Un’allegra zuffa fra i sessi

La prima volta che ho visto lo spot del profumo Prada Candy, mi ha messo allegria.

Perché lei e lui prima si amano, cioè suonano il pianoforte assieme, poi litigano, cioè cominciano ad azzuffarsi, ma nella battaglia lei ha – che bello! – la stessa forza fisica di lui, cioè lo strattona e persino lo sbatte alla parete (come in un cartoon) esattamente come lui fa con lei.

Perché lei non è emaciata e triste, ma conduce il gioco con sicurezza e spirito di iniziativa.

Perché certo lei mostra più corpo di lui (quasi inevitabile in pubblicità), ma quelle gambe per aria, oltre che belle, sono forti, attive e reattive.

Perché alla fine i due tornano ad amarsi, cioè suonano di nuovo il pianoforte assieme: lo spot dunque metaforizza una vita di coppia allegra e dinamica, in cui l’intesa è fatta anche di contrasti, ma la relazione non è mai negata, anzi, è sempre gioiosa.

Peccato che nella versione breve il finale col pianoforte sia tagliato, a vantaggio della presa ferina della ragazza sul profumo. Che è un po’ il solito «Preferisco il prodotto alla relazione» che da anni in pubblicità tutti ripetono. Un messaggio che non mi piace, non solo perché è poco originale, ma perché alimenta – 10, 100, 1000 spot che lo ripetono – una cultura dell’allontanamento invece che della relazione costruttiva fra i generi sessuali.

Prada Candy 2011, versione lunga col pianoforte finale:

Prada Candy 2011, versione corta senza pianoforte finale:

Abbiamo già parlato di guerra (vs. relazione costruttiva) fra i sessi qui:

Educare le bambine e i bambini ai media e alle relazioni fra i generi, 23 settembre 2011

Il cuore di Algida, 1 giugno 2010

La bella solitaria della Schweppes, 18 giugno 2009

La guerra dei sessi 2, 4 giugno 2008

La guerra dei sessi, 3 giugno 2008


23 risposte a “Un’allegra zuffa fra i sessi

  1. Sono state tagliate anche molte altre scene.
    Gran parte di quella iniziale dove suonano insieme…
    Quando eroticamente ballano guardandosi negli occhi…
    E anche parte del volo di lei contro la parete!
    Devo dire che la versione breve, che è poi l’unica che avevo visto fino a pochi minuti fa, non mi piace affatto: la trovo quasi fastidiosa!
    Mentre l’altra mi trasmette appunto la metafora di vita di coppia allegra e dinamica, a volte fatta anche di contrasti, ma propensa al riavvicinamento, e quindi la preferisco. Il messaggio non è fuorviato.

  2. La versione lunga è il sogno dei preti.
    La versione corta è la realtà dei divorzisti.
    In ogni caso la donna scappa col bottino.

  3. Ugo: la versione lunga è il sogno dei preti? Be’, conosci preti interessanti…😀

  4. Sbaglio forse? I sogni dei preti son tutti bellissimi. Altrimenti solo un carcerirere avrebbe potuto ostinarsi a volere due persone unite per sempre.

  5. Ugo, ma lo spot lungo mica dice che sono uniti per sempre: dice semplicemente che sono pronti a ricominciare daccapo. Suonare e azzuffarsi, evviva. Come fanno i bambini, che dicono sempre «ancora», quando il gioco gli piace. E chi lo sa se è per sempre.

    Sei tu che, etichettandolo come «sogno dei preti», pensi «per sempre».😀

  6. Hai ragione. Allora diciamo che è il sogno di Pappalardo?🙂

  7. COME SEI BANALE UGO, la minestra riscaldata non è mai buona…avverto tristezza e tante scemenze…sono stanca di ascoltarle, questi concetti sono poveri e banali, anche l’esistenza diventa povera e banale se non viene vissuta cn l’amore nel cuore e nella mente…se ragioni con la mente…attento che ti fotte…la mente….mente!ti fa vivere una esistenza falsa e illusoria….mi di spiace ma sei tu che sogni… non i preti!

    La sete di conoscenza, questo è il desiderio d’Amore. Chi cerca veramente l’Amore, non potrà che cercarlo ovunque non sapendo con certezza dove trovarlo. E alla fine scoprirà che può trovarlo solo dentro se stesso, unendosi al proprio Spirito, al proprio vero Io, una scintilla divina dell’Amore, ossia dell’Assoluto. L’Assoluto è l’Amore e l’Amore è l’Assoluto, sono sinonimi.
    è inutile cercare l’Amore dentro di sé se prima non lo si è cercato al di fuori di sé, per il semplice motivo che per conoscere il proprio vero Io è necessaria la comprensione dell’ambiente che ci circonda: solo comprendendo ciò che non è il nostro Io possiamo comprendere ciò che è il nostro Io.

    Questo è ciò che hanno cercato e insegnato i veri Maestri spirituali: l’Amore.
    Onore ai preti e alle persone che vivono seguendo questo concetto.

  8. Esteticamente qualcosa non mi funziona, sento forte la tesi, la fatica di rappresentare una semantica diversa, per cui questo un pochino prevale sulla fluidità. Ma è vero che è molto allegra e mi piace molto proprio il fatto che anche lei sia molto bella, bella in modo iconografico e tradizionale – e pure che si vedano le gambotte. Non è solo come dici te che in pubblicità nze ne po’ fare a me, ma è che il profumo è un oggetto caro alla comunicazione sessuale, un oggetto con cui una donna vuole sentirsi bella, ed è sano e giusto che una comunicazione su un mezzo dell’estetica proponga la possibilità di una gnocchitudo paritaria ecco🙂 ottimo tentativo si.

  9. Abbiamo capito che alle neo-fem piacciono le favolette capitalizzate (cfr. il caso Fiorello) e aborrono carne e sangue. Detto questo l’ambientazione dello spot è terribile: sempre questo sfarzo al limite del credibile. I due poi non fanno altro che reinterpretare passivamente decine di immagini da musical, svilendole. La loro presenza fisica è il nulla assoluto.
    Ora se uno ha negli occhi Fred Astaire e Cyd Charisse si fa una risatina e tutto finisce lì. In caso contrario siamo indotti ad assimilare questo finto scontro danzato come elemento di progressiva edulcorazione dello scontro reale. Il che genera violenza interiore, poiché l’essere umano ha necessità di vivere lo scontro reale per assimilarne la tensione della vita e liberare poi la propria energia in senso positivo. Il che significa che la rappresentazione a immagine simbolica deve avere sempre una portata di contenuti “forti”, tali cioè da impedire il più possibile la neutralizzazione del reale. La finta violenza produce violenza perché prosciuga il nostro sentire attraverso l’ipocrisia (il cinema violento produce violenza quando la violenza rappresentata è violenza ipocrita); al contrario il vissuto reale (il caso del falso stupro di Torino; e non il massacro di Firenze che ha ricondotto l’attenzione sul maschile), e l’interpretazione profonda del reale (guardarsi un film di Wakamatsu per esempio, dove le donne vengono sì massacrate ma liberate dalla loro condizione di schiavitù), ci insegnano a metabolizzarla, interpretarla e a superarla (“amarla” direbbe Hillman). La rappresentazione, artistica in particolare, si pone nel mezzo come tramite: la potenza di un Caravaggio o di una Artemisia ci schiantano tanto quanto un vissuto reale (si amano alla follia scene di pura violenza). Anche la danza può assurgere a tali livelli. Anche la pubblicità potrebbe farlo (combattendo il capitalismo selvaggio). Qui invece siamo sempre di fronte ad un lavaggio del cervello per beoti che, prima o poi, esploderanno facendosi veramente del male.
    Consigli per le danze di fine anno:

  10. @Luziferszorn
    Ma come? Scomodi Caravaggio e Wakamatsu per affossare la leggerezza gradevole di un quattro mani che diventa quattro piedi? In ballo c’è un profumo per donne, non per Marx.
    Però questa volta non hai tirato fuori l’aggettivo “reazionario”. Mi sembra un deciso miglioramento analitico.🙂

  11. Belli i mutandoni rosa della nonna :))

  12. Capisco, Ugo. Ma non riesco a ragionare per compartimenti stagni. Nella testa ho ancora il caso del falso stupro di Torino e l’intervista rilasciata dalla ragazza che rende chiara la situazione drammatica, di vuoto allucinato, in cui versano molti adolescenti all’inizio di questo secolo. Se questo vuoto vogliamo riempirlo con ideologie cattolico-reazionarie (eccoti accontentato) e una televisione (e una pubblicità) ipocritamente gentile e beneducata, privata di ogni gesto rivoluzionario e trasgressivo, allora preferisco un gran culo che mi sculetta davanti al naso, sicuro che questo sia meno dannoso della finzione patinata dei due deficienti di cui sopra, Con buona pace delle neo-fem….🙂

  13. icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  14. Anch’io apprezzo i mutandoni, e poi se per vendere un profumo bisogna rappresentare senza volgarità (mentale), mettendole in scena, dinamiche vere, e vere anche nell’amicizia, non solo nell’amore, meglio così che tutto quello che si è visto finora.

  15. è una pubblicità molto bella, sono stato colpito soprattutto dai colori, il contrasto tra le pareti rosa (con le rifiniture in oro, accordati con i capelli biondi della ragazza) contro i vestiti neri (così come i capelli di lui) e il pianoforte, come se (a mio parere) volessero dare un’altra profondità all’intera scena, come se lo sfondo fosse una cosa superficiale, mentre loro due che ballano (e il pianoforte lì dietro) facessero parte di un universo ancor più profondo..
    (solo ora rileggendo il commento mi accorgo che sembra che sto parlando del film Inception🙂 )
    ovviamente è una mia impressione..🙂
    Luca

  16. Parole condivisibili però a me lo spot non piace.Mostra una sorta di tango ma è troppo violento a mio parere. Secondo me in un Paese come il nostro, dove la violenza domestica è altissima uno spot simile mi da fastidio a vederlo anche se la forza tra uomo e donna qui è rapprsentata uguale. Poi non so, non vorrei che certi ragazzini vedendo lo spot si convincessero che è normale azzuffarsi e magari credendo che sono sempre le donne ad iniziare un litigio porti a fargli pensare che se un marito picchia la moglie la colpa è di lei che ha iniziato o magari che pensino che è giusto alzare le mani su una donna credendo che lei possa difendersi, mentre si sa che spesso non è così. Boh sono perplessa è controverso quello spot, ma almeno sono contenta di vedere che almeno per una volta non c’è nessuna donna oggetto sessuale.

  17. per quanto riguarda il fatto che tornano ad amarsi…mi fa rabbrividire.

  18. Non è “controverso” questo spot, è neopuritano. Guardatevi il video con Zappa e capirete la differenza.

  19. mary, stai esagerando. in questo spot, immerso in una cornice patinata volutamente irreale e non seria,non c’è violenza c’è una “zuffa danzante” giocosa che avviene chiaramente tra due innamorati che giocano alla lotta quasi come bambini, io sono d’accordo con giovanna
    e poi per quanto mi riguarda bravo appassionato di horror ho visto immagini ben più violente e realistiche e non vado in giro a picchiare la gente

  20. Se vuoi immagini realistiche guarda i doc sui campi di sterminio o i pestaggi di piazza Tahrir.

  21. comunque Zappa fa musica, fa spettacolo, arte non fa comunicazione commerciale..non so quanto sia corretto mettere il suo spettacolo (lo spezzone è molto bello) a paragone con lo spot di un profumo..in comune ci sono un uomo e una donna che simulano un incontro-scontro con il ballo ma il tutto dentro cornici diverse, linguaggi diversi,con obiettivi diversi

  22. “Se vuoi immagini realistiche guarda i doc sui campi di sterminio o i pestaggi di piazza Tahrir.”

    quelle purtroppo sono immagini di violenza reale, documenti, non immagini realistiche o iperrealistiche (fino al grottesco) come possono essere quelle di alcuni tra i miei film preferiti..ma sono ot, chiedo scusa

  23. Checché tu ne dica, Mary centra perfettamente il punto quando indica come fastidiosa la riappacificazione finale. Finale tipicamente consolatorio. E vissero felici e contenti…. Nel video di Zappa questo non avviene. Accettare lo scontro significa accettare anche la sconfitta, la sofferenza, il dolore.

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