Lerner usa Berlusconi per promuovere «L’Infedele»

Il 24 gennaio scorso Gad Lerner fu molto bravo – direi il migliore di tutti – nel gestire l’improvvisata telefonica che Berlusconi gli fece durante «L’infedele». Ne spiegai i motivi qui: La telefonata di Berlusconi a Lerner in 10 punti.

E ora l’ha rappata in uno spot che promuove la nuova edizione de «L’infedele» che partirà a settembre.

Lo spot è adatto al target antiberlusconiano della trasmissione e l’idea del rap non è male, a parte forse la chiusura un po’ brusca (si poteva chiudere con un Lerner sorridente che ribadisce «L’Infedele… come sempre a settembre su La 7», o qualcosa del genere, come osserva Paolo).

Però mi disturba, non lo condivido. Innanzi tutto mi pare un’eccessiva autocelebrazione eroica da parte di Lerner.

E poi sfruttare per l’ennesima volta l’immagine di Berlusconi – stavolta perché in declino – per farsi pubblicità… bah.

Cioè basta.

Meglio il secondo promo, che mette in rap le parole sulla «dittatura morbida» pronunciate da Oujedane Mejri, tunisina e borsista di informatica al Politecnico di Milano, che è spesso ospite della trasmissione.

Il rap con Berlusconi:

Il rap sulla «dittatura morbida»:

6 risposte a “Lerner usa Berlusconi per promuovere «L’Infedele»

  1. Condivido, Giovanna, soprattutto l’osservazione -originaria di Paolo- sulla mancata chiusura “sorridente” dello spot con Berlusconi (e infatti nel secondo spot c’è una battuta, pure cinica e non proprio leggera, a rendere il finale più efficace).
    A difesa di Lerner e di chi ha ideato e realizzato effettivamente il primo spot dico però che non potevano lasciarsi sfuggire un’occasione tanto ghiotta. In quale paese puoi avere del materiale grezzo così versatile come un primo ministro che chiama nella tua trasmissione e la definisce ripugnante ecc. ecc.
    Insomma, nemmeno a me piace quella pubblicità e questo modo di fare, ma come sempre mi pare che il peccato originale stia in chi fornisce la materia prima per simili prodotti.

    Buon Ferragosto!

    Un abbraccio,
    Biljana

  2. Secondo me invece hanno fatto bene. Penso che sfruttare quella telefonata non sia soltanto stata un’idea buona, ma anche un dovere civico. Dal momento che Silvio ha spalmato la sua immagine in ogni luogo, “inquinando” un po’ tutto (calcio, giornali, televisioni, politica, imprenditoria, etc..,) è naturale e che poi arrivino i “pesci pulitori” a ripristinare un ecosistema. Penso che operazioni di questo genere abbiano la stessa funzione catartica che, simbolicamente, i saprofagi hanno in natura.
    Insomma, è sempre meglio che andare in giro per le piazze a distruggere vandalicamente le statue e i simboli del vecchio regime (so che non ci sono, voleva essere una metafora).

  3. Non condivido le perplessità sul finale brusco: lo giudico come il naturale epilogo di un intervento quanto meno sgarbato; il promo non fa altro che sottolinearlo appositamente e volendo potrebbe leggersi anche come un paradossale auspicio.
    L’auto-celebrazione degli spot dei tal(chiudok-show è un classico, laddove il talk-show abbia come baricentro un conduttore carismatico: perché esimersi? Penso al primo che mi viene in mente: Mezz’ora dell’Annunziata.
    Giudico comunque anch’io che il Pres(id)enzialismo abbia veramente stufato: a quando l’ironia su chi ne ironizza?
    Chiudo (Finisco!) rimanendo perplesso sul simbolismo del RAP per lo spot in questione: il RAP è uno strumento spesso usato dai ghettizzati (letteralmente) per urlare le loro denunce.
    Ghettizzati che spesso non conoscono bene neanche la propria lingua ma riescono lo stesso a trasformarla ed adattarla in qualcosa di più.
    E finiscono per avere tanto successo economico e sociale da essere ridicoli a continuare a definirsi ghettizzati…

  4. Pietro: mentre scrivevo, mi dicevo che forse la chiusura brusca era pure coerente con lo stile ruvido, sporco dello hip hop. Mentre la frasetta e il sorriso finale sarebbero coerenti con lo stile di qualunque promo di trasmissione: per questo si resta come appesi, come se mancasse qualcosa.
    Ma tutto sommato, chiusura brusca o no, poco importa.

    Sul resto invece. D’accordo che l’autocelebrazione è diffusa. E peraltro coerente con il mezzo: uno spot deve per forza autocelebrare il marchio che l’ha realizzato, implicitamente o esplicitamente. Ma quando è troppo è troppo, questa è la mia posizione. E credo che un programma di approfondimento intelligente e colto come L’Infedele possa (debba!) contribuire a “voltare pagina” non solo con il berlusconismo, ma anche con l’antiberlusconismo. Persino nei promo, accidenti.

  5. Al di là di ogni gudizio sullo spot/rap, voglio dire che secondo me, Giovanna, non si può voltare pagina sul berlusconosmo e sull’antinberlusconismo finché Berlusconi non scompare dalla scena.
    E lui sembra non abbia nessuna intenzione di scomparire.

  6. Sono d’accordo con william. Voltare pagina ora, dal momento che Berlu è ancora il nostro presidente del consiglio, equivarrebbe ad allungargli la vita. Per digerire questo empasse ci vorranno anni e anni di sigle come queste, altri libri sulla casta e almeno un’altra decina di sentenze giudiziare con equivalente amplificazione mediatica. Siamo destinati a questo per pulire per bene la sporcizia che c’è in giro… soltanto dopo, ahime, potremo cominciare a pensare ai nostri problemi… se sarà possibile! Ma visto che tutto crolla, chissà come andrà. Certo è che se ci liberiamo dell’immagine del Cav grazie ad un’intervento esterno (vedi commissariamento europeo) mentre noi guardiamo da un’altra parte vorrebbe dire che non avremo risolto nulla. Rimmarrebbero i berlusconioniani per il prossimo secolo, così come oggi esistono ancora i mussoliniani.

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