Rupert Murdoch: «This is the most humble day of my life»

La regola numero uno, nella gestione comunicativa di una crisi, è fare un passo indietro: ammettere i propri errori se ci sono, mostrarsi pentiti, scusarsi. Ma è fondamentale mostrarsi consapevoli e dispiaciuti del danno che altri hanno subito, anche se si dichiara fermamente la propria innocenza, anche se gli errori di cui ci accusano non sono stati ancora dimostrati.

È esattamente ciò che hanno fatto ieri Rupert e James Murdoch, padre e figlio, nell’audizione al Parlamento inglese per lo scandalo delle intercettazioni illegali a carico della testata The News of the World (ora chiusa), di loro proprietà.

Magistrale e lucidissimo il momento in cui Murdoch padre interrompe per pochi secondi le scuse del figlio, semplicemente per aggiungere, con voce grave e volto serissimo, mentre appoggia una mano sul braccio del figlio: «Solo un secondo. Vorrei dire che questo è il giorno più umiliante della mia vita».

Una grande lezione di comunicazione dal più potente imperatore mediatico del mondo.

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11 risposte a “Rupert Murdoch: «This is the most humble day of my life»

  1. ..ieri l’ho sentito alla radio e devo dire che mi ha colpito moltissimo. concordo con te. nei fatti non cambia nulla, ma nella percezione delle persone coinvolte e dell’arena mediatica mettere la propria faccia e ammettere la gravità della situazione fa una differenza abissale!

  2. Un po’ quello che avrebbe dovuto fare Luttazzi un’anno fa =P

    Ve l’immaginate Murdoch che esce dicendo: “era una caccia al tesoro!”?😀

  3. Mi permetto di dissentire, Professoressa. Le dichiarazioni dei Murdoch sembravano prese verbatim da un manuale di crisis management, al punto da risultare non credibili; i bravi comunicatori non aderiscono pedissequamente alle linee guida dei loro consulenti, ma ci mettono un po’ del loro, in modo da recuperare credibilità. Un’altra cosa: humble significa umile, non umiliante (che è humiliating) e i significati sono ben diversi.

  4. Allen, sul manuale di crisis management… be’ non è così, mi dispiace. Non hanno applicato pedissequamente un bel nulla. La regola è elementare, l’ho detto io stessa, ma l’hanno interpretata molto bene.

    Quanto alla sua lezioncina di inglese: so benissimo che «humble» si traduce bene con «umile» in molti contesti (in my humble opinion, tanto per fare un esempio trito). Ma in quel contesto equivale abbastanza bene a ciò che in italiano diciamo meglio con «umiliante» (che pure si traduce con «humbling» o «humiliating», lo so).

    Un’altra traduzione possibile sarebbe: «È il giorno più vergognoso, più basso della mia vita», o qualcosa come: «Con oggi ho toccato il fondo».

    O lei tradurrebbe «pedissequamente»: «È il giorno più umile della mia vita»? Si rende conto da solo, vero, che non ha senso? Le traduzioni pedisseque possono funzionare nei corsi d’inglese per principianti, ma subito dopo – e nella vita – producono spesso frasi insensate.

    La ringrazio comunque per avermi dato la possibilità di sciogliere un dubbio che potrebbe venire anche ad altri lettori.🙂

  5. non a caso i giornali anglofoni (faccio rassegna stampa da Toronto) giocano sul pun humbling and mumbling (umiliante e brontolone)..

  6. Gio,

    concordo con le tue posizioni. Sono le stesse cose che ho pensato ieri sera guardando e riguardando le riprese della BBC.

    E’ cosi’ che si fa – da manuale di crisi, non c’è nulla di male, magari fosse seguito da tutti! Quando hai combinato un disastro di tale portata etica e non solo, va bene che tu sia “umilmente umiliato”, che tu dica di aver sbagliato e che tu porga le tue scuse a tutti.

    Perché – che ci piaccia o meno – solo così si può poi ricominciare da uno scalino più basso a risalire la china.

    Le immagini di ieri sono un insegnamento per noi: hai sbagliato, paghi, mettendoci però la faccia (e pure tutta la famiglia compreso giovane mogli devota).

    Cosa che molte aziende o uomini politici non fanno: da British Petroleum (vedi ultimo spot) alla nostra casta italiania.

    Un caro saluto a tutti,
    Mariella

  7. Gentile Professoressa, grazie per la lezione di inglese, che da cittadino britannico madrelingua accetto di buon grado.

    Rimango dell’idea che la credibilità dei Murdoch non sia cresciuta di uno iota dopo l’audizione di ieri. Che lo “squalo” si sia presentato come “humble” o “humbled” è tanto credibile quanto il lupo che si presenta vestito con la pelle di agnello. Vero è che i Murdoch sono indifendibili e che accettare di presentarsi ai commons non poteva certo far loro male.

    Altro discorso merita il body language. Il buon Rupert sembrava sul punto di esplodere, Quella mano che colpiva di taglio il tavolo era molto più eloquente delle sue lucidate e ben studiate parole,

    Comunque l’obiettivo di un’azione di corporate crisis management è di contenere il danno economico all’azienda. Se ha funzionato lo vedremo alla prossima relazione trimestrale.

    Grazie ancora della risposta.

  8. ma quale LEZIONE!!!!??? Sono dei farabutti.

  9. Jon Stewart, particolarmente scatenato su questa vicenda, perché attraverso di essa può mettere a nudo l’incredibile ipocrisia di Fox News, in The Daily Show commenta in questo modo la scena: “not so humble you couldn’t wait for your turn to talk” (vedi qui http://bit.ly/oWBXBf ).
    Per inciso, il monologo di Stewart è molto interessante anche per un confronto la “satira” televisiva italiana.

  10. invito a leggere anche il post di Eva Jannotti su quest’argomento, molto interessante!

  11. Invito a leggere sul sito FERPI (http://www.ferpi.it/ferpi/novita/notizie_rp/internazionale/murdoch-e-la-comunicazione-in-caso-di-crisi/notizia_rp/43142/7) i commenti all’articolo di Eva Jannotti che evidenziano come sulla questione Murdoch vi siano punti di vista diversi tra i quali il mio (www.patricktrancu.wordpress.com). Comunque concordo pienamente con Allen: dopo 10 giorni di errori commessi dai Murdoch, la mano dei consulenti è apparsa fin troppo evidente.

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