Archivi del giorno: mercoledì, 18 gennaio 2012

Due pensieri sulla telefonata De Falco-Schettino

Incredulità, rabbia, pena, sgomento: sono le emozioni che ieri ho provato mentre ascoltavo la telefonata fra Francesco Schettino e Giorgio De Falco. Un misto intenso e confuso, che in pochi minuti si è tramutato in commozione, tanto che alla fine avevo gli occhi lucidi.

Fra i commenti che ho letto in rete, due meglio di altri esprimono ciò che ho pensato quando mi sono ripresa. Il primo è dello Scorfano, dal blog Sempre un po’ a disagio:

Sia innanzitutto messo agli inutili atti di questo inutile blog che io ritengo indegno e vergognoso il comportamento del comandante Schettino, che abbandona la nave che lui stesso ha portato ad affondare, mentre, viceversa, ritengo perfetto ed esemplare il comportamento del comandante della Capitaneria di porto, Giorgio De Falco, che cerca, dalla sua posizione, di salvare tutti i passeggeri della nave in avaria.

Detto questo, però, le grida di esultanza e di approvazione ammirata che ho sentito ieri (sul web ma anche nel bar vicino a casa) per quegli ordini di De Falco urlati al telefono, per quell’autorità «di cui avremmo bisogno», per il «padre» che si assume le responsabilità di tutti, per la «voce del dovere» (così oggi repubblica.it), per l’uomo «forte», con le palle, che non si tira indietro e mette il suo senso del dovere prima di ogni cosa (però lui era a terra, non dimentichiamolo), per il leader, la guida, il comandante, il dux, Caesar, l’uomo della provvidenza, l’incarnazione dell’autorità (militare, tra l’altro) che sa prendere in mano una situazione senza esitare e, soprattutto, al posto di tutti noi, per il capo che toglie a noi la necessità di valutare («è un ordine!») perché ha tutto deciso e valutato lui…; insomma, tutti questi osanna, reali e virtuali, mi hanno spaventato non poco, ve lo confesso. È meglio De Falco che Schettino, senz’altro; ma essere un popolo che ha bisogno di De Falco, magari no grazie, ecco. (lo Scorfano, Sempre un po’ a disagio, «Agli ordini»)

Il secondo è lo status che ieri Angelo ha scritto su Facebook:

«La telefonata tra De Falco e Schettino è drammaturgia pura: timbri, pause, ritmo ossessivo, eroe e antieroe. Immagino che tra poco non la ascolteremo più per ritrovare il fantasma della tragedia, il peso dei cadaveri, l’annaspare dei vivi, ma solo perché è così eccitante john-wayne-che- frusta-il-codardo. Entrerà nella nostra compilation, col reggae, i link sull’amore infranto e la nutella, Homer Simpson e la fame nel mondo.»

È così, caro Angelo, lo schermo televisivo farà questo. Anzi, l’ha già fatto.