Archivi del giorno: martedì, 23 agosto 2011

Il discorso di Napolitano al Meeting: perché è piaciuto e perché no

Il discorso del presidente Napolitano al Meeting di Comunione e Liberazione ha riscosso un buon successo di critica e di pubblico. Non sono mancate le polemiche, naturalmente. Come accade a qualunque star.

Il discorso è stato in sostanza un richiamo all’equilibrio e all’unità (fra le parti politiche, le parti sociali, il nord e il sud), in un momento di gravissima crisi. Accompagnato da un richiamo continuo ai 150 anni della storia d’Italia, per dimostrare che anche altre volte abbiamo superato con successo prove molto dure. Un classico, nei discorsi di crisi.

Ma perché è piaciuto? Perché le ha suonate a tutti: a destra, sinistra e pure alle parti sociali. In questo passaggio fondamentale, non a caso ripreso da tutti i media:

«Possibile che si sia esitato a riconoscere la criticità della nostra situazione e la gravità effettiva delle questioni, perché le forze di maggioranza e di governo sono state dominate dalla preoccupazione di sostenere la validità del proprio operato, anche attraverso semplificazioni propagandistiche e comparazioni consolatorie su scala europea?

Possibile che, da parte delle forze di opposizione, ogni criticità della condizione attuale del paese sia stata ricondotta a omissioni e colpe del governo, della sua guida e della coalizione su cui si regge? Lungo questa strada non si poteva andare e non si è andati molto lontano.

Occorre più oggettività nelle analisi, più misura nei giudizi, più apertura e meno insofferenza verso le voci critiche e le opinioni altrui.

Anche nell’importante esperienza recente delle parti sociali, giunte ad esprimere una voce comune su temi scottanti, ci sono limiti da superare nel senso di proiettarsi pienamente oltre approcci legati a pur legittimi interessi settoriali. Bisogna portarsi tutti all’altezza dei problemi da sciogliere e delle scelte da operare.»

Insomma, il discorso di Napolitano è piaciuto perché è stato inteso nel senso dell’antipolitica. Come se dicesse ciò che tutti ripetono in questi mesi: a casa tutti.

Allora vale la pena ribadirlo: Napolitano non ha niente di antipolitico. Per la sua storia personale, le sue idee, la carica istituzionale che ricopre. E niente di antipolitico aveva il suo discorso.

E difatti, appena qualcuno se lo ricorda, finisce per dire: a casa anche lui.

O di qua, o di là. Invece il suo discorso è ben più ricco e interessante. Leggilo tutto, scaricandolo da QUI.

O ascoltalo direttamente:

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