace di imporsi anche quando pensava di avere ragione,
  4. forse non aveva neppure ragione.

8 risposte a “Bersani: «Non siamo mica qui ad asciugare gli scogli»

  1. L’eloquio bersaniano è indice della situazione complessiva del PD: sostanzialmente afasica. Al momento il PD sta fornendo una struttura di supporto a leader politici autonomi e/o esterni, e cerca maldestramente di cavalcare la corrente di opposizione che pare oggi prevalere nell’elettorato italiano. Non è assolutamente in grado di enunciare un programma unitario. Figuriamoci se possono mettere insieme Vendola e Casini, quando persino Veltroni e Chiamparino sono su posizioni opposte! Ignoro se Bersani c’è o ci fa, vale a dire se è consapevole che sta facendo il portatore di istanze innovatrici estranee al suo partito o se ciò accade suo malgrado.

  2. «Ho chiesto e chiedo: chi aveva ragione? È titolato a chiederci se abbiamo il progetto solo chi dice chi aveva ragione».

    Questo sofisma è geniale, ammettiamolo. Poiché la soluzione proposta all’epoca dal PD è un controfattuale nessun elettore razionale potrà dare ragione al PD. Conseguentemente nessun elettore è autorizzato a chiedere al PD quale sia il progetto.
    E coloro a cui è possibile rivelare quale sia questo progetto non hanno bisogno di saperlo né di chiedercelo perché appunto sono quegli irrazionali che ci davano ragione prima e ce la daranno comunque anche ora. Quindi perché parlare? A ragion veduta si comprende perché Bersani si laureò sui Papi, attratto dai mediatori contingenti delle cose trascendenti. Non è la sua condizione posta simile al patto che si chiede ai fedeli? Solo colui che ha abbracciato la Fede potrà capire? Bersani sta pensando ai Papi e il pensiero vola alle Sibille. Bersani parla di Genova ma il suo discorso è arenato su tutt’altri scogli e non sono i capelli delle bambole i nodi che giungono al pettine.
    Il PD è un partito che guarda alla modernità e conosce i luoghi dove oggi si sta scrivendo la Storia. Per questo la dirigenza è muta, chiusa in ascetica contemplazione dentro una caverna greca a interpretare le ombre di quel che vi succede fuori. Stanno tutti lì ad aspettare con la carta carbone in mano che qualcuno passi loro il compito in classe. Se Platone aveva capito qualcosa è che i mediocri copiano sempre.
    La dirigenza pazienta in attesa di ca(r)pire e nel frattempo ammala di gotta il proprio elettorato scettico ricattandolo con le lagnanze delle Cassandre. Solo che l’indovina allertava i concittadini presagendo la caduta del Regno di Troia per mezzo del cavallo. Invece nella realtà il PD è stato allertato dai suoi concittadini non avendo presagito la caduta del Regno di Troia per mezzo del cavaliere.
    Guardatela. Tutta greca è la retorica di Bersani. Una storia senza miti che non siano i moti.
    Il tempio di Delfi recava inscritta l’esortazione gnôthi sautón. Conosci te stesso e conoscerai l’universo e il pensiero degli Dei.
    Oggi l’Oracolo della Bettola ripropone il motto socratico a noi incauti fedeli che aneliamo al responso: conosci te stesso e conoscerai il PD e il pensiero dei suoi dirigenti.
    Che la colpa sia dunque nostra?

  3. Ps
    E non venitemi a dire che era solo un caso se la grotta del PCI era in via delle botteghe oscure. Ora sonoappena usciti fuori dalla caverna. Cercate l’indirizzo. Hanno scelto la compagnia di un cristiano per la nuova sede ma sempre per le fratte sono.

  4. “Bersani avrebbe potuto scolpire nelle nostre menti, con poche parole ben assestate, la risposta che tutti dal Pd ci aspettiamo.
    Invece è riuscito a implicare che:
    la risposta non c’è,
    il Pd non è ancora pronto a governare («Non siamo mica a posto»),
    non è stato capace di imporsi anche quando pensava di avere ragione,
    forse non aveva neppure ragione.”

    Provo a dare un’interpretazione almeno in parte positiva.

    Ciò che Bersani implica è purtroppo vero, al momento, e dipende poco da lui. Perciò non può fare ciò che Giovanna si aspetta. Perché la risposta giusta c’è, lui la sa, MA se la dicesse verrebbe abbandonato da gran parte dei suoi elettori e sostenitori.

    Perché Bersani contortamente implica quelle quattro sconsolanti verità? Forse perché non è un abile mentitore, anzi tende a lasciar trasparire la verità. O forse (anche) perché pensa che momentaneamente convenga tenersi nel vago, far intendere e non intendere, in modo che ognuno immagini ciò che preferisce.
    IN ATTESA che gli italiani siano pronti a sentirsi dire la risposta giusta. Che ora piacerebbe a pochi.

    Vorrei però che l’attesa di Bersani fosse quanto più possibile attiva: un’attività volta a cambiare le aspettative del suo elettorato (attuale e potenziale). Non so se lo sia.

    Ad esempio, che spingesse con tutte le sue forze, lui e i suoi, perché le cruciali proposte sul mercato del lavoro di Pietro Ichino, e della minoranza che nel PD le sostiene, gradualmente ma celermente prevalessero nel PD stesso, nella CGIL e fra i 19 milioni di lavoratori interessati. (Di cui 9 milioni protetti riguardo al loro posto di lavoro, e 10 milioni poco o nulla protetti.)

  5. Correggo: … prevalessero nella CGIL, *negli altri sindacati* e fra i 19 milioni di lavoratori…

    (Molti sindacalisti CISL e UIL, non solo CGIL, hanno il PD come riferimento politico)

  6. Ma sono l’unico a notare che la mimica di Bersani è sempre più simile a quella di Prodi?

  7. Accanimento terapeutico, il tuo, cara Giovanna.🙂

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