Riflessioni prenatalizie su blog, emozioni, accettazione dell’altro. E mille auguri per tutti

Da due giorni ho un blog anche sul Fatto quotidiano. Non toglierò tempo e risorse mentali a questo, che per me resta al primo posto e anzi – preannuncio – fra pochi giorni cambierà veste grafica, perché ho bisogno di riorganizzare l’impaginato per far emergere (e riemergere) temi e sezioni. E far nascere cose nuove.

Userò lo spazio che il Fatto mi offre (anche) per tirare le fila delle discussioni che facciamo qui. Per verificarle con un pubblico più ampio, vedere se resistono alla prova dell’alto tasso di partecipazione emotiva che spesso esprimono i lettori del Fatto.

Mi interessa il rapporto fra emotività e razionalità. In questo spazio tendiamo tutti ad argomentare e documentare quel che diciamo, molto più che in altri blog. E di questo sono sempre grata ai lettori di Dis.amb.iguando. Altrove invece i lettori tendono a entusiasmarsi o insultare, osannare o deridere con più facilità. Il che può creare effetti aberranti: la blogger si può gasare per poco, come può sentirsi ferita per poco. Ma l’emotività propria e altrui può anche essere un buon banco di prova per la tenuta di ciò che si ha da dire. Una prova a cui non voglio sottrarmi.

Ho aperto la mia collaborazione col Fatto con un pezzo dal titolo Gli italiani sono razzisti?, in cui ho ripreso alcuni ragionamenti che abbiamo fatto nelle ultime settimane (e non solo).

Voglio rilanciare qui il modo in cui ho concluso sul Fatto: penso che l’accettazione dell’«altro» – altra pelle, altra razza, altra religione, ma anche altro sesso, altra età, altra abilità fisico-cognitiva, altra idea politica – l’accettazione profonda, autentica, libera da tutte le ipocrisie del politically correct, cominci solo quando ammettiamo, con noi stessi e con gli altri, che dell’altro non tutto ci piace, non tutto è bello, colorato, gioioso. E anche se non ci piace, va bene così.

Per questo la sinistra sbaglia quando parla di integrazione dipingendone solo le meraviglie. Per questo il «volemose bene» fa più danni di quel che si immagina, perché lascia solo agli estremismi intolleranti e razzisti la possibilità di esprimere disagi, ansie, preoccupazioni per tutto ciò che dell’altro non riusciamo a capire o semplicemente a mandar giù, perché non ci piace.

Integrazione, invece, vuol dire anche starsi reciprocamente sulle scatole per mille ragioni e mille torti da ambo le parti, e non raccontarsi che non è vero, ma riuscire lo stesso a negoziare sempre pacificamente i propri e altrui spazi, a mediare e convivere, anche se non vogliamo diventare amici intimi di quel qualcuno con cui mediamo.

Il che vale per il migrante di cui non ti piace l’odore che lascia sul bus del mattino, come per gli adolescenti che fanno casino in strada alle tre di notte. Ma vale anche per il marito (o la moglie) che ti fa saltare i nervi quando lascia l’asciugamano «storto». Ed è cosa reciproca, naturalmente, perché anche al migrante non piace il tuo odore e ai giovani casinari nessuno toglie dalla testa che se vai a letto prima di mezzanotte sei da buttare. Mentre per il marito (o la moglie) l’asciugamano è dritto come lo piega lui (o lei), mica come lo pieghi tu.

Detto questo, propongo un Merry Christmas d’annata con i Ramones. Auguri, eh.🙂

25 risposte a “Riflessioni prenatalizie su blog, emozioni, accettazione dell’altro. E mille auguri per tutti

  1. Brava Giovanna! (cit.)
    Ne so una più del diavolo: l’altro giorno mentre tiravo pesci in faccia a Ben ho scritto che eravamo alla frutta🙂
    Un mese fa ho fatto prove di auto-eliminazione ma sono subito risorto.
    Ora avevo scritto un messaggio sulla “casta diva” ovvero la casta delle neo-fem, e tu mi precedi dicendo che te ne vai da quei “maschilsti” del Fatto.
    Eh…Già! Ma là io non ci scrivo perché essi censurano (mica come qui!).
    Va bene. Non ci so fare negli addii.
    In culo alla balena per il 2012!
    sempre vostro
    lz

  2. rilancio con:

  3. Grande Matteoplatone!😀

    Eh, luziferszorn, che fai: mi diventi buono proprio a Natale? Non sia mai, eh.😉 Ricorda che sono sempre una «beota neo-fem» che apprezza le pubblicità «reazionarie», appartiene alla «casta» degli universitari… e mille altre invettive che sei molto più bravo di me a inventarti.

    Su un’unica cosa non sono d’accordo con te: questo blog non è alla frutta. Non finché sto bene e ne ho le forze, almeno. E incrocio pure le dita. E tocco pure…

    Insomma: buon anno anche a te.
    😀

  4. Lascio qui i miei auguri a tutti con la speranza (ebbene sì, uso questa parola che da monicelliana tendo a detestare) di un 2012 a colori mischiati.

    Che ognuno trovi i suoi spazi, per arrabbiarsi o calmarsi, dibattere, sbagliare o far le cose per bene (che è un po’ la storia dell’asciugamano storto!), ma in ogni caso per continuare a pensare, possibilmente a voce alta. Buon coraggio a tutti, e soprattutto buona costruzione.

  5. Buongiorno,
    ho letto il suo articolo sul razzismo nel blog del Fatto, e mi ha colpito positivamente questo passaggio che lei mette in evidenza:

    “L’attenzione al linguaggio è importante: le parole possono tradire impliciti, scale di valori, emozioni, di cui chi parla a volte non si rende conto. Perciò un uso controllato delle parole è fondamentale, specie da parte di chi ci lavora, come i giornalisti.”

    Poichè sono l’ autore di questo:
    http://ilpaccoquotidiano.wordpress.com/2011/12/14/marco-travaglio-un-razzista-ignorante-bugiardo-e-senza-vergogna/
    sarei interessato a sapere un suo parere riguardo alle osservazioni sul linguaggio di Travaglio e il razzismo che ho evidenziato.

    Cordialità e Auguri

  6. icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  7. Un altro blog da leggere… sic!🙂
    Dici parole sante: integrazione significa “convivenza pacifica”, non “vogliamoci bene”.

    E in una coppia il proprio armadio è sempre più in ordine di quello dell’altro partner. Scientifico. ‘-)

  8. Sebbene “Il Fatto Quotidiano” cartaceo sia di una bruttezza grafica perversa e incredibile e sia strutturato come un qualsiasi altro giornale vecchio, banale e déjà-vu, in rete lo seguo invece con interesse e complicità. E così, proprio stamattina, ho scoperto con grande piacere la freschissima new entry GC.
    Benvenuta e ben ritornata, carissima compagna di bisbocce attaccabottoni e attaccabrighe, come piacciono a me…

    Till

  9. Ottima scelta musicale per gli auguri!🙂
    Alla fine hanno ragione…punk’s not dead.
    Auguri a tutti

  10. Solo un ringraziamento, vivissimo, per il tuo straordinario blog, e un augurio affettuoso a te e a tutti quelli che hanno il piacere (e il privilegio) di leggerti. Adriano Zanacchi

  11. Grazie Giovanna per il tuo lavoro e auguri. Auguri a tutti ma soprattutto a Ben, il solo che ogni tanto mi si fila🙂
    Donatella

  12. donatella, Ben non è «il solo che ti si fila». Ci sono pure io che «ti filo», perché leggo tutti i commenti uno per uno. Dopo di che, purtroppo, non riesco a rispondere a tutti. E ad alcuni commenti non è necessario rispondere perché vanno bene così. Però «filo» tutti, ecco.

    Auguri e grazie a tutti. Uno per uno. E una per una.😀

  13. Giovanna scherzavo, era un modo per sottolineare il piacere dell’interlocuzione con Ben ma se non sapessi della tua grande attenzione, qui, non ci verrei e invece lo so e lo vedo dai contenuti dei post, tutti molto aderenti al dibattito che da te si svolge e con in più le tue proposte frutto di una relazione molto viva con il presente e le persone. Auguri per un continuo filarci🙂 e per il bene che rappresenta la possibilità di confrontarsi e di farlo stimolati da una magnifica intelligenza, la tua!

  14. Grazie Donatella. Mo’ divento rossa.😀

  15. grazie per il suo blog e per le riflessioni proposte, sempre molto interessanti!
    auguri di Buon Natale e felice anno nuovo, con la speranza che il suo lavoro al Fatto non ci privi di questo spazio. Giorgio Cipelletti

  16. Ho letto con piacere il tuo intervento sul Fatto. Posso solo augurarci che tu possa continuare su questa stessa falsariga: pacatezza e obiettività nell’esprimere i concetti; precisione nell’uso dell’italiano (spaziature, punteggiatura e maiuscole incluse); apertura alla critica e voglia di far riflettere più che di indottrinare. Caratteristiche queste che – a mio parere – mancano spesso nel Fatto, e ancora più nei blog da esso messi in evidenza.
    Staremo a vedere se il livello rimarrà pari a quello di dis.amb.iguando.

  17. Ho letto i 147 commenti al tuo primo post sul fatto, per capire come funziona la cosa, ma certo non potrei rifarlo.
    Dal mio punto di vista, i più interessanti sono i pochi che criticano il tuo post in modo argomentato. Ad esempio quello di MaAncheNo666 in cui spiega, su tua richiesta, perché se la prende con te e ti dà della paternalista.

    Mi rendo conto che scrivere su temi così ampi, di cui non si può avere una conoscenza specialistica, in meno di 3500 caratteri, comporta quasi inevitabilmente esporsi a giuste obiezioni. Le quali potrebbero però servire a correggere il tiro, in seconda battuta.

    Ad esempio, immaginandomi al posto tuo, i commenti di MaAncheNo666 (peraltro ingiustamente aggressivi) mi avrebbero indotto a correggere un passaggio del tuo post: da “…credo che in Italia il problema fondamentale non sia tanto il razzismo, quanto l’ignoranza…” a “…credo che in Italia il problema fondamentale non sia tanto il razzismo, quanto la diffidenza verso gli immigrati, alimentata da molti fattori, fra cui anche l’ignoranza…”. O qualcosa di meglio.😉

    Se fosse possibile, sarebbe forse utile una tua replica finale e complessiva ai commenti, in cui principalmente aggiustare il tiro sulla base delle obiezioni più serie.

    Ammiro il tuo coraggio e la tua generosità nell’affrontare una sfida così difficile. Davvero!🙂

  18. “Ammiro il tuo coraggio e la tua generosità nell’affrontare una sfida così difficile. Davvero!”

    LOL

  19. Ma Luz, absit iniuria verbis, te sito netà el cul co le ortighe?🙂🙂🙂

  20. Ben, grazie per esserti messo nei miei panni, leggendo tutti i commenti. E per il suggerimento. Ovvio che non posso cambiare un pezzo già scritto, ma solo fare tesoro dell’esperienza per aggiustare le parole dei prossimi.

    Anch’io, questa volta, mi sono messa nei miei panni leggendo TUTTI i commenti sul Fatto. Aaargh, lavoraccio. Tieni presente, però, che non sempre avrò il tempo di farlo. Qui leggo tutto anche se non sempre riesco a rispondere, lì non potrò. Insomma vedrò.😀

  21. Pingback: Docente renitente | Il Pacco Quotidiano

  22. WOW! Anche la Zanardo su il Fatto quotidiano. Non ce l’avevate detto, birbone! (o birbonesse?).
    Auguri per un 2012 di schianti🙂

  23. luziferszorn: Lorella Zanardo ha un blog sul Fatto da un paio d’anni, mese più, mese meno. Nessuna birboneria, sei solo tu che arrivi tardi. Auguri.🙂

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