«L’Italia prima di tutto», dice il Pd

Questo è un volantino del Pd che gira per l’Italia dal 6 dicembre scorso (clic per ingrandire):

L'Italia prima tutto Pd nazionale

Che cos’è? Un ordine? (Uscite dall’emergenza! Preparate la ricostruzione!) L’espressione di un desiderio? (Oh, come sarebbe bello uscire dall’emergenza e preparare la ricostruzione…)

No, un titolo. Che annuncia un testo che sta sul retro (clic per ingrandire):

Testo del volantino del Pd

Dal volantino nazionale (se ben capisco) il Pd Emilia-Romagna ha tratto, per sottrazione, un manifesto che ha distribuito per tutta la  regione:

L'Italia prima di tutto Pd ER

Una passa in auto o a piedi, lo vede e si chiede: embè?

Diciamo che il Pd avrebbe potuto risparmiare i soldi. Nella migliore delle ipotesi, queste affissioni non aggiungono né tolgono senso, è come non ci fossero. Nella peggiore, sembrano un’ammissione di marginalità, di inutilità dell’agire del Pd. O una richiesta di scuse indirizzata agli scontenti della manovra per l’appoggio che il Pd ha dato al governo.

14 risposte a “«L’Italia prima di tutto», dice il Pd

  1. Cara Giovanna,
    anche io non risparmio critiche alla comunicazione del PD che quando non è sbagliata è perlomeno timida. In questo caso, però, mi sembra che il messaggio sia chiaro e diretto: in questa fase d’emergenza il PD antepone gli interessi del Paese a quelli di partito. Un concetto di facile ed immediata lettura. Non sei d’accordo?

  2. Anch’io concordo con Antonio, è la diretta e immediata ammissione di una scelta non vantaggiosa per il partito (i sondaggi lo danno come primo partito, e non è detto che resti così fino alle elezioni post-monti), anteponendo gli interessi del Paese in emergenza.

    Se proprio si vuol criticare qualcosa di questo volantino/manifesto del PD lo si può fare dicendo che è molto legato a questioni politico/partitiche ed è partito-centrico, quindi per tutta quella fascia di italiani che non segue il dibattito politico/partitico risulta totalmente banale, al limite del non sense.

  3. non capisco se il PD non ha nulla da dire, o se non sa dire ciò che pensa. Temo la prima!
    Comunque per me il manifesto non è poi così chiaro Antonio, ad esempio, io l’avevo interpretato come “l’interesse nazionale prima degli interessi internazionali ed UE”! e mi ero detta “toh, mi son diventati nazionalisti”!🙂

  4. Linguaggio da Forza Nuova per difendere politica da PdL.

  5. Il commento di Emanuela mi ha fatto pensare che probabilmente un tentativo di ambiguità vi è stato. Perché dico “tentativo di ambiguità”? Perché è cercato e non casuale. Potrebbero aver pensato che quello che è venuto in mente ad Emanuela, sarebbe potuto venire in mente a molti “padani” scontenti, ma non perché sia nazionalista, bensì perché anti-europeista!

    Il problema nasce dal fatto che invece di produrre una comunicazione articolata e disegnata su misura a seconda delle particolarità dei territori, si risolve producendo messaggi vaghi che acquistino poi senso a seconda dell’interpretazione che chi legge può dare. In questo modo, lo stesso manifesto al nord potrebbe venir letto come anti-europeista e al sud come nazionalista. Nel caso segnalato dalla Professoressa Cosenza, possiamo vedere come delle federazioni Regionali adattino il volantino, per cercare di spiegare ciò che il PD sta cercando di ottenere dall’appoggio al governo tecnico. Portando l’interpretazione della frase “L’Italia Prima di Tutto” sul tema dell’appoggio al governo Monti.

  6. ERRATA CORRIGE: Nel caso segnalato dalla Professoressa Cosenza possiamo vedere come la federazione Regionale dell’Emilia Romagna adatti il volantino per cercare di spiegare ciò che il PD sta cercando di ottenere dall’appoggio al governo tecnico, portando l’interpretazione della frase “L’Italia Prima di Tutto” sul tema dell’appoggio al governo Monti.

  7. Certo, un partito deve saper parlare a tutti ma su un tema come quello dei sacrifici, del rigore e dell’equità “promesse” dal governo Monti, mi pare sia prevalsa, giustamente, una rassicurazione unitaria destinata innanzitutto alle tante anime degli iscritti e degli elettori del PD che, in questo momento, appaiono pieni di dubbi. Poi, naturalmente, a tutto il Paese. Un claim sintetico deve selezionare le priorità e rendere riconoscibile una linea. Per me, comunque, il concetto è strategicamente centrato e politicamente molto robusto.

  8. Da indiscrezioni riportateci dai frequentatori più graditi ai vertici del Partito, pare che il dipartimento comunicazione sia stato recentemente oggetto di pesanti critiche. Preso atto con meritevole realismo delle fallimentari campagne che hanno martoriato masochisticamente il PD fin dal suo battesimo, la Segreteria ha deciso che è giunto finalmente il momento di cambiare, di adeguarsi ai nuovi linguaggi della comunicazione, di svecchiare l’antiquata retorica del passato, alal ricerca di quei valori della modernità che il momento ci richiede.
    Un grande Partito che ambisce a governare in tempi così incerti deve avere il coraggio di rischiare nelle proprie scelte senza appiattirsi sulla facilità del già detto. Diranno che non si mette a capo della comunicazione un giovane misconosciuto, seppur talentuoso a nostro avviso. Ripeteranno, come sempre, che siamo un Partito che azzarda troppo e rifiuta per ogni conservatorismo. Ma il Pd è fatto così: un partito che non guarda indietro se intravede l’entusiasmo del futuro.
    Di questo nostro Partito che guarda al domani e lascia spazio ai giovani siamo perciò onorati di presentare in anteprima lo slogan con cui l’esordiente Giosuè Carducci ci ha convinto fin dal primo colloquio di lavoro:

    “L’Italia avanti tutto! L’Italia sopra tutto!”

    Per il Tricolore, G. Carducci, 7 gennaio 1897
    (discorso tenuto nell’atrio del Palazzo civico di Reggio Emilia per le celebrazioni del primo centenario del tricolore)

  9. @ Emanuela

    tu scrivi: “non capisco se il PD non ha nulla da dire, o se non sa dire ciò che pensa. Temo la prima!”
    La difficoltà di comunicazione del PD, secondo me, dipende anche dal fatto che nel PD convivono due linee opposte. Non sto a definirle in termini generali. Oggi in pratica una è pro-Monti (la sostiene Enrico Letta, vicesegretario del PD), l’altra è pro-CGIL (la sostiene Stefano Fassina, responsabile del settore economia).
    Siccome Bersani e forse l’intera dirigenza del PD preferiscono non scegliere fra queste due linee, il loro messaggio è inevitabilmente ambiguo e vago, ai limiti della vacuità rilevata da Giovanna in quel volantino.

    Personalmente credo che, se la dirigenza del PD trovasse il coraggio di dichiarare una scelta netta sulla linea Draghi-Monti (l’unica oggi sensata) e riuscisse a spiegarla con grande chiarezza e sostenerla con grande energia, aumenterebbe i suoi consensi.
    Nel dubbio riguardo a cosa sia elettoralmente più conveniente, preferiscono essere prudenti e stare nel vago.

    (Anche il PdL ha un problema simile)

  10. avessero scritto “stiamo lavorando per voi” sarebbero stati più chiari. il problema è che non si sono accorti che la direzione lavori la stanno facendo i banchieri..

  11. @Ben
    Purtroppo non sono d’accordo. Ragioniamoci su: il Pd è un partito di ritardatari, letteralmente, non solo nella scelta degli slogan. Un partito che realizza il compromesso storico con 30 anni di ritardo brindando al mor(t)o. Ora, se accettare che un comunista condividesse lo stesso partito di un democristatino aveva senso negli anni ’70, andando al potere con una maggioranza assoluta pesantissima, qualcuno si domanderà che criterio abbia motivato la nascita di un partito che oggi non ha nemmeno il 30% dei consensi assoluti (e meno della somma dei due partiti che l’hanno originato) pur annoverando al suo interno 18 correnti piene zeppe dei democristiani odiati da sempre (e si pensi all’ultimo arrivato, Matteo Renzi, un ciellino democristiano che non è di CL e non è della DC).
    Mi pare logico che un partito così sgangherato non abbia la minima idea di cosa dire e cosa fare. Quel che è triste è appunto il fatto che nonostante sia un partito contraddittorio che tiene assieme un Ichino e un Fassina, non incassa elettoralmente granché da questa ambiguità (caso unico tra i partiti che si voglioni di centro). Il che la dice lunga sulla stupidità dell’operazione Veltroniana.
    Immaginati cosa incasserebbe eliminando il nocciolo duro dei filosindacali e filo pensionati…

  12. @Ben, sono assolutamente d’accordo con la tua lettura della situazione. Credo che per un partito tenere il “piede in due scarpe” sia comunque deleterio a lungo andare… si rischia di perdere sia una che l’altra!

  13. Da anni sbraitiamo:

    1) basta manifesti che imbrattano le città
    2) e comunicazione concreta e non fuffosa.

    Eh.

  14. @Ugo
    Neanch’io sono tanto d’accordo con quello che ho detto.🙂
    Voglio dire che probabilmente il PD non può adottare una linea chiara per le ragioni che dici tu. Quindi il mio “personalmente credo [che il PD aumenterebbe i suoi consensi se sposasse apertamente la linea Draghi-Monti]” è probabilmente un auspicio abbastanza patetico.😦

    Però prima o poi verrà pur fuori un partito che dica la verità, almeno in parte, e faccia quel che serve, almeno il minimo necessario a evitare catastrofi — un minimo necessario purtroppo molto impegnativo, oggi e nei prossimi anni.
    Ogni tanto nella storia succede, quando catastrofi incombono. Se non sarà il PD, potrà essere qualcun altro.
    Penso convenga dare un po’ di credito a chiunque accenni a muoversi in questo senso, Matteo Renzi incluso.

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