Ma per fare Spider Truman non ci vuole chissà chi

Le ipotesi su chi sia Spider Truman, animatore del profilo Facebook I segreti della casta di Montecitorio, del blog omonimo e di un account Twitter, si sono moltiplicate in questi giorni. Credo si possa dare ormai per scontato che non è un ex precario di Montecitorio che, dopo esser stato scaricato, decide di vendicarsi svelando i segreti della casta.

I segreti della casta

L’operazione mi pare semplicemente un buon esempio di buzzing on line. Dico «semplicemente» perché di buoni esempi come questo ce ne sono ormai molti nel mondo. Meno in Italia, certo, ed è per questo che tutti fanno oooh. Inoltre, ci vedo dietro buone capacità tecniche, ma nessuna lucidità politica. Né antipolitica (vedi Valigia blu: Spider Truman non esiste. Come avevamo subito intuito. Dietro c’è Gianfranco Mascia del Popolo Viola).

Ma anche come capacità tecnica, non ci vuole chissà chi o cosa. Basta una persona sveglia, che sappia come funzionano i motori di ricerca e i social network, e sappia pure buttare giù due script (o abbia un/a amico/a capace di farlo).

La molla scatenante? Mica detto che ci sia dietro qualche organizzazione di movimento.

Forse è solo un persona ce l’ha davvero con la casta. Magari perché è davvero un/a precario/a. Non di Montecitorio, ma dei mille altri settori in cui oggi, in Italia, si resta precari per decenni. Un bel giorno si è alzato/a e ha deciso di fare casino in rete. Punto. Magari per cercare la fumosa «visibilità» che oggi tutti vogliono. Senza sapere poi che farne. Se va come spero, ci penserò, può essersi detto. Dopo di che, la cosa ha superato le sue stesse aspettative. Perciò ora fa un po’ fatica a gestirla – da quel che si è visto ieri – e certo si arrabbia se qualcuno cerca di metterci il cappello sopra.

In attesa delle prossime puntate del sequel I segreti della casta di Montecitorio, riassumo i motivi che mi hanno portata a questa ipotesi. Li ho tratti in parte dalle informazioni apparse in rete in questi giorni, in parte dal prezioso lavoro di due amici, Erri e Cata, che ringrazio di cuore.

  1. Spider Truman non è un precario di Montecitorio perché tutti i documenti che ha pubblicato erano già reperibili facilmente (a) in rete (b) nel libro inchiesta La Casta di Stella e Rizzo.
  2. Non ha grandi aspirazioni commerciali: è vero che ha aperto un blog su Blogspot inserendoci la pubblicità di Google (adSense google_ad_client=”pub-3620?082159807393″) che gli permette di guadagnare qualche spicciolo. Ma AdSense paga alcuni centesimi di euro per ogni clic sulla pubblicità. Considerando una media ottimistica di 1-2% di persone che cliccano sulle pubblicità del suo blog, è chiaro che Spider Truman non sta certo guadagnando fior di quattrini, ma qualche euro al giorno. Dunque è un poveraccio (o finge di esserlo).
  3. L’operazione era già stata architettata prima: Google ti permette di aprire AdSense solo dopo tre giorni lavorativi, e Spider ha messo la pubblicità di AdSense prima che fossero passati tre giorni da quando ha aperto il blog.
  4. Il blog è registrato con l’indirizzo rotellinarotta@libero.it, invece il video su YouTube appartiene a qualcuno che ha aperto un nuovo account ieri, registrandolo con il nickname Spider Truman: account su Blogspot e su YouTube non hanno nessuna relazione. Dunque, se è sempre la stessa persona ad averli aperti, l’ha fatto solo per creare il caso e smentirlo. Ma il video potrebbe pure essere stato prodotto da un/a altro/a, che vuole solo cavalcare l’onda di buzzing.
  5. Domenica intorno alle ore 18:00 sono state create 18 copie del blog di Spider Truman (la maggior parte dei post sono uguali, l’html è identico) (ne ha parlato anche L’isola dei cassintegrati: Spider Truman, la guerra dei cloni). Il che vuol dire che Spider può aver coinvolto diverse persona per aiutarlo a pubblicare gli stessi articoli nei vari blog, oppure – cosa più probabile – ha usato qualche script per pubblicarli.
  6. La creazione dei 18 blog è stata utile all’inizio per far partire la ridondanza necessaria a innescare il buzzing. Ovvero, se metto lo stesso articolo su 18 post, alla prima ricerca su Google mi verranno fuori più blog (tutti legati a Spider Truman) che contengono le stesse parole chiave. Avviato il meccanismo virale, i blog non servono più perché superati da siti più “rilevanti” per la rete (vedi Repubblica, Valigia Blu, La Stampa).

Infine, in tutta questa storia ci sono troppe smagliature, troppe incoerenze perché possa essere il frutto di chissà quale sapiente architettura. Come sanno bene coloro che studiano la menzogna, un buon indizio del fatto che qualcuno stia mentendo non è l’incoerenza di ciò che dice, ma la perfetta, esagerata coerenza. Ovvero, è più probabile che sia vera una versione pasticciata e incoerente di una in cui tutto tiene alla perfezione.

La realtà è sempre più imperfetta anche della più imperfetta menzogna. E la macchina che ha messo in moto Spider è ottima tecnicamente, come buzzing on line, ma troppo pasticciata nei contenuti per non essere credibile. Perciò forse Spider è davvero ciò che negli ultimi post ha detto lui stesso: uno a caso, uno chiunque con pochi soldi e molta rabbia.

10 risposte a “Ma per fare Spider Truman non ci vuole chissà chi

  1. Perciò forse Spider è davvero ciò che negli ultimi post ha detto lui stesso: uno a caso, uno chiunque con pochi soldi e molta rabbia.

    Io però mi preoccupo del fatto che questo accresce ancora più rabbia fine a se stessa. Bah, in realtà non mi preoccupa, mi fa ridere.

    Fosse una rabbia catalizzatrice servirebbe, ma basta leggere un po’ di commenti sul suo blog o su facebook per capire che il tizio si riempie di un seguito di svitati, esaltati, di persone che sono veramente convinte che le rivoluzioni si fanno in rete e scrivono, seduti sul loro divano, con il ventilatore acceso e tante comodità: “facciamo un colpo di stato“, per poi tornare a vedersi l’ultimo video di Rihanna su youtube. Io la vedo così, ecco perché mi fanno ridere.

    Comunque Giovanna io sono con te, ti ho anche linkato sul mio blog perché sia te sia Fabio Chiusi avete scritto come la penso riguardo a questo fenomeno meglio di quanto avessi potuto fare io.😉

    Ciao

  2. Che non ci sia dietro nessuno non son d’accordo perché il buon Spider Truman ha beneficiato di una tale visibilità mediatica che per dire trasformerebbe Disambiguando – meritatamente – nel nuovo Huffington Post.

    E Spider Truman l’arena pubblica di discussione, effettivamente, l’ha influenzata parecchio. Ripeto, avercela la copertura internet e televisiva che ha avuto – immeritatamente – lui.

  3. serveuntavolo: intanto grazie per i complimenti a Disambiguando🙂

    Quanto alla copertura mediatica e alla visibilità, ragioniamo: di cosa? di quali contenuti? non c’è finora alcun contenuto che possa beneficiare davvero di quella visibilità. È una visibilità che parla del fenomeno di rete. Del caso: 200 mila fan in 36 ore. Ma chi sta guadagnando cosa da quella visibilità?

    Se emergono contenuti seri, sono pronta a tornare sui miei passi. Qui ho semplicemente detto che per fare quel giochetto non ci vuole chissà chi né chissa cosa.

  4. Beh Giovanna, il giochetto funziona se di Spider Truman ne arriva a parlare pure il Tg1 ac similia (il celebre “purché se ne parli”). E senza tale copertura mediatica a rinforzo, specie al momento del lancio, non credo che si possano fare 200mila fan in 36 ore.

    Cioè, si è parlato in questi giorni di Spider, che in effetti non porta chissà quali contenuti seri che non, chessò, del default di uno stato americano come il Minnesota!

    Gli effetti, in termini di agenda setting, mi sembrano evidenti, ovvero rafforzare il sentimento anti-Casta. E, secondo me, la politica è una delle cause del declino italiano, ma non certo la principale.

  5. Santiago, ho visto… Ora faccio un paio di verifiche, prima di dire la mia.

  6. io credo che Caruso lo smentirà.

    Adesso sarebbe bello che Caruso dica: non sono io
    e Spider Truman sul blog pubblica: sono io, Caruso!
    😄 sai che caos… cavolo, qui ci vuole un troll che sappia il fatto suo, mandano giornali e fanatici in paranoia😀

  7. Ciao Giovanna
    Non so, trovo comunque affascinante il tam tam emotivo che ha generato, non tanto nei suoi ammiratori, quanto nei suoi detrattori. Che fosse pinco, e non chi sa chi io almeno l’avevo pensato da subito, anche se non escludo che sia un pinco interno – che magari manco l’ha letta la Casta. Io ne conosco un paio per dire, che potrebbero comportarsi esattamente come lui, coincidenze con Rizzo e Stella incluse.
    Però boh c’è qualcosa che solletica le parti basse anche dei migliori, che fa fare commenti fuori le righe. La questione forte di Truman è il linguaggio ricattatorio, il calcio al basso ventre. Ai quali tutti reagiscono reggendosi la pancia, come d’istinto.

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