Archivi del giorno: lunedì, 5 settembre 2011

Lo storytelling di Berlusconi perde colpi

Berlusconi è stato il primo, in Italia, ad applicare lo storytelling alla comunicazione politica. L’ha sempre fatto, anche quando nessuno lo chiamava così. Le sue favole erano semplici e raccontavano il meglio che la maggioranza degli italiani potesse desiderare di sentirsi raccontare. Perciò erano convincenti. La storia complessiva fu raccolta nel libriccino «Una storia italiana», distribuito in tutte le case per le elezioni politiche del 2001.

Una storia italiana

Poi, negli anni, di quella storia Berlusconi ha ripreso e corretto diversi capitoli. Altri ne ha aggiunti.

Ma quest’anno si è scordato di chiudere alcuni capitoli. L’ha fatto il 16 gennaio scorso, quando ha annunciato di avere uno «uno stabile rapporto di affetto con una persona», senza però mai presentare in pubblico la donna misteriosa (vedi: Ruby, Bossi e la donna misteriosa). L’ha fatto a Lampedusa il 30 marzo, quando ha dichiarato di aver comprato una villa a Cala francese (sulla costa sud est), in modo da poter meglio curare gli interessi dell’isola (vedi: Berlusconi manterrà le promesse di Lampedusa? Lo capiremo in pochi giorni). Ma dell’acquisto finora non c’è nessuna traccia.

E ora pare in difficoltà col finale complessivo. Mi pare ovvio che non se ne andrà all’estero: come ho già detto, la faccenda dell’Italia «paese di merda» è solo un’operazione d’immagine.

Meno chiaro se nel 2013 si ricandiderà o no. L’8 luglio in un’intervista a Repubblica dichiarava: «Nel 2013 lascio, tocca ad Alfano». Ma il 3 settembre Alfano ha rimbalzato: «Nel 2013 sarà Berlusconi il candidato premier».

Ora, è vero che i colpi di scena sono il sugo di molte storie. E che i finali mancati reggono perche gli italiani hanno la memoria corta.

Ma a furia di interrompere, cambiare e sfilacciare, anche ai più distratti viene il mal di mare.

E la storia non funziona più.