A chi giova il «Politici ora basta» di Diego Della Valle?

L’altro giorno Diego Della Valle ha comprato pagine intere sui maggiori quotidiani per pubblicare un appello che ha suscitato polemiche bipartisan: criticato severamente da Rosy Bindi perché «non si può mettere sullo stesso piano chi è responsabile di questa situazione e chi ha fatto opposizione» e (meno severamente) da Bersani, criticato acidamente da Brambilla, La Russa e Cicchitto, è stato accolto solo da Casini e Maroni, a quanto pare.

Diego Della Valle

Il testo si sforza qua e là di non essere antipolitico, perché dice «salvo alcune eccezioni»; dice che «solo una piccola parte dell’attuale classe politica» possiede «serietà, competenza, buona reputazione» eccetera; dice che «anche una parte del mondo economico del Paese» «ha le sue gravi responsabilità»; e infine si rivolge alla «parte migliore della politica e della società civile» per lavorare tutti assieme – politici e non – a risollevare l’Italia.

Ma i tratti antipolitici restano comunque forti: intanto perché chi scrive è un non-politico, un imprenditore; e poi perché da sempre la distinzione fra «buoni e cattivi» sta alla base del populismo, laddove buono è chi fa invettive e cattivi sono tutti gli altri.

Insomma, chi si infastidisce non ha tutti i torti: l’appello pare un taglia-e-incolla dagli ultimi discorsi di Napolitano (i giovani) e Bagnasco (il vergognarsi finale), con una spruzzatina dell’«Italia migliore» di Vendola.

Però mi chiedo: perché l’ha fatto? Vuol scendere in campo? Ieri ha detto di no, no e poi no. Sostegno alle ultime mosse della Confindustria contro il governo? Forse. Semplice rimestare il brodo? Temo di sì.

Il populismo infatti funziona solo se molti sono disposti a identificarsi con chi fa l’invettiva, perché lo sentono (a torto o ragione) uno di loro. Nel caso di Della Valle invece l’appello non funziona perché nessuno è disposto a identificarsi con lui: non i politici, perché Della Valle non lo è, ma nemmeno i non-politici, che lo vedono come un industriale snob che segue i suoi interessi e basta.

E allora? Allora boh. Mi sa che è solo un flop.

POLITICI ORA BASTA

Lo spettacolo indecente ed irresponsabile che molti di voi stanno dando non è più tollerabile da gran parte degli italiani e questo riguarda la buona parte degli appartenenti a tutti gli schieramenti politici.

Il vostro agire attento solo ai piccoli o grandi interessi personali o di partito, trascurando gli interessi del Paese, ci sta portando al disastro e sta danneggiando irrimediabilmente la reputazione dell’Italia nel mondo.

Rendetevi conto che tanti Italiani non hanno più nessuna stima e nessuna fiducia in molti di Voi e non hanno più nessuna intenzione di farsi rappresentare da una classe politica che, salvo alcune eccezioni, si è totalmente allontanata dalla realtà delle cose e dai bisogni reali dei cittadini. La grave crisi che ha colpito le economie mondiali, Italia compresa, impone serietà, competenza, buona reputazione, senso dello Stato ed amore per il proprio Paese, per uscire da questo momento molto preoccupante.

Invece, purtroppo, bisogna prendere atto che solo una piccola parte dell’attuale classe politica possiede queste caratteristiche, mentre il resto è composto da persone incompetenti e non preparate che non hanno nessuna percezione dei problemi del Paese, della gravità del momento e tantomeno una visione mondiale degli scenari futuri che ci aspettano.

Anche una parte del mondo economico del Paese (intendo quella che non vive di mercato e di concorrenza) ha le sue gravi responsabilità della condizione in cui ci troviamo ora: per troppo tempo ha infatti avuto rapporti con tutta la politica (in base alle opportunità e alle loro convenienze del momento) sostenendola in tanti modi, senza mai richiamarli al senso del dovere e nell’interesse dell’Italia.

Ora la gravità della situazione impone che le componenti della società civile più serie e responsabili, che hanno veramente a cuore le sorti del Paese (politici-mondo delle imprese-mondo del lavoro) si parlino tra di loro e si adoperino e lavorino per affrontare con la competenza e la serietà necessaria questo difficile momento.

Bisogna dare prospettive positive per il futuro dei giovani, creare e proteggere posti di lavoro e garantire a tutti una vita dignitosa, soprattutto a chi ha più bisogno.

Alla parte migliore della politica e della società civile che si impegnerà a lavorare seriamente in questa direzione, credo che saremo in molti a dire grazie.

A quei politici, di qualunque colore essi siano, che si sono invece contraddistinti per la totale mancanza di competenza, di dignità e di amor proprio per le sorti del paese, saremo sicuramente in molti a volergli dire di vergognarsi.

Diego Della Valle

19 risposte a “A chi giova il «Politici ora basta» di Diego Della Valle?

  1. Penso che Della Valle sia l’unico ad aver permesso a La Russa di fare una battuta degna di questo nome: “Quando parla senza pagare, non lo ascolta nessuno”. Non ricordo altre frasi del ministro della difesa altrettanto efficaci…
    In effetti, nel 2006, in piena campagna elettorale, l’assemblea dei piccoli e medi imprenditori non ha applaudito lui, ma Berlusconi, e cioè un grande imprenditore che per giunta aveva smesso di “fare impresa” (nel senso stretto del termine) da più di dieci anni.
    Ma restando al manifesto, a parte il non fare nomi – che non è bello ma ci sta, visto che dire chi sono i pochi non indecenti sarebbe stato un endorsement e avrebbe messo in secondo piano tutto il resto – i contenuti sono davvero poca roba… il solito appello al futuro dei giovani che non guasta mai, il solito appello alla classe civile che non si capisce cosa sia (e per forza, visto che dentro c’è tutto, dalla categorie produttive ai movimenti sociali passando per associazionismo, comitati spontanei e dialogatori da bar sport) e non viene mai definita con precisione.
    Ma poi, i ringraziamenti preventivi a non-si-sa-ancora-chi? Che senso hanno? Se il ringraziamento fosse il preludio a una ricompensa più concreta (elettorale, ad esempio) sarebbe un discorso, ma il punto è che Della Valle non rappresenta nessuno a parte se stesso e quindi non può promettere nulla in questo senso.
    Insomma, mi accodo anche io: boh.

  2. Flop si traduce con presa in giro. Che gli appelli li facciano i populisti alla Grillo ci puo`stare, che li facciano Montezemolo, Marcegaglia, e ora Della Valle, gli stessi che hanno mangiato per anni alla greppia governativa e che si sono sempre visti approvare le leggi richieste, no.

  3. Lo sapevo lo sapevo che scrivevi di Diego! Allora siccome volevo scriverne pure io dalla Giovanna ci vado dopo – dici che si è sforzato di non essere antipolitico? Sei caruccia.
    Per quanto mi riguarda dirmi infastidita è poco. Sapere che è un flop onestamente mi fa piacere. Dalla politica voglio un linguaggio diverso da chi parla per affossarla.

  4. Il mandato di Marcegaglia è in scadenza, e Confindustria non è mai stata così in guerra con un governo di (centro?)destra. Della Valle sta provando a posizionarsi?

  5. Certo, anch’io considero le riflessioni di Diego Della Valle permeate, in parte, da un sentimento “antipolitico” e populista fortemente scivoloso (quel titolo, poi, grida vendetta) ma senza retropensieri sul suo collocamento futuro, ritengo che l’imprenditore marchigiano abbia tutto il diritto di manifestare con nettezza il suo pensiero. Molti cittadini, potendolo fare, acquisterebbero pagine di giornale per esprimere in maniera visibile il loro disgusto per “questa classe politica” che da dieci e più anni tiene in ostaggio il paese. Non tutti i politici sono uguali ma moltissimi, di destra e di sinistra, hanno tramato per svuotare di senso la “buona politica”. Per me la pagina di Della Valle è, prima di tutto, un segnale concreto che va nella direzione giusta, I politici di professione, che hanno reagito piccati, dovrebbero riflettere di più sul reale stato di devastazione sociale, morale, culturale e politica del nostro paese.

    Antonio

  6. Faccio fatica a credere che un imprenditore come Della Valle spenda tanti danari esclusivamente per sfogarsi sui maggiori giornali italiani.

    A me pare siano delle prove generali per capire il consenso politico che può ottenere. Tasta il terreno e sta guardare che accade. Attende che qualcuno di importante lo acclami, lo voglia come homo novus con le idee chiare che sa ciò che va fatto. Per questo non scende in campo. Vuole essere acclamato in campo.

  7. Io so che sono (siamo?) stufi di gente che vuole insegnarci il “come si fa” (citazione Deandreiana parziale). Quello che è lo sappiamo ahimè davvero tutti. E allora, qualunque sia il suo fine, avrebbe potuto comunicare in maniera più interessante, più aperta, più reale?

  8. Io concordo con il tweet di Ferruccio De Bortoli di ieri:

    @DeBortoliF Direttore, un commento su Della Valle?” Dice cose giuste, la forma non e’ delle migliori.
    Buona settimana Gio!

  9. “nessuno è disposto a identificarsi con lui […] nemmeno i non-politici, che lo vedono come un industriale snob che segue i suoi interessi e basta.”

    Eppure oggi a Caterpillar, su RaiNews, si parlava appunto del fatto che a quanto pare l’intervento di Della Valle su posti come Facebook è stato accolto favorevolmente anche dalle persone comuni, che si identificano in questo centone terra terra acclamando spesso “il coraggio” di questo presunto “uomo forte”, e vedono quindi il suo essere un ricco imprenditore sotto una luce favorevole che è quantomeno preoccupante.
    Senza contare che anche Bersani è stato a mio parere molto tenero nei confronti di questa vicenda…
    In conclusione, io spero davvero che sia un flop come dice lei – ma devo ammettere che lo scenario è tale da farmi correre più di un brivido lungo la schiena.

  10. Anche io ho pensato a un suo possibile ingresso in politica.
    Lui dice “no e poi no”?
    Beh, forse bisognerebbe tenere conto che in questi ultimi anni c’è la tendenza a fare delle sparate “per vedere di nascosto l’effetto che fa”, e in molti casi fare all’ultimo momento quel che fino al giorno prima si era negato.
    Altrimenti: senza ambizioni politiche che senso avrebbe avuto la lettera aperta?

  11. Oppure prepara il terreno a qualcu altro?

  12. Riprendo il commento di Franco Marsili e aggiungo che (se non ricordo male) qualche anno fa Della Valle appoggiò apertamente alle elezioni Clemente Mastella. Considerando il passato recente, credo che le dichiarazioni in atto vadano lette come riposizionamenti piuttosto che posizionamenti. In quest’ottica le presunte ambizioni politiche di Della Valle sono irrilevanti. L’unica cosa certa ad oggi è che tutto questo improvviso sbottonarsi (anche da parte della stessa confidustria e della Cei) costituisce un tentativo, in questo caso maldestro, di “lasciare la barca prima che affondi” e legittimarsi quale attore credibile per continuare ad avere credito in una probabile nuova fase com’è stato fatto finora. Insomma, questo appello alla responsabilità non regge perché è un palese scarico di responsabilità (passate), non a caso l’intervento di Della Valle è incoerente e degenera nel populismo banale auto-denunciando la sua omologazione al passato nell’inconsistenza degli argomenti usati. Il registro è lo stesso degli anni scorsi, quelli dell’assiologia berlusconista che Della Valle non nomina, tant’è che non può permettersi di usare ragionamenti diretti e appropriati. Il rischio a questo punto è: quanto vogliamo che un nuovo populismo subentri a quello passato?

  13. @Il Garante: conosci Maurilio? (sorry per l`OT)

  14. @Enrico Marsili: No. E scusami per il Franco😛

  15. Ovvio che scenderà in campo, con la sua faccia o quella di profumo o di cordero non importa, il lezzo di magnatismo affarista è sempre quello.

  16. Forse è solamente quello che pensa, gli imprenditori hanno questa tendenza a considerarsi più capaci della classe politica, più acuti e coscienti dei bisogni della società. Falsissimo, tendenzialmente, non era un altro imprenditore di successo che 17 anni fà chiamò a raccolta la ‘parte buona’ della politica e del mondo imprenditoriale e gionralistico per creare un nuovo movimento che muovesse contro una classe politica corrotta? Un nuovo che avanzava?

    L’antipolitica non esiste, l’antipolitica è solamente il nichilismo: vorrei poter credere che gente come Della Valle che è in una posizione di potere da anni possa rivoluzionare il paese, ma ovviamente non può, non c’è niente di nuovo in lui e a questom punto preferisco chi in questi anni è stato all’opposizione, o che dall’opposizione è stato addirittura escluso, cercando di puntare sulla vera nuova forza del Paese, migliaia e migliaia di giovani qualificati le cui porte sono chiuse da una classe imprenditoriale e politica statica. Questi giovani si possono integrare nel modello politico esistente e migliorarlo, non c’è bisogno di appelli come questo.

  17. Non capisco cosa c’è di tanto immorale nell’antipolitica in un momento e in una situazione come questi. Dove le identità dei partiti si sono fuse in eccessi generali di corruzione e ci troviamo a un passo dal fallimento anche a causa della cecità di una classe politica completamente assorbita dai propri interessi. Affermare che esiste una distanza enorme tra la politica e i reali problemi del paese sarebbe blasfemo? Io come giovane e precaria mi sento invisibile, non ho peso sui piani di risanamento dell’economia, si fa spallucce di fronte alla mia situazione, ma non solo. Ora se un imprenditore decide di comprarsi uno spazio per affermare quello che in parte anche io penso è da biasimare? Potrà forse avere interessi a scendere in politica e che lo faccia, data l’agonizzante classe attuale. Io penso che il suo messaggio indichi qualcosa di importante, anche nel caso in cui non lo si condivida: che anche l’imprenditoria, quella redditizia, inizia a sentire gli effetti della crisi, e se è arrivata a loro, figuriamoci cosa nel frattempo è riuscita a fare a noi gente di classe “media” (ma se media è chi guadagna più di 90mila euro l’anno, direi di appartenere decisamente a qualche livello inferiore). Penso che abbiamo veramente il dono della lamentela. Stupidi imprenditori arrivisti che ve ne fregate della grave situazione politica diventa in pochi attimi approfittatori che cavalcate l’onda dello scontento generale per alimentare il disfattismo. Io continuo a pensare che ha fatto bene.

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