Il primo spot della campagna elettorale di Obama

Va in onda domani in tv il primo spot elettorale di Obama. È un contrattacco diretto alla campagna sullo scandalo Solyndra avviata contro Obama qualche giorno fa dal gruppo di pressione conservatore «Americans for prosperity» e costata 6 milioni di dollari (vedi questo articolo su ABC News).

La campagna contro Obama è finanziata da «misteriosi miliardari del petrolio» e non è «legata a fatti», dice subito lo spot. Poi prosegue dicendo che, mentre i signori del petrolio lo attaccano, «independent watch dogs» sostengono che l’operato di Obama dal punto di vista etico è «senza precedenti», i posti di lavoro legati all’industria delle energie pulite si «espandono rapidamente» e la dipendenza dal petrolio straniero si riduce. In poche parole, Obama ha mantenuto la promessa di «rinforzare le regole etiche» fatta nella campagna 2008.

Lo spot contro Obama

Lo spot di Obama

5 risposte a “Il primo spot della campagna elettorale di Obama

  1. Meglio il petrolio e il gas, abbondante in America, o le energie “pulite” (termine ovviamente tendenzioso), forse assai più costose?
    L’unica risposta seria è fare i conti con cura — includendo nei conti ogni pro e ogni contro. Senza pregiudizi.
    Nei due spot non c’è nulla di questo, né nell’uno né nell’altro.
    Aspettiamo qualcosa di meglio, da una parte e dall’altra.

  2. icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  3. Giovanna, è l’ora di prendere una posizione più decisa anche contro la comunicazione di Obama. Ad esempio non può essere sottaciuto che lo spot del presidente propone un paradigmatico incipit cospirazionsita, a dimostrazione che retoricamente la denuncia di un complotto paga sempre a destra come a sinistra quando manchino altri alibi.
    Tra l’altro “2.7 million jobs in clean energy” con quella freccetta in rossa erezione sulla destra, seguita da un pudico “and espanding rapidly”,intenerisce per la debolezza degli argomenti che tentano di far scordare le cifre promesse nella campagna elettorale dal verde Obama che in molti, e non a torto, già chiamano il Bush nero.
    Più spavaldo è il claim che segue: “For the first time in thirteen years our dependence on foreign oil is below 50 percent”. Probabilmente vero, ma questo è tutto merito dell’altro Bush che con le sue deliberate guerrei ha formalmente permesso l’incluso nel computo nazionale delle produzioni degli stati invasi.
    Uno dei veri meriti di Obama non è ahimè incluso nel suo spot ma è presente nel tuo link alla sezione energyfacts, paragrafo Building a clean energy economy. È un sussulto di razionalità il suo: di tre soli punti citati, il secondo è il seguente: “The Obama administration issued a conditional loan guarantee for the construction of the first nuclear power plant to be built in the United States in decades. Once constructed, it will provide enough clean energy for 1.4 million people.”

  4. Correggo l’incomprensibile refuso:
    Probabilmente vero, ma questo è tutto merito dell’altro Bush che con le sue deliberate guerre ha formalmente permesso l’inclusione nel computo nazionale delle produzioni degli stati invasi.

  5. Amici miei, sono la prima a essere delusa dal “primo spot di Obama”. Mi sono limitata a descriverlo e postarlo, affiancandolo a quello che deve contrattaccare, senza aggiungere commenti miei, solo perché in questi giorni ho avuto giornate infernali in università e pochissimo tempo per il blog.

    Ma per fortuna ci siete voi…🙂

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