Il bavaglio ai blog spiegato in 10 punti, again

Il testo del disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche contiene (di nuovo) la norma chiamata dai media «legge bavaglio» (art.1 comma 29), che impone l’obbligo di dichiarazione e rettifica, entro quarantotto ore dalla richiesta, anche ai «siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica», pena multe salate come se i blog fossero testate giornalistiche a tutti gli effetti.

No Legge Bavaglio

Della questione si stanno occupando, oltre a Valigia Blu, molti blogger, e per protestare contro il «bavaglio ai blog» la Federazione Nazionale della Stampa ha indetto una manifestazione di protesta a Roma il 29 settembre.

La stessa identica situazione si proponeva nel luglio 2010. Poi per fortuna la faccenda si era dissolta nel nulla, ma ora ci riprovano, a quanto pare.

Non mi resta che linkare il post che avevo scritto allora: Il bavaglio ai blog spiegato in 10 punti.

Allora riprendevo, fra gli altri, la bella sintesi che della norma ammazza-blog aveva fatto l’avvocato e collega Giusella Finocchiaro, sul blog Diritto&Internet. Anche lei ieri è tornata sul tema: Obbligo di rettifica per i blog: torna il ddl intercettazioni.

6 risposte a “Il bavaglio ai blog spiegato in 10 punti, again

  1. Una domanda:
    Se in piazza mi metto ad urlare: “Giovanna Cosenza è una “epiteto1” perchè “verbo2″ ed anche ….” questo turpiloqui indirizzato esattamente e specificatamente ad una persona è giusto che sia interrotto e, se giuridicamente configurabile, punito?
    INTERNET è una piazza, i blog sono voci nella piazza e tutta questa fatica di volerli proteggere con speciose similitudino mi sembra, quantomeno, un eccesso di zelo oppure il blogger gode di una linertà di livello superiore al singolo cittadino?

  2. Attilio, mi perdoni: dalla domanda che fa mi pare che NON abbia letto i 10 punti spiegati dalla professoressa Finocchiaro.

    Allora le copincollo qui gli ultimi due, che rispondono alla sua domanda, soprattutto il (10). Ma si rilegga tutti i dieci punti, che il quadro è più completo:

    9) Quali sono rischi maggiore derivante da questa norma del ddl intercettazioni?

    Oltre alle pesanti sanzioni (da Euro 7.746 ad Euro 12.911), oltre ai termini stringenti per la rettifica (appena quarantotto ore dalla richiesta) che appaiono concretamente non praticabili, il grave pericolo è che, a lungo termine, questa norma, se approvata, consentirà di equiparare siti (e blog) ai giornali, creando il presupposto per l’applicazione di norme severe (amministrativamente impegnative, e corredate di sanzioni penali) nate per le imprese di informazione ai “siti informatici” e magari ad ogni trasmissione telematica (perchè no? anche social network e Twitter).

    10) Allora, la conclusione è affermare che Internet sia o debba essere il Far West?

    No. Oggi, esistono già validi strumenti giuridici di tutela (quali: diffamazione, risarcimento dei danni patiti, pubblicazione della sentenza). Se ne possono introdurre anche altri, ma meglio ponderati.

    La libertà di espressione non è (SOLO) degli imprenditori dell’informazione, ma di tutti. Espressione del pensiero e attività imprenditoriale sull’informazione non coincidono.»

  3. Oggi esistono già validi strumenti giuridici di tutela ! Punto.

  4. Pingback: Troppo tempo per le mani | Passaggio a Sud-Est

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