Che fare se il vostro premier fa i capricci e dice «Forza gnocca»?

In tutte le guide per genitori c’è un capitolo sui capricci dei bambini. Ecco un esempio tratto da Mamma e papà. Dice il pediatra Leo Venturelli (ma lo dice sempre anche Tata Lucia su La7):

Bimbo che strilla

Quando vostro figlio fa capricci, ignoratelo; non insistete invece con frasi tipo: “smettila di piangere”, “sei un frignone”. Coccolatelo di più se sta passando un momento di frustrazione maggiore per i vostri dinieghi, ma non dategliela vinta al momento dei capricci o dei pianti; spesso i bambini fanno capricci per ottenere la vostra attenzione, per farvi cedere, per cambiare le vostre decisioni, per riuscire a fare quello che vogliono; piangono per farvi cambiare idea.

Non cedete a questi ricatti: se vostro figlio grida, si butta per terra, sbatte le porte, lasciatelo sfogare, a patto che sia in un posto sicuro.

È questo che ha fatto Berlusconi dicendo «Forza gnocca»: ha sfidato l’opposizione, i media, il movimento neofemminista come un bambino sfida la mamma ripetendo la parolaccia (il gesto, il rutto) che lei non vuole.

E lo ha fatto esattamente con gli stessi obiettivi di un bambino di cinque anni: ottenere attenzione, riuscire a imporsi, fare quello che vuole lui e non quello che vuole la mamma.

Come reagire? Ignorarlo è l’unica soluzione. Lo dice anche il pediatra. Invece tutti a gridargli «bimbo cattivo non si fa». Ma più glielo si dice e più lui lo fa. Indovina chi vince?

Mi viene in mente questo spot:

32 risposte a “Che fare se il vostro premier fa i capricci e dice «Forza gnocca»?

  1. Sono pienamente d’accordo sull’ignorare il soggetto che usa provocazioni spicciole per imporsi sulla scena e questo dovrebbe capirlo anche l’opposizione, se così ancora possiamo chiamarla, che ha sprecato anni a costruire il suo anti-berlusconismo piuttosto che agire con una propria strategia. Anche se è desolante dover comparare un leader nazionale a un bambino frignone.

  2. Hai ragione, ma mettiamo che sei un politico, di quelli decenti, ed è il giorno della commemorazione delle operaie di Barletta, simbolicamente un piccolo 8 marzo, è difficile non farsi scappare un commento. Come coi bambini piccoli, alle volte è difficile ignorarli quando frignano.

  3. Carissima Giovanna,
    per questo tuo articolo meriti un commento; e il mio commendo non può che essere più che positivo!!!!
    Ma, dico, ci vuole tanto a pensarlo e a farlo?
    Non solo: tu hai un modo di comunicare elegante, logico e razionale, ma al contempo dai “n’à mazzata” come si suol dire.
    Chiunque ti darebbe retta!… ma perché non ti candidi tu? Non sto scherzando! Spero vivamente che qualche politico ti noti e ti prenda come consulente di partito (scegli tu).
    Sei sempre molto equilibrata ed imparziale, veramente corretta ed è per questo che apprezzo moltissimo questo tuo spazio.
    Io, a dire il vero, non mi riconosco più in nessuno schieramento😦
    C’è una totale mancanza di valori che, ahimè, tocca davvero tutti.
    Ho l’impressione che non si sia più capaci non solo a governare, non solo a fare opposizione ma ancor peggio a fare politica, quella vera.
    A dir il vero, se guardiamo indietro la nostra storia, forse in Italia è sempre mancato questo: la vera responsabilità e volontà di costruire un Paese con programmi di vera crescita; capacità a spronare e ad entusiasmare anche in periodi di crisi. Continuo a sperare…

  4. quanto al video e al preservativo, verrebbero da fare battute sulla Chiesa Cattolica (valide fino all’anno scorso, giacché adesso i bigotti siamo quelli di sinistra, grazie alla nuova incredibile ridistribuzione di valori operata dall’apparato di risemantizzazione delle libertà)

  5. Questa volta non sono concorde.
    Berlusconi ha il ruolo di Pater Familias e non di bambino nella Famiglia Italia.

  6. Gran bel post!🙂

    Un saluto da Vongole & Merluzzi!

  7. Vittorio Cobianchi

    Giovanna, purtroppo, secondo me, siamo al livello successivo del videogioco. Fino a un anno fa ti avrei dato ragione, e avrei detto che il dibattito su come fare a contrastare lo stile comunicativo di Berlusconi era l’elemento centrale di una strategia oppositiva. Ero anche strenuo sostenitore della necessità di dare una risposta politica al berlusconismo, perché pensavo che fosse l’unica possibilità per uscire dal suo sistema di potere.
    Non mi è mai piaciuta la supplenza giudiziaria all’opposizione, che ho sempre giudicato controproducente e incivile (nel senso proprio del termine, “non civile”, non prodotta da cittadini per cittadini, ma prodotta da altri per altri scopi), e sognavo una risposta al berlusconismo, anche linguistica, simile a quella praticata da Obama per il bushismo (risposta poi nei fatti deludente, ma almeno ha fatto piazza pulita di una intera classe dirigente repubblicana).

    Ora, invece, penso che siamo a livelli quasi paradigmatici di scollamento fra potere e capacità di gestirlo, a livelli di tragedia greca, con uno psicopatico monomaniaco non più in grado di gestire alcunché, e spero che questo periodo finisca al più presto, per qualsiasi motivo, politico, giudiziario o sanitario. Continuare a parlare di queste cose come se ci trovassimo di fronte un fenomeno politico spiegabile e anche gestibile con le normali tecniche dell’analisi semantica e retorica mi sembra diventato del tutto inutile.

  8. Michele Vigorita: non sto dicendo che questa è l’immagine che lui sta costruendo. Sto dicendo il modo in cui reagire a queste provocazioni. In alternativa, vince lui. Come vince il bambino che fa quel che vuole e la mamma gli concede tutto.

  9. Vittorio Cobianchi

    (Invece, naturalmente, arriviamo allo showdown finale con un’Opposizione che non è in grado nemmeno di scegliere il presidente dell’Anci senza far volare gli stracci di fratture interne incompatibili non solo con ogni seria proposta di governo, ma anche con un serio ruolo di opposizione).

  10. Vittorio, ti pare che io stia dicendo che il fenomeno è «gestibile secondo le normali tecniche dell’analisi semantica e retorica»? Sto dicendo che va gestito come un bambino di cinque anni. Se non lo fai, il bimbo continua imperterrito a fare i capricci. Ma la mamma diventa isterica…
    Il che è esattamente ciò a cui stiamo assistendo.

    Basterebbe poco a evitarlo. Tipo: Ok presidente, va bene forza gnocca, che bella battuta, ah, ah, ma ora parliamo di crisi, questa è la nostra soluzione. E al leghista che fa il gestaccio: ok ragazzo, ma parliamo di questo…

    Invece tutti a commentare la battuta e il gestaccio e niente di più. E allora non hanno forse ragione quelli del Pdl e della Lega, quando dicono che in Italia non c’è un’alternativa seria a questo governo?

  11. Consolata, grazie per i complimenti, ma be’, non esageriamo…😉

    Quanto al resto: mai perdere la speranza!!!

  12. Giusta l’obiezione di Michele Vigorita. Però la conclusione è ancora quella suggerita da Giovanna.

    In un’azienda, cosa fanno i soci se il capo fa brutte figure, governa poco, ma ha troppo potere per riuscire a sostituirlo?
    Si organizzano per supplire alle sue manchevolezze, e magari esautorarlo di fatto, ma senza tanto chiasso.

    Certo, in politica, l’opposizione è naturale che sottolinei le gaffes del leader avversario, per sminuirlo agli occhi degli elettori.
    Ma il compito principalissimo dovrebbe essere l’altro: organizzarsi per governare meglio, dire seriamente come, e cominciare a farlo (cosa possibile in un sistema parlamentare).
    Invece gran parte dell’opposizione si limita a “che schifo qua e che schifo là, si deve dimettere”.
    Vabbe’ e poi?
    (Per il poco che si capisce dai discorsi dell’opposizione, poi potrebbe andare anche peggio.) 😦

    Quindi Giovanna ha ragione: c’è molto altro da fare che star lì a deprecare “forza gnocca”. Che lo dica un bambino capriccioso o un leader abilmente (forse) provocatore.

  13. Sono d’accordo. Non va citato. E non va ec-citato, dando a qualsiasi cretinata che dice uno statuto che non merita. Anche per questo motivo non mi è piaciuto affatto il collegamento tra Forza Gnocca e la tragedia di Barletta, fatto da Bersani e che vedo ripreso anche da Lorenzo.
    Mi dispiace. Non mi piace.

  14. L’argomento di Lorenzo era che in un giorno in cui l’agenda setting per mezzo mondo della politica italiana era promuovere Barletta a un piccolo otto marzo difficilmente un politico poteva permettersi di ignorare il commento e il riferimento, specialmente davanti alla richiesta giornalistica di commentare la dichiarazione.

    Possiamo ergerci e ignorare le sparate del frignone, ma tanto alla fine e’ sulla gnocca che ci stiamo liberando di lui.

  15. Solo che lui è troppo tardi, esattamente come nello spot, per non farlo nascere….

  16. bellissimo post! In un paese poi dove l’immagine della mamma buona e che si annulla è così tanto idealizzata, figurati se ci si ribella al bimbo vizioso e capriccioso🙂

  17. @Lorenzo Marini

    “…alla fine e’ sulla gnocca che ci stiamo liberando di lui.”

    Una frase così rappresenta l’essenza del berlusconismo/antiberlusconismo.

    Come se Berlusconi fosse la sciagura, e la sua caduta la salvezza.
    O viceversa. Magari fosse così semplice, in un senso o nell’altro.

    Sono semplificazioni da tifosi. I giocatori veri — cittadini inclusi — fanno il conto dei pro e dei contro. Le voci di bilancio sono tante, il conto è complicato, non si fa cogli slogan da curva.

    Non che tifare non sia bello. Io tifo Chievo.🙂

  18. stupendo lo spot dei condoms! sembra quasi la parodia dello spot ridicolo della vodafone: http://www.youtube.com/watch?v=-1Vu36oIUwY

  19. E il calcolo dei pro e dei contro si fa confrontando la realtà attuale con le alternative realisticamente disponibili e prevedibili.
    Non facile.😦

  20. Scusate se mi allargo un po’, ma forse non sono del tutto off topic.

    Quanti sono fra gli elettori — in Italia (o in USA o altrove) — i ‘tifosi’ e i ‘giocatori veri’?
    Non lo so.
    Ma direi che meno tifo = più democrazia.

    Berlusconi con ‘forza gnocca’ aizza le curve da stadio, specialmente quelle avverse.
    Mossa da poco, se il tifo fosse poco.

  21. Pessima pedagogia. Se un bambino fa i capricci è perché abbiamo sbagliato tutto prima. Negando questo principio sbagliamo anche tutto il resto.

  22. Luziferszorn: c’è sempre una prima volta. I bambini ci provano dalla prima volta, a fare così. Se ignori il capriccio, smettono subito.

    Se invece un bimbo già è arrivato al punto in cui si trovano Berlusconi come il bimbo dello spot sui condom, allora sta alla mamma cominciare a invertire la rotta. Non è pessima pedagogia, ti assicuro: è un modo per rompere i circoli viziosi. Difficile, lo so. Ma certo non sarà mai il bambino a interrompere il circolo vizioso.

  23. Il circolo vizioso, come lo chiami tu, lo crea il genitore “mal-educando” il figlio fin dai primi giorni di vita. Inutile poi ri-distribuire equamente le responsabilità a figli e genitori. Non esiste una “prima volta” per un essere indifeso uscito dalla pancia di sua madre; esiste invece la “prima volta” da parte del genitore. Domandati a che serva quello che tu chiami “capriccio” – una forma di comunicazione evidentemente; e che vorrà mai comunicare un bambino protestando, gridando o piangendo, se non un disagio interiore? Certo, sono così rari i bambini cresciuti in equilibrio che tutto l’assurdo che ci circonda ci sembra quasi normale. Come dice la Miller, provocatoriamente (ma non troppo), nessuna delle nostre madri ci ha cresciuto pensando fossimo figli di Dio.

  24. Luziferszorn: ma stiamo dicendo la stessa cosa, no?

  25. Che la pedagogia sia una metafora della politica democratica è un “gioco” concettuale che faccio spesso anch’io, quando spiego ai miei studenti teenager (quant’è obsoleta questa parola :-)) che, in democrazia, gli elettori sono un po’ i genitori dei politici eletti perchè sono gli elettori che li “mettono al mondo” e, perciò, devono orientarli, controllarli, assicurarsi che “facciano i compiti” ecc. Se etimologicamente la democrazia è il potere del popolo, beh, del popolo è soprattutto la responsabilità. E noi italiani non siamo stati abbastanza responsabili, da troppi anni. D’altronde, per confermare il paragone, basta guardarsi un po’ in giro, intorno e dentro a moltissime famiglie italiane, la mancanza di adultità degli adulti anagrafici è, purtroppo, una regola. Ma, quando il danno è fatto, e dalla famigliola col bambino capriccioso passi sul terreno ben più impegnativo della famiglia con figlio adulto in cui i rapporti in gioco diventano non solo affettivi ma economici, sociali e politici, le tecniche pedagogiche prepolitiche non bastano più. Non basta ignorare un figlio divenuto adulto, anzi maturo, anzi, anziano, che è rimasto fissato a una psiche infantile perchè quello ti sfascia la casa davvero, ti sfascia il patrimonio, ti sfascia i rapporti di ogni tipo. Se hai un figlio quaranta o cinquantenne balordo che, fai? Ti limiti ignorarlo?
    La politica è roba da grandi. Già.

  26. @Ben.

    “Una frase così rappresenta l’essenza del berlusconismo/antiberlusconismo.!”

    No, questo è quello che direbbe un giornalista de Il Giornale. Infatti come puoi leggere nei miei primi commenti sono d’accordo con l’analisi di Giovanna ed in generale osno d’accordo con chi pensa che per fare del bene al Pease bisogna lavorare sui problemi del centrosinistra, che sarà a un certo punto al governo, sui problemi dell’economia, trovando le strade perché le misure di austerity siano temporanee e si passi presto a un sistema più improntato sul modello nord europeo, penso tante tante cose ma nessuna di queste minimizza il fatto che finché Berlusconi è al governo niente cambierà, perché a sinistra non c’è potere e a destra ci si divide tra chi ancora lo supporta o chi vaneggia nel tentativo di distanziarsi dalla vergogna di averlo votato e quella di non sapere chi votare in futuro.

    “Come se Berlusconi fosse la sciagura, e la sua caduta la salvezza”: si, Berlusconi è stata una sciagura, di cui gli italiani hanno molta colpa, soprattutto ma non solo quelli che lo hanno votato, qualsiasi volta, dal ’94 in poi. La salvezza non arriverà con la sua caduta, ma sicuramente non arriverà senza la stessa. Se contrddici questo punto, devo dedurne che tu riponi qualche fiducia in questo governo, e sinceramente mi fa sorridere.

  27. anche io non sono pienamente d’accordo
    domani che ne azzecca una che facciamo? lo votiamo per incoraggiarlo?

  28. Non credo che Lacomizietta abbia mai fatto i capricci, nel senso che indicava la pediatra. Forse perché i problemi vengono affrontati subito e alla radice, senza lasciarli orfani di risposte.

    La politica italiana, invece, di problemi aperti ne ha lasciati veramente tanti e anche quando poteva affrontarli li ha ignorati. E’ notevole che i consigli della pediatra si adattino così bene alla società adulta.

  29. @Lorenzo Marini

    Scusa davvero se ho inferito troppo da una tua frase isolata.

    La mia fiducia in questo governo è scarsa.
    Purtroppo, quel che propone il PD mi pare in parte peggio, in parte meglio, e nell’insieme così poco chiaro che ci vuole molta fede per sperare progressi da un suo governo.

    D’accordo che è difficile che il governo migliori con Berlusconi. Ma al suo nome puoi aggiungere quello di tutti i principali leader politici italiani attuali.
    Quasi tutti dichiarano qualche ottimo proposito — Berlusconi incluso — ma poi di fatti ne seguono pochi, da una parte e dall’altra.

    Per cambiare in meglio — nei prossimi decenni, quindi all’interno di questo sistema capitalistico globalizzato, poi si vedrà… — bisogna che emergano nuovi gruppi politici capaci di fare quello che va fatto. Quello che predicano da anni i Ciampi, gli Ichino, i Draghi.

    Questi nuovi gruppi politici stanno debolmente emergendo, dentro e fuori degli attuali partiti, anche col sostegno di gente come noi, di blog e post come questi.🙂

  30. Secondo me no, Giovanna, non stiamo dicendo la stessa cosa; per me la metafora non funzia; per tanti motivi. Ma anche perché un bambino “rovinato” da cattivi genitori può essere recuperato, mentre un uomo politico 70enne “rovinato” da cattivi elettori no. Va solo “terminato”.

  31. (ma lo dice sempre anche Tata Lucia su La7)

    ciao Giovanna!
    Tata Lucia di “SOS tata” [ ormai unico programma eticamente fondante qui nel paese sandbox dei discoli comportamentali ] è una delle maggiori maître à penser italiane, con quelbsuo fare placido-lombardo ma implacabile e incorruttibile
    mi stupisco di come non la invitino a Ballarò&Infedele ecc. come opinionista fissa
    ,\\’

  32. Concordo con Caracaterina. Penso che l’opposizione ignori già abbastanza il personaggio e, peggio ancora, che egli sia “ignorato” dal solo che avrebbe il potere di porre fine a questa situazione e che non lo fa in nome del rispetto delle regole democratiche che, però ahimé, sono già state abbondantemente fatte saltare nella loro sostanza.

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