Archivi del giorno: martedì, 30 agosto 2011

La «quadra» di Bossi

«Sono Berlusconi e Tremonti a dover trovare la quadra», disse Umberto Bossi in colloquio con il quotidiano La Padania il 7 giugno scorso, commentando i difficili compromessi a cui la manovra economico-finanziaria avrebbe costretto la coalizione di governo.

Da quel giorno, non c’è politico né giornalista che non usi quest’espressione.

Bossi

«Trovare la quadra», da quel che so, è un’espressione colloquiale tipica di alcuni dialetti del nord Italia che significa, come lo stesso Bossi ha subito tradotto, «cercare un punto di compromesso». In italiano ricorda la metafora «quadratura del cerchio», che vuol dire impresa senza speranza o priva di risvolti concreti, perché la quadratura del cerchio non si può fare con i metodi della geometria elementare. «Cercare la quadratura del cerchio» vuol dire imbarcarsi in un’impresa vana, trovarla vuol dire invece essere stati così bravi da riuscire in una cosa impossibile.

Rispetto all’italiano, «quadra» ha una coloritura in più, specie se pronunciata dalla voce roca di Bossi: quelle due a aperte e ravvicinate sanno di roba grande, squadrata, sanno di uomini tosti.

Il bello è che tutti, ma proprio tutti, in questi giorni parlano della «quadra» di governo. E lo fanno persino quelli dell’opposizione – specie Bersani e Casini – che in realtà vorrebbero criticare sia la manovra sia le difficoltà del governo nel trovare l’accordo.

Ma così facendo implicano:

  1. che Bossi è ganzo, al punto che il suo linguaggio fa tendenza e tutti, pure loro, lo adottano;
  2. che pure il governo è ganzo, al punto tale da cimentarsi in un’impresa ardua;
  3. che il governo è quadrato e virile come Bossi che dice la «quadra»;
  4. che se per caso fallisce bisogna giustificarlo, perché l’impresa in fondo era impossibile.

Non si rendono conto che è così che si costruisce una cultura dominante? No che non se ne rendono. Conto.