Proraso prende in giro gli italiani (specie maschi)

Lo spot «Il barbiere degli italiani», realizzato da White, Red and Green per Proraso, ci dà un’altra dimostrazione – dopo Sisal – di quanto sia difficile per la pubblicità italiana fare leva sui concetti di nazione, patria e bandiera.

Gli italiani riescono a pensarsi come nazione solo ridendo di sé, – devono essersi detti quelli di White, Red and Green – e noi gli diamo l’ironia che vogliono. È così che si prende in giro il «capofamiglia», perché «tutte le decisioni importanti» che prende riguardano al massimo dove appendere un quadro, e manco lo fa da solo; si ironizza sull’amore della «bellezza in tutte le sue forme», con un marito/fidanzato che, passeggiando con la compagna, si volta a guardare un’altra e viene preso a borsettate; si sbeffeggia la moda come «nostra bandiera», perché si riduce a una sfilata di panni appesi; si sorride sull’«idea tutta nostra dell’economia di mercato», che coincide col mercato delle erbe, e sul fatto che «restiamo giovani a lungo», mostrando un adulto viziato da mamma; si conclude infine con un tizio dal barbiere, che ha la faccia un po’ beota ma oh come si sente bello, perché ogni scarrafone è bello al barbiere suo.

Lo spot è impeccabile, nel senso che è adatto al target maschile, generalista e un po’ agé a cui si rivolge. Ma l’ironia è amara, perché tocca tutti i temi più gravi della crisi attuale: dai bamboccioni alla questione femminile, dalla crisi del made in Italy all’economia stracciona. Un altro specchio triste – come quello di Sisal – dell’Italia che siamo.

4 risposte a “Proraso prende in giro gli italiani (specie maschi)

  1. Diciamo che è più la White, Red and Green che ci prende in giro, anziché noi stessi. Se fosse al governo Berlusconi lo farebbe ancora di più.

  2. E’ vero quello che dici, è una pubblicità intrisa di stereotipi, alcuni dei quali anche un po’ sorpassati; però ammetto che mi fa sorridere (anche se non faccio parte del target!😉 ). La parte sul “capofamiglia”, mi sembra di vedere la mia famiglia, in cui da parte femminile si è sempre teorizzato che “comanda l’uomo” (mi riferisco a nonna e prozie – cioè alla generazione “vecchia” – non a mia mamma ovviamente) ma di fatto i loro uomini non hanno mai comandato un bel niente… e penso che a molti atri capiterà di riconoscersi in quegli stereotipi. La differenza che trovo con Sisal (spot orrendo e tristissimo) è che Sisal prende molto sul serio quegli stereotipi, qua c’è più un riderci su.

  3. Ripeto quel che ho detto sullo stesso spot un po’ di post fa… in particolare l’intera brevissima sequenza con la voce off “amiamo la bellezza, in tutte le sue forme” è veramente degradante, per gli uomini…offensiva per le donne.

  4. Tutto sommato non vedo male queste pubblicità. Non vedo che male faccia un pò di ironia, sebbene un pò amara. Del resto, se oggi l’Italia è questa, inutile prendersi in giro dicendo di essere presi in giro. E scusate il gioco di parole.
    http://allegriadinubifragi.wordpress.com/

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