Ma davvero le donne desiderano «Occhi da Bambola»?

Mi scrive Enrico, a proposito dell’ultima campagna Lancôme per il mascara Hypnôse:

«Non so dire se sia offensiva, ma mi chiedo sicuramente perché una donna debba volere degli Occhi da Bambola (con la lettera maiuscola). Le bambole che ho visto, sia di porcellana che di plastica, hanno sempre avuto sguardi persi nel vuoto, totalmente inespressivi nella maggior parte dei casi. Mentre tante altre volte donne del cinema, dello spettacolo, o anche modelle pubblicitarie sono state apprezzate per sguardi profondi e fortemente espressivi.

Quindi trovo negativo pubblicizzare uno sguardo freddo, da bambola, cristallizzato, e soprattutto cercare di rendere i consumatori più simili a oggetti che a persone.

Tuttavia non sono certo che sia “offensiva” nei confronti delle donne; forse solo “sbagliata” e anche poco efficace (davvero alle ragazze piace essere plastificate?).»

Sono d’accordo con Enrico e sono felice che sempre più persone, anche molto giovani, diano segni di perplessità e stanchezza per pubblicità come questa (clic per ingrandire):

Occhi da Bambola di Lancome

Aggiungo solo che la campagna è firmata da un celebre fotografo di moda, Mario Testino, è ispirata alle Blythe, bambole con gli occhi enormi vestite con capi di haute couture, e che l’ho comunque denunciata allo Iap con questa motivazione: «Considero offensivo della dignità di una persona assimilarla a un oggetto» (per farlo anche tu, compila questo modulo).

Infine c’è persino un raggelante trailer. Questo:

15 risposte a “Ma davvero le donne desiderano «Occhi da Bambola»?

  1. Non so come rispondere alla domanda del modulo IAP “Dove è stato diffuso il messaggio” la pubblicità è solo sul web o anche in televisione?
    Grazie mille

  2. Lucia: web, annunci stampa e vetrine di negozi

  3. Nella foto tre donne, di partenza anche piuttosto diverse l’una dall’altra, vengono omologate e rese quasi identiche dallo stesso taglio e colore dei capelli, stesso trucco e stessa (orrenda) plastificazione della pelle tramite ritocco. Diventano insomma “bambole prodotte in serie”. Come obiettivo mi pare tutt’altro che desiderabile!

  4. Fatto! Le donne dalla testa enorme mi fanno pensare ad un’iconografia del difforme, del disarmonico, dell’asimmetrico, del mostruoso, del grottesco.

  5. Qui a parlare è la mia femminilità: da sempre le bambole (soprattutto quelle di porcellana) hanno occhi enormi, ben delineati, a volte con ciglia lunghissime e folte… e da sempre le donne hanno cercato d’imitarle!
    Non certo per lo sguardo “perso nel vuoto, totalmente inespressivo”!
    Esiste infatti nel make up una tipologia di trucco definito proprio “da bambola” e che nel tempo a subìto variazioni secondo la moda.
    A molte donne piace curarsi anche nei particolari e credo che ciò faccia piacere anche all’unverso maschile (abbiamo forse capito male?).
    Personalmente adoro avere gli occhi da bambola!
    Soprattutto quando sono costretta a mettere gli occhiali, che riducono di un terzo l’ampiezza dei miei occhi! Ciglia pettinate, allungate, una sottile linea di matita sulla palpebra inferiore e un tocco di ombretto in quella superiore… infatti non trovo offensiva questa pubblicità.
    Insomma, è il mascara che si chiama “Doll Eyes – Occhi da Bambola”.
    Che poi la pubblicità in generale (ma anche tv e cinema) tenda a “plastificare” la bellezza, beh… credo che questo sia un argomento da trattare a parte.
    Oggi il fotoritocco viene utilizzato in maniera troppo massiccia: nonostante ne faccia uso anch’io per motivi professionali, tutto ha un limite!
    Concludo dicendo che non piace neanche a me il trailer, ma forse ha l’intenzione di “catturare” una clientela molto giovanile, in un’epoca in cui s’impara a truccarsi già verso i 10 anni.

  6. Basta con la donna-oggetto…siamo proprio stufi di queste offese..ma quanto ancora dovrò denunciare? sono stanca😦

  7. Credo che quello che di fatto non funzioni sia il ritocco e l’ombretto. Sono essi infatti che danno un senso di plasticità alle ragazze ritratte. Al contrario, il mascara, fucus del messaggio, dà veramente un’idea di occhi grandi e al tempo stesso naturali. Gli occhi grandi sono ideale di bellezza dai tempi antichi (vedi le dee dall’occhio bovino di omerica memoria) e il paragone alla bambola non mi sembra più svilente di quello di un paio di occhiali che permettono di vedere come un falco, paragonando l’acquirente a un rapace!
    Infine apprezzo la scelta (più o meno volontaria) di usare il termine inglese “doll” che ci ricollega ad un ideale di bellezza che ci portiamo dall’infanzia, rispetto al termine italiano “bambola” che ci porta più facilmente a pensare all’immagine da B-movie dell’omaccione pseudo-playboy che esclama “Ehi bambola, portami un whisky!”

  8. paradossalmente, il lancio, per quanto riguarda la rete è stato più o meno contemporaneo allo svolgimento della manifestazione di Siena, e l’orribile trailer era visibile su molti giornali online in apertura di servizi ed interviste che riguardavano l’evento, un autogol clamoroso. segnalo che oggi, il banner pubblicitario è stato rimosso da siti frequentati prevalentemente da donne

  9. ……Riempiva un bel vestito di magnifico lamé, era un cumulo di curve come al mondo non ce n’è, che spettacolo, le gambe, un portento, credi a me! fiu fiuu che bambola!…(Fred Buscaglione)

    credo che la suggestione sia più questa, piuttosto che la bambola di pezza o di porcellana, al di là di quale sia il tipo di donna che si vuole essere, si sa quanto seduzione ci sia in uno sguardo…da “bambola”…a maggior ragione se appartiene ad una donna interessante, intelligente, con un cervello e che sappia giocare con la propria femminilità.

    ll trailer forse fa perdere un po’ di forza ai valori Lancome che da sempre sceglie donne intringanti, eleganti, mai eccessive, e li fa avvicinare un po’ troppo al mondo pupa che utilizza soggetti disegnati…..saranno ragioni di mercato?

  10. Giò ma se denunciamo allo IAP anche questa non è che poi ci danno meno retta quando denunciamo robe più gravi tipo i pannelli solari “montami”?

  11. Ma hanno scritto “Cliglia da bambola”, non ho parole!

  12. Questa pubblicità sarà brutta ma sicuramente non mi sembra offensiva… Credo che i messaggi che ledono la dignità femminile siano ben altri no?

  13. Ennesima pubblicità denunciata allo IAP! A me pare che le bambole virtuali del trailer assomiglino un po’ anche alle ‘Bratz’ (http://www.bratz.com/), bambole altrettanto lesive dell’immagine femminile. Sono andata sul sito di Lancome per cercare altre informazioni sul mascara Dolls Eyes. Si trova ciò che è sintetizzato nel trailer: http://www.lancome.it/hypnose-doll-eyes/index.aspx#/dolls-eyes/sitemap Un sito in cui si passa da una ‘stanza virtuale’ all’altra; sembra quasi un ‘gioco di ruolo online’ o un video-game, seppur sia permessa scarsa interazione da parte di chi guarda il sito, se non quella di muoversi da una stanza all’altra. Il mascara diventa un oggetto più grande delle bambole/donne. Ancor peggio di ciò che ci si aspetta nel trailer.
    Troppe le rappresentazioni sbagliate. Come sempre, credo, il concetto di bellezza è discutibile. Ciò che molte aziende ci propinano come ‘bello’, in realtà non lo è.
    Mario Testino ha firmato anche un’altra campagna per un mascara Lancome, questa volta senza bambole ma con Julia Roberts: http://www.mariotestino.com/page/716- http://www.mariotestino.com/file/5010

  14. A me se dici occhi di bambola, non so per quale motivo, ma mi viene in mente quelle bambole vecchie tutte sporche, alle quali manca una gamba o un braccio e forse anche un occhio. Anzi a guardarci bene l’occhio c’è, ma ha perso le ciglia quindi ha fatto un giro di 180 gradi e non si vede più!😉

  15. Pingback: Un'altra Donna

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