Cif Crema: la beffa del finale da favola

Da qualche mese è on air la nuova campagna di Unilever per Cif Crema, il noto detersivo per bagno, cucina e annessi.

Nuova? Di nuovo c’è solo l’animazione 3D, che inserisce il prodotto in una rivisitazione di vecchie favole in cui le donne hanno, a turno, il ruolo di Cenerentola, di bellissima fanciulla perseguitata dalla strega e analoghi. In ogni caso, la protagonista finisce regina della casa, accompagnata dal claim «Sempre un finale da favola».

La campagna è internazionale, ma in Italia è più fastidiosa che altrove, data la maggiore disparità di genere che affligge il nostro paese e la più diffusa sensibilità su questi temi che caratterizza gli ultimi anni.

In particolare, lo spot «Il Pentolone e la Corona» – on air dal 19 giugno e segnalatomi da Francesca – è una vera e propria beffa: per qualche secondo i cavalieri che cercano di pulire il pentolone sembrano alludere a un ribaltamento di ruoli abbastanza inedito per la categoria merceologica dei detersivi per la casa, ma alla fine come sempre… pulisce meglio una donna e vince.

Col Cif nel pentolone, vince.

19 risposte a “Cif Crema: la beffa del finale da favola

  1. concordo in pieno… ecco perché è giunta l’ora delle principesse con le forme che vincono con il sorriso, vedasi CenerOntola😉 http://www.facebook.com/cenerontola

  2. peccato perchè l’idea dell’animazione è carina… l’ennesima occasione persa… è ora di finirla con questa immagine di donnine felici di pulire come se fosse la massima aspirazione di vita.. ma ci vuole tanto a capirlo? anche gli uomini sanno fare qualcosa in casa;-))

  3. son amaramente d’accordo. lo spot racconta Lady Oscar all’incontrario.
    la donna che indossa i panni del cavaliere mascherato per entrare nello spazio domestico e fare le pulizie, anziché per uscire di casa e vivere lo spazio pubblico.
    e viene premiata con il trono per aver pulito meglio degli uomini: un passo indietro presentato come una conquista!

  4. Ma ragazzi!!
    Un po’ d’ironia per piacere!!!!!

    pensiamo alle donne nei paesi arabi
    alle donne lapidate e incarcerate
    per un adulterio
    o per un sorriso
    per aver guidato in macchina
    per non aver usato il chador

  5. Luca, ti assicuro che di ironia ne abbiamo tanta,
    ma l’ironia, come tutto, dipende dal contesto.
    E qui, in Italia, oggi, su queste questioni, è il caso di essere seri.

    (tanto per fare un esempio:
    http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/11_giugno_30/inzago-donne-licenziate-fiom-protesta-190986051519.shtml

  6. Quando giravo spot di detersivi non mi sarei mai sognata di usare protagonisti che non fossero donne. Ma ora mi sono redenta, anche perchè non sono passati 10, 15 anni per niente… E la mia reazione quando vedo in pubblicità donne che puliscono e accudiscono, è ormai di fastidio. E’ che in quegli uffici là ancora non lo sanno…neanche le donne che ci lavorano, purtroppo.

  7. tra l’altro, la grafica è orrenda, io mi vergognerei in primo luogo di quest’aspetto

  8. E se lo spot invertisse i ruoli? Se a fallire fosse la donna?
    Lo spot CI Farebbe schifo comunque, o no?
    O sarebbe pure peggio?

    Mi interesserebbe tanto il parere della “padrona di casa”, cui va tutta la mia ammirazione per lo splendido sito e gli avvincenti spunti che, quotidianamente, offre.

  9. Grazie Franco per l’apprezzamento del mio lavoro.

    Quanto alla tua domanda: nel caso di questo spot bastava far vincere un cavaliere maschio, no? Uomini che lavano il bagno e la cucina, per una volta. In un impeto di egualitarismo, magari assieme alla compagna, in tutta allegria, giocando e scherzando. Vedi mai facesse bene anche alla coppia?🙂

    Ma la campagna è più vasta, purtroppo, ed è piena di cenerentole e fanciulle perseguitate da streghe, come dicevo. Dunque, sarebbe tutta da ripensare. Inclusa la grafica, come giustamente rileva Salomanuel.

  10. Pingback: Finale da favola? « touchofmorrigan's Blog

  11. Un pensiero rapido per Luca:
    detta così come l’hai detta tu, sembra un “ragazze, sarà mica ‘sta tragedia pulire casa, pensate che ci sono donne che stanno peggio di voi”.
    Quasi come a dire “No, figlio mio, non ti compro la bicicletta, pensa che ci sono bambini che non hanno nemmeno da mangiare: sei fortunato se non ti rapiscono per vendere gli organi”.
    Non è questione di guardare chi sta peggio, ma dove si vive meglio: quei paesi dove non si ragiona in termini di donne e uomini ma di persone.

    (parentesi pubblicitaria: “Pulisci quello che sembra impossibile pulire”:
    non sarebbe stato meglio un “pulisci l’impossibile?”)

  12. Giovanna, lavoro eccellente il tuo…
    E grazie per la pronta risposta!🙂

  13. Credo sia la prima volta che scrivo in questo blog, eppure lo guardo sempre, mi piace molto il modo in cui scrive Giovanna e i suoi post sono sempre molto interessanti.🙂

    Già dal fatto che si pubblicizzano con una pubblicità ispirata alle fiabe del medioevo fa capire che il claim in realtà è: “donne, per essere felici e osannate come un re, tornate al passato! A quando eravate regine della casa!”.

    Insomma, ma non lo capiscono che pulire la casa o curare se stessi è una cosa che fanno TUTTI gli esseri umani? O pensano che gli uomini non siano in grado neanche di prendere uno straccetto o di accudire il loro figlio? Nelle riviste per donne c’è sempre la parte relativa ai bebè, dubito ci sia anche in quelle per uomini.

    Oltretutto ho visto uno spot di un canale SKY, mi sembra E!, che mostrava i programmi che stavano per mettere, per la gioia dell’uomo (elettronica, tech, motori ecc…) e della donna (elettronica, beauty, casa, gossip). Ora, spiegatemi perchè continuano in questo modo. ç_ç

  14. Sono d’accordissimo con te. Questo spot è irritante su tutta la linea. Anch’io, appena ho tempo, vorrei scriverci su qualcosa. Potevano farlo con tutti uomini, senza fare questa figura. Tanto quel che si vuol dimostrare è che quello che vince è quello che usa il prodotto loro, non altro. Se avessero fatto così sarebbe stato meno grave. Lo so che ci sono donne che se la passano peggio di noi, ma è anche a causa di queste piccole cose che l’idea della donna-sguattera persiste. nel suo piccolo, questo spot è abbastanza grave. Pericoloso, quasi…
    Isabella

  15. fare spot che fanno discutere è diventata una strategia pubblicitaria diffusa per far parlare del prodotto a gratis …

  16. stavo per segnalarla. ma le pubblicità particolarmente ottise si notano subito! ciao

  17. Pingback: Con Cif siamo tutte regine… della casa?!

  18. Pingback: pubblicità regresso - Manuela Mimosa Ravasio

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