Ci sono più donne di quante pensi

Monica, studentessa della magistrale in Semiotica, dopo le riflessioni sulla rappresentazione mediatica del corpo femminile, maschile e di tutti i generi sessuali che abbiamo fatto in aula durante il mio corso di Semiotica dei consumi, ha realizzato un video per la seconda edizione del Concorso Spot 2011 dell’Associazione ArciLesbica Zami di Milano. Ed è arrivata al secondo posto.

Dopo di che, ha ripreso e ampliato il lavoro per l’esame di Metodologie di analisi, intendendolo come una campagna per la libera espressione dell’identità di genere. L’ha allungato di circa un minuto rispetto all’originale, aggiungendo riprese dall’EuroPride 2011 a Roma.

Obiettivo di Monica era mostrare l’esistenza di più tipi di donna, oltre a quello più comunemente riconosciuto, che dovrebbe corrispondere alla definizione di «adulta di sesso femminile eterosessuale».

Credo che abbia centrato in pieno l’obiettivo. È perciò con grande soddisfazione – per lei, per me e per tutti gli studenti e le studentesse della magistrale in Semiotica – che pubblico il video.

Qui nell’ultima versione, completa:

Qui nella versione con cui ha vinto il Concorso Spot 2011 dell’Associazione ArciLesbica Zami. È fra il primo e l’ultimo video, rispettivamente arrivati al terzo e primo posto:

18 risposte a “Ci sono più donne di quante pensi

  1. Una domanda sinceramente provocatoria: la mano sul pube perché è depilato, perché siete pudiche, o perché in realtà si era infilata un dito dentro?

  2. Molto bello il video di Monica: con leggerezza ci racconta qualcosa di semplice ma per nulla banale.

  3. Se ben noti, luziferszorn, ad ogni parte del corpo citato dalla canzone corrisponde una relativa immagine riguardante la parte stessa. In corrispondenza a “sex” non abbiamo voluto dare un significato di “prestazione sessuale” – per cui niente dito infilato dentro – ma solo di “sessualità femminile”. Ora, data l’esistenza di innumerevoli “tipi-di-pube” e grazie a Dio alla libertà di tenerselo come si vuole, il fatto che il pube sia depilato e coperto dalla mano sono state scelte che non apportano alcun tipo di significato specifico sul piano del contenuto. Sarà che siamo pudiche, ma non sarebbe cambiato nulla senza quella manina.

  4. I miei complimenti alla ragazza.
    Il primo video mi ha commosso. Credo abbia centratio in pieno!

  5. Complimenti, Monica, veramente bello nel suo essere diversamente bello.

  6. Bellissimo il video di Monica, molto carini e importanti anche gli altri

  7. Monica, brava!
    Grazie del bel video.

    E’ stato difficile trovare persone disposte a mostrarsi?
    Quante donne hanno rifiutato di partecipare?

  8. Bellissimo dal punto di vista formale il video di Monica, forse il più bello come creazione artistica, ma il messaggino che contiene il primo classificato è proprio quello che cerco spesso di spiegare, e spesso senza riuscirci

  9. Noto bene, Monica. Noto ad esempio che le immagini con le tette (terribili quei cerotti), il basso ventre e la bocca sono presentate attraverso la classica scissione dal tutto, ovvero la sezione di corpo nudo e/o erotizzante (la bocca in questo caso) tanto presa di mira nelle battaglie delle neo-femministe. Sia chiaro, trovo insopportabile questa paranoia che porta a scagliarsi ideologicamente contro qualsiasi immagine di porzione di corpo femminile mostrata in foto e video. Ma tra cerotti e manine che coprono le cosiddette “parti vergognose”, qui entriamo in contraddizione con quella libertà che dovrebbe manifestarsi sempre in maniera totalizzante. Siamo in ballo e bisogna ballare. Se serve un corpo nudo che nudo sia. Altrimenti facciamone a meno. Questo è quel che mi sento di dire, perché tutte queste vie di mezzo non fanno altro che aggiungere conflitto al conflitto. Peraltro sento già le voci dissennate di quelli del PD: “Ma come, le nostre gambette al vento no e il vostro pube depilato si?” Peraltro ricordo la battaglia paranoica contro la depilazione scattata in occasione di “rasa il pratino”: uno dei punti massimi del delirio neo-fem; delirio che di lì a poco propose il modello vulva secondo Courbet come “vera femminilità adulta” (ma mettetecela voi la lingua là dentro!). Intendiamoci, Monica, il tuo filmatino non mi dispiace. Toglierei cmq il freno a mano🙂. E, sinceramente, mi dispiace non sia stato discusso.

  10. @ Ilaria Fu: diciamo che la maggior parte delle donne a cui abbiamo scelto di rivolgerci hanno accettato subito la proposta con tranquillità, grazie anche al clima di festa circostante. Solo alcune, per lo più diffidenti del possibile utilizzo in rete, hanno rifiutato. Son contenta ti sia piaciuto😉

    @ luziferszorn: Io non capisco perchè il fatto che non vengano mostrate le cosiddette “parti vergognose” nella loro nudità significa entrare in contraddizione con la libertà di avere – e mostrare – la propria identità di genere. Mi spiego, non riesco a vedere il filo conduttore tra l’immagine di un seno, un pube (rasato o no che sia), una bocca con rossetto e la codardia o lo sbaglio di non rappresentare la libertà in toto. Perchè solo una vagina o un paio di tette nude dovrebbero voler dire “siamo libere, siamo noi, e non abbiamo paura di mostrarci”? Va bene che ci sia questo modo (le femministe ucraine ce lo stanno dimostrando in questi giorni) ma perchè non dovrebbe arrivare lo stesso messaggio di libertà anche se il capezzolo non è visibile? Dopotutto il messaggio voleva, fra l’altro, essere quello di “ci sono più tipi di donne” nel senso che ogni individuo indipendentemente dal rossetto, dalla vagina e dalle tette si può sentire donna. Il mostrare solo quel seno senza altri riferimenti corporei voleva anche permettere ai transessuali MTF di rispecchiarsi in quella parte del corpo senza proprietaria, un pò come dire che non importa che faccia tu abbia, che corpo, l’essere donna è un sentirsi donna. Ho disperatamente cercato qualche MTF disposta a partecipare al video ma purtroppo i tempi e le poche conoscenze non me l’hanno permesso. Forse però – e ne sono certa – il messaggio non è immediato e c’è ancora molto da lavorarci su; è stato più un gioco che una sfida, non tutte le scelte visive hanno forse avuto la giusta dose di attenzione ma non ogni immagine deve per forza portare un significato con sè. A volte un rossetto rosso è solo bello da vedere e da mettere, senza che questo voglia significare qualcosa di più profondo, forse. Sono nuova del campo, di sicuro ne saprai molto più di me di femminismo e battaglie idiologiche luziferszorn, per questo vorrei che mi spiegassi meglio perchè solo un corpo nudo fa passare il messaggio di libertà e forza mentre bastano due cerotti per sentirsi dare della codarda.
    Concordo con te sul “mi dispiace non sia stato discusso”. Però ci sei tu e a me fa molto piacere🙂

  11. Secondo me le battaglie femministe non hanno preso di mira tanto la “scissione” del corpo in sé, quanto lo sguardo, maschile e oggettivante, che si proietta su quel corpo. Un prodotto artistico può ‘tagliare’ il corpo in modi diversissimi ed esprimere significati opposti, liberatori o oppressivi per l’identità femminile. Per altro verso, mostrare il corpo per intero, volto, occhi e sorriso compreso, non vuol dire salvaguardare l’individualità della donna che posa, spesso molto femmina e poco persona.
    Le inquadrature della bocca, come quella del seno e del pube esibiscono i punti erogeni della sessualità femminile, ma la carica sessuale, nel complesso del video, non è per nulla scissa dall’identità gioiosa, libera e trasgressiva delle donne reali. Quella mostrata è una sessualità giocosa incarnata da donne determinate, uniche e lontanissime dalle veline e letterine, intere o a pezzi, che sono riprese come corpi-oggetto privi di personalità. Una donna può mostrare il proprio corpo come vuole, ma lo sguardo della cinepresa non deve offendere quel corpo, assoggettandolo ai canoni dell’immaginario maschile contemporaneo e scindendolo dalla personalità.
    Se Lady Gaga mostra il seno coprendo i capezzoli con dei cerotti o muove il bacino nei suoi video, è un artista che sceglie di usare il proprio corpo, com’è suo diritto, per comunicare qualcosa, più o meno criticabile o condivisibile. Delle letterine vediamo il fondoschiena e non conosciamo il nome.

  12. Stavo per commentare, quando ho letto il commento di Angelica che ha scritto benissimo quello che avrei voluto dire io. Comunque non mi preoccuperei, Monica il tuo video è bellissimo, e ti sei spiegata benissimo. Essendo vissuta anche nel femminismo degli anni ’70 sono abbastanza titolata per esprimermi?🙂 E aggiungo che è difficile per un esponente del genere maschile capire il concetto di “sguardo maschile oggettivante” . Difficile ma non impossibile.

  13. Non capisco a cosa serva negare un contesto di battaglie “neo-fem” dai risvolti fortemente contraddittori all’interno del quale il video di Monica si inserisce e, presumiamo, si proponga di agire in maniera critica; l’istanza di proposta ad una maggiore attenzione nei riguardi delle varie tipologie dell’essere donna è nei fatti anche una critica a quelle frange di estremismo, talvolta molto reazionario, che il neo-femminismo ha lasciato in campo come arma per una improbabile, viste alcune premesse, rivoluzione di costumi e pensieri: modelli unici di donne ritenute “reali” in opposizione ad altri modelli unici di donne ritenute “non-reali”. In ogni caso non è proprio possibile rappresentare le differenti tipologie dell’essere donna, perché come l’intelligenza e la creatività umane queste presentano continue varianti in movimento non rappresentabili nel concetto stesso di “modello”. L’essere “reali”, sé stessi, è semmai una problematica psicoanalitica e come tale andrebbe identificata. Pertanto ci sarà sempre qualcuno a ricordarci che abbiamo dimenticato questo aspetto del femminile o, nel proporre la nostra idea, ne abbiamo maldestramente leso un altro. Nella sostanza la mia è una critica in chiaro al neo-femminismo e a certo modo di procedere con l’accetta in mano. Quella di Monica è una critica il cui destinatario non è ben individuato, o per lo meno io non riesco a intravederlo (ci devo infatti ragionare smuovendo i “massimi sistemi” e cercando nel “rimosso”). Certo è che, inserendosi in un contesto di battaglie comuni, crea un conflitto tra un determinato modo di agire puritano e conservatore e una maggiore libertà qui abbracciata con gioia e voglia di vivere. Questo è il succo del mio intervento. Allo stesso modo trovo molto pericolosa l’espressione “sguardo maschile oggettivante”. E non ho intenzione di fare un video per mostrare le diverse tipologie di maschio terrestre. Se vedo un bel culo con scritto “chi mi ama mi segua” e i jeans indossati si chiamano, guarda caso, Jesus, capisco al volo la relazione tra il concetto di guru/maestro e la presenza dell’energia sessuale come motore del cambiamento. Questa per alcuni sarà ideologia veterosessantottina, per altri poesia esoterica inglese pre-romantica, per altri ancora pensiero illuminista mozartiano (“così fan tutte”) e via di questo passo risalendo i millenni della nostra storia, ma solo per dei puritani del 2011 può essere oggettivazione dello sguardo umano con finalità sessista.

  14. Ottimo il video. Gioioso, allegro! Mi è piaciuto un sacco! E quanto scrive tal luzifer, mi sembra alieno: dove veda certe cose (il messaggio è legato all’energia sessuale come cambiamento? questa è un’arrampicata spettacolare!) e non ne veda altre (la vendita delle donne al taglio) mi stranisce.
    Sicuramente si tratta di commenti che con questo video non hanno niente a che fare (e che, anzi, sembrano essere inseriti apposta e con un fare sornione-provocatorio).
    Ancora complimenti per questo lavoro!

  15. A volte mi prende lo sconforto. Capita anche a voi?

  16. Grazie per la risposta, Monica.

    Faccio una precisazione. Del video ho apprezzato soprattuttto la prima parte, quella con le persone intere.

    Detto questo, accolgo e sottoscrivo l’invito di luziferszorn a liberarci dalle vie di mezzo.
    Ad ogni modo, Monica, buon lavoro per i tuoi prossimi video.

  17. Prima del commento vero e proprio vorrei fare due piccole premesse: la prima è che mi soffermerò non tanto sul video di Monica (che ho molto apprezzato), ma su quello dell’associazione Badhole, e sono perciò fuori tema; la seconda è che non sono per niente un esperto di comunicazione, semiotica, psicologia della comunicazione o altra materia inerente la trasmissione di significati e messaggi. Vi prego perciò di considerare questo mio limite leggendo la mia osservazione.

    Ho trovato in un certo senso beffardo l’uso della controparte maschile eterosessuale nel video dell’associazione badhole. Mi spiego: in contrapposizione con la ragazza lesbica, il cui innamoramento è determinato (almeno secondo la mia interpretazione) dal carattere deciso dell’ultima donna entrata in metropolitana, troviamo uno stereotipo di uomo etero (pelo che spunta dal colletto, posizione rilassata “da gangster nel saloon”) che, di fronte ad un minimo accenno di determinazione da parte dell’obiettivo, si disinteressa.
    Al di là del fatto che potrei, come uomo, sentirmi offeso da tale rappresentazione dei nostri criteri di giudizio, che sembrano così superficialmente legati alla capacità di potersi portare a letto una donna senza troppe rotture di scatole, mi colpisce il fatto che questa rappresentazione dell’uomo così generalizzante si trovi all’interno di un video con lo scopo di promuovere la dignità della donna, quali che siano la sua natura (sessuali innanzitutto), ma anche il suo carattere e le sue scelte.
    L’uso così leggero di uno stereotipo maschile all’interno di una campagna di questo tipo non rischia di delegittimare la campagna stessa? Non c’è il rischio che per reciprocità questa rappresentazione errata dell’uomo si rifletta in un’interpretazione errata della donna? Per esempio potrei dire che, come non tutti gli uomini perdono interesse per una donna perché quest’ultima dimostra di avere un cervello, non tutte le donne sono capaci di affrancarsi dallo stato di dipendenza ed inferiorità rispetto al sesso maschile.
    L’esempio è un po’ estremo, ma credo aiuti a capire il mio punto di vista.
    Non è assolutamente mia intenzione polemizzare, mi è solo parso strano questo uso del linguaggio utilizzando, a mio modesto avviso, due pesi e due misure e vorrei un parere da chi ha più confidenza con il campo di studi in questione.

  18. Caro Mauro, grazie per il tuo bel contributo. Non sarai un esperto di comunicazione, semiotica, psicologia eccetera, come tu dici, ma hai fatto un intervento secondo me molto interessante e acuto.

    Sono talmente d’accordo con te, che ciò che tu dici è esattamente il motivo per cui neanche a me piace lo spot di Badhole. Intendiamoci: anche il lavoro di Monica ha diversi difetti, alcuni dei quali sono emersi nella discussione a questo post.

    Ma lo spot vincitore ha innanzi tutto il problema fondamentale che tu rilevi. Grazie per averlo scritto!🙂

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...