Vasco: un bicchiere di verità in un mare di comunicazione

A febbraio pubblica il video della canzone «Eh… già», il giorno del suo 59esimo compleanno: appare grasso, invecchiato, coi capelli radi arruffati, dimostrando un coraggio estetico che avevo apprezzato (vedi Il corpo di Vasco).

In giugno, dopo il concerto a San Siro in cui non pareva in forma smagliante per un dolore alla spalla, annuncia: «Mi dimetto da rockstar… Questa è l’ultima tournée. Magari farò dei concerti all’improvviso, ma uno a 60 anni non può più fare la rockstar…» (vedi «Vasco Rossi: mi dimetto da rockstar»).

Dopo il ricovero a Bologna, a fine luglio comincia a usare i social media come un pazzo: non passa giorno senza che le sue dichiarazioni su Facebook finiscano in prima pagina sui maggiori quotidiani.

Prima ritratta le «dimissioni», dicendo che sono i media ad aver frainteso; poi dice che ha il «mal di vivere», soffre da anni di depressione e tira avanti a furia di psicofarmaci; poi minimizza; poi arriva l’attacco a Ligabue, sempre su Facebook, dove anticipa un’intervista a Red Ronnie – anche lui chiacchieratissimo dopo la collaborazione con Letizia Moratti – in cui definisce Ligabue «Un bicchiere di talento in un mare di presunzione».

Infine, ieri pubblica l’elenco dettagliato degli psicofarmaci che prende. In contemporanea, esce un’intervista sul Corriere a Mario Luzzato Fegiz, in cui parla della macchia nera nel polmone – che non è un tumore, ma «non sanno cos’è» – e dice di non sopportare il silenzio di Ligabue, che non reagisce alle sue provocazioni. Sempre ieri, esce anche un’intervista a Ernesto Assante su Repubblica, in cui dice che non c’è nessun piano dietro tutte queste esternazioni – ma va? – perché lui ha solo deciso di sfogarsi ed è persino imbarazzato da tutto il clamore.

Piaccia o non piaccia Vasco, non importa. A lui e al suo staff va senza dubbio riconosciuta la professionalità con cui stanno gestendo un piano di comunicazione multimediale (stampa, televisione, radio, sito internet, YouTube, Facebook), per rilanciare l’immagine di Vasco, rinforzare la comunità dei fan, promuovere un bel numero di nuove attività:

  1. a fine agosto uscirà il suo nuovo singolo, I soliti;
  2. al Festival di Venezia sarà presentato un docufilm su di lui, Questa storia qua;
  3. ieri sera è andata in onda su RaiUno alle 23.30 L’Ape Regina, una video poesia scritta dal figlio Luca e recitata da lui;
  4. c’è in programma una nuova canzone scritta da lui per Fiorella Mannoia, La luna, uno spettacolo di danza, L’altra metà del cielo, con tredici sue canzoni, che andrà in scena alla Scala di Milano l’anno prossimo;
  5. altro che leggi QUI.

Fra l’altro, il nostro quasi sessantenne sta dimostrando di usare Facebook in modo fantastico. Perché gli viene bene? Perché è l’ambiente giusto per esprimere il fragile ma persistente equilibrio fra autenticità personale (che c’è, i suoi fan la sentono bene) e abilità comunicativo-mediatica che ha sempre contraddistinto Vasco.

L’Ape Regina

39 risposte a “Vasco: un bicchiere di verità in un mare di comunicazione

  1. Mi trovi completamente d’accordo!

  2. E il silenzio di Ligabue? Io personalmente, “a pelle” lo apprezzo, però mi chiedo se dovrei interpretare anch’esso come una strategia comunicativa di qualche tipo.

  3. Certo Valentina, anche Ligabue pondera bene le sue azioni e parole.

    E fra l’altro non credo nemmeno siano “nemici”. Anzi, sai cosa credo? Che Vasco, prima di sparare contro di lui, gli abbia telefonato per dirglielo: «Liga, ora sparo ‘sta cazzata che funziona sia per me che per te. Dai, che ci facciamo quattro risate, ti va?»

  4. Me sa che te piace Vasco – c’è come una marcia diversa nel parlare di lui un concedere ciò che ad altri non concederesti. Il che non vuol dire che fai male a farlo qui – è che anzi, alle volte fai male a non farlo in altre occasioni – che rappresentano pensieri e modi di stare nelle cose che ti sono più lontani. Allora Vasco è un pochetto autentico, Arisa è tutta falsa. Il corollario implica che i fan di Vasco so fichi perchè annusano l’autenticità, quelli di Arisa so’ scimuniti perchè so’ schiavi dello stereotipo. Io trovo Vasco altamente stereotipico, autenticamente stereotipico – maschi che si mostrano vecchi e stanchi nella storia della canzone ce n’è a carrette è un clichet – che non vuol dire che simula del tutto – ma che sta comodo in una poltrona larga. Lui è proprio davvero così. Ecco – credo che valga anche per altri – non so se mi sono spiegata.

  5. Sono d’accordo sia col post sia col tuo commento sull’accordo Vasco-Liga, sono entrambi abbastanza scafati e spavaldi per una cosa del genere🙂 Quelli che arrancano, invece, mi sembrano essere i giornalisti di quotidiani e tv… lenti a capire, pesanti, confusi riguardo al mezzo (facebook).

  6. Zaub: ho mai detto o scritto che Arisa è falsa? Non mi pare… non ricordo. Se ho detto questo, mi sono spiegata male: pronta a ricredermi. O dipende dalla discussione, dal contesto (ho pure cercato indietro sul blog miei eventuali interventi su Arisa, che non ricordavo, ma non ne ho trovati).

    Incarnano due diversi stereotipi, sono d’accordo con te. Due pubblici diversi. Pure in Arisa c’è tanta autenticità – o no – quanta ce n’è in Vasco. È la rappresentazione dell’autenticità, intendiamoci: non siamo né nella testa di Arisa né in quella di Vasco, per sapere se corrisponde alla realtà. A questo livello – si parla di immagini, di strategie di comunicazione – non è che la simulazione sia cattiva e l’autenticità buona: sono semplicemente due immagini e strategie diverse.

    Ciò che mi dà fastidio in Arisa è il modello femminile nostalgico che ha per un po’ (ora è in parte diversa) propagandato. Come mi dà fastidio in Vasco il modello di relazione maschio-femmina che rappresenta: lui con moglie fissa che lo aspetta, e mille storie diverse di una notte con le fan. Ciò che appare, eh. Mica sappiamo cosa sta davvero nella loro relazione.

    Perché mai ti sembro «di parte»? O forse sei tu, a essere di parte? Non ti piace Vasco, è chiaro come il sole: eccetera eccetera.
    😉

  7. Giò, scusa ma ce l’ho qua e la dico, complice il clima ferragostano ma devo dirla, sai che non mi piacciono le volgarità ma stavolta deve uscire fuori: ma che palle sto Vasco o Blasco, come lo chiamano i suoi fan. A me è sempre stato lì e ora mi ci sta più che mai. Ma gli mettano una coperta sulle ginocchia, una papalina in testa, una minestrina con le stelline in mano e lo rinchiudano in clinica nella stessa stanza con Bossi, usano anche gli stessi occhiali scuri e magari possono scambiarserli per far passare il tempo. Ma sei proprio sicura che ci fa? Secondo me c’è e di molto.

  8. 92 minuti di applausi! (per donMO)

  9. Grazie Fabio, troppo buono: bastano un paio di minuti🙂

  10. Non credo ci sia nessuna strategia di comunicazione dietro le sparate di Vasco Rossi che su Facebook ha uno stile schizofrenico: fa una dichiarazione e la smentisce dopo un po’, o la corregge o insulta il giornalista che l’ha riportata.

    Per come me la sono figurata io, credo che dietro “Vasco Rossi” su Facebook e sugli altri media ci sia un Vasco1 e un Vasco2. Il Vasco1 è il Vasco che conosciamo a cui piace usare Facebook e che purtroppo usa il mezzo per vomitare qualsiasi cosa gli passi per la mente. E il Vasco1 è quello che comincia ad assomigliare a Loredana Berté. Il Vasco2 è la casa discografica, che di volta in volta cerca di tutelare il suo prodotto, corregge e “mette una pezza” alle escandescenze di una persona che purtroppo non sta molto bene. Da qui tutte quelle dichiarazioni “choc” continuamente corrette e smentite che credo siano il risultato di queste due logiche, quella che tu chiami “autentica” e quella “commerciale”. Questo dal lato della “produzione del messaggio”.

    Dal lato invece della “ricezione del messaggio” hai ragione che ha avuto successo e che i suoi fan sono estasiati. Il fan però è per definizione estasiato dal suo idolo, altrimenti non sarebbe fan. In più quando l’idolo è attaccato, come è successo a Vasco in questi giorni, la comunità di fan fa fronte compatto per difenderlo acriticamente. Se il fan non segue la logica del fanatismo che fan sarebbe? Vasco potrebbe mettere anche un video in cui si fa vedere al bagno mentre fa i suoi bisogni: probabilmente i like e i commenti entusiasti si sprecherebbero e si giustificherebbe il video con il mito della trasgressione della rockstar e della sua natura anticonformista.

    Insomma credo che il piano di coerenza che tu ci vedi e che tu stessa hai tracciato nella comunicazione complessiva di Vasco non sia per niente una strategia del cantante e dello staff, ma solo l’effetto a posteriori della risposta e della logica dei fan sui social network, che hanno proiettato su tutti i messaggi l’immagine di una rockstar maledetta e anticonformista. Ogni messaggio si giustifica in questa logica-non logica, in cui anche la contraddizione e i colpi di testa sono sintomo della sua rockstartitudine.

    Sinceramente, uscendo fuori dal livello comunicativo, io lo trovo uno spettacolo abbastanza deprimente e soprattutto dannoso per una persona che non riesce a uscire dal suo personaggio (vedi dichiarazioni mi-ritiro, no non-mi-ritiro) e che viene incoraggiata dai fan ad andare avanti su quella strada. La logica del fan in questo senso mi fa un po’ impressione.

  11. Ovviamente: “Non credo ci sia una strategia di comunicazione”.🙂

  12. Ho una domanda Giovanna. Non trovi che tutto ciò sia penoso?

    Dopo aver letto questo post mi è venuto in mente che, stando così le cose, il tizio è costretto a vendere la sua intimità per avere un po’ di attenzione mediatica mirata a vendere o a riavere quel successo che prima riusciva ad ottenere senza pubblicare la lista di psicofarmaci che assume.

    Quale musicista fa queste cose per avere attenzione? uno cui la musica che produce fa un po’ schifo. Che prima non ne aveva bisogno perché faceva bella musica? non lo so, ma ora come ora, se Vasco deve ridursi a questo significa che è spacciato. Secondo me.

    Ciao, bellissimo post😉

  13. Io penso che la ragione, oltre che al post, ce l’abbiano anche più o meno tutti i commenti. A mio parere è proprio una commistione di tante cose diverse che crea questa situazione allucinante. Io non sono fan di Vasco, ma mia moglie che lo era da vent’anni comincia a non sopportarlo più…

  14. Daniele: che ci sia (come dico io) o non ci sia (come dici tu) una strategia di comunicazione… lo scopriremo solo vivendo.🙂

    Attenzione però: quando parlo di “strategia di comunicazione” io penso alla casa di produzione, allo staff. Non dico che lui sia sempre perfettamente consapevole, dentro alla sua testa, di ogni sospiro che emette. Che sia un po’ fuori, è sempre stato chiaro, no? In ogni caso, non è rilevante la sua consapevolezza strategica personale: è quella dei manager che conta. E la «schizofrenia» che gli vedi tu è meravigliosamente funzionale al brand Vasco Rossi, accidenti.

    Aggiungo che ho a disposizione anche qualche informazione sul backstage da parte di chi lavora nella produzione musicale di massa (nazionale e internazionale), per dire ciò che ho detto. Ma non importa, vedremo alla lunga cosa accadrà.

    Santiago: tutti i marchi della musica, del cinema, della televisione, della politica “vendono” in tutto il mondo – da decenni – la loro vita privata e la loro intimità, reale, fasulla o un misto delle due cose. Lo fanno solo quando “sono spacciati”? Quando ciò che producono è “scadente”? (scadente per chi?) Non mi pare proprio, pensaci bene.

    Donmo: non ti piace Vasco Rossi come non piace a Zauberei e Fabio, ok. E lo dite. Sfogatevi, non c’è niente di male.🙂 Ma rassegnati/rassegnatevi: la papalina non gliela mettono, non se la mette, no, e continueremo per un bel po’ ad averlo così.

    A me piace? Non piace? Ebbene, alcune sue canzoni mi piacciono (alcune molto) e altre no (alcune addirittura mi fanno proprio schifo). Alcune cose del suo personaggio sì e altre no. Ma è rilevante, ai fini di questa riflessione, se mi piacciono o no le canzoni e il personaggio di Vasco Rossi?

    È comunque un grande della comunicazione di massa italiana. Chapeau, ragazzi.

    Scusate la rapidità e forse superficialità delle risposte, ma sono in vacanza.😀

  15. Credo che l’ultimo intervento racchiuda una serie di passaggi che mostrano come una strategia di comunicazione della casa di produzione ci sia e come.
    Permettere che una rockstar sotto etichetta mostri lati esasperati isterici e rassegnati di vita privata sia una scelta oculata e non rischiosa. Vasco Rossi rappresenta un evergreen della musica italiana, ma che con l’ultimo album ha mostrato un cambio di rotta decisamente deprimente.
    Parlo da fan, ma non credo che a tutti interessi ascoltare testi della vita monotona di un sessantenne, quando in passato si parlava invece di vite spericolate, libertà e donne (a mio parere non sempre in un’ottica stereotipata ma anche delicata e rispettosa).
    Il target medio dei fan non è solo quello giovanile ma anche di cinquantenni che di problemi quotidiani ne hanno fin sui capelli e invece di ascoltare un singolo nuovo preferiscono confermare che forse Vasco si era fermato musicalmente a “gli spari sopra” nel 1993.
    Questo calo di forma, però non stanca, non ferma il flusso e le vendite, un evergreen rimane evergreen anche con una coperta scozzese sulle ginocchia ad ottanta anni suonati.
    La scelta di marketing è chiara, far parlare di se sempre e comunque anche se “stanco” e malato…va molto di moda negli ultimi anni focalizzare l’attenzione sui problemi personali delle rockstar, ed è un metodo che funziona, che non allontana il fan e che non blocca le vendite.

  16. Giò, non riusciresti ad essere superficiale neppure se ti impegnassi a fondo e infatti la risposta non lo era.
    Comunque a me alcune canzoni del Blasco piacciono pure (specialmente quelle “lente”). Mi ritrovo molto comunque nell’analisi di Daniele. La verità potrebbe essere comunque nel mezzo: lui fa i danni e i suoi spin doctor cercano di rivoltare le sue uscite in suo favore, la cosa non mi stupirebbe.
    Buon ferragosto🙂

  17. Condivido di Giovanna:

    “A me piace? Non piace? Ebbene, alcune sue canzoni mi piacciono (alcune molto) e altre no (alcune addirittura mi fanno proprio schifo). Alcune cose del suo personaggio sì e altre no. Ma è rilevante, ai fini di questa riflessione, se mi piacciono o no le canzoni e il personaggio di Vasco Rossi?”;

    e condivido di donMo pienamente l’ultimo commento di donMo, ma in particolare:

    “Giò, non riusciresti ad essere superficiale neppure se ti impegnassi a fondo e infatti la risposta non lo era.”

    Comunque rimarco che limmagine di Bossi e Vasco che mangiano la minestrina al ricovero è da 92 MINUTI DI APPLAUSI!

    Condivido di santiago: “Non trovi che tutto ciò sia penoso?”.
    Nel senso che mentre il paese va a rotoli questi ci fanno rispettivamente il dito medio e l’elenco dei farmaci che prendono?
    Da Bossi me lo aspettavo, ma da Vasco.,..
    Scusate, ma sono in vacanza anch’io e sono poco “tecnico e professionale”.
    😉

    P.s.: ma vi immaginate i discorsi di Bossi e Vasco nella stessa stanza d’ospizio mentre si scambiano gli occhiali scuri? Credo che potrebbe essere una valida soluzione per sollevare il morale della nazione,

    P.p.s.: Giovanna… Come fai a formattare i commenti con grassetto e simili?

  18. Può essere che tu abbia ragione sul tema della comunicazione.
    Io, da psicoterapeuta, ho visto molta patologia nell’uomo Vasco nell’intervista di Mollica sul tg1, come ho scritto sul mio blog.
    Sicuramente è una patologia che non nasce ora e che è stata da sempre funzionale alla sua creatività.
    Però dai sessant’anni in poi la vita è un’altra musica, per tutti, nessuno escluso.
    E il rischio di stonare si aggiunge a quello di essere stonati.
    Giorgio

  19. @Giorgio, molto interessanti le tue considerazioni sull’uomo Vasco. Credo tra l’altro che non ci volesse molto a capire i suoi malesseri: a me sembrava di averli intuiti vedendo il suo sguardo e in effetti (purtroppo) non mi ero sbagliato. Molto interessante anche il tuo blog, complimenti, ci tornerò sopra.
    @Fabio, per amicizia con Giovanna mi sento di toglierle un po’ di lavoro e ti dirò come fa a a formattare i suoi commenti: con dei semplici comandi di html. Questo, per esempio, è quello che si usa per grassettare: grassetto
    Buon ferragosto a tutti🙂

  20. uffa così non si capisce in effetti

    in mezzo scrivi quello che ti pare e viene fuori in grassetto

  21. ah capito, non visualizza comandi in html nel commenti. Allora leggi questa pagina che spiega la cosa:
    http://www.lapaweb.com/come-fare-il-grassetto-in-html.html

  22. Vasco è un reazionario. Non accorgersene è grave. Molto grave. Saluti.

  23. Santiago: tutti i marchi della musica, del cinema, della televisione, della politica “vendono” in tutto il mondo – da decenni – la loro vita privata e la loro intimità, reale, fasulla o un misto delle due cose. Lo fanno solo quando “sono spacciati”? Quando ciò che producono è “scadente”? (scadente per chi?) Non mi pare proprio, pensaci bene.

    sì, è vero, e l’ho pensato mentre ti facevo la domanda. Il punto è che nella faccenda Vasco trovo che tutto ciò sia, per così dire, autentico o meno fittizio. Quel che intendo dire è che forse alcuni riescono a falsarla, ma qui mi sa tanto di “tieni Vasco, scrivi quel che ti va“. Un po’ squalida come cosa, da parte dei signori della pubblicità che ci stanno dietro. Forse sbaglio.

    Scadente per me, ovviamente. Che se dovessi dirti cosa penso di Vasco sicuramente non mi tratterrei e mi verrebbe fuori qualche parolaccia. Comunque su questo hai ragione, il giudizio di qualità è soggettivo, ma resta il fatto che non tutti, per attirare l’attenzione, dichiarano addirittura i veri farmaci che prendono (a patto che sia vero, ma date le circostanze lo credo. Insomma: eh già fa cagare. Ops, mi è partita.)

  24. @donMo: estremamente interessante anche il tuo blog. Penso che lo frequenterò spesso.

  25. Ma non si è accorto nessuno che la frase pronunciata da Vasco su Ligabue è la stessa che disse Mick Jagger a proposito di Madonna?

  26. @Giorgio, grazie!
    @Emanuele, sì, qualcuno se n’è accorto, infatti avevo letto questa cosa della citazione, ma purtroppo non ricordo dove

  27. citazone con variazione, l’originale era: “Madonna, un bicchiere di talento in un mare di ambizione”

  28. Sì, ricordo, questa è la traduzione apparsa sui giornali italiani (credo di averla letta sul Corriere della Sera di qualche anno fa). Ma se non era un vero e proprio plagio possiamo dire che Vasco (o chi per lui) si sia ispirato a Mick?

  29. @Paola, esatto, brava.
    Ora il dubbio è uno solo: si tratta di citazione o di plagio? Sto tentanto di far arrabbiare Giovanna, come si sarà capito🙂

  30. È un plagio: presunzione e ambizione non sono la stessa cosa, ma… Non voglio far arrabbiare nessuno, ma date a Cesare quel che è di Cesare (Jagger) e additate chi fa “copia e incolla” sia pur con qualche modifica.

  31. E’ uscito questo articolo sul Foglio, discutibile ma interessante:
    http://www.ilfoglio.it/soloqui/10031

  32. donmo: grazie del link… e che dicevo? Vasco usa Facebook molto bene. Tanto che uno carico di pregiudizi e stereotipi su come si usa questo e quel mezzo può scrivere una sciocchezza come quella che ha scritto il tipo del Foglio. 🙂 Secondo me non distrugge un bel nulla. Il contrario.

    Quanto al suo malessere, con tutto il rispetto per Giorgio e gli psicoterapeuti, credo che uno psicologo possa giudicare un paziente solo se almeno lo incontra di persona.

  33. Potrà smettere di mostrarsi?

    Per ottenere le stesse attenzioni degli eroi della cronaca nera, Vasco si sviscera in senso figurato.
    Per superarli mostrerà letteralmente le interiora?

    Mi aspetto un’endoscopia come prossimo videoclip.

  34. Ilaria: ti prego contieniti… Non per buon gusto (bando ai perbenisti!!!) ma per non dare strane idee che qualcuno potrebbe prendere per buone!!!

    Giovanna : quando dici che Vasco sa usare bene Facebook intendi solo a livello mediatico o anche pratico? Perché è abbastanza evidente che a livello pratico a dietro degli ottimi webmaster!

    donMo: grazie per le dritte, spero funzioni già in questo post… E scusa il ritado ma sono arrivato oggi da Taizé (naturalmente questo commento era solo un scusa per dirti dove sono stato😉 )

  35. Fabio: quando dico «Vasco sa usare» non distinguo fra lui in personissima e il suo staff. Non ha senso, per due motivi: non è dato sapere; non è mai pertinente quando si tratta della comunicazione di un brand.

  36. @Fabio, i tag vanno benissimo! E beato te che sei stato a Taizè, basta che tu non abbia intonato Vasco durante le preghiere comuni😉

  37. Giovanna: hai ragione, non ci avevo pensato… Faccio pubblica ammenda!

    donMo: però potrei proporre a Vasco di intonare i canti di Taizé durante un concerto…

  38. Pingback: Sono stata a Cortina con @sarofiorello | Giovanna Cosenza | Il Fatto Quotidiano

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