Archivi del giorno: giovedì, 10 novembre 2011

Stage: ma se i giovani nemmeno lo chiedono, un rimborso spese, che si fa?

Faccio parte della commissione tirocini del corso di laurea in Scienze della Comunicazione a Bologna, e come tale faccio da anni una battaglia quotidiana, su questo blog, in aula, via mail, negli incontri faccia a faccia con gli studenti, per informarli che possono chiedere almeno un rimborso spese per il tirocinio curricolare. La legge non lo prevede, ma se si diffonde la consapevolezza del fatto che si può chiedere e ottenere – mi sono detta – e se i ragazzi cominciano a rifiutare stage non pagati né rimborsati, be’, forse le aziende un po’ alla volta sono costrette ad adeguarsi.

Non tutti gli stage finiscono male. Alcuni proseguono

Batto e ribatto sullo stesso chiodo quasi tutti i giorni. Altrettanto fanno la Repubblica degli stagisti e il Manifesto dello stagista. Eppure, ancora oggi, quando il/la giovane di turno mi scrive o viene a trovarmi per chiedere la mia autorizzazione, in quanto tutor docente, a svolgere un certo tirocinio, alla fatidica domanda: «Hai chiesto e ottenuto almeno un gettone di rimborso spese?», queste sono le risposte. I nomi sono inventati, ma le risposte sono vere e provengono tutte da giovani fra i 20 e 22 anni: ho stralciato le mail più rappresentative fra centinaia di scambi negli ultimi anni (fra parentesi quadre i miei commenti):

Anna: «Per il rimborso spese non ho osato chiederglielo [non ha osato!] perchè lo studio è a cinque minuti da dove abito [tutta casa, tirocinio e chiesa] per cui non ne vale neanche la pena dato che lo raggiungo in modo pressoché gratuito.»

Paolo: «Il titolare della ditta al momento non è intenzionato a corrispondermi alcun rimborso. È una persona tanto buona quanto lunatica [poverino!] e quindi non escludo che alla fine dello stage mi possa retribuire qualche indennità [come un regalo?]. Anche in passato ho collaborato con lui per il progetto di un dépliant, andato a buon fine, e anche se non era prevista alcuna retribuzione, successivamente nei vari contatti la ditta ha fatto riferimento a un premio in denaro, ma ciò sino ad oggi non si è verificato» [ma nonostante l’esperienza negativa, il ragazzo insiste].

Luca: «Non abbiamo parlato di rimborso spese, anche perché l’azienda si è convenzionata per mia richiesta [e allora? conviene anche all’azienda, oltre che al giovane], e non volevo avanzare troppe pretese anche se “sacrosante” [notare le virgolette: come se Luca non ci credesse, che sono sacrosante]. Comunque sono fiducioso che il mio contributo sarà “premiato”» [ancora il regalino al bimbo bravo].

Giulia: «A dir la verità non l’ho chiesto, ma per un semplice motivo: non ce ne sarà bisogno [!], perché ci arriverei tranquillamente in bicicletta e in pausa pranzo [tutta casa e tirocinio anche lei] riuscirei a tornare sempre a casa [w la mamma!]. Hanno già ospitato altri tirocinanti (che vedo abitualmente in biblioteca durante le ore di studio) e, a tal proposito, mi sono informata preventivamente da loro [la giovane scrive poi di averlo fatto perché legge il mio blog] e mi hanno confermato di essersi trovati bene: i responsabili sono stati disponibili e corretti» [insomma non mangiano i bambini…].

Marco: «Il tirocinio non sarà retribuito e devo ammettere che rientro probabilmente nella categoria di chi ritiene normale e giusto accettare tirocini gratuiti, come lei dice sul suo blog. In particolare ritengo forse accettabile fare questo tirocinio poiché lo considero come una possibilità per fare esperienza e non come un dovere da espletare necessariamente per conseguire crediti (e le assicuro che molti colleghi la vedono unicamente così). […] La mancanza di retribuzione o “volontariato” che dir si voglia, è un prezzo che sono disposto a pagare in questo caso» [Marco appare più consapevole,  ma ha ormai deciso di accettare e a me non resta che autorizzarlo].

Roberto: «Non ci sono rimborsi spese, ma questo non è un problema perché l’agenzia si trova vicino casa mia [di nuovo: è la motivazione più diffusa]. Il lavoro è lavoro di ufficio abbinato all organizzazione dell evento, ossia accompagnare la titolare a un convegno, fiera o quel che sia, seguire l’organizzazione dell’evento e ovviamente aiutare… tutto qua» [pare tutto meno che un tirocinio interessante, eppure Roberto è pronto a farlo. Perché chi si contenta gode, o perché lo considera un obbligo per ottenere crediti, come diceva Marco?].

Elena: «Per quanto riguarda il rimborso effettivamente non l’ho chiesto perchè credevo non lo desse nessuno [ma dove vive?], devo essere sincera… In ogni modo mi sono informata e dove lo vorrei fare io non c’è possibilità, però ci tengo a farlo lì e ne farò a meno se non si riesce ad avere purtoppo…» [infatti non sono riuscita a dissuaderla]

C’è poi chi mi chiede l’autorizzazione addirittura a tirocinio già cominciato. Dopo un rimprovero da parte mia e la fatidica domanda, in genere rispondono come Claudia:

«Il tirocinio comunque l’ho trovato nella lista dei tirocini unibo [e allora? ce ne sono migliaia, di aziende convenzionate con Unibo], è molto interessante e mi stanno facendo lavorare all’organizzazione di un congresso, con fondazioni bancarie e rappresentanti regionali, purtroppo non è retribuito ed è uno stage di 3 mesi. Lunedi vado a prender tutte le carte all’ufficio tirocini, pensa che possa esser un buon tirocinio?» [l’ingenuità della ragazza è disarmante].

Ma per fortuna c’è anche chi, dopo tre quattro mail o dopo un colloquio approfondito (ma che fatica, ragazzi!), alla fine mi scrive:

«Grazie prof. Dopo averci pensato e ripensato ho deciso che l’azienda non fa per me. Ora ne cerco un’altra e le so dire.» Evviva!

Insomma, in tanti anni mi sono fatta una statistica personale: non è rappresentativa di altro all’infuori della mia esperienza, ma tant’è. Su 100 ragazzi e ragazze che mi chiedono l’autorizzazione a svolgere un tirocinio curricolare, solo 10 sono già consapevoli, perché si sono informati, hanno letto il mio blog o altri siti, hanno chiesto ad amici e parenti. E una 20ina riesco a convincerli io a cambiare azienda, per ottenere almeno un piccolo gettone di rimborso spese. Ma gli altri 70?