Archivi del giorno: mercoledì, 21 dicembre 2011

Umberto Eco e Matteo Salvini a «L’infedele»: su leghisti e razzismo

Lunedì sera, in chiusura di un’intervista a «L’infedele», Umberto Eco dice una frase che immediatamente suscita la protesta di Matteo Salvini, della Lega, presente in studio.

Dice Eco: «Ogni posizione politica crea i propri folli marginali. Se in Italia esiste la Lega, poteva esistere anche Casseri».

Al che Salvini subito si altera: «Sono a disagio perché, va bene dar voce agli intellettuali, però sentire Eco, che può aver scritto i libri che vuole, dire – e mi piacerebbe che lo rimandaste in onda, altrimenti me ne vado – dire “Se in Italia esiste la Lega, allora c’è anche spazio per uno come Casseri”, è una bestialità. Può essere un professore, un intellettuale, può aver scritto dei bei libri che ho letto, ma liquidare tre milioni di elettori della Lega al nord alla stregua del mostro, dell’assassino di Firenze, è una fesseria, è una cazzata, è sinonimo di ignoranza».

Ora, di solito Eco pesa bene le parole che usa. E anche in questo caso l’ha fatto.

Eco infatti non ha detto qualcosa come «tutti i leghisti sono come Casseri», che sarebbe scorretto nei confronti dei milioni di elettori che votano Lega, sono sani di mente e niente affatto razzisti.

Eco ha detto che, all’interno dello sfondo culturale in cui la Lega si muove, possono nascere forme di «follia marginale» come quella di Casseri, il che non solo è vero, ma qualifica il fenomeno come «marginale», e dunque fa il contrario di una generalizzazione, che vuol dire attribuire alla totalità di un insieme le caratteristiche di un suo sottoinsieme o, peggio, di un solo esemplare di quell’insieme.

Analogamente capita a qualunque posizione politica, ha specificato Eco. Nel dicembre 2009, aggiungo io, l’antiberlusconismo produsse per esempio il caso di Massimo Tartaglia, lo psicolabile che colpì Berlusconi in faccia con una statuetta raffigurante il duomo. E altri esempi si possono fare.

Ora, un po’ di provocazione, sapendo che in studio c’era Salvini, secondo me Eco ce l’ha messa. Poteva immaginare benissimo che la reazione sarebbe stata quella. E poteva pure immaginare che molti leghisti, vedendo la scena da casa, avrebbero pensato e reagito esattamente come Salvini, sentendosi tutti liquidati come l’assassino di Firenze.

In altre parole, se Eco fosse stato un politico o un giornalista, avrebbe dovuto evitare la frase o fare una ulteriore precisazione. Aggiungere una spiegazione. Ma nella sua posizione non credo debba spiegare nulla. Basta semplicemente rivedere l’intervista.

L’intervista comincia dal 3° minuto in poi e dura circa 5 minuti: