Archivi del giorno: lunedì, 19 dicembre 2011

Corrado Passera a «Che tempo che fa»: una buona prova di comunicazione

Ieri Fabio Fazio durante «Che tempo che fa» su Rai 3 ha intervistato per quasi mezz’ora il ministro dello Sviluppo Economico, Infrastrutture e Trasporti Corrado Passera.

Notevoli, dal mio punto di vista:

  1. La chiarezza con cui Passera ha saputo semplificare e spiegare diversi passaggi intricati della manovra economica.
  2. L’insistenza nel giustificare gli aspetti più contestati della manovra (tasse, pensioni, iniquità) in base (a) alla necessità di «mettere in sicurezza» l’Italia (lo ripete tre o quattro volte), per non farci fare «la fine della Grecia»; (b) alla ristrettezza dei tempi («solo dieci giorni»); (c) alla criticità della situazione («altrimenti non ci sarebbe stato questo governo»).
  3. La sua capacità di catturare l’applauso («I ristoranti non sono tutti pieni») e di presentare come «equo» esattamente ciò che altri dicono «iniquo»: «chi più ha più paga», «sulla prima casa si paga meno che sulla seconda e terza» (ci mancherebbe!) e così via;
  4. La perentorietà di alcune affermazioni, per cui appare come uno che sa cosa vuole, sa che può e sa pure come arrivarci: «Non ci saranno altre manovre» (in risposta a Tremonti che, da Lucia Annunziata qualche ora prima, aveva previsto invece altre manovre); sulle liberalizzazioni non riuscite: «Non finisce qua, ci torniamo»; sull’asta delle frequenze tv «Può essere una cosa un po’ diversa: io mi sono preso l’impegno di approfondire l’argomento e farò una proposta». Sono promesse impegnative (anche se l’ultima è meno netta delle prime), e a questo punto vedremo se e come riuscirà a mantenerle.

Ma è notevole soprattutto la fine, quando Passera simula di essere essere sorpreso e di trovarsi in difficoltà per le domande di Fazio (secondo me concordate) sul suo conflitto di interessi e sulla sua intenzione di impegnarsi in politica oltre l’esperienza del governo Monti.

Sulle azioni di Intesa San Paolo dice: «Le vendo e basta. Fase nuova».

E sulle sue intenzioni di «fondare il grande centro», risponde: «Chi lo sa, certo non mi aspettavo di venire [ma chi ci crede], non so se sono capace [fa il modesto], non so se imparerò in tempo [fa il modesto 2], ma occuparsi del bene comune è il più bello dei lavori [lo fa per l’Italia], vedremo. Al che, Fazio: «Tanto più che ora non ha neanche più un’azione da parte», e lui: «Tra l’altro».

E così sia: Passera ha tutte le intenzioni di fare politica e ha usato il salotto di Fazio per comunicarlo. Fra l’altro mi sembra pure che abbia qualche chance come comunicatore: la sua capacità di nascondere la polvere sotto il tappeto e di presentare «il meglio di» è stata buona. Certo, ben spalleggiata da Fazio, ma comunque degna di nota.

Intervista a Corrado Passera, prima parte:

Intervista a Corrado Passera, seconda parte: