Archivi del giorno: martedì, 12 luglio 2011

Vivident Blast: uno spot che fa ridere e discutere

L’ultimo spot che pubblicizza Vivident Blast – realizzato dall’agenzia Selection per l’azienda italo-olandese Perfetti Van Melle – mostra un padre che fa coming out con il figlio, confessandogli di essere… sua madre, e subito il figlio gli confessa di essere… una marionetta («Ia ia oh»), e alla fine un enorme cetaceo casca dal cielo.

Ebbene, in Italia lo spot ha dato fastidio a qualcuno, stimolando un articolo sul portale Gay.it (grazie a Bruno per avermelo segnalato). Questi i motivi del fastidio:

«In Italia esistono alcune centinaia di migliaia di cittadini transessuali. Sono persone come noi, che vivono la vita come tutti ma che più degli altri sono obbligati a fare i conti con quella assurda forma di violenza sociale che è la transfobia. Si tratta di persone comunemente rese macchiette degli sketch dei comici in tv, persone che generalmente non si vorrebbe incontrare, si tratta di gente che consideriamo depravate, perverse e dedite alla prostituzione.

Sulle persone transessuali se ne sentono di tutti i colori e si dimentica, più o meno innocentemente, che per arrivare alla transizione loro hanno già dovuto lottare con se stessi e con la propria immagine riflessa dallo specchio, hanno dovuto parlarne con la famiglia, con gli amici, con il datore di lavoro… e se qualcuno ha conosciuto accoglienza e affetto, molti altri si sono accontentati di emarginazione, rifiuto, incomprensione.

Approfondire la questione transessuale significa gettare la maschera ed accettare che la loro sia una minoranza umana come le altre e che come tutti i gruppi umani merita rispetto.

Lo spot della Perfetti trascura completamente tutto questo: hanno scelto di rappresentare delle cose sorprendenti e poco importa se due di queste situazioni siano fantasione e irreali (in questo del tutto corrette), mentre una terza sia la reale vita di tante e tante persone costrette da tutti alla solitudine, all’abbandono, alla prostituzione e spinte spesso al suicidio o alla morte per omicidio come la cronaca riferisce frequentemente.»

Da quel che ho sentito e visto in giro, invece, molti apprezzano lo spot, annoverandolo – correttamente – nel genere nonsense-demenziale, e collegandolo a una celebre scena de I Griffin, come fa questo articolo. Lo spot naturalmente non «copia» I Griffin (come non «copia» l’idea della marionetta da Pinocchio, evidentemente), ma li cita implicitamente, facendo il verso alle sequenze di colpi di scena che tipicamente si danno nelle soap.

Perché allora ad alcuni dà fastidio? Sono incapaci di ridere? Magari un po’ moralisti? Sempre Bruno – che lavora in pubblicità e vive ad Amsterdam – osservava l’altro giorno in un commento al post Gli uomini italiani visti dall’Olanda:

«Bisogna inquadrare il frame socioculturale dello spettatore. […] L’altro giorno ho mostrato a degli amici gay olandesi lo spot di Vivident Blast. A produrlo è una azienda italo-olandese, l’agenzia è di Milano, i creativi sono svedesi. I miei amici gay olandesi hanno riso e basta. Al contrario, oggi una delegazione di transessuali italiane ha chiesto il ritiro della campagna.»

Insomma, in un contesto socio-culturale come quello olandese, in cui la transessualità è molto più integrata che da noi, lo spot non offende nessuno. Viceversa in Italia, dove i transessuali e le transessuali vivono ancora il calvario che ha ben descritto il lettore di Gay.it, lo spot può essere irritante.

Va detto, però, che da noi le polemiche sono state poche, e molte persone del mondo LGBT ci hanno riso e basta. Finora almeno. Il che vuol dire che siamo in una situazione di transizione, e lo spot ci sta in bilico sopra.

E allora, ha fatto bene o male la Perfetti Van Melle a metterlo in circolazione? Secondo me lo spot non offende le transessuali, perché ridere sugli stereotipi che riguardano le minoranze – se lo si fa con rispetto – aiuta a integrarle, e lo spot va in questa direzione. Certo, quel genere di humour – a cui in Italia siamo poco abituati – può piacere o meno, e infatti molti trovano antipatica la vocina della marionetta e restano freddi sulla demenzialità dei colpi di scena. Ma questo contribuisce – in modo innocuo – al successo della campagna.

Lo spot Vivident Blast:

La scena dei Griffin: