Le finte opposizioni del caso Vasco vs. Nonciclopedia

La polemica Vasco Rossi vs. Nonciclopedia che ieri ha infestato la rete si è ridotta in poche ore a una banalizzazione del tipo: Vasco Rossi, «vegliardo milionario sull’orlo del declino», ha censurato la «libera satira degli innocenti e squattrinati ragazzini che scrivono su Nonciclopedia».

Vasco vivere o niente

Gli insulti contro Vasco che ieri arrivavano sulla sua pagina fb erano tutti più o meno così (e ti evito il peggio): «Fai ritirare la querela, Vasco, dimostra di non essere una vecchia rockstar isterica e in declino», «Ti sei scavato la fossa da solo, mettersi contro la Rete è un suicidio e tu che sei in palese declino hai perso la testa», «Vasco è un vecchio bavoso tossicomane». E così via.

Preciso che qui non è in questione l’essere fan o meno di Vasco Rossi. I problemi sono altri e riguardano:

  • la finta opposizione fra età della vita: Vasco «vecchio» vs. Nonciclopedia «giovane»;
  • la finta opposizione fra nativi digitali che, in quanto nati in un mondo già informatizzato, sarebbero bravi a usare la rete, e migranti digitali che, in quanto nati dopo, sarebbero invece imbranati: Vasco «migrante imbranato» (perché denunciando Nonciclopedia fa autogol) vs. Nonciclopedia «nativa» (che sa come funziona la Rete con la maiuscola);
  • la finta opposizione fra censura (quella di Vasco con gli avvocati) e libertà di espressione (quella di Nonciclopedia);
  • la finta opposizione fra chi fa e capisce la satira e chi non capisce/ride/sta al gioco.

Sui dettagli del caso Vasco vs. Nonciclopedia rimando al bell’articolo di Matteo Pascoletti su Valigia Blu: Se Vasco Rossi denuncia Puzza87 & C.

Aggiungo che:

  • Vasco (59 anni, migrante digitale) si muove su Facebook in modo magistrale, da cui molti nativi hanno molto da imparare, come ho già scritto in Vasco: un bicchiere di verità in un mare di comunicazione. E lo fa in modo perfettamente coerente, da un lato, con la sua personalità, dall’altro, con la strategia di comunicazione più ampia che riguarda la promozione della sua musica e delle sue attività. Un mix di autenticità e sapienza comunicativa che l’ha sempre contraddistinto. (Sull’uso di Facebook da parte di Vasco ho già assegnato una tesi di laurea triennale: se il nativo digitale che la sta preparando fa un buon lavoro, lo pubblico sul blog.)
  • Nonciclopedia non fa sempre satira, ma raccoglie anche molti nonsense e sciocchezze varie, che possono piacere o meno, ma su cui c’è poco da discutere se diventano aggressivi e diffamanti. E se qualche volta ci scappa una bella battuta, non è certo sufficiente a farci chiamare satira tutto ciò che c’è lì dentro. Alcune cose sì, altre no. E la diffamazione è un reato, punto. Il che è vero indipendentemente dall’età di chi scrive su Nonciclopedia: che siano nativi o migranti poco importa.
  • Lo «sciopero» di Nonciclopedia è la vera ragione per cui hanno sospeso le attività, non la censura da parte di chicchessia. Il che mi pare una furbata per guadagnarsi i 15 minuti di notorietà di cui diceva Andy Warhol. Che nativo digitale non era.
  • Il caso Vasco vs. Nonciclopedia sarà trattato da molticome già è stato fatto – come l’ennesima dimostrazione che la rete va imbrigliata e regolamentata. Cioè imbavagliata con l’art.1 comma 29 della legge sulle intercettazioni. In realtà dimostra che non c’è bisogno di nessun art. 1 comma 29, perché gli strumenti giuridici per difendersi dalla diffamazione e dai danni che le parole di qualcuno ci possono arrecare (in rete come fuori) ci sono già tutti. Come ho già detto qui: Il bavaglio ai blog spiegato in 10 punti.

Per cui se io fossi una giornalista che ha molto potere perché va in tv farei questa semplificazione, subito: una bella trasmissione in cui spiego come Vasco Rossi dimostra che la legge ammazzablog va cancellata.

AGGIORNAMENTO: sull’argomento vedi anche il post di oggi su Lipperatura: I conformisti.

52 risposte a “Le finte opposizioni del caso Vasco vs. Nonciclopedia

  1. Pingback: Kataweb.it - Blog - Lipperatura di Loredana Lipperini » Blog Archive » I CONFORMISTI

  2. Concordo completamente. Non a caso proprio ieri sera ho sentito (in tv) la notizia di un gruppo facebook scandaloso, l’ennesimo contro i disabili, chiamati immobili e presi in giro con ogni sorta di battuta – satira, direbbe qualcuno. Esattamente come ogni volta che si riparla di norme ammazzabolg e bavagli. ma guarda…

  3. Non entro nel merito della questione, ma se prima nonenciclopedia la leggevano 4 gatti, ora quei 4 sono diventati 400.000. Per uno esperto di comunicazione come Vasco mi sembra un epic fail.

  4. Condivido in gran parte.
    Toltalmente d’accordo sulla legge ammazza-blog che non c’entra, o meglio, questa cosa dimostra che non è necessaria.

    Invece purtroppo mi tocca legge ovunque che “questo è un esempio di quel che può succedere se la legge ammazza blog viene messa in atto”.

    Giovanna a me sembra, correggimi se sbaglio, che molti prendono questo fatto per usarlo come un esempio, utilizzano questa faccenda di “censura” di Nonciclopedia per argomentare tramite esempi, quando in realtà sanno bene che non c’è stata ancora alcuna “censura”, tranne che per la pagina dedicata a Vasco, è stata corretta ma per ora chiusa. Il che significa che pur di argomentare sfruttando la paura, molti opinionisti (e qui metto di mezzo tanti bloggers famosi) di internet vengono a meno della loro onestà intellettuale e non dicono le cose come stanno.

    Tranquillamente potrebbero fare l’argomentazione che hai appena fatto, molto più efficiente e senz’altro onesta.
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    - la finta opposizione fra censura (quella di Vasco con gli avvocati) e libertà di espressione (quella di Nonciclopedia)

    il punto è che questa faccenda ha fatto vedere come ancora un’altra volta il 90% della gente si soffermi alla prima lettura, o critichi sulla fiducia.

    Qui hanno sbagliato quelli di Nonciclopedia, hanno annunciato che chiudevano quando non è stato vero, si erano semplicemente auto-censurati per attirare l’attenzione.

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    Nonciclopedia non fa satira, ma raccoglie nonsense e sciocchezze varie, che possono piacere o meno, ma su cui c’è poco da discutere se diventano aggressive e diffamanti. E se qualche volta ci scappa una bella battuta, non è certo sufficiente a farci chiamare satira quella roba lì. La diffamazione è un reato, punto. Il che è vero indipendentemente dall’età di chi scrive su Nonciclopedia: che siano nativi o migranti poco importa.

    Dipende, bisogna saper distinguere la merda dalla satira, è difficile ma io direi che su Nonciclopedia c’è un 60% satira e un 40% cagate.

    Comunque tieni presente che per quel paragrafo stai rischiando una pagina tutta propria non appena riaprirà il servizio… =P =P (certo io potrei aiutare a scriverla, attenta Giovanna :D)

  5. condivido ogni riga, meno male ci sono persone come te Giovanna, e Pascoletti e la Lipperini, attente e preparate. Grazie

  6. Santiago, grazie: ho fatto una piccola correzione nel paragrafo su Nonciclopedia. Non perché temo di finirci, ma semplicemente perché non voglio fare anch’io l’errore di buttar via tutta Nonciclopedia per alcuni errori che fanno.

    Quanto alle percentuali (quanti errori, quante sciocchezze, quanta satira vera), ognuno avrà pareri diversi, com’è normale che sia.

    Ma certo è sbagliato bollarli per l’errore che hanno fatto con Vasco.

    Dunque mi correggo (accidenti, com’è facile cascarci!) e ti ringrazio per avermici fatto pensare.

  7. Non condivido tutto, soprattutto se si tratta di sue opinioni e non di dati di fatto.

    Voluta la pubblicità all’ultimo disco ?

  8. Più che Vasco Rossi (la pagina si può ancora leggere slavata in cache, gli si dava del cocainomane e dello scemo, niente troppo grave sinceramente), si poteva inalberare la famiglia di Taricone, sulla cui morte sono state scritte cose molto brutte, o altri soggetti trattati peggio.

    Ma la Rete funziona come funziona, la gente è libera di non leggere i contenuti che non vuole leggere, e Nonciclopedia non aveva certo la prestesa di essere niente più di un’enorme presa in giro, di cattivo gusto o meno.

    Quindi, la mossa degli avvocati di Vasco è stata semplicemente, sbagliata. Primo perché i ragazzi gli avevano contattati senza ricevere risposta. Sicuramente se li avessero considerati le cose sarebbero potute andare diversamente. Secondo, perché la Rete è abbastanza anarchica per far sì che adesso Nonciclopedia e la pagina di Vasco siano all’attenzione di tutti, de facto ‘diffamando’ Vasco Rossi come prima non era successo. Terzo, perché in un momento delicato come questo (son d’accordissimo che la Legge Bavaglio non centra niente, ma vallo a speigare…) si rischia di scatenare la becera voglia di insultare del cittadino medio, e Vasco Rossi sta ricevendo più insulti in due giorni di quelli che aveva ricevuto in 20 anni, che non erano pochi.

    Insomma, ragione o no, libertà di satira o no, gli avvocati di Vasco, la signora Sachs e Vasco stessi, si son mossi da pivelli della Rete, o almeno così sembra a me.

  9. (chiedo scusa per i mille errori ortografici, uno dovrebbe essere un po’ più accorto anche su internet, ché la lingua è importante)

  10. Salve, premetto che rispetto moltissimo Giovanna Cosenza sui cui libri ho avuto l’onore di studiare. L’analisi è acuta, così come quelle della Lipperini e dei Wu Ming. E però non riesce a convincermi. Perché mi suona falso e troppo facile il giudizio tranchant contro i “conformisti” di facebook. Un riflesso a sua volta “pavloviano”, forse, e che nel nome dell’”anti-populismo” rischia di buttare via il bambino con l’acqua sporca. Nel caso dei Wu Ming il sottotesto è una visione sostanzialmente negativa di Facebook come mezzo, in favore di twitter. Ma torno al tema: in sostanza io ero un utente, molto occasionale, di Nonciclopedia e come migliaia di altre persone mi ci sono fatto delle risate su alcune pagine (non quella di Vasco che, letta ora, non è delle migliori in effetti). Risate ghignanti, amare, “stupide”, in cui riconoscevo una buona dose di idiozia gratuita che, però, sapevo riconoscere come tale. Dare del “fascista” o del “sessista” al post su Vasco, a mio modestissimo parere, significa fraintendere proprio lo stile comunicativo di Nonciclopedia, che è per definizione dissacrante fino all’idiozia, iconoclasta, non-politicamente-corretto. Tutto questo, ovvero la libertà di un lettore di scegliere di leggere qualcosa di stupido (gli Skiantos hanno scritto una canzone intitolata “Calpesta il paralitico” ma credo nessuna associazione di disabili li abbia denunciati, dal momento che la cornice comunicativa in cui si muovono è quella del demenziale) e di farlo consapevolmente, viene semplicemente non considerato in tutte le analisi di cui sopra.
    Mi permetto un ulteriore appunto: si dice “finta opposizione” quella fra “giovani” nonciclopediani e “vecchio” Vasco. Per quale motivo derubricarla così sbrigativamente a “finta”? Effettivamente è “stupido”, “populista”, “conformista” aderire a una così semplice lettura dei fatti, ma è una pulsione che in Italia in questo momento esiste, ed è più forte che mai, ed emerge anche in modi magari sbagliati come questo. L’esistenza di una gigantesca “questione generazionale” in questo paese vuol dire anche che questa frustrazione generale, diffusa, endemica si può sfogare su bersagli sbagliati, troppo semplici, rozzi. Ma non è invocando le “buone maniere” informatiche, credo, che faremo un passo avanti per risolverla.

  11. Concordo sui commenti a volte eccessivi e inopportuni sulla sua vecchiaia.
    Tuttavia a me sembra che sia Vasco nel torto e che non abbia agito in modo intelligente dal punto di vista comunicativo. Infatti si è tentato l’inutile quanto goffo tentativo di censurare i commenti negativi cancellandoli dalla pagina e vietando la pubblicazione agli utenti, come se in questo modo si potesse arginare la marea.

  12. Ecco, il “pivelli” usato da Lorenzo è la parola giusta per condensare anche il mio concetto.

  13. Un Vasco vecchio si rivela per quanto il giovane tentava di mascherarsi. Un reazionario. Basta leggere i testi delle sue canzoni; una delle ultime, per esempio – quella cover dei Radiohead che fa scempio di un piccolo capolavoro – ci consegna un testo tra i più misogini degli ultimi decenni: “Voglio restare insieme a te / Ad ogni costo /Guarda che lo so / Mi tradirai / Io ti conosco / E lo farai / Anche senza rispetto). La solita tiritera maschilista che in tempi di femminismo storico sarebbe stata rispedita al mittente a calci in culo. Dunque ad ogni costo, anche con la forza s’immagina; per una che si presume la dia in giro senza rispetto, questo e altro. Dopotutto – sveglia gente! – non siamo un paese dove i maschi hanno il potere sulle “loro” femmine e piuttosto di cedere le sopprimono? Toccare gli intoccabili.

  14. Sono completamente d’accordo sul tutti i punti da lei elencati. Ma. Se vogliamo analizzare Nonciclopedia è un conto, ossia, se vogliamo parlarne come un “a sé”, va bene. E secondo me è lì il punto, in realtà. Perché finora Vasco Rossi dice una cosa, mentre Nonciclopedia un’altra, hanno due versioni dei fatti completamente diverse per cui è inutile parlare di quello. E non credo Nonciclopedia avesse bisogno dei 15 minuti di notorietà… anzi!
    Allora parliamo solo di Vasco Rossi: non mi piace come scrive. Non mi piace il suo modo di fare web, non sopporto la logica per cui faccio il clippino tipo “briciole ai fan”, ché sotto commentano a trilioni. Questo mi dà fastidio, non è fare rete, è fare rete come dice Facebook. Nonciclopedia è un modo (discutibilissimo) di fare rete, ma a me piace perché è un wiki. E perché è satira. Satira che può offendere, anche. Ma credo che da parte di un artista (o da chi si ritiene tale) ci debba essere la predisposizione ad analizzare un fenomeno, non a querelarlo e stop.
    In parole povere, io mi chiederei cosa c’è che non va in un determinato modo di fare satira, umorismo. Perché mi dà fastidio, eccetera. Insomma, non lo farei chiuderei perché mi sento offeso od oltraggiato, difatti non capisco questa mossa. Se sei un artista le cose cerchi di capirle, non di eliminarle.

  15. Eleonora, se hai eccesso di commenti spazzatura, non hai più nemmeno il permesso di rimuoverli? E comunque la maggior parte sono ancora lì, ci penserà FB quando peseranno troppo sul server.
    Per il resto si continua a perdere di vista l’azione principale (creare pressione, sfruttare il branco in cerca di facili sfoghi e bersagli, per scopi vari.)
    Vasco Rossi è il dito, provate a guardare la luna.

  16. Sono d’accordo che la deriva della polemica ha assunto toni fuori luogo e che l’opposizione “vecchio-giovane” non fa giustizia né a Vasco né a Nonciclopedia, ma per come la vedo Vasco, o chi si occupa della sua comunicazione online, ha fatto un bell’autogol prima prendendosela con un sito irriverente e dichiaratamente demenziale come Nonciclopedia (che ce l’ha con tutti, mica solo con Vasco) e poi con una serie di comunicati arroganti dove si cerca di screditare il “rivale” invece che cercare di attenuare le polemiche, magari con una mezza scusa. Anche Red Ronnie voleva aver ragione nel dare la colpa a Pisapia della cancellazione di un concerto, con le conseguenze che poi si sono viste.
    PS: chi gestisce la pagina di Vasco sta bannando dalla pagina chi esprime commenti critici ma pacati, lasciando invece in bella vista gli insulti. Non mi sembra molto furba come idea in questa situazione di “assedio”, dal momento che poi la gente se ne accorge e ne parla altrove.

  17. Giusto: le cose vanno capite non eliminate. Ne parlavo giusto ieri l’altro sul sito della Zanardo in riferimento ai manifesti del MiSex.

  18. Vasco Rossi e la Rete: è anche un altro caso di Effetto Streisand http://blog.adci.it/?p=779

    Da questo punto di vista ha ragione chi si firma “Il comizietto”: volontario o involontario, un epic fail dei consulenti di Vasco Rossi.

  19. Lorenzo Marini, Serena & co.

    1. Satira e ironia non sono “tana libera tutti”.
    La bellezza di internet sta nel fatto che tutti possono parlare e accedere a dei contenuti. Anche nel mondo normale possiamo tutti parlare e sentirci rispondere. Ma questo non significa che abbiamo il permesso di offendere o diffamare. O augurare la morte.

    Senza dimenticare che la rete ha una diffusione eccezionale, quindi contenuti omofobi, sessisti, discriminanti non si limitano al perimetro del bar, ma si estendono e contribuiscono a creare la società.

    Satira non significa fomentare stereotipi e problemi. Libertà di espressione non significa libera offesa in libera rete. Pretendiamo tutti rispetto (per i nostri diritti, per le nostre libertà etc) e non siamo disposti a darne. E applaudiamo chi sta fomentando l’ennesima violenza verbale sul web.

    2. Anche in questi commenti si è ricreata la lotta tra favorevoli e contrari, pro-Non vs pro-Vasco.

    In realtà l’analisi parlava proprio di questo: di come sia facile ridurre il tutto a delle finte opposizioni, soprattutto “giovane vs vecchio” (inteso in termini anagrafici, informatici, etici etc).

    3. La protesta sta cavalcando il leitmotiv del bavaglio spodestando i soggetti reali della questione (politica vs internet) con questi nuovi fittizi (amministratori vs rockstar), dal problema generale (ci riguarda tutti) al particolare.

    Ci staremo mica facendo manovrare? Ha ragione Pascoletti (Valigia Blu): non sarebbe meglio mettere tutta questa energia per pretendere lavoro, trasparenza e onestà?

  20. non sono un fan di nonciclopedia, non sono un fan di Vasco, odio la censura e amo ogni forma di satira e comicità inclusa quella più demenziale, macabra “sporca”, cattiva e politicamente scorretta, ma faccio un ragionamento: sappiamo che negli USA la comicità politicamente scorretta spopola, io stesso la apprezzo, ma gli autori di South Park o dei Griffin, Sarah Silverman ecc.. non si nascondono dietro l’anonimato, hanno oltre ad un notevole talento, un nome e un cognome, sono noti, ci mettono la faccia, si assumono delle responsabilità questo fa la differenza con Nonciclopedia.
    dopodichè io al posto di Vasco avrei fatto una canzone contro nonciclopeda anzichè minacciare querele e denunce, mi pare che non sia stata una mossa saggia da parte sua anche perchè così ha dato il destro a nonciclopedia per inscenare sta cosa

  21. Intervengo solo per precisare che tra ieri e oggi noi WM non abbiamo mai parlato di FB e abbiamo detto chiaro e tondo che #vascomerda è stata una pagina nera per la twittersfera italiana. Chi ci segue su Twitter sanno che l’apologia di quel mezzo ci è del tutto estranea, ne abbiamo più volte criticato logiche, algoritmi e intruppamenti. Twitter è una grande corporation, quindi non può essere “buona”.

  22. “Satira non significa fomentare stereotipi e problemi. Libertà di espressione non significa libera offesa in libera rete.” fabiana

    attenzione però, come scrive Pascoletti su Valigia Blu distinguere nettamente la satira dall’offesa non è sempre facile e se fatto sul piano legale può mettere in pericolo la libertà d’espressione. Per me qua la questione sta nell’anonimato assoluto e nella conseguente non assunzione di responsabilità.

  23. Fabiana, io sono d’accordo con tutto quello che dici, non vedo sinceramente come i tuoi punti contrastino con i miei. Ripeto:

    -Nonciclopedia si propone come un raccoglitore di stupidezze e battute di ogni genere. Aveva fino ad oggi un pubblico molto ridotto, tra cui sicuramente moltissimi fan di Vasco (come ovunque in Italia), alcuni dei quali sembrerebbe che sapessero ridersela sull’argomento: http://www.giornalettismo.com/archives/154269/quando-i-fan-di-vasco-difendevano-nonciclopedia/

    -A livello di strategia di Rete, l’entourage del Rossi si è mosso malissimo, e non vedo come ciò sia discutibile: twitter infamanti, gruppi enormi (e falsi come ci fa notare Poletti) a sostegno di Nonciclopedia contro Vasco, hashtag espliciti e fan delusi: tutto questo fino a ieri non esisteva.

    Ci sono tre aspetti principali da considerare:

    -Cos’è la satira
    -Cos’è la censura
    -Le mosse degli attori in gioco

    Sulle prime due possiamo dibattere per anni, la tensione tra il permesso e il non permesso, tra contenuto ed enunciante, il ruolo dell’ascoltatore. E poi difesa della dignità vs. libertà di parola, i meccanismi di internet vs. una società che si sta adattando, ecc.

    Sul terzo, che è l’unico su cui mi sono espresso, ripeto le ragioni del mio primo post e ripeto che Rossi Sachs e avvocati sin son mossi da pivelli, soprattutto considerando che di ulteriore visibilità mediatica il cantante in questione non è certo assetato.

  24. dove ho detto ‘molto ridotto’ intendevo ‘molto più ridotto’: immagino abbiano fatto record di accessi tra ieri e oggi.

  25. @Fabiana, aspetta, forse non si è capito quello che volevo dire, o magari nella foga di rispondere ci ho ficcato in mezzo cose che si possono rimandare (tipo l’appunto sulla comunicazione di Rossi, ma era in risposta a Giovanna Cosenza che scrive che gli piace il modo di fare rete del cantante).
    Difatti sono d’accordo su tutti i punti con te, soprattutto sul fatto che internet non è il bar sport. Comunque, a me quello che preme dire sono due cose, che poi è come se fossero una. Io questa energia nel criticare e riflettere ce la metto ovunque. Dalle lotte all’università, sino al lavoro, passando per il territorio in cui vivo, la periferia di Roma, che ha un sacco di problemi, io combatto. Su questa questione ci ho messo la stessa energia, mi sono chiesta come mai la “questione Nonciclopedia et similia” (perchè c’è anche south park e molto altro) viene fuori solo ora. Cioè, questa “satira senza emozioni”, chiamiamola così, perchè interessa solo ora, solo nella questione “Nonciclopedia-Vasco”? Secondo voi non c’è un vuoto di pensiero da colmare? Secondo me sì. Scusate se sono stata stringata, ma devo correre a lavorare.

  26. @Ugo Piazza: io ragiono come aspirante social media manager/cm per aziende e la pratica di eliminare i commenti, per quanto sgradevoli, non rientra nelle buone pratiche dei social network. A meno che non ci siano delle policy ben precise prefissate per la pagina. Ma qui non ci sono (anche perché probabilmente cozzerebbero con l’immagine solitamente spericolata di Vasco). I casi in cui si è cercato di fare azioni di censura del genere o simili rientrano nella bad case history del settore. Questo comportamento è un errore, tra l’altro del tutto priva di senso vista la marea di commenti che ci sono e ci saranno. E’ impensabile che il cm della pagina (Vasco in persona? ne dubito) possa umanamente fare un lavoro del genere: infinito e inutile. Fortunatamente esistono anche altri strumenti per esprimersi senza essere censurati in questo modo, come Twitter dove spopolano gli hashtag #vascomerda e #noncivasco

  27. @Eleonora ho seguito varie volte il profilo di Vasco, e spesso è lui che lo gestisce direttamente e interviene nei commenti. Probabilmente, in questi giorni è la sua portavoce Tania Sachs a gestire il profilo (è molto più moderata).
    In realtà, per come si è sviluppata in fretta e furia la cosa (potenza del nome in ballo) dubito che chiunque avrebbe capito subito come fare.
    L’istinto, (e una certa furbizia furbizia che ho notato nei clippini “storti”) mi fanno pensare che comunque Vasco è meno ingenuo di quanto sembri nell’usare il mezzo.

  28. Gentile Professoressa, mi permetto di dissentire su quasi tutta la linea, stavolta.
    Se infatti ha ragione a elencare le false opposizioni fra Vasco e i nonciclopediani, secondo me incappa in quello che è l’errore che fanno tanti di coloro che in queste ore, pur non avendo vissuto Nonciclopedia prima della chiusura, ne scrivono. Il fine di quel sito era, semplicemente, smontare la realtà, possibilmente in chiave comica: e questo è chiaro fin dallo slogan, “The Content-free Encyclopædia” (ovvero l’enciclopedia priva di contenuto). Si può decidere se le sue voci possano risultare comiche oppure no, ma l’intento della maggior parte di loro è quello di dissacrare. Molte pagine, pur irrispettose, sono capolavori di comicità demenziale. E la mancanza di rispetto, dalle mie parti, è accettata quando colpisce i più forti: non a caso il Vernacoliere ne ha fatto una bandiera. Come si fa a difendere la propria onorabilità su un sito che ha come disclaimer “Noi facciamo ironia su tutto, se non ti piace vai a piangere dalla mamma”?
    Senza contare che gli amministratori hanno chiesto all’avvocato di Rossi di segnalare le parti da cancellare più di un anno prima di ricevere l’invito a presentarsi in commissariato: molte altre personalità (prendiamo Ligabue, ad esempio) si sono avvalse di questa possibilità. Perché invece di proseguire con la denuncia non hanno semplicemente scelto di edulcorare la pagina?
    Concludendo: capisco che ci si possa sentire offesi a farsi dare del “tossico” o a veder smontate le proprie canzoni in chiave parodica, ma ci sono altri modi (comunicativamente parlando) per difendersi che non far vedere i muscoli dei suoi avvocati.

  29. @Ugo Piazza: sono d’accordo, sicuramente Vasco non è un completo sprovveduto nell’ambito dei social network; la stessa Giovanna l’ha provato diverse volte nel blog.
    Il punto è che un personaggio così famoso e così controverso è naturale aspettarsi momenti “di crisi”. E bisognerebbe studiare una strategia da implementare in queste situazioni spinose.
    Ma forse ragiono troppo come social media strategist per aziende e sbaglio a ritenere che la fan page di un cantante debba seguire seguire le regole di buon comportamento delle fan page aziendali.

  30. *manca una CON tra “Il punto è che” e “un personaggio” :)

  31. @Lorenzo e Serena, in realtà il vostro pensiero era chiaro e nemmeno troppo lontano dal mio, ho sbagliato io a non circoscrivere quelle frasi che mi hanno scatenato l’eloquio, e cioè “la gente è libera di non leggere i contenuti che non vuole leggere” e “a me piace perché è un wiki. E perché è satira. Satira che può offendere, anche”.
    Quindi il mio commento partiva da queste due vostre frasi, ma poi ha continuato per i fatti propri (anche la citazioni delle energie messe in campo non riguardava le vostre, ma quelle spese in commenti e offese su siti, blog, fb etc).

    Intanto ho fatto un giro tra i commenti vari sui blog, e davvero ho assistito a un eccesso di violenza verbale (in questo periodo è sempre più di moda), ma soprattutto sono riuscita ad accedere ad alcuni di questi contenuti fantastici e ironici di Nonciclopedia, come per esempio questo sull’Olocausto (basta cercare la pagina e poi scaricare il codice sorgente).
    “L’Olocausto è oggi ricordato con profonda nostalgia in tutto il mondo, soprattutto dalla razza ebraica, per i numerosi prodotti di marca Jude, Palmo-live, Auschwitzon e Cyclon-B.”
    “Il Cyclon-B è un apparecchio medicale per aerosol terapia, che sfrutta una tecnologia ciclonica brevettata dalle industrie Auschwitzon. Caricato con granuli azzurri dal profumo di mentos, garantisce la liberazione delle vie nasali in 10-15 minuti. Adatto per tutte le età, è particolarmente indicato per i bambini di razza ebraica. I nuovi modelli sono oggi considerati una panacea per tutti i mali e in particolare una soluzione finale ai problemi respiratori della razza ebraica. Esiste anche un modello impermeabile che ne permette l’uso durante la doccia.”

    che ridere

  32. @ilciospo
    e ridai: aldilà delle dispute sulla qualità della satira, il Vernacoliere non è un sito dove scrive gente anonima, è un giornale satirico corrosivo che ha un fondatore, direttore responsabile nonchè autore degli articoli principali che è Mario Cardinali (che tra l’altro mi pare abbia già vinto una causa legale. in passato) la cui identità è nota.

  33. Pingback: Effetto Vasco: le nuove regole del Social Media Fail | YDL

  34. Io concordo su tutta la linea con il post di Giovanna. Ma sono ugualmente come dire, avvilita.
    Il post si sofferma sulla questione diffamazione, e lascia un po’ da parte la questione discriminazione. Nonenciclopedia ha pagine francamente omofobe e francamente antisemite – date un occhio alla vicenda di GLD’Andrea o alla pagina di Anna Frank. L’idea che si preferisca la libertà di discriminazione piuttosto che la libertà di orientamento sessuale o di culto, l’idea che queste cose siano sullo stesso piano per l’utenza (spesso giovani de sinistra che ve lo dico a fa) mi sconforta. E’interessante questa cosa per cui la sensibilità è un fatto soggettivo, un problema di gradiente di permalosità e non un problema oggettivo su cosa nella nostra cornice politica dobbiamo tenere e cosa no. Giovanna alle volte scrive che siamo ancora troppo ricchi ed è per questo che non facciamo la rivoluzione, e mi fa regolarmente incavolare… eppure ritorno con il pensiero a quello perchè, carini come ve ne state col culetto bello al caldo, ed è il culetto bello al caldo che vi fa mancare la relazione tra accondiscendenza alla discriminazione ed effetto concreto nella vita delle persone.
    Almeno un tempo, quando la gente vedeva uno che picchiava un altro, anche se non era il fratello – sapeva ancora vomitare.

  35. beh, querele ritirate, quelli di Nonciclopedia prendono le distanze dagli insulti e parlano di grande voglia di umorismo di qualità.

    Probabilmente se gli avvocati li avessero presi sul serio quando chiesero spiegazioni, ne sarebbero usciti tutti meglio, a partire dagli utenti di Twitter.

  36. Io penso che il problema sia anche che Vasco e’ la fotocopia sbiadita del Vasco a cui i fans storici eravamo affezionati. Non crea + album degni di nota,scrive di niente su fb..insomma si e’ fatto vecchio (sia per l’anagrafe che musicalmente parlando). Sulla satira di NonEnciclopedia e’ vero che spesso non e’ divertente e il non politicamente corretto ha anche stufato. Le battute sull’olocausto fanno vomitare e non e’ che se uno dissente da un non umorismo deve essere per forza un censore.

  37. @GiulioL
    Oggi ho scoperto il mondo di Nonciclopedia e ho capito che avrei fatto bene a starci lontana:
    Le battute sulla Violenza alle donne – http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Violenza_sulle_donne,
    o sulla pedofilia – http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Pedofilia
    o quelle divertentissime sulla donna – http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Donna

    Forse sono temi su cui l’ironia (o la satira, come dicono loro), sconfinano nel sordido. In questo caso non è censura, ma buongusto. Peccato che né le vittime della Shoa, nè i bambini possano mandare i propri avvocati.

    Fosse per me queste pagine le chiuderei davvero… e se altri la pensano come me, chissà che l’effetto boomerang non colpisca entrambi, censore e censurato.

  38. a me non sembra che questa faccenda dimostri l’inutilità dell’obbligo di rettifica.
    Certo esistono già i reati di diffamazione o vilipendio ma il problema è che un offesa o una falsità scritta su un sito, è un’informazione enormemente più accessibile e persistente rispetto alla stessa offesa o falsità pronunciata in un bar o anche scritta su un giornale o detta in tv.

  39. @zauberei, il tuo commento è estremamente interessante. Solleva una situazione cruciale. Grazie per averlo scritto. Ammetto di aver sempre frequentato il web con molta leggerezza, e veramente grazie per quello che hai scritto, e aggiungo una cosa che ho già scritto in un altro commento, ma ci tengo a precisare: questa satira è cinica, senza emozioni. E’ qui la tragedia.

  40. Se vogliamo davvero parlare di Satira con la esse maiuscola:

    ‎”concediamoci un unico commento sui casi Amanda e Vasco: C’è chi dice Knox” (cit.)

    Quanta sarcastica beltà, altroché Nonciclopedia.

  41. Premessa: scusare se ripeto qualche commento precendente, ma non ho avuto tempo di leggerli, sto riportando direttammente i miei commenti da Facebook.

    Quindi…

    Secondo me è chiaro l’epilogo: Vasco I” il magnanimo” dirà che è stato tutto un fraintendimento con il suo avvocato e che non intendeva certo scomodare Nonclopedia… O qualcosa giù di lì!
    Risultato dell’incontro: Vasco feat. Nonciclopedia vs. resto dei polli 5-0!
    Diabolicamente geniale.

    P.s.: mi pare una utilizzo pilotato ad arte dell’effetto “Streisand”.

    P.s.2: dimenticavo le due domande d’obbligo, “Chi ci guadagna?” (Bè, qui è chiaro) e “Cosa non vogliono dirci?”… Ma la risposta è abbastanza inquietante, visto che tuto sto bailame si aggiunge quello del Knox & Co., e bisogna ripassare il postulato di Jacquin sui governi democratici: “La vita, la libertà e la proprietà di ogni uomo sono in pericolo quando il parlamento è riunito.”, tradotto da Spinoza.it nel nel 2010 in “La voce del padrone [parte seconda]” con “Cominciano i mondiali di calcio. Non voglio neanche immaginare cosa si voterà in parlamento.”. E qui ci sta: gosh!

  42. Intanto…
    Nonciclopedia riapre.
    Wikipedia, invece, chiude. Qui il comunicato:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Comunicato_4_ottobre_2011
    Qui la pagina FBook (oltre 100.000 fan in poche ore)
    https://www.facebook.com/pages/Rivogliamo-Wikipedia-No-alla-legge-bavaglio/185745561500946
    Qui la “prova generale” di metilparaben sul comma ammazzablog.
    http://metilparaben.blogspot.com/2011/10/lo-sapevate-che-potranno-rettificare.html
    Sembra OT. Ma, forse, no.

  43. Concordo pienamente.

  44. Non sono assolutamente d’accordo con quanto scritto da “luziferszorn”

    “Voglio restare insieme a te / Ad ogni costo /Guarda che lo so / Mi tradirai / Io ti conosco / E lo farai / Anche senza rispetto). La solita tiritera maschilista che in tempi di femminismo storico sarebbe stata rispedita al mittente a calci in culo”

    Intanto siamo nel pieno del femminismo storico (o lo collochi solo nel ’68??)
    e poi sinceramente non riesco a vedere del maschilismo in questo testo, semplicemente quello che succede normalmente a moltissime persone anche più e più volte nel corso della propria vita sentimentale, un comportamento che è tanto maschile quanto femminile; il fatto che sia un uomo a descrivere questo comportamento nel testo di una canzone non esclude che questo stesso comportamento non si possa applicare anche agli uomini.
    Non vedo maschilismo, ma solo molto realismo.

    Quando si tradisce è così, e non ci sono differenze di sesso.

    Questo testo è toccante, estremamente reale e antropologicamente attinente al comportamento comune a uomini e donne, nel gioco (amaro) del tradimento.

    Leggiti un bel libro di Aldo Carotenuto:
    Amare, Tradire (quasi un’apologia del tradimento)

    Potrebbe farti bene =)

  45. @Giovanna
    eh non vale! ero già pronto a fare la tua pagina, immaginavo che poteva iniziare con questa citazione:

    Nonciclopedia non fa satira…
    Giovanna Cosenza firmando la sua condanna a morte.

    :D

    - – - – - – - – - – - – - – - – - – - -
    Comunque, non trovi che forse la faccenda Nonciclopedia abbia “ispirato” i ragazzi di Wikipedia?

    Ora la querela di Vasco è stata tolta, e Nonciclopedia ha riaperto (non avendo mai chiuso), tuttavia – come ho fatto notare sul post dei Wu Ming – che ora Nonciclopedia afferma:

    “vogliamo innanzitutto chiarire che ci dissociamo dalla violenza con cui il web ha reagito alla nostra decisione di oscurare il sito. Il nostro intento non è mai stato quello di incitare l’utenza contro Vasco, quanto quello di informarla dei fatti avvenuti.”

    Non so quanto sia vero, trovo che sia ipocrita, ci sono altri modi per “informare l’utenza”, loro hanno scritto “ringraziate Vasco”, hanno incitato la “folla”.

  46. superbravo80, non mi stupisce affatto che tu non sia d’accordo; anzi direi che è logicamente plausibile che milioni di giovani e meno giovani fan di Vasco e anche solo conoscenti della sua musica non afferrino il senso della mia critica; altrimenti questo paese sarebbe un paese diverso. Di Carotenuto conosco l’intera opera, grazie.

  47. Pingback: Critica, satira, insulto e diritti dei lettori | Patrick Fogli

  48. luziferszorn, l’intera opera??
    Se non sbaglio sono 47 libri, puoi anche fare meno la sborry e dire che te ne sei letti solo alcuni..

    Io non parlo da fan di Vasco (che pure ascolto, e liberamente critico), analizzo semplicemente quel pezzettino di testo che tu hai detto, e non ci vedo maschilismo..

    Vorrei capire dove lo vedi tu, e che mi spiegassi, visto che -dal momento che dici di esserti letta una cinquantina di libri di Carotenuto- senz’altro non puoi essere una persona dal commento superficiale come invece appari qui..

    Io ne ho letti solo una decina, senz’altro non arrivo alle tue vette, che ravvisano maschilismo anche dove non esiste..

    Se dici dello stronzo al tuo ex che ti ha mollata -e tradita- sei femminista??..
    Credo di no.

    Se do della puttana alla mia ex che mi ha mollato -e tradito- sono maschilista?? Direi di no, anche in questo caso.

    Non hai mai detto in vita tua la frase “Gli uomini sono tutti stronzi”, o “Gli uomini sono tutti ritardati??”..

    Ma senz’altro no, tu ti sei letta l’opera omnia di Carotenuto, forse la conosci anche a memoria..

    Odio le femministe estremiste che ravvisano maschilismo anche dove non esiste.

    Con questo sono maschilista??

    No, sono solo contro il femminismo estremista, di chi ostenta di aver letto 50 libri che non ha letto e denota boriosità e intolleranza.

    Che molti uomini siano ritardati non c’è dubbio, che molte donne siano delle emerite stronze, nemmeno.

    Odio però le femministe per partito preso, e anche gli uomini ritardati, odio la mediocrità e l’intolleranza.

    Senti, visto che sei un genio, spiegami perchè secondo te sarebbe maschilista questo testo.

    Se hai letto 50 libri di Carotenuto sarai anche in grado di argomentare, piuttosto che generalizzare con puttanate della serie “Voi ragazzini che ascoltate Vasco, se l’Italia va male è colpa vostra, e cagate simili..”

    Argomenta, se sei capace di farlo, e dimmi perchè quel testo che tu hai citato sarebbe maschilista..

  49. Lui sa che lei non è mai sincera, si aspetta che lo tradirà “senza rispetto”, soffre spesso, ma la vuole “ad ogni costo”.
    Queste di Vasco Rossi sono immagini di amore possessivo (e sfigato).

    Un maschio possessivo in amore è un maschilista? Non necessariamente. Ci sono anche donne possessive.
    Però molti maschi sono proprio maschilisti, e conosco poche donne che non trovino abbondanti dosi di maschilismo negli uomini che frequentano. Figurarsi quante nei maschi possessivi. :-)

    Comunque, Vasco e superbravo80, l’amore possessivo non è gran che (neanche se sfigato). Qualsiasi cosa scriva Carotenuto. :-)

  50. Rispondo con questa chicca degli anni Settanta che avevo caricato su YT tre anni fa (un vero strepito; gli italiani rimuovono e se potessero farebbero rimuovere anche il video; ma per ora c’è ancora libertà di critica):

  51. @luziferszorn — ma non potresti prenderti un nick più facile da scrivere? :-)

    I due testi di Mogol-Battisti sono molto meglio del testo di Vasco.
    Mi sfugge in che cosa siano “razzisti verso le donne” e “reazionari”, come li qualifica Dario Fo, sempre simpaticamente apocalittico.
    Riesco a vederci solo un maschio timoroso, forse per mia grossolanità.

    Però carino lo sketch. :-)

  52. Pingback: Internet, censure vere e finte, umori forcaioli e… quella sfigata di Anna Frank | Giap

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